Tutti gli articoli di Luca Siri

Ingresso nella Camera delle Meraviglie

«Abbiamo un desiderio: condividere con il maggior numero possibile di persone la bellezza della musica classica. Per farlo, la cosa migliore è ascoltarla dal vivo (in esecuzioni di qualità, ovviamente!) e poterne parlare a tu per tu con i musicisti, che la conoscono e la amano. Se siete curiosi di “capirci di più” o vi avvicinate, anche per la prima volta, alla classica… questo progetto fa per voi! Insieme entreremo nel laboratorio dei grandi compositori per ascoltare i loro capolavori (uno per serata) e scoprirne insieme i segreti. Lasciatevi sorprendere!»

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Ivo Pogorelich all’Unione Musicale

Il 27 novembre si è esibito a Torino Ivo Pogorelich, provocando nel più sabaudo di tutti i Conservatori un rimestìo di interesse per il grande evento, corredato di sala stracolma, facce note di critici e musicologi insigni e ingresso stipato di appassionati che tentavano di accaparrarsi un posto all’ultimo minuto. Il programma copriva tre secoli di storia della musica: il Settecento con la Suite Inglese n. 3 di Bach; l’Ottocento con la Sonata op. 22 di Beethoven, la Barcarolle e il Preludio in do diesis minore op. 45 di Chopin; il Novecento con Gaspard de la nuit di Ravel.

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OFT: Concerto d’inaugurazione

Aimez-vous Brahms? Vi piace quella severità vellutata, quella nostalgia pastosa, quel lirismo profumato di caminetto acceso? Nell’esecuzione della Sinfonia n. 1 al Conservatorio Giuseppe Verdi, con l’Orchestra Filarmonica di Torino, abbiamo ritrovato tutti gli ingredienti che ci fanno sentire a casa, accoccolati tra le braccia e sotto la barba del Vater Johannes, ma alzando gli occhi abbiamo scoperto il suo viso dimagrito, la barba rasata, l’aspetto paterno diventato quello di fratello maggiore.

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OSN Rai: Concerto d’inaugurazione

A presiedere la serata dal podio dell’arturico nonché toscaniniano Auditorium la sera dell’inaugurazione della nuova stagione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, il direttore principale James Conlon, lanciatosi prima nell’ouverture Egmont di Ludwig van Beethoven, poi nel Concerto in re minore per violino, pianoforte e orchestra di Felix Mendelssohn e infine nella Sinfonia n. 5 di Dmitri Šostakovič.

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Woody Allen alla Scala

Tra le molte iniziative del Teatro alla Scala c’è Progetto Accademia, ossia l’inserimento in cartellone di produzioni operistiche realizzate quasi interamente dagli allievi dell’Accademia Teatro alla Scala, a contatto per le prime volte con una esperienza formativa sul campo. Quasi interamente perché i giovani sono coadiuvati da professionisti e nomi celebri nel campo dell’opera e non solo, come, quest’anno, Woody Allen.

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Teatro Regio: la stagione 2019/2020

La prossima del Teatro Regio sarà una stagione particolarmente ricca. Ben diciassette titoli (un record) distribuiti tra opere italiane, francesi, tedesche, balletti, musical, opere-non-opere, opere celebri, opere meno celebri, persino una prima assoluta per l’Italia. E in tutto ciò c’è pure qualche nome interessante, tra registi, cantanti e direttori d’orchestra. C’è insomma di che farsi venire l’acquolina.

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Die tote Stadt debutta alla Scala

È andata in scena per la prima volta a Colonia e ad Amburgo nel 1920. Quasi cento anni dopo trova finalmente il suo debutto (o meglio, la sua consacrazione) nel Tempio: stiamo parlando dell’opera Die tote Stadt di Erich Wolfgang Korngold, di cui abbiamo visto la recita del 3 giugno al Teatro alla Scala.

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L’italiana in Algeri al Teatro Regio

Mercoledì 22 maggio è andata in scena al Teatro Regio la prima dell’Italiana in Algeri di Gioachino Rossini, ed è stato subito pienone, come ci si aspetta quando la serata offre un titolo così amato e popolare. Grazie a una semplicissima trama (una donna, l’italiana Isabella, accompagnata da uno spasimante che lei non si fila, messer Taddeo, s’imbarca per cercare il suo vero amante, Lindoro, caduto nelle grinfie del bey d’Algeri, Mustafà, e lo porta in salvo approfittando del potere che le sue doti femminine esercitano sull’assatanato sovrano) il pubblico è svincolato dal compito di tenere a mente una vicenda intricata e può così lasciarsi andare e ridere, che poi è lo scopo principale di una farsa, in questo caso della sottocategoria ‘turcheria musicale’. Le risate, infatti, anche questa volta non sono mancate.

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Unione Musicale: la stagione 2019/2020

Presentata al Teatro Vittoria la prossima stagione dell’Unione Musicale

L’Unione Musicale, punto di riferimento a Torino per la musica da camera (soprattutto, ma non solo), ha presentato il cartellone della stagione concertistica 2019/2020 mercoledì 22 maggio al Teatro Vittoria, nel foyer del quale campeggia tuttora un lungo striscione che si estende per due rampe di scale, e che altro non è che un elenco di tutti i 600 e più Lieder composti da Franz Schubert. Anche quest’anno, infatti, prosegue il progetto pluriennale della Schubertiade, e un vanto dell’Unione Musicale è proprio quello di essere l’unico ente in Italia a proporre l’esecuzione integrale di tutti i Lieder del grande compositore austriaco. Ma è solo una delle molte proposte che il direttore artistico dell’Unione Musicale, Giorgio Pugliaro, ha elencato nel corso della conferenza, dopo i saluti e i ringraziamenti del presidente Angelo Benessia.

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Mendelssohn e Bruckner diretti da Marc Albrecht

Sono due compositori ‘proverbialmente opposti’: un diffuso luogo comune vuole infatti che Mendelssohn sia quello leggero e Bruckner quello pesante. Quest’ultimo pregiudizio è addirittura tanto radicato da ridurre il pubblico dell’Auditorium Arturo Toscanini a un terzo della sua capienza, la sera dell’8 maggio in cui Marc Albrecht ha diretto l’OSN Rai nel Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra di Felix Mendelssohn-Bartholdy (al pianoforte Martin Helmchen) e la Sinfonia n. 7 di Anton Bruckner. Eppure, l’impressione al termine del concerto era che i due attributi fossero al contrario: un Mendelssohn pesante e un Bruckner leggero.

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