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Ultima notte a Stupinigi: la grande festa dei Black Eyed Peas

La sera del 13 luglio si è concluso ufficialmente il Sonic Park Stupinigi 2023: protagonisti della chiusura i Black Eyed Peas, per quella che è stata la prima tappa italiana del loro Elevation World Tour. Presenti nella loro formazione originale, will.i.am, apl.de.ap e Taboo sono stati accompagnati da J. Rey Soul, membro ufficiale del gruppo dal 2020.

La serata finale dello Stupinigi Sonic Park è stata all’insegna dello scatenarsi sin dall’inizio: aprono il concerto i Motel Connection, gruppo musicale torinese formato da Samuel (la voce dei Subsonica), Pisti e Pierfunk. La band trascina il pubblico con la sua musica elettronica e travolge l’area di fronte alla Palazzina di Caccia, preparando il terreno per lo show dei Black Eyed Peas.

L’attesa tra la fine del set dei Motel Connection e l’arrivo dei Black Eyed Peas è piuttosto lunga, e genera qualche malcontento tra gli spettatori. Tutto però viene perdonato quando il gruppo statunitense irrompe sulla scena con “Let’s Get It Started”, indiscutibilmente una perfetta canzone d’apertura sia per il titolo che per la botta di energia che regala al pubblico. Il primo brano è cantato solamente dai tre membri originali della band, che vengono raggiunti in un secondo momento da J. Rey Soul tra un “ma Fergie?” e un “certo che Fergie…”. Nonostante il fattore nostalgia, la cantante filippina riesce nella difficile impresa di non far rimpiangere eccessivamente la statunitense.

Una parte del concerto è dedicata ai lavori dei tre rapper al di fuori del gruppo, ed indubbiamente è la sezione di will.i.am a esaltare maggiormente il pubblico: la sequenza “This Is Love”, “#ThatPower” e “Scream & Shout” lascia cadere i (pochi) freni inibitori degli spettatori, che a quel punto sono più scatenati che mai. Minore eccitazione per i brani solisti di apl.de.ap e Taboo, che però riescono a coinvolgere il pubblico rispettivamente con qualche movenza di breakdance e una cover di “Love Tonight” degli Shouse.

Il concerto prosegue alternando i grandi classici dei Black Eyed Peas alle più recenti hit e termina con l’immortale “I Gotta Feeling”: will.i.am non ha neanche il tempo di annunciare il brano che dal pubblico iniziano ad urlare il titolo della canzone, lasciandolo interdetto per la foga con cui il singolo viene richiesto. Dopo aver finito la loro esibizione esplosiva, il gruppo saluta il pubblico portando sul palco una bandiera italiana, spegnendo le luci non solo del loro concerto ma anche dell’edizione 2023 del Sonic Park Stupinigi.

Nonostante i brani degli ultimi anni abbiano ottenuto discreti riscontri, è indubbio che i Black Eyed Peas del decennio 2000-2010 sono quelli per cui gli spettatori si trovano a Stupinigi: in un concerto troppo corto per la quantità di successi che avrebbero potuto portare, il paragone tra i brani di album come Elephunk e The E.N.D. e la formula campionamento invasivo + influenza reggaeton adottata ripetutamente negli ultimi anni è inevitabile, e vede vincere con lungo margine il passato sul presente.

Se musicalmente il gruppo si è un po’ adagiato sugli allori, non si può dire lo stesso per quanto riguarda le loro capacità performative: la band non molla mai un colpo, gli artisti sono sempre sul pezzo e danno vita ad un evento stellare che chiude perfettamente un festival che anche quest’anno è riuscito a portare grandi nomi e ad accontentare qualsiasi tipo di pubblico.

A cura di Giulia Barge

Le confessioni di Madame allo Stupinigi Sonic Park

Prosegue l’edizione 2023 dello Stupinigi Sonic Park: dopo l’anteprima alle OGR con gli Interpol e i concerti dei Simply Red e di Biagio Antonacci, è toccato a Madame calcare il palco di fronte alla Palazzina di Caccia. Lo spettacolo dell’8 luglio è stato tra le prime tappe del tour estivo della cantautrice vicentina, tournée in cui ha presentato per la prima volta dal vivo il suo ultimo album L’Amore.

L’arduo compito di aprire il concerto è affidato alla torinese Ginevra, che canta per circa mezz’oretta: la cantante ha dovuto affrontare una platea non ancora al completo e per buona parte del tempo dispersa tra aree cibo e bevande, nonché già proiettata verso l’idea di vedere dal vivo Madame; riesce nell’obiettivo di ottenere una maggiore attenzione da parte del pubblico durante le ultime due canzoni, quando ognuno ha ormai preso il proprio posto. Nonostante ciò si porta a casa una buona esibizione, facendo sicuramente una buona impressione su chi ha deciso di ascoltare.

madame
Dal profilo instagram di Madame

Un po’ di minuti di ritardo prima che inizino giochi di luce e movimenti di musicisti che mettono in allerta il pubblico: sono quasi le 22.00 quando Madame sale sul palco sulle note di “Avatar – L’amore non esiste”, facendo alzare rapidamente il pubblico dalle sedie. Gruppi di amici, coppie, famiglie, fan accaniti o semplici curiosi che approfittano della brezza estiva per assistere ad un live in una splendida location. Madame sembra attirare chiunque: se ne accorge lei stessa, scherzando sulla presenza in platea di alcuni bambini prima di esibirsi con le sue canzoni più esplicite.

A colpire maggiormente il pubblico sono esibizioni come quella di “Sciccherie”: uno sgabello e un riflettore sono tutto ciò di cui Madame ha bisogno per avere il pubblico ai suoi piedi, un’immagine che potrebbe stonare con la percezione che il pubblico generalista ha del suo personaggio. La cantante introduce spesso i suoi pezzi con commenti e battute, lasciando trasparire alcuni lati della sua personalità che probabilmente sono ciò che la avvicina di più ai fan più giovani, mentre la sicurezza con cui affronta le esibizioni le garantisce l’ammirazione dei più adulti.

Madame
Dal profilo Instagram di Madame

La musica di Madame è una musica autobiografica, ricca di confessioni, come ribadisce più volte lei stessa: è da questa idea che nasce un gioco che si svolge a metà concerto, chiamato “Il confessionale”, in cui gli spettatori più temerari si prestano a svelare i loro segreti più imbarazzanti. Ovviamente ciò che succede allo Stupinigi Sonic Park rimane nello Stupinigi Sonic Park, e dopo un quarto d’ora di confessioni e risate si prosegue con il resto del concerto. Il confessionale non è l’unico momento di interazione con il pubblico: durante un piccolo problema tecnico Madame occupa il tempo leggendo i cartelli alzati dai fan, e verso la fine del concerto fa anche salire tre bambine sul palco.

Le canzoni più note trovano tutte posto nell’ultima parte della scaletta: “Il bene nel male”, “Voce” e “Marea” sono i brani che ottengono le maggiori reazioni della platea; grande accoglienza anche per l’ultimo singolo della cantante, “Aranciata”. Una volta terminato il concerto si assiste alla gioia incontenibile di chi ha partecipato come fan accanito, ma anche alle aspettative ampiamente superate di chi era lì quasi per caso o in qualità di accompagnatore: sembrerebbe quindi che Madame sia, davvero, per chiunque.

A cura di Giulia Barge

I Simply Red a Stupinigi Sonic Park: ed è subito disco anni ‘80

Qualche nuvolone grigio che copre le ultime luci rossastre del tramonto e chi, dando le spalle al palco, scatta delle foto alla Palazzina illuminata nell’attesa dell’inizio dello spettacolo. È stato accolto così il concerto dei Simply Red che, il 4 luglio, ha inaugurato il cartellone di Stupinigi Sonic Park con un formidabile (e forse anche scontato) sold out.

Pochi i giovani: il pubblico per la maggior parte è della vecchia generazione e si appresta, tra una birra e un panino, a rivivere uno sprazzo di gioventù nel parco della palazzina. Tra un “fuori” urlato e qualche applauso di incitamento la band britannica sale sul palco e apre l’evento con “Better with you”, brano tratto dall’ultimo album, Time, uscito lo scorso maggio, che è anche quello a cui è dedicato questo tour. 

Foto di Alessia Sabetta

La serata procede in modo disteso e il parco risuona dei nuovi brani ma anche degli intramontabili classici della band, che hanno accompagnato l’adolescenza dei più. Non mancano gli assoli dei vari strumenti, tra cui anche sax e tromba, che sottolineano tutte le sfumature musicali della band, oltre che l’estrema bravura dei musicisti. Ma anche le dediche al cantautore Barry White e «That’s for you Tina, you’re a beautiful girl» dopo aver eseguito, durante il bis, la cover di “Nutbush City Limits”.Il frontman, Mick Hucknall, sfoggia per l’intera serata un italiano quasi perfetto a cui unisce del sano umorismo con cui intrattenere il pubblico.

Difficile, già da subito, rimanere fermi sulla sedia: chi ondeggia con il busto, chi muove freneticamente il piede e chi abbandona il proprio posto per rimanere in piedi in fondo o ai lati della platea per scatenarsi liberamente. Poi «let’s go back to 1985» – urla Hucknall − e all’improvviso, il prato di Stupinigi si trasforma in un enorme dancefloor, quasi tutti i presenti si ammassano sotto palco per ballare insieme e cantare prima che la band lasci il palco. 

Foto di Alessia Sabetta

In un attimo, dopo una “panoramica souvenir del pubblico” scattata dal cantante e i dovuti ringraziamenti, cala il silenzio e una fiumana di gente si riversa lungo l’enorme viale per uscire fuori. Tra i presenti c’è chi continua a canticchiare e chi, un po’ amareggiato, commenta la durata troppo corta del concerto, scherzando sulle movenze molto vintage del frontman.

Si conclude così una serata all’insegna delle pure vibes anni ’80, con le sonorità di una band i cui componenti sono da decenni considerati vere e proprie “Stars” in tutto il mondo.

a cura di Alessia Sabetta

Stupinigi Sonic Park: gli Interpol alle OGR di Torino

Officine Grandi Riparazioni, un’afosa serata di inizio estate: il 26 giugno, a Torino, suonano gli Interpol, band newyorkese attiva da ben 25 anni, che inaugura l’edizione 2023 dello Stupinigi Sonic Park. Un pubblico nutrito, formato da persone di ogni età, varca i cancelli alle 20:15 per riversarsi nella Sala Fucine, dove l’aria condizionata dona grande refrigerio: l’occasione ha attirato i fan del complesso, che qui, a differenza di altri eventi – come il 24 giugno agli I-Days di Milano, dove aveva aperto il concerto di Paolo Nutini – è headliner della serata.

Petrol. Da sinistra: Nino Azzarà, Valerio Alessio (batteria), Franz Goria, Dan Solo. Foto: Elisabetta Ghignone

Alle 20:30 sul palco salgono i Petrol, gruppo torinese che torna live dopo ben 12 anni dall’ultimo concerto. La band propone una breve scaletta di brani tratti dal primo album, “Dal fondo” (2007), e da “L’amore è un cane” (2009): il suono è quello di un energico rock alternativo italiano, orientato verso il grunge, attento alla qualità dei testi e alla potenza quasi oscura delle musiche. Alla voce troviamo Franz Goria, già membro dei Fluxus; al basso c’è invece Dan Solo, ex musicista dei Marlene Kuntz. Completano il quadro Valerio Alessio alla batteria e Nino Azzarà alla chitarra. I Petrol si fanno apprezzare sia da chi già li conosce e li segue dagli esordi, sia da chi li scopre questa sera: da segnalare il brano d’apertura, “Nel buio”, e soprattutto “Il nostro battito del cuore”, dove i versi di denuncia sociale incontrano una parete sonora melodica e al tempo stesso poderosa. Per loro, un ritorno efficace sulla scena e un concerto davvero meritevole, per quanto breve.

Il frontman degli Interpol, Paul Banks. Foto: Elisabetta Ghignone

È ancora presto: sono le 21 in punto quando la band libera il palco, inaugurando un’attesa di più di mezz’ora per gli Interpol. Quando le luci finalmente si spengono, Paul Banks e i suoi fanno il loro ingresso; il cantante, occhiali scuri e capelli pettinati all’indietro, porge un rapidissimo saluto alla folla («Ciao! Grazie!»), prima che il chitarrista Daniel Kessler, adattato al piano per il primo brano, attacchi l’intro di “Toni”, tratta dall’ultimo album “The Other Side of Make-Believe” (2022). Il gruppo introduce subito un’atmosfera cupa, peculiare del suo stile: spesso l’illuminazione posteriore – dove a dominare è il colore rosso – risalta la silhouette dei musicisti, che suonano con una freddezza e un’eleganza ricercate. Il secondo brano è “Obstacle 1”, tratto dal primo e celebratissimo lavoro “Turn On the Bright Lights” (2002), ed è qui che la serata sembra promettere un crescendo. Promessa mantenuta?

Da sinistra: Brandon Curtis, Paul Banks, Brad Truax. Foto: Elisabetta Ghignone

La musica, naturalmente, è espressa nella sua qualità dagli interpreti: oltre alle chitarre (divise tra lo stesso Banks e un concentrato Kessler, che gli ruba la scena), sono notevoli i riff quasi solistici del basso suonato da Brad Truax. Le parti strumentali sanno essere a tratti incisive, come nelle coppie di note della drammatica “Pioneer to the Falls” o come nell’intro di “Narc”, a tratti ancorate a intrecci più elaborati, come in “Fables” o “Leif Erikson”; a completare la sezione melodica, le tastiere di Brandon Curtis. Nonostante le premesse e il calore dei presenti, scatenati soprattutto su pezzi di vecchia data tra cui “Evil”, “C’mere” o “Rest My Chemistry”, il concerto non decolla del tutto e quasi pare che manchi qualcosa. È un po’ come se il mood austero degli Interpol avesse soggiogato anche la platea: di certo la loro produzione nasce per un ascolto impegnato – come testimoniano, tra le altre cose, i complessi testi ad opera di Banks – eppure, a prescindere dal buon livello dell’esibizione, si avverte tra il pubblico un vago sentore di pesantezza.

Il batterista Sam Fogarino. Foto: Elisabetta Ghignone

Una postilla a parte merita il batterista, Sam Fogarino. Nulla da dire, se non di positivo, rispetto al talento e alla creatività dell’artista (specie con i tempi dispari e il groove articolato di “Into the Night”); impossibile però non notare le pericolose oscillazioni metronomiche in cui ogni tanto incappa. Si sa, la musica dal vivo è tutt’altra cosa rispetto a quella registrata in studio (e va benissimo così), ma qui la mancanza di equilibrio risulta evidente e alcune canzoni ne escono di molto velocizzate – è il caso di “Stella was a diver and she was always down”, sulla quale qualcuno addirittura riesce a pogare – oppure in bilico tra rallentamenti e accelerazioni improvvise. Le quali, se non altro, rendono più umano un live dominato da una compostezza indomita, che sembra non potersi e non volersi sciogliere.

La band in rosso e nero. Sulla sinistra il chitarrista Daniel Kessler. Foto: Elisabetta Ghignone

Dopo una breve pausa, il gruppo torna sul palco con gli ultimi tre pezzi: a chiudere la serata, intorno alle 23, è “Slow Hands”, altro celebre brano dal secondo album “Antics” (2004). Solo sul finale la folla dà l’impressione di accendersi, chi saltando, chi muovendo le mani a tempo, a manifestare la propria partecipazione e rendere omaggio a una band di caratura internazionale e di indiscusso valore. Nel complesso, si può parlare di uno show piacevole, di un’opportunità da non perdere per incontrare gli Interpol e godere di persona della loro opera: opportunità che i numerosi presenti hanno colto con gioia, anche se forse non tutti sono usciti con addosso la stessa soddisfazione. Il prossimo appuntamento con Stupinigi Sonic Park è segnato al 4 luglio, quando alla Palazzina di Caccia suoneranno i Simply Red.

A cura di Carlo Cerrato

Carl Brave + Mara Sattei @ Stupinigi Sonic Park

Doppietta romana alla Palazzina di Caccia di Stupinigi per questa calda caldissima edizione 2022 del Sonic Park. Lo scorso mercoledì 20 luglio Mara Sattei prima e Carl Brave poi hanno animato un pubblico scarno ma entusiasta. Una sorridente ed emozionata Mara arriva sul palco puntuale, in un outfit total black con giacca a maniche lunghe, che fa un po’ soffrire visti i quarantasette gradi percepiti nel pit. Ma non importa: sono quisquiglie da stories su Instagram e giornaletti di lifestyle della domenica. Lei è raggiante, fresca, brilla anche se il sole è nascosto dietro un cielo velato e un tramonto poco rosa.

Mara Sattei @ Stupinigi Sonic Park – foto di Clarissa Missarelli

Non è un animale da palcoscenico, ma poco importa. Ha tutto il tempo per imparare una disinvoltura che non per tutti è innata. Non serve atteggiarsi da artisti navigati, quando evidentemente non lo si è. Il pubblico apprezza: è un tutto un vociare di “che carina”, “la amo”, “che brava”. Una carrellata di pezzi più o meno conosciuti, di singoli più vecchi e più nuovi. Qualcuno canticchia e balla, ma l’energia c’è, sopra e sotto il palco. Mara ha una voce potente, squillante, luminosa – come lei – che funziona bene sui pezzi uptempo come sulle ballads.

Mara Sattei @ Stupinigi Sonic Park – foto di Clarissa Missarelli

Fa storcere un po’ il naso vederla relegata alla voce femminile di turno in operazioni come “La dolce vita” di Fedez, in cui Tananai fa Tananai e sono tutti contenti, ma la Sattei è costretta nel ruolo dell’Orietta Berti di turno, e finisce lì. Consiglio spassionato: più collab con suo fratello Tha Supreme, meno hit estive.

Mara Sattei @ Stupinigi Sonic Park – foto di Clarissima Missarelli


È già notte quando iniziano i primi canti spazientiti a suon di “Carlo, Carlo”, le lamentele per l’attesa e per il caldo. E alla fine, dopo l’entrata in scena della sua numerosa band con tanto di sezione di fiati, “Carlo” arriva. Saltella da un lato all’altro del palco, saluta i fan in autotune, tutto regolare.

Carl Brave @ Stupinigi Sonic Park – foto di Clarissa Missarelli

Anche Carl Brave non è un super performer, ma fa quello che deve fare: ha energia, interagisce con il pubblico e con la band quanto basta, canta pezzi dal nuovo album e vecchi successi. Quello che funziona più di tutti è lui: l’atteggiamento da personaggio-macchietta di Roma Sud rappresenta esattamente quella che è la sua narrativa, la sua cifra stilistica e quello che i fan vogliono vedere. Le “tre bire”, guardie di qua, guardie di là – in una malsana ossessione per la Polizia che è tutta da comprendere, goliardici racconti di serate alcoliche al Pigneto e tutto il resto.

Carl Brave @ Stupinigi Sonic Park 2022 – foto di Clarissa Missarelli

Carl funziona molto più sul pop scanzonato e ironico, piuttosto che in romantiche ballad che si prendono troppo sul serio. Apprezzabile il
duetto a sorpresa con la Sattei per la super hit “Spigoli”, che il pubblico canta a squarciagola e sa a memoria. In fin dei conti, la soddisfazione di chi paga un biglietto è quello che conta più di tutto e a giudicare dalle urla, le lacrime, le videochiamate alla migliore amica che non è potuta venire e le coppiette innamorate che ballano, è andato tutto bene.

Carl Brave @ Stupinigi Sonic Park 2022 – foto di Clarissa Missarelli

A cura di Clarissa Missarelli

Quattro esibizioni in un solo concerto: Irama @ Stupinigi Sonic Park

Ci sono concerti che vengono ricordati come adrenalinici, altri come commoventi, e poi ci sono artisti come Irama, che è riuscito a portare sul palco del Stupinigi Sonic Park un turbinio di emozioni che difficilmente può essere descritto. Filippo Maria Fanti, in arte Irama, inizia a farsi notare nel panorama televisivo e musicale partecipando nel 2016 a Sanremo nella categoria Nuove Proposte e poi nel 2018 al talent show Amici di Maria De Filippi risultando vincitore della categoria Canto, per poi tornare a Sanremo nel 2019, 2021 e 2022 – classificandosi secondo nella categoria Campioni con “Ovunque Sarai”.

Ad aprire la serata del 16 luglio 2022 alla Palazzina di Caccia di Stupinigi è Giorgia Li Vecchi – in arte Giøve – cantautrice torinese classe ‘99. A luglio 2021 ha preso parte all’Altamarea Festival e ad ottobre 2021 ha vinto il premio al miglior testo al Premio Bianca D’Aponte, competizione riservata alle cantautrici. Prima volta di fronte a così tanti spettatori, Giøve non nasconde l’emozione, ma cerca sin da subito di coinvolgere il pubblico chiedendo di battere le mani all’unisono. Molti sono gli spettatori che la sentono cantare per la prima volta, altri sono già suoi grandi fan: nasce un vero e proprio tifo, con cartelloni, urla e Instagram stories con le lacrime agli occhi. 

Giorgia Li Vecchi (Giøve) sul palco del Stupinigi Sonic Park (foto: Chiara Vecchiato)

Pochi minuti di pausa, un bambino in braccio al genitore che chiede a gran voce «Ma quando arriva Irama?!», ed ecco che sale sul palco Epoque, nome d’arte di Janine Tshela Nzua, cantante e rapper di origine congolese, nata a Torino e cresciuta tra Parigi e Bruxelles. Tra i singoli che porta davanti al pubblico c’è “Boss (io & te)”. brano che mischia italiano, lingala e francese e che l’ha portata al successo; tornerà poi più avanti nella serata, al fianco di Irama, per cantare con lui il featuring “Moncherie”.  Più volte ripete «Nichelino, ci sei?», attirando l’attenzione non solo con la sua voce ma anche con un atteggiamento sicuro sulla scena. 

Irama ed Epoque sul palco del Stupinigi Sonic Park (foto: Chiara Vecchiato)

È la volta del tanto atteso Irama, che compare sul palco tra le note di “Mediterranea”, mentre il pubblico esplode in un grido di gioia. Si alternano singoli più conosciuti come “Arrogante” ed il nuovo “PAMPAMPAMPAMPAMPAMPAMPAM”; altri che «vediamo quanti la conoscono»: “È la Luna”. Nel buio della notte, il cantante chiede ai fan di accendere le torce del telefono, per cantare tutti insieme il brano che «dopo stasera» porterà «sempre nel cuore»: “Ovunque sarai”. Al suo fianco durante la serata è presente anche Fré Monti – Francesco Monti –, per cantare insieme il singolo “Milano”. 

Irama e Francesco Monti (Fré Monti) sul palco del Stupinigi Sonic Park (foto: Chiara Vecchiato)

Un’esibizione all’insegna dell’eterogeneità musicale: a cominciare dalla cantautrice Giøve, passando per il rap cosmopolita di Epoque e arrivando al pop di Irama, accompagnato dalla voce di Fré Monti. Generi diversi e artisti differenti, ognuno con il proprio percorso, che hanno saputo unirsi in un unico obiettivo: quello di lasciare ai propri fan, e non solo, un’emozione, da portarsi dietro fino al prossimo concerto. 

A cura di Chiara Vecchiato

Achille Lauro @ Stupinigi Sonic Park

Non sarà più il 20 luglio del ‘69 ma sicuramente è sempre domenica quando c’è Achille Lauro sul palco con la sua Electric Orchestra. E il ritorno in pompa magna di Lauro e i suoi dopo tre anni di lontananza dai live debutta proprio di domenica, 3 luglio 2022 al Sonic Park di Stupinigi.

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Sonic Park Stupinigi: presentata la nuova edizione del festival

Mercoledì 25 maggio nella cornice del Salone d’Onore della Palazzina di Caccia di Stupinigi si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della nuova edizione del Sonic Park Stupinigi. Il festival torna per la sua quarta edizione nel Parco della Palazzina di Caccia di Stupinigi a Nichelino, alle porte di Torino. Il sito, Patrimonio dell’Unesco, ospiterà 10 serate e 11 concerti di artisti italiani e internazionali, dal 26 giugno al 20 luglio.

Il pubblico al Sonic Park Stupinigi [credit: foto ufficiali Sonic Park Stupinigi]

Il festival nasce grazie all’intuizione della Reverse Agency, capitanata dai fratelli Fabio e Alessio Boasi, che in collaborazione con la Città di Nichelino e la Regione Piemonte hanno puntato alla valorizzazione territoriale unita alla musica dal vivo. Il loro obiettivo? Unire la suggestione di un’incantevole location ad una line-up di artisti e band in grado di attirare un pubblico transgenerazionale. Questo modello prenderà vita anche nella Cavea del Sole del Sonic Park Matera, che esordirà quest’estate come festival gemello di quello piemontese.

A dare il via alla conferenza stampa, alla quale ha portato il saluto in video conferenza anche il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il sindaco di Nichelino Giampiero Tolardo, che si è detto orgoglioso dello spettacolo che andrà in scena e per il quale ha fatto i suoi più sentiti auguri.

Diego Sarno, consigliere regionale, ha associato il festival ad un sogno, divenuto realtà grazie alla professionalità e alla strategia degli addetti ai lavoratori che di anno in anno alzano l’asticella. Un festival che giova al territorio anche in termini turistici, essendo previsto l’arrivo di spettatori da diverse parti d’Italia.

Hanno poi preso parola Alessio e Fabio Boasi, i quali hanno presentato la line-up di un festival che si svolgerà finalmente in libertà e senza limitazioni, a differenza della passata edizione. Le prime tre serate prevedono lo svolgimento dei concerti con posti a sedere, mentre il resto dei live si vivranno in piedi. Il palco di 300 metri quadrati si affaccerà sulla Palazzina di Caccia per permettere agli artisti di godersi il sito storico vis-à-vis. Come nelle passate edizioni, è stato rinnovato l’impegno nel rendere le serate sostenibili ed attente all’ambiente, grazie all’eliminazione delle plastiche monouso e all’utilizzo di materiali compostabili.

La vista della Palazzina di Caccia dal palco [credit: foto ufficiali Sonic Park Stupinigi]

Durante la presentazione ci si è inoltre soffermati sull’attuale protagonismo della città di Torino, che nelle ultime settimane è stata al centro della scena musicale e culturale grazie all’Eurovision, all’Eurovillage e al Salone del Libro. Dopo due anni di pandemia, l’estate torinese si preannuncia memorabile, grazie ad una programmazione ricca di festival e concerti.

Ecco la line-up del Sonic Park Stupinigi:

  • Nick Mason – 26 giugno;
  • Elisa – 30 giugno;
  • Zucchero – 2 luglio;
  • Achille Lauro – 3 luglio;
  • Litfiba – 9 luglio;
  • Marracash – 12 luglio;
  • Irama – 16 luglio;
  • Lp – 17 luglio;
  • Ben Harper – 19 luglio;
  • Carl Brave + Mara Sattei – 20 luglio.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito ufficiale del festival: https://sonicparkfestival.it/stupinigi/.

A cura di Martina Caratozzolo