Prima sera. Prime sentenze. Nessuna pietà.
Ci sarebbero tante cose da dire, forse troppe. Abbiamo cercato di condensare il tutto in poche righe consapevoli che nei prossimi giorni, non si sa bene per quale allucinazione collettiva, inizieremo a cantarle.
Ditonellapiaga – “Che fastidio”
Ditonellapiaga accende la cassa e riesce a trasformare l’Ariston in un club con le poltrone numerate. Beat elettronico super catchy, magnetismo e ironia. Funziona senza bisogno di piagnistei.
VOTO: 23
Michele Bravi – “Prima o poi”
Il frullato delle banalità. Un mix di rimandi a ballad classicone dagli anni Sessanta fino a toccare Tiziano Ferro nazionale e l’ultimo Gabbani, senza troppa originalità e alquanto dimenticabile.
VOTO: 15
Sayf – “Tu mi piaci tanto”
Il ragazzo è bravo ma non si applica. Le strofe, in teoria critiche e incisive, arrivano poco nella performance. Il ritornello è volutamente la sagra delle banalità. Dove hai lasciato gli assoli di tromba del tuo ultimo tour?
VOTO: 20
Mara Sattei – “Le cose che non sai di me”
Tipica cantilena sanremese: tutto ordinato, banale e prevedibile. Ricorda Rose Villain, ma senza quel ritornello che fa esplodere (in tutti i sensi) le orecchie. Niente click, niente boom, solo meh.
VOTO: 14
Dargen D’Amico – “AI AI”
La solita sanremata di Dargen, stavolta senza cassa dritta. Risulta debole e non crediamo riuscirà a ripetere i risultati delle precedenti edizioni, fa un po’ il compitino e pare gli basti.
VOTO: 18 (ai, ai)
Arisa – “Magica favola”
Voce da usignolo e Sincerità (purtroppo non quella di qualche anno fa) ma il testo pare scritto durante la ricreazione. “Sole, cuore, amore” e un voto che parla da solo. La favola? Probabilmente la bella addormentata nel bosco. Soporifero.
VOTO: 18
Luché – “Labirinto”
Il Power Ranger non ha assunto un vocal coach.
VOTO: 18
Tommaso Paradiso – “I romantici”
Paradiso ha scambiato l’Ariston per il karaoke di quartiere. Non emoziona e non sorprende ma lo sentiremo ovunque senza alcuna ragione, solo l’abitudine. Canzone tutto fuorché originale, uscita da un archivio di hit già ascoltate. Ctrl+C – Ctrl+V ed è subito radio.
VOTO: 12
Elettra Lamborghini – “Voilà”
Cambio di registro per Elettra Lamborghini che prende appunti da Rosa Chemical e cita Raffaella Carrà. Forse era meglio il reggaeton.
VOTO: 15
Patty Pravo – “Opera”
Testo che vuole essere una raccolta di sagge massime, un po’ alla Battiato, scritte ad hoc per lei ma poco incisive e coese. C’è di positivo che Patty Pravo, nonostante tutto, porta a casa la performance: sa tenere il palco con semplici gesti che danno enfasi. Statuaria, solenne è sempre lì, e ci tiene compagnia. Terrà botta?
VOTO: ∞
Samurai Jay – “Ossessione”
Si torna subito sul divano dei nonni nel 2005, tra un succhino alla pera e Paso Adelante alla tv. L’unico brano veramente estivo dell’edizione è già pronto a catturarci nella prossima stagione calda, tra un caipirinha e un passo di samba (e per fortuna non reggaeton).
Tutto sommato non è poi tutto sbagliato.
VOTO: 23
RAF – “Ora e per sempre”
“Ragazzi ci manca un trentesimo concorrente, avete idee?” Ah sì certo, RAF.
VOTO: ???
J-Ax – “ITALIA STARTER PACK”
Un mix tra la versione italiana di “Cotton eye Joe” dei Rednex e l’ultimo album di Beyoncé. J-Ax è un po’ confuso per questo Sanremo e tra banjo e cheerleaders ha deciso di buttarla in caciara, che va sempre bene. No comment perché se comment brutto comment.
VOTO: tu vuò fà l’americano (bocciato)
Fulminacci – “Stupida sfortuna”
Un Fulminacci in salsa rosa, lindo e pinto pronto ad accaparrarsi i voti del grande pubblico. Una ballad molto da lui, ma senza quell’elemento che ti fa dire «Oh interessante», cosa che invece, evidentemente, è stata pensata dalla sala stampa.
VOTO: 20
Levante – “SEI TU”
Unico azzardo tra tutti i brani lenti e banali di questo Festival. Il ritornello ti spiazza e funziona, entra in testa e speriamo ci rimanga. EBBRAVA LEVANTE
VOTO: 25
Fedez e Masini – “MALE NECESSARIO”
Il solito Fedez che fa la vittima in Eurovisione cercando di (?) cantare (?) – si impegna anche aiutandosi con i gesti.
Il solito Masini che urla cercando di (?) cantare (?) – lui si impegna solo a non farsi scoppiare la giugulare.
Un momento di quiete per le nostre orecchie: l’autotune sulle urla di Masini.
Un male assolutamente non necessario.
VOTO: Auto2ne
Ermal meta – “Stella stellina”
Smarmella frasi retoriche, talmente tanto retoriche che è difficile comprendere effettivamente dove voglia parare. Unica salvezza il ricamo “Amal” sulla giacca, e forse a sto punto faceva prima ad andare alla Fashion Week milanese. Tentativo di ghalizzazione ma non raggiunge la “meta”.
VOTO: 14 (non arriva alla Meta)
Serena Brancale – “QUI CON ME”
Partenza buona, sembra tornare la Brancale di “Galleggiare” (Sanremo 2015). Poi qualcosa va storto. Sarà la vicinanza di Arisa che contagia con i virtuosismi alla Disney, ma c’è troppo pop e musical in quel finale “con meeeeee”.
VOTO: 20
Nayt – “Prima che”
Ha fatto il Nayt. Strofe con bel flow che però non cambia mai e alla fine stanca, e un ritornello carino ma non così catchy, alla fine l’esibizione è minimale e funziona. Coerente.
VOTO: 18
Malika Ayane – “animali notturni”
Il brano strumentalmente più interessante, colori mediterranei funky e un po’ di groove, che si perde purtroppo un pochino nell’arrangiamento orchestrale scarno, ma per noi pezzo da testa della classifica.
VOTO: 25
Eddie Brock – “Avvoltoi”
Il nostro consiglio è di tornare su TikTok e rimanere lì.
VOTO: rinuncia agli studi
Sal Da Vinci – “Per sempre sì”
Ed è subito neomelodico. La sagra delle banalità sentimentali: anelli al dito e balli di gruppo pacchiani. Ed ecco infatti che sul finale arrivano balletto con il pubblico e fede nuziale.
VOTO: 80100 (NA)
Enrico Nigiotti – “Ogni volta che non so volare”
Il testo è bello, la melodia piacevole e va riconosciuto il coraggio di strutturare il brano senza un vero e proprio ritornello. Nigiotti ci prova, non è un disastro ma, tra zero memorabilità e qualche cliché, non ci riesce.
VOTO: 16
Tredici Pietro – “uomo che cade”
È toccato a lui il classico microfono non funzionante. Alla seconda prova era talmente spaventato che ha iniziato l’esibizione emettendo versi a caso per assicurarsi che non ci fossero problemi tecnici – o forse era parte del testo?
Il classico rapper a Sanremo, però almeno lui sa cantare, dai.
VOTO: 13+10
Chiello – “Ti penso sempre”
Arrangiamento orecchiabile alla The Strokes, vocalmente debole ma con un’identità forte. Chiello non si piega alla kermesse o al pubblico “incravattato” e resta fedele a sé stesso.
Fresco ma forse un po’ piatto.
VOTO: 18
Bambole di Pezza – “Resta con me”
Purtroppo anche loro non sono riuscite a scampare all’effetto Ariston. Si sono presentate come rockettare sovversive, ma sul palco si sono forse dimenticate di esserlo. Per fortuna Laura Pausini alla consegna dei fiori gliel’ha ricordato. Ci si aspettava sicuramente di meglio.
VOTO: ci vediamo al prossimo appello
Maria Antonietta e Colombre – “La felicità e basta”
Leggeri, fin troppo. Ci aspettavamo di più, Welcome back Ricchi e Poveri!
VOTO: 20
Leo Gassman – “NATURALE”
Peccato perché ha un bel timbro, presenza attoriale innata, ma al «La felpa con il nero dell’eyeliner» ogni autore di testi ha necessitato di una rianimazione cardiopolmonare. NATURALE che poi ti troverai a fondo classifica.
VOTO: 10
Francesco Renga – “Il meglio di me”
Il solito Renga, dov’è Nek?
VOTO: 18
LDA e Aka7even – “Poesie Clandestine”
Canticchiabile e catchy. Hit estiva pronta all’uso ma non è un complimento. Grande sorpresa: Aka7even sa cantare.
VOTO: 22
La redazione