Violanta di Erich Wolfgang Korngold

Prima nazionale per la regia di Pier Luigi Pizzi

Martedì 21 gennaio si è svolta al Teatro Regio la prima di Violanta, atto unico dell’austriaco Erich Wolfgang Korngold. Dopo il debutto all’Hoftheater di Monaco di Baviera nel 1916, fu la seconda opera del compositore appena diciassettenne su libretto del drammaturgo Hans Müller. Dopo aver riscosso grande successo di pubblico e di critica e aver vantato una lunga storia di rappresentazioni sia in America che nel resto dell’Europa, il titolo arriva al Teatro Regio di Torino in prima nazionale.

Siamo nella Repubblica di Venezia del XV secolo. Per vendicare la morte della sorella Nerina, che si tolse la vita per amore dopo essere stata sedotta da Alfonso, Violanta architetta un piano insieme al marito Simone, capitano della Repubblica: attirare l’uomo in casa, al canto di una nota canzone di Carnevale, per ucciderlo e far così giustizia. La trappola è pronta: Alfonso arriva in casa e, chiedendo alla donna di cantare la dolce melodia, scopre di essere caduto in tranello. Davanti alle dure parole di Violanta, che ricorda la storia della sorella defunta, Alfonso replica confessando l’amarezza per la vacuità della sua esistenza, priva della conoscenza del vero amore. La donna a sua volta ammette di essere attratta da lui e di aver cercato da tempo di combattere questo suo sentimento. Consapevoli dell’impossibilità di questo amore, i due si abbandonano a un abbraccio fino all’arrivo di Simone che, furioso per l’offesa, tenta di affrontare il rivale in amore finendo per ferire mortalmente la moglie. Davanti al marito, prima di esalare l’ultimo respiro, la donna rassicura entrambi di essere finalmente libera dal peccato e dalla vergogna.

L’inizio dell’opera è quasi cinematografico. Per l’intera durata dell’ouverture, sulle note della stessa eseguita a sipario aperto, il soprano Annemarie Kremer entra in scena confrontandosi con il grande spazio che la circonda, attraversandolo fino ad adagiarsi sul fondale circolare. È l’effetto del nuovo allestimento in prima nazionale frutto della regia di Pier Luigi Pizzi e del direttore dell’allestimento Pier Giovanni Bormida: una scenografia rossa come le forti emozioni che pervadono l’opera (il delitto, la morte, l’amore, la passione), capace di essere al contempo statica ma funzionale per lo svolgimento di un’opera strutturata in un atto unico. Concorrono a risaltare le emozioni caratteristiche dell’opera i trilli e i campanelli suonati dall’orchestra nell’ouverture, che mettono in guardia Violanta e il pubblico tanto sul rischio della morte (nell’imminente piano delittuoso) quanto sul rischio dell’innamoramento.

Guidano le vicende di Violanta, Simone ed Alfonso, il già citato soprano insieme al baritono Michael Kupfer-Radecky e al tenore Norman Reinhardt. Un cast di interpreti abili e virtuosi, nel quale spicca particolarmente la Kremer: notevole è l’espressività dell’interprete soprattutto nei recitativi (come quando, nello spiegare il piano vendicativo al marito, lo indica per fargli intendere che sarà lui a dover uccidere il rivale). Frutto della scrittura musicale quanto dell’efficacia performativa del tenore statunitense Reinhardt, l’aria “Sterben wollt ich oft” (Volevo spesso morire) cantata da Alfonso in seguito al duetto con Violanta si distingue per un’insolita scioltezza e dolcezza del personaggio, capaci di far breccia nel cuore della donna provocando una forte svolta che la porterà al destino fatale.

Violanta
di Erich Wolfgang Korngold
Libretto di Hans Müller

Direttore d’orchestra: Pinchas Steinberg.
Regia, scene e costumi: Pier Luigi Pizzi.
Interpreti principali: Annemarie Kremer (Violanta), Norman Reinhardt (Alfonso), Michael Kupfer-Radecky (Simone), Peter Sonn (il pittore Giovanni Bracca) e Anna Maria Chiuri (Barbara, nutrice di Violanta).
Direttore dell’allestimento: Pier Giovanni Bormida.
Luci: Andrea Anfossi.
Maestro del coro: Andrea Sacchi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *