Archivi categoria: Classica

Gold e Platinum: Stagione Colors dell’OFT

Il rapporto tra colore e musica è da tempo oggetto d’indagine nonché motivo d’interesse per molti artisti: Kandinsky era noto per la forte influenza esercitata dalla musica sulle sue opere. Il termine tecnico per questo fenomeno è cromestesia, ma comunemente si parla di sinestesia, ovvero una percezione visiva unita ad altri stimoli sensoriali. Quest’anno il tema della stagione concertistica dell’OFT si sviluppa proprio a partire da questo concetto sinestetico: associare ad ogni concerto un colore. Per questo l’OFT ha chiesto all’artista torinese Elena Giannuzzo, che è anche musicista, di realizzare nove quadri astratti, pensati a partire dai programmi di ogni concerto, in modo che fosse ancora più interessante addentrarsi in questo unicum di musica e colore. I colori da sempre generano sentimenti ed evocano emozioni. Così la stagione “Colors” si sviluppa in un gioco di rimandi alimentato dalle immagini che accompagnano i singoli concerti. 

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Un Elisir d’amore a distanza al Teatro Regio

In tempi di covid-19, gli addetti ai lavori dello spettacolo operistico hanno dovuto ingegnarsi per permettere a noi melomani di vivere una parvenza di normalità. Il Teatro Regio di Torino, da questo punto di vista, si è dato particolarmente da fare: dopo gli esperimenti di Bohème e Così fan tutte, infatti, giovedì 21 aprile è stata la volta dell’Elisir d’amore, trasmesso in live streaming in una frizzante versione diretta da Stefano Montanari.

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Passioni distanziate: la Bohème che non ti aspetti

LA BOHÈME DI PUCCINI INAUGURA I GIOVEDì DEL REGIO IN STREAMING

Passione è forse la prima parola che viene in mente quando si pensa alla vita di un bohémien. Passione per l’arte, passione per i sogni, passione per la passione. Ma a come esprimere questa passione in scena se non fisicamente nessuna Bohème ci aveva mai pensato… fino al 2021, anno in cui, piegato da una seconda (e forse terza) ondata di contagi Covid-19, il mondo ha imparato ad appassionarsi a distanza di un metro. Naso e bocca coperti. Tocco di gomito al posto del tanto amato abbraccio. Ciò che avviene a teatro non è da meno.

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Currentzis, Traviata di Verdi: Amore e Morte

In collaborazione con Sony Classical, Frammenti è il nuovo progetto di Teodor Currentzis. Abbiamo lasciato il direttore d’orchestra all’interpretazione terrible della Quinta di Beethoven; ora lo vedrà colpire con un altro impegno, che propone scene tratte da opere differenti, e distribuito nel corso dell’anno sui canali digitali. L’obiettivo che si pone il greco, insieme alla sua MusicAeterna, è quello di «ripristinare la bellezza abusata; l’abbondanza dei sapori e colori che sono stati sacrificati all’altare del mainstream e dell’industria della musica». Una dichiarazione provocatoria che denuncia una tradizione mortale; il decostruzionismo con cui si riconosce nell’opposizione alle convenzioni, ai cliché, assurgendo al suo ruolo di sciamano e di inventore.

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Riccardo Muti al Regio: Così fan tutte

Alla soglia degli ottant’anni, Riccardo Muti ha debuttato al Teatro Regio di Torino con Così fan tutte, ultimo titolo del celebre trio di opere italiane composte da Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte. Un’opera molto cara al Maestro: fu proprio Così fan tutte infatti il primo titolo mozartiano che Muti diresse nel luogo di nascita del compositore, al Festival di Salisburgo del 1983, su invito di Herbert von Karajan.

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Short Track: la Classica per tutti

Spesso si discute sul rapporto tra la musica classica e le fasce più giovani della popolazione ed è nella scuola che viene trovata una delle cause di un quasi insanabile distacco. Per invertire questa tendenza è dunque necessario partire dall’istruzione, cosa che evidenzia anche Antonio Valentino – il nuovo direttore artistico dell’Unione Musicale, che presenta Short Track – nella recente intervista rilasciata al MusiDAMS: «se non c’è formazione vi è meno curiosità».

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Regio per Concerto della Memoria

«Se il teatro si chiude in sé stesso e non incide nelle problematiche della comunità, non assolve la sua funzione, la sua missione sociale di istituzione culturale»: così Rosanna Purchia, Commissario straordinario del Teatro Regio, sottolinea l’anima di sempre del nostro Teatro, l’impegno alla ripartenza. Nonostante le complessità, la sofferta distanza che la necessità di oggi impone, la volontà è quella di continuare con passione l’attività artistica. Per la Giornata del 27 gennaio, presenta il Concerto della Memoria –con cui si inaugura anche il riavvio della Stagione educational. Dirige Andrea Secchi e il Coro del Regio i canti dal ghetto di Terezín del compositore Viktor Ullmann.

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Muti dirige «Babij Yar» di Šostakóvič

«T’ho visto: eri tu, –l’accusa di Quasimodo all’Uomo del mio tempo– con la tua scienza esatta, persuasa allo sterminio, senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora, come sempre, come uccisero i padri, come uccisero gli animali che ti videro per la prima volta»: è l’atto di dolore di quella menzogna («Andiamo ai campi») giunta sino a noi, che ha sostituito l’insegnamento del Cristo con la legge di Caino; coltivato la pietra e la fionda. Una riflessione che potrebbe prestarsi all’interpretazione implacabile di Riccardo Muti, che dirige Sinfonia n.13, op. 113, «Babij Yar» di Šostakóvič –con il basso Aleksej Tichomirov e Chicago Symphony Orchestra, per CSO Resound quest’anno. L’esecuzione massiccia contro la violenza di dimenticare, la mortificazione di negare, per una trasmutazione dei valori.

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Il Quintetto Bislacco e il penultimo Concerto della storia dell’umanità

“Non siete emozionati di partecipare al penultimo concerto della storia dell’umanità?”

La domanda è stata posta al pubblico riunitosi il 25 ottobre al Teatro Vittoria per ascoltare il Quintetto Bislacco: una platea partecipe e molto fortunata, visti gli effetti del decreto legge annunciato poche ore prima del concerto. Siamo infatti riusciti a goderci il pomeriggio appena in tempo, perché tutti gli appuntamenti dell’Unione Musicale tra il 26 ottobre e il 24 novembre sono stati rimandati a data da destinarsi.

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250 anni e non sentirli? Maratona Beethoven in casa De Sono

In tutto il mondo si celebra la nascita, a 250 anni di distanza da noi, del grande compositore Ludwig van Beethoven. Anche qui a Torino, nonostante le avversità di quest’anno, non ci siamo persi d’animo e la De Sono ha omaggiato il Maestro, sabato 10 ottobre al teatro Vittoria, con una maratona di concerti. Di seguito raccontiamo com’è andata.

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