CLUB TO CLUB @ LINGOTTO FIERE

È davvero una “luce al buio” questo quarto episodio della stagione 2019 del Club to Club, consumatosi
lo scorso 2 novembre e che ha visto svilupparsi, sui due grandi palchi del Lingotto Fiere, un’interessante
lineup degna di quell’idea di avant-pop e sperimentazione che cerca di portare avanti, da anni, il festival.

Dalla prepotente energia e ritmo dei britannici The Comet is Coming con uno scatenato King Shabaka
che fa urlare il suo sassofono dal caratteristico suono ruvido e violento, fino all’atteso dj set di Sophie,
irriverente, esagerato, nella miglior accezione dei termini e particolarmente curato anche dal punto di
vista dell’impianto luci; preceduto dalla stella della trap marocchina Issam, che canta in dialetto darija e
unisce la più tipica estetica trap con cultura e contaminazioni musicali del suo paese d’origine.

Sophie al Club to Club 2019, copyright Daniele Baldi

Non siamo più sul palco “Light Over Darkness” ma dietro le quinte rosse della Black Lodge di Twin
Peaks, quando appaiono i Chromatics, in un’emozionante e
partecipata ultima tappa di un lungo tour europeo per l’uscita dell’ultimo album Closer to Grey.
Tra i principali headliners della lunga notte di musica, avanguardia e arte, i Chromatics tornano live dopo
cinque anni, con una scaletta velata di una certa nostalgia, che ripercorre la storia musicale della band di
Portland con brani vecchi e nuovi, dall’ultimo album uscito appena ad ottobre, fino a Kill for Love,
passando per Running from the Sun.

I Chromatics sul palco del Lingotto Fiere, copyright Daniele Baldi.

Il magnetico fascino della vocalist e chitarrista Ruth Radelet, una Laura Palmer magica e tormentata
dalla vocalità dolce ed eterea, si sposa con l’inconfondibile sound indie elettronico, sempre attorniato da
un’aurea onirica, molto suggestiva ed evocativa anche del sopracitato universo lynchiano: non a caso, i
Chromatics hanno partecipato con “Shadow” alla serie di esibizioni di artisti diversi che chiudevano gli
episodi della terza stagione di Twin Peaks.
Sintetizzatori e vocoder sostengono e ammorbidiscono la ritmica e doppiano le armonie di Ruth, che, a
fine concerto, sola sul palco, regala al pubblico acclamante una personalissima, toccante versione chitarra e voce di “I’m On Fire“.

Complice anche l’aspetto visivo, fondamentale per la riuscita di un festival a tutto tondo come il Club to
Club, con un invidiabile impianto luci e numerosi schermi e maxischermi, i Chromatics non si
smentiscono e portano avanti una precisa e riconoscibile idea estetica, oltre che musicale.
La sincerità e la semplicità della costruzione musicale vanno di pari passo con un universo sognante e
malinconico che ha sicuramente contagiato l’elettrizzato pubblico del festival.

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