Eastwood / Di Battista “Gran Torino” + Eivind Aarset Quartet

Sold out applauditissimo per il doppio set nella serata del derby della Mole

“Gran Torino”, così si chiamava la produzione originale Torino Jazz Festival, che ha aperto il primo set alle OGR (Officine Grandi Riparazioni) nel penultimo appuntamento della rassegna. Per le serate in questo spazio è stata scelta appunto la formula doppio set, ognuno di circa un’ora/un’ora e mezza, ciascuno con musicisti diversi.

Il progetto ha visto il bassista e compositore Kyle Eastwood, figlio maggiore di Clint Eastwood, per cui ha firmato alcune colonne sonore (fra cui Million Dollar Baby, Gran Torino, Mystic River), insieme al sassofonista romano Stefano Di Battista, con il quale ha collaborato più volte in passato.

I due colossi erano accompagnati da altri due musicisti attivissimi sul territorio torinese, scelti ad hoc dal Torino Jazz Festival, Fabio Gorlier al pianoforte (che ha suonato in passato con musicisti come Billy Cobham, Furio di Castri, Paolo Fresu, e molti altri) e Alessandro Minetto alla batteria (Fabrizio Bosso, Lee Konitz e tantissimi altri).

L’ensemble “Gran Torino” (che proseguirà la sua attività con un tour), è riuscito dall’inizio alla fine del set a regalare emozioni creando diverse atmosfere, passando dallo swing degli “standard” all’interpretazione di colonne sonore di film, come Nuovo Cinema Paradiso: il brano, suonato in versione “ballad” per omaggiare uno dei grandi maestri preferiti da Eastwood, Ennio Morricone, ha rappresentato uno dei momenti più emozionanti dell’intera performance, tanto che la maggior parte del pubblico era ad occhi chiusi, quasi stessero immaginando scene del film.

Il quartetto ha anche omaggiato lo scomparso Massimo Urbani, uno dei più grandi sassofonisti italiani, vivo nella memoria del pubblico degli appassionati, con uno standard che amava molto, “Invitation”.

Il set si è chiuso con bis strappato all’organizzazione (con due set, gli orari sono sempre stati piuttosto rigidi), che ha omaggiato il bassista Jaco Pastorius con “The Chicken”, brano ben noto ai jazzisti e classico di quasi tutte le jam session, insieme al direttore artistico Diego Borotti e il suo sassofono, per poi lasciare spazio al cambio scena da parte dell’organizzazione.  

Prima nota lunga di una chitarra: così comincia il secondo set, con il progetto di Eivind Aarset, che preannuncia uno spettacolo completamente diverso. Con due batterie, un basso elettrico, una chitarra e molti effetti, il chitarrista norvegese, ricercatissimo sulla scena musicale, ha portato avanti il concerto mostrando il suo stile ricercato suonando brani del disco I.E. del 2015 e brani nuovi.

Distorsioni, frequenze basse a volumi molto alti, poche note e lunghe, uso molto presente delle percussioni, hanno contribuito alla creazione di atmosfere di musica quasi “ambient”, con uno stile di jazz elettrico che sfiora a momenti il rock e il jungle, lasciando gli spettatori incollati alle sedie fino all’ultimo brano, nonostante non fosse la solita musica “cantabile” di un certo jazz “mainstream”.

KYLE EASTWOOD / STEFANO DI BATTISTA “GRAN TORINO”

Kyle Eastwood, contrabbasso, basso elettrico
Stefano Di Battista, sassofoni
Fabio Gorlier, pianoforte
Alessandro Minetto, batteria

EIVIND AARSET QUARTET

Unica data italiana

Eivind Aarset, chitarra elettrica, elettronica
Audun Erlien, basso elettrico
Erland Dahlen, batteria, percussioni
Wetle Holte, batteria, percussioni, tastiere

In collaborazione con la Reale Ambasciata di Norvegia a Roma

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