Archivi tag: melody fall

Il rock next generation infiamma il Rockish Festival

Lo scorso giovedì 12 luglio ha avuto luogo il Rockish Festival. Sette band, rappresentanti la nuovissima scena rock torinese, si sono esibite alternandosi tra main e side stage per quattro ore ininterrotte di musica rock declinata in tutte le sue forme. Una scelta che riesce a portare sul palco dello Spazio211 diversi progetti artistici, tra cui anche gruppi di giovanissimi under 25, che ormai rappresentano un punto di riferimento per il rock torinese

Nonostante la presenza della band di fama internazionale, i Melody Fall, la protagonista della serata era proprio la next generation. Dal pop punk al rock di protesta e all’art pop, la line up di quest’anno propone i progetti di I boschi bruciano, Narratore Urbano, Irossa, Xylema, Tramontana, Breathe me in.

Foto di William Fazzari

I Narratore Urbano nascono nel 2019 definendo, da subito, la volontà di coniugare il rock ad una finalità diversa dell’esibizione fine a sé stessa. Hanno una voce e affermano di volerla usare -e lo fanno bene‐ anche per pronunciarsi su tematiche sociali e politiche.

Gli Xylema ripartono e convincono dopo un cambio di formazione e, dal Reset Festival 2023, sono una certezza del panorama torinese con un sound punk rock e melodie d’impatto. Da poco i loro testi sono in italiano e trattano delle loro esperienza personali.

Foto di William Fazzari

Irossa sono l’ultima novità dell’underground sabaudo. Di impatto è sicuramente l’immagine definita e contemporaneamente caotica, pienamente colta nelle grafiche del loro merchandising, nell’outfit e nei loro movimenti durante la performance.

Camaleontici. Se in un primo momento si è trasportati dal sax in una dimensione onirica e malinconica, un attimo dopo l’attenzione viene rubata dalle chitarre, decise e mai aggressive, che accompagnano, chi ascolta, alla comprensione delle immagini suscitate dai loro testi.

Foto di William Fazzari

L’inconveniente della pioggia non ha fermato il pubblico che, seppur ridotto, ha saputo compensare in energia e partecipazione. Cantando e ballando il repertorio di tutti gli artisti, hanno sicuramente contribuito alla realizzazione di una serata piacevole all’insegna della scoperta musicale.

Foto in copertina di William Fazzari

ROCK-ISH: quando eravamo Emo

Di tutto regolare che ci sta stretto, nostalgie pop punk e ciuffi che sudano al primo Rockish dell’anno.

Allo Spazio 211 eravamo tutti emo, insieme ai Melody Fall, i Dari e Walter Fontana dei Lost.

Con un sold out e ore di fila nel gelo e la nebbia di via Francesco Cigna, il Rockish saluta il nuovo anno con un promettente pienone. Cavalcando il nuovo tour italiano dei Dari e i quindici anni dei Melody Fall, preme i giusti tasti: quelli degli emo kids ormai adulti.

Una surreale notte di venerdì 13 di impazienti chiacchiere davanti al cancello dello Spazio 211, in attesa della tarda apertura. Si scrutano, gli emo kids, e si riconoscono, si raccontano dell’imbarazzo dei nomi su MySpace, di quella frase dei My Chemical Romance che scrivevano sul banco, dell’eyeliner messo male. Una cartolina dal 2008. In quel glorioso passato in cui i vestiti a rete, le Converse colorate e le Vans a scacchi, gli abbinamenti improbabili, il merch di Emily The Strange e il TRL post-pranzo e pre-compiti di matematica erano il capro espiatorio di turno. Niente di diverso dai trap boys 2016, tanto per dire. Essere le pecore nere a strisce rosa della classe, rifugiarsi nei formati mp3 e quei personaggi che ci parevano così magici e incredibili come solo gli idoli pre e adolescenziali possono sembrare.

Melody Fall @ Rock-ish, foto di Elisabetta Ghignone

La serata è cotta a puntino, con qualche incidente di percorso e qualche fonico sbiancato di fronte a pedali che non vanno e cavi che si staccano. Ma va bene così, a nessuno dei presenti interessano suoni puliti, impianti galattici e spettacoli pirotecnici. Si vogliono soltanto sentire sulla pelle i dodici, i tredici, i sedici anni, ancora una volta.

Walter Fontana @ Rock-ish Night, foto di Elisabetta Ghignone


I Melody Fall si fanno sentire e acchiappano anche il pubblico stanco dall’attesa eterna, che un po’ si lamenta, un po’ poga felice e contento di ricordare quella canzone che ha ancora sull’iPod impolverato. I Dari sono una macchina del tempo e in quelle sonorità all’Alberto Camerini, quell’ironia che non prende niente sul serio eppure è necessaria, ci siamo tutti ritrovati adulti, all’improvviso.

Come tutti i riti collettivi del pop, rivivere un periodo in cui si era parte di qualcosa è un modo per esorcizzare le consapevolezze che non vorremmo avere, la paura del futuro, il tempo che passa. Insieme agli stessi artisti che quindici anni fa ci hanno fatto sentire compresi e che oggi sembrano soltanto altri ragazzini cresciuti; che hanno visto la consacrazione nelle camerette rivestite di poster in allegato a Teen Rock e sono scomparsi, chi più chi meno, sostituiti da altro, come le Barbie e i peluche.

Noi come loro, eravamo un branco di bambini soli con l’egocentrica, romantica convinzione di essere troppo sensibili per questo mondo.

Dari @ Rockish Night, foto di Elisabetta Ghignone

A cura di Clarissa Missarelli