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Yungblud al Carroponte: Life On Mars Tour

Dopo tre anni di assenza in Italia, mercoledì 18 maggio Yungblud è tornato a cantare a Milano, questa volta riempiendo il Carroponte di Sesto San Giovanni nell’unica data italiana del Life On Mars Tour.

Dopo neanche un giorno dall’annuncio di Yungblud – terzo album del cantante la cui uscita è prevista per il 2 settembre prossimo –, il ventiquattrenne inglese Dominic Harrison ha avuto finalmente l’occasione di suonare dal vivo anche nel nostro Paese i brani di weird! (2020)

Il sole non è ancora scomparso dietro al muro di amplificatori al centro del palco quando arrivano le Nova Twins, duo rock londinese composto dalla cantante Amy Love e dalla bassista Georgia South. Scelta a dir poco perfetta per aprire il concerto: non siamo ancora al ritornello del primo brano che il pubblico – a maggioranza under 25 e rigorosamente vestito in stile punk rock – si sta già muovendo a ritmo.

Sono invece da poco passate le 21 quando tutte le luci si spengono e dopo un video introduttivo risuonano le note iniziali di “Strawberry Lipstick”: Yungblud corre sul palco ed incita subito tutti a saltare con lui. La sua energia coinvolge in pochi secondi i presenti: è praticamente impossibile non ballare con il cantante che ti obbliga a farlo.

Credits: https://www.instagram.com/carroponteofficial/

In pochi minuti volano birre e plettri. Yungblud canta uno dei suoi ultimi singoli, “The Funeral”. I fan intonano con lui il brano, che parla di amare sé stessi e accettarsi così come si è. Il concerto non è iniziato neanche da una ventina di minuti e il cantante appare già sinceramente commosso, forse sorpreso di trovare fan così affezionati, che non sbagliano neanche una parola dei suoi testi. Anche durante i pezzi più lenti come “mars” – una ballata che racconta la storia di una fan transgender, ma più in generale la storia di chi si è sempre sentito diverso – non viene mai meno la sua energica presenza scenica.

Credits: https://www.instagram.com/carroponteofficial/

Oltre i brani del secondo album, la scaletta prevede anche alcuni pezzi dal primo e vari singoli più recenti, ad esempio “Memories” realizzata in collaborazione con Willow e “Fleabag”, sempre dai toni pop-punk.  Con il proseguire della serata – e il diminuire dei capi di vestiario addosso a Yungblud, che per gli ultimi brani rimane in pantaloncini e bretelle – aumentano le interazioni con il pubblico: prima una proposta di matrimonio, poi il coming out di un fan. Si è creata un’atmosfera quasi intima, forse difficile da credere pensando alla quantità di gente presente. 

Yungblud elogia l’accoglienza italiana, «Ho trovato una famiglia qui a Milano» e aggiunge «Ho speso diciannove anni della mia vita sentendomi giudicato per essere diverso, ma volete sapere come riesco a essere su questo palco oggi ed essere chi voglio? È grazie ad ognuno di voi». E nel caso in cui qualcuno avesse ancora dubbi riguardo il suo affetto nei confronti dei fan, ad un certo punto inizia a indicare ogni presente nelle prime file ripetendo «Ti amo, ti amo, ti amo».

Il live si chiude con “Machine Gun (F**k the NRA)”, un brano che denuncia la facile accessibilità alle armi negli USA. Ma sono i cori di “Loner” intonati dal pubblico a fare da sottofondo mentre lentamente il Carroponte si svuota.

TOP 10: SETTEMBRE

I dieci migliori singoli del mese, secondo Musidams.

Can I Believe You – Fleet Foxes

Ritorno col botto per i Fleet Foxes, meno sperimentale e più pop, ma sicuramente non di qualità inferiore. 28/30

Re-Wild – Kelly Lee Owens

Forse il miglior esempio della perfetta sintonia fra dream pop ed elettronica che è Inner Song. 27/30

Blind Youth Industrial Park – METZ

Una buona dose di noise rock a base di basso distorto e chitarre dissonanti non fa mai male. 26/30

Whole New Mess – Angel Olsen

Un arrangiamento ridotto al minimo, solo voce e chitarra lo-fi: semplice ma efficace. 25/30

Rot – Pup

I Pup continuano a dimostrare come sia possibile fare pop punk nel 2020 senza essere banali e scontati. 25/30

                                                                                                     a cura di Maurizio Minazzi

 Maleducata – Achille Lauro 

SÌ. Sì. Un grande, enorme, meraviglioso sì.

28/30 

 Diamonds – Sam Smith 

La bellezza di Sam Smith sta nel sapersi reinventare rimanendo fedele a sé stesso. Well done. 

26/30

YUNGBLUD – god save me, but don’t drown me out

Un po’ 5 seconds of summer, un po’ Sum 41. La voce pop punk della generazione Z. 

25/30 

Courage to Change – Sia

Io su questa canzone un po’ me li immagino gli Avengers lottare contro Thanos in Infinity War. 

25/30

Nuove Strade – Ernia, Gaia, Samurai Jay, Rkomi & Madame 

Tanti nomi, poco impegno. Magari la prossima volta andrà meglio. 

23/30 

                                                                                                          a cura di Ramona Bustiuc

“L’immagine in evidenza è uno screenshot dal video di “Maleducata” – Achille Lauro, Youtube “