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Bloody Vinyl 3: chi ha paura della machete?

La Machete e lo scettro della scena italiana

Come la Trinità, i Moschettieri e le Grazie anche la Machete sa che tre è il numero perfetto, e all’alba dello scorso 2 ottobre, è arrivato il terzo episodio della saga Bloody Vinyl Mixtape: dal fantasma della dubstep e lo scratching old school che aleggiavano nel primo capitolo nel 2012, ai primi accenni di 808 nel BV2, tre anni dopo, anche quest’anno, Salmo si riconferma tra i più intelligenti imprenditori musicali del momento.
Astri nascenti, meteore, padri e padrini della scena t(rap) sui beat dei producer di punta dell’anno: questo è Bloody Vinyl 3.
Bastano i nomi: Slait, Tha Supreme, Low Kidd, Young Miles (e una capatina di Greg Willen).

Salmo, copyright ColdMasterKilla / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)

Già con il discusso, amato e odiato Machete Mixtape 4, da cui Salmo è uscito ora come il Cristo Redentore della scena italiana, ora come un pagliaccio venduto, la Machete si era dimostrata quantomeno in grado di intercettare i sound e i nomi del momento, tra cui appunto quello di Davide Mattei aka Tha Supreme, anticipandone l’esplosivo successo che lo avrebbe investito di lì a poco con il primo album targato Epic Records,
sottoetichetta della Sony , 236451.
Bloody Vinyl 3, che sembra aver calmato le acque e momentaneamente anestetizzato le polemiche contro Salmo e l’eterna querelle con Luchè, ha tutte le carte in regola per essere una delle più interessanti uscite dell’anno e stabilire chi è fuori e chi è dentro al gioco.

Mossa azzeccata aprire con i bassi distorti di “Machete Satellite”, in cui, nell’improbabile ma riuscita collaborazione con Taxi B, Salmo rievoca il suo passato metal e hardcore con uno screamo perfetto che sorprende i fan nuovi e accontenta i vecchi, e che suona un po’ come un voler dimostrare la tecnica che vince sugli urli scoordinati di Taxi, e che in fondo ’sti giovani trapper di oggi non si sono inventati niente.
Le sonorità esplosive e il flow destrutturato che segue l’andamento del beat, firme d’autore di Tha Supreme, fanno scintille con i suoni ricercati e tendenti all’elettronica di Young Miles, in due dei brani più riusciti del mixtape: “X 1 MEX” con un beat che guarda alla dance anni ‘90 e con il feat. di Dani Faiv e il suo flow fluido e scorrevole che si incastra con le sillabe sincopate di Tha Supreme e “Baby” feat. Rosa Chemical, che quando si parla di “tre bitch sul dick come Paul”, è sempre in prima fila.
Il sound più dark di Low Kidd viene fuori nei momenti meno d’impatto della tracklist, ma altrettanto riusciti come “Telephone” (feat. Capo Plaza e Sick Luke) e “5G” in collaborazione con Nitro, Fabri Fibra e Jake La Furia.

Che la si veda come una mera strategia di marketing o meno, è innegabile l’intelligenza della mossa, più che riuscita e decisamente di qualità.
A dimostrazione non solo che Salmo, e la Machete con lui, è stato capace di collaborare con i nomi giusti e nel modo giusto, ma anche che è ormai chiaro chi, per un motivo o per l’altro, è fuori dal gioco.

VIDEOINTERVISTA: Travis

Con una vita nella musica, due EP (Travis Scottex, 2018 e Ragazzino, 2019) e la Bilogang alle spalle, Travis è sicuramente uno dei nomi di punta della scena emergente torinese e non.
Ha raccontato la sua quarantena e la sua musica al telefono con noi.

Foto in evidenza: copertina dell’EP “Travis Scottex”, 2018.

PSICOLOGI @ Hiroshima Mon Amour

Gioventù che brucia

“È  dal 2001 che sono insicuro” urlano i giovani e giovanissimi nella sala Majakovskij dell’Hiroshima Mon Amour di Torino, insieme agli Psicologi, che lo scorso venerdì 24 gennaio, hanno cantato tutta la disillusione, la paura, la rabbia della generazione Z.

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VIDEOINTERVISTA: Sconforto

Sconforto è un giovane artista che, dalla provincia sarda e dal punk rock, arriva al pop alternativo in salsa trap a Milano e, con l’ultimo singolo “L?AREO“, anche nella scena torinese.

A Musidams ha raccontato la musica, l’estetica, il futuro di Sconforto.

Un estratto dall’ultimo singolo “L?AREO”, prod. Clvud10

La peste di Vinicio Capossela e Young Signorino

“Un purissimo figlio di Satana”, così il cantautore tra i più premiati dal Club Tenco, Vinicio Capossela, definisce uno degli artisti più controversi, discussi, smontati ed elogiati del 2019: il ventunenne Young Signorino, con il quale sceglie di collaborare per una nuova versione di “Peste”, direttamente da Ballate per uomini e bestie, uscito a maggio dell’anno scorso.

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