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Concerti per violino: Schoenberg e Brahms (Jack Liebeck, BBC Symphony Orchestra)

È pubblicato da Orchid Classics il lavoro di Jack Liebeck, che la BBC Symphony Orchestra accompagna sotto la direzione di Andrew Gourlay. Riflettendo sulla Storia e l’esperienza della sua famiglia, Liebeck sceglie l’accostamento dei Concerti per violino e orchestra op. 36 e 77 di Schoenberg e Brahms. Comune la persecuzione: ebreo d’origine, Schoenberg scrisse il Concerto quando lasciò l’Europa, dopo l’ascesa al potere di Hitler nel 1933; Walter Liebeck, il nonno del violinista, nel 1934 fu costretto a fuggire dai nazisti in Sudafrica. Mantenendo un vivo legame con il passato, nell’interpretazione si lega affettivamente, sentitamente al contesto. Pronuncia un discorso della memoria – sull’instabilità e l’intolleranza, che ancora appartengono all’uomo di oggi.

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10 tra i migliori album della prima metà dell’anno

La prima metà dell’anno, caratterizzata dalla pandemia di Covid-19, è stata sicuramente un periodo difficile per i musicisti di tutto il mondo, che hanno dovuto annullare o posticipare l’attività live. Molti hanno rimediato con dirette sui social per intrattenere i propri fan, altri hanno caricato online di propria iniziativa interi concerti. Nonostante tutto, nella prima metà dell’anno sono usciti diversi dischi interessanti. Questo articolo ne analizza 10 in ordine sparso, senza l’intento di fare una classifica.

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Amor tiranno (Vistoli e sezione aurea)

Carlo Vistoli sceglie per il suo lavoro discografico 2020 di cantare l’Amore non in una prospettiva idealizzata, romantica, bensì in quella del tormento, della collera che consuma i sensi. Da questa angolatura, l’Amore è sempre un «dio della violenza». Preme sul cuore, costruisce labirinti di angoscia, meandri di pianti in cui perdi l’anima. Un lavoro che Vistoli interpreta insieme a Sezione Aurea –con il contributo del soprano Lucia Cortese- diretti da Filippo Pantieri al clavicembalo e all’organo, per l’etichetta Arcana. La voce di Vistoli, intrisa d’intenso lirismo, tocca le corde della sensibilità. In costante dialogo con gli strumenti, ponendosi abilmente al servizio totale di canto e testo. Parola e musica si compenetrano l’una nell’altra, armonizzando, ma sempre mantenendo la propria natura.

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Rota: Chamber Works (Bidoli, Canino, Mercelli, Sanzin)

Pubblicato da Decca Italy, il lavoro discografico 2020, che il violinista Alessio Bidoli interpreta insieme al pianista Bruno Canino, al flautista Massimo Mercelli e all’arpista Nicoletta Sanzin, seleziona alcune delle pagine cameristiche più espressive di Nino Rota –nome d’arte di Giovanni Rota Rinaldi (Milano 1911, Roma 1979).

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Perfezione ed estasi nella moderna Quinta diretta da Currentzis

In occasione dei 250 anni dalla nascita di Ludwig van Beethoven, il greco Teodor Currentzis dirige la Quinta sinfonia alla tesa di MusicAeterna – l’orchestra russa che lui stesso ha fondato nel 2004. La registrazione, incisa in coppia con la Sinfonia n.7 in la maggiore op.92 –che verrà rilasciata separatamente in autunno 2020- è stata distribuita da Sony Classical e resa possibile grazie al supporto di VTB Bank.

Legati da un’intesa mistica, l’orchestra e il suo direttore condividono valori, principi, che trovano radice in intime e profondissime esigenze; affrontando un repertorio che spazia dalle musiche barocche, nel loro suono originale, alle più contemporanee.    

Opinioni divergenti sulla sua figura, d’eccezione nell’ambito, hanno contribuito alla costruzione di un mito, che lo presenta ora “salvatore della musica classica” ora guru visionario ed eccentrico, contrassegnato da un’attitudine punk. L’atteggiamento da eremita, l’ascesi spirituale e la devozione verso un ideale totalizzante, cui aderisce pienamente insieme con i musicisti di MusicAeterna, dimostrano la convinzione e la forza della sua fede artistica. La ricerca è quella estrema della perfezione, dell’estasi, e la trascendenza. Il fine è catarchico, in tutti gli stati possibili. «Tutta l’alta intenzione di questa musica, tutta questa incredibile energia può purificare gli ascoltatori e inviare questo nuovo raggio di luce nella loro coscienza e nello spirito»: questa la dichiarazione d’intenti di Currentzis per la Sinfonia n.5 in do minore op.67. Le prime bozze della Sinfonia risalgono al 1804, ma la composizione vera e propria è avvenuta in seguito, tra il 1807 e il 1808, in contemporanea con la Pastorale. Sono anni di travaglio e sofferenza, per il compositore di Bonn, acuiti dalla sempre più disperante sordità. Schindler, amico e primo biografo di Beethoven, avrebbe difatti interpretato le sue parole «così il destino batte alla porta», in riferimento alle quattro note iniziali, come esemplificative dei motivi dell’intera opera, da allora definita «Sinfonia del destino». Per certi versi, è la dichiarazione di un destino irriducibile. Eppure Beethoven sentiva, con determinazione sacrale, di essere stato investito di una missione –quella di trasmettere un messaggio, positivo nonostante le miserie e le storture quotidiane, al di là della dimensione strettamente personale. Allo stesso modo, il Currentzis-vate avverte tutta la necessità e l’importanza di recuperare la purezza assoluta dell’Arte, la Verità artistica. Secondo il direttore d’orchestra, è stata infatti fraintesa la vera bellezza di Beethoven, la quale «non è la bellezza morale della proporzione –sostiene lo stesso Currentzis- bensì quella immorale e rinvigorente della luce che può bruciare». Prendendo le distanze dall’interpretazione più classica, ne restituisce una personalissima e anticonvenzionale.

L’esecuzione dell’Allegro con brio, in apertura dell’opera 67, è densa, dinamica. L’intero movimento, vigoroso nel suo insieme, è sostenuto da un andamento rapinoso di note veloci. Scandito dall’impeto del ritmo, prosegue spedito, impietoso; brevi stati di quiete. Si consuma in rapidità. Currentzis riesce a penetrare tutta l’essenza dello spirito del compositore tedesco: un Beethoven teso, contrastato, esasperato che si sostanzia attraverso le sonorità secche e taglienti, le accensioni cromatiche. Dall’alleggerimento sonoro in chiusura del primo movimento, prende le mosse l’Andante con moto. Mitigato dall’alternanza tematica, si caratterizza per il generale senso di luminosità. Crepita in bagliori. L’Allegro inizia fra note sommesse, che dal registro grave crescono di sonorità. Il trattamento musicale restituisce un incedere nervoso. Gli archi si impuntano e trascinano in un’agitazione frenetica. Agitazione poi stemperata dal passaggio al pianissimo in una graduale, ma crescente, sottrazione -in termini di peso e colore. Il suono diviene morbido, delicato, sfuma in leggere inconsistenze. Dirompente, l’Allegro finale trionfa sui movimenti precedenti, esuberante, tumultuoso. Espressione che vibra di vitalità e gioia. Chiude sfolgorando.    

È interessante notare come Currentzis rilevi nell’opera non tanto il titanico conflitto tra Eroe e Destino o la lotta fra Bene e Male, quanto la passione del compositore, facendone un ritratto molto espressivo e vivido.  È dunque Beethoven stesso che appare, deborda dai confini della partitura, in una sorta di “fenomenologia dello spirito”. La rappresentazione dell’uomo in rivolta.