Dopo tre anni di attesa, l’8 luglio, Ernia torna con Solo per Amore Tour, sul palco del Flowers Festival 2026. Più carico che mai, l’artista ha celebrato non solo il tour, ma anche i suoi dieci anni di carriera musicale.
Ad aprire il concerto è “Figlio di”, un inizio d’impatto che fa esplodere l’entusiasmo del pubblico fin dalle prime note.
È impossibile non riconoscere il talento di Ernia, soprattutto durante “LEWANDOWSKI XI”: ciò che colpisce è un notevole controllo del respiro, la precisione con cui interpreta un testo ricchissimo di parole e la naturalezza con cui cresce il ritmo senza mai perdere intensità.
Apprezzabili sono anche i riferimenti, in chiave ironica, alle sue canzoni di esordio e di come sia aumentato il suo seguito: dalle zero persone presenti al suo primo live ai sold out degli ultimi anni. Durante la serata si percepisce chiaramente il percorso di crescita del cantante: il suo modo di scrivere e fare musica si è evoluto nel tempo, senza però perdere la propria identità.

Il concerto prosegue con brani più profondi come “Buonanotte”, cantato con un’evidente emozione. Ciò che rende il concerto coinvolgente è il rapporto che Ernia riesce a creare con il pubblico: tra un brano e l’altro, alterna momenti più leggeri a riflessioni personali, facendo sentire le persone presenti parte dello spettacolo e non semplici spettatori. È proprio questo equilibrio tra energia e intimità a caratterizzare l’intera serata.
Al Flowers Festival si respira un’atmosfera di grande entusiasmo: il pubblico, numeroso e partecipe fin dall’inizio, accompagna Ernia in ogni brano, trasformando il concerto in una vera festa per celebrare il suo ritorno sul palco.
Tra i momenti più significativi della serata spicca quello in cui il pubblico intona il ritornello di “Perché”, originariamente interpretato da Madame, creando un’atmosfera che va oltre la semplice esibizione.

Il concerto termina con “Grato”, una scelta che sembra quasi voler essere un ringraziamento ai fan, in cui Ernia restituisce l’affetto ricevuto durante la serata.
È stato uno di quei concerti in cui ci si lascia trasportare dall’energia della musica, anche senza conoscere a memoria tutte le canzoni. Si esce con la sensazione di aver assistito all’esibizione di un artista capace di unire tecnica, presenza scenica ed emozione, qualità che rendono l’esperienza del suo live coinvolgente e unica dall’inizio alla fine.
Silvia Appendino