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Top 10 aprile 2026

Aprile è sempre un mese che porta cose belle: prime giornate primaverili, annunci di tournée e artisti che pubblicano nuova musica. Ecco cosa vi proponiamo questo mese diviso in uscite italiane ed estere.

“Venite a vedere”Cosmo
Dieci anni dopo L’ultima festa siamo arrivati a La fonte. Il nuovo album del cantante di Ivrea è intimo, rilassato e sognante: niente elettronica da club, ma più da spiaggia, forse un modo per sopravvivere in questo periodo storico(?). “Venite a vedere” fa riferimento a un gesto di sacrificio, quello del monaco che si dà fuoco a Saigon, oggi probabilmente impensabile, che viene innalzato a riferimento collettivo. I suoni elettronici morbidi e balzanti danno il senso del cammino verso la fonte rigenerante a cui Cosmo ci accompagna con la sua voce un po’ distorta e coccolante. 

“Meravigliosa incoscienza”Dimartino
Di chi?… Il prossimo conduttore di Sanremo?… Nono, quello che canta dopo Colapesce…, scherzi a parte, il cantautore palermitano lascia Milano e torna in Sicilia a registrare il nuovo album L’improbabile piena dell’Oreto. Questo secondo singolo racconta l’adolescenza come momento di scoperta e fioritura, ma anche di dolori e ferite, che si sedimentano e restano parte di noi: «Per poi ritrovarci un’alba col freddo nel cuore/ Sull’erba bagnata e i piedi bruciati, senza dolore».

“Hollywood”Ditonellapiaga
Dopo il grande successo al Festival di Sanremo, Ditonellapiaga presenta un altro estratto del suo nuovo album Miss Italia: “Hollywood”. Il brano parte su note retrò, proseguendo con i ritmi elettronici che contraddistinguono l’artista. Il tema centrale è la disillusione. All’inizio il brano sembra parlare di una relazione amorosa, in realtà è una metafora del rapporto tossico che possiamo avere con le nostre ambizioni, con l’idea di successo e con l’immagine che creiamo per essere accettati. Il titolo infatti non è casuale: rappresenta proprio il mondo fatto di finzione, aspettative e identità costruite.

“Segreto” – Lorenzo BITW feat. Rosita Brucoli
Il romano Lorenzo Calpini, dj e producer di musica elettronica, torna dopo cinque anni dall’ultimo album con Club della Fortuna, tentativo ambizioso di elettronica in italiano a cavallo tra jungle, house e trance. Si sente bene nella traccia che abbiamo scelto: si parte con un vorticoso amen break, su cui la voce di Brucoli canta in modo sinuoso un amore spezzato dai non detti, per poi passare a una dimensione house distesa con piano e batteria, che alleggerisce il peso del racconto.

“Rosso come il fango”Madame
Cosa c’entra il rosso con il fango? Il titolo del nuovo brano di Madame, vuole unire due elementi che sembrano opposti: il rosso, che dà l’idea di vitalità, forza e impulsività, mentre il fango rimanda a qualcosa di più concreto, legato alla fatica e alle proprie origini. Il brano ruota attorno al privilegio, non è qualcosa che viene negato, anzi, c’è una certa consapevolezza di aver raggiunto una realtà diversa. Allo stesso tempo però si sente una specie di distanza, come se non fosse così scontato sentirsi davvero parte di quel mondo. 

Copertina di Club della Fortuna di Lorenzo BITW, artwork di Simone Brillarelli, fotografia di Agnese Zingaretti.

“Nightswimming”Arlo Parks
La cantante britannica al suo terzo album vira verso la club music con canzoni notturne e argomenti più trasversali rispetto al passato. Arlo Parks nuota nella notte col desiderio di lasciarsi tutto alle spalle almeno per un istante. Il ritornello è un ipnotico crescendo spezzato da un beat house oscillante e ossessivo che restituisce una sensazione di profonda immersione notturna. 

“Who Will You Follow”Evanescence
Dopo cinque anni il gruppo gothic metal torna con il primo singolo “Who Will You Follow” del loro nuovo album Sanctuary in uscita a giugno. Tra i ronzii delle chitarre elettriche, il brano parla proprio del cercare di orientarsi in mezzo a bugie e confusione, provando a capire cosa sia vero in un contesto pieno di versioni diverse della realtà. Più che dare risposte, mette in luce quella sensazione di incertezza: il bisogno di capire, ma anche il fatto che a un certo punto devi affidarti a qualcosa di tuo, non riuscendo più a fidarti fino in fondo di quello che ti circonda.

“Cryogen” Muse
I Muse presentano un altro estratto in anteprima del loro ultimo album The Wow! Signal in uscita a giugno. La canzone parte con un riff di chitarra, spiegando il dolore legato a una relazione che viene trasformato in qualcosa di più grande, quasi in uno scenario freddo e apocalittico. Le immagini sono molto glaciali, danno un senso di isolamento e desolazione. Da una parte c’è l’idea di voler scappare dalla realtà e proteggersi in un mondo che sembra instabile; dall’altra però apre anche a qualcosa di più profondo: il dubbio su cosa significhi davvero essere sé stessi, soprattutto quando tutto sembra sospeso.

“Need Your Love”OneRepublic
Gli OneRepublic presentano un nuovo singolo da un racconto molto sincero di chi si rende conto che il successo materiale, da solo, non basta. Puoi avere tutto quello che vuoi (una casa di lusso, il tuo nome su ogni articolo) ma senza qualcuno con cui condividerlo rimane solo un insieme di cose vuote. L’idea centrale è che niente di tutto questo può sostituire un legame vero. L’amore viene visto come l’unica cosa che riesce realmente a dare un senso al tempo che passa, riflettendo su ciò che conta davvero.

“What Is Left To Say” – Thundercat feat. Lemon Twigs
A sei anni dall’ultimo LP, il bassista di Los Angeles ritorna con un nuovo progetto insieme al produttore Greg Kurstin (Adele, Gorillaz) e varie collaborazioni come Tame Impala, Flying Lotus e A$AP Rocky. Quella coi Lemon Twigs ci sembra tra le più riuscite: un brano yacht rock quasi esistenzialista addolcito dalle voci dei fratelli D’Addario che ci fanno viaggiare verso una dimensione anestetizzata della realtà in cui non resta più niente da dire. 

Silvia Appendino e Alessandro Camiolo

TOP 10 MARZO 2026

Marzo ci saluta, quindi non può mancare la nostra top 10 mensile. Anche questa volta non è stato facile scovare nuovi singoli che ci abbiano impressionato a tal punto da meritare un posto in classifica, ma dopo attenti ascolti siamo giunti a una selezione definitiva. Troverete un bel mix di generi, dal rock alternativo al soul, passando per l’R&B fino ad arrivare alle sinfonie di Zimmer. Buon ascolto!

“Be with you” – MUSE 

Dimenticate le mezze misure: quando si tratta di inaugurare una nuova era musicale, la band britannica sa esattamente come catturare l’attenzione e puntano alle stelle. Letteralmente. Per lanciare “Be With You”, il singolo che anticipa il loro decimo album The WOW! Signal, hanno trasmesso il brano dalla stratosfera, a 33 km di altezza. Ma oltre l’impatto promozionale, resta la musica. Come suona il brano? È puro concentrato Muse: Un organo solenne apre la scena. Si inseriscono un pianoforte cristallino e guizzi di chitarra. Poi, il ritmo decolla, trainato da una solida pulsazione elettronica. Synth fantascientifici e l’immancabile firma drammatica completano il quadro.

“Rest of your life” – James Blake

Con “Rest of Your Life”, estratto dell’album Trying Times, Blake piega la natura stessa del suono. E non si ferma qui: in puro stile James Blake, il brano viene rapidamente dirottato da un vibrante e ronzante beat house, mentre una linea di pianoforte impazzita inizia a correre freneticamente su e giù per le scale musicali. Tra bassi rimbombanti e voci manipolate, il caos si trasforma in poesia, sorreggendo un testo essenziale che esplora l’universalità dell’amore.

“Click Clack Symphony”- Raye & Hans Zimmer

”Click Clack symphony”, un trionfo di percussioni fisiche e digitali che si fondono con i maestosi arrangiamenti sinfonici di Zimmer. Su questo tappeto orchestrale, Raye viaggia a ritmi vertiginosi: le sue linee vocali a raffica sfiorano le frenesie dell’hyper pop, per poi planare morbidamente su intime incursioni nello spoken-word. Il cuore del brano è profondamente umano e vulnerabile: quel click clack è il rumore dei tacchi alti sul pavimento; è un inno dedicato a quegli amici e familiari che, nei momenti più bui, ti trascinano a forza di casa per dirti che è ora di ricominciare a vivere. Il brano più epico dell’album che contiene un vero senso di speranza, proprio come suggerisce il titolo del disco: This Music May Contain Hope.

“Thank you by Dido” – Model /Actriz  

“Thank You By Dido” è il brano più pacato dell’album Swan Songs. I Model/Actriz, quartetto rock di Brooklyn, spogliano il loro noise industriale per un’intimità sussurrata e notturna, dove la voce di Cole Haden si incrina di pura vulnerabilità. È un brano etereo che cattura perfettamente il peso malinconico di un addio, sospeso tra il ronzio della radio e il tocco disperato di due mani che si lasciano.

The Messenger– Irreversible Entanglements

Il brano è contenuto nell’album Future Present Past del quintetto jazz Irreversible Entanglements, rappresenta perfettamente il modo in cui il gruppo si definisce: dei veri “messaggeri”.

È un esempio di free jazz assoluto: una tempesta sonora, un flusso inarrestabile di raffiche di suono che nulla può fermare se non la voce di Camae Ayewa (aka Moor Mother) che attraversa il caos musicale annunciando messaggi poetici e politici, oltre la musica.

“Sola tra le nuvole” – Roshelle

Mangiami pure è il primo album in studio di Roshelle, e “Sola tra le nuvole” è il singolo che ne anticipa l’uscita. Abbiamo aspettato molto per un suo disco, considerando che l’esordio dell’artista lombarda a X Factor risale al lontano 2016. Negli anni ci ha abituati a sonorità neo-soul e R&B: in questo brano se ne mantengono ovviamente le venature, ma Roshelle sceglie anche di sperimentare con un ritornello che esplode in stile pop/rock. Un singolo davvero ben riuscito.

“Ricordi” – BLANCO, Elisa

Secondo singolo del 2026 per Blanco, che fa da apripista al suo nuovo album in uscita il prossimo 3 aprile . Per lanciare questo progetto, l’artista bresciano ha scelto di farsi affiancare dalla voce inconfondibile di Elisa (Grignani è l’ altro featuring del disco). Alla produzione ovviamente Michelangelo, che aggiunge alla traccia un inaspettato assolo di sax sul finale: un tocco non molto comune per il panorama pop di oggi.

“DISINCANTO” – Madame 

Grande ritorno anche per Madame, che riappare sulla scena discografica dopo due anni di silenzio con un brano profondamente introspettivo. L’arrangiamento punta sul minimalismo, valorizzando una scrittura che conferma la maturità dell’artista. “DISINCANTO” sembra raccontare una nuova consapevolezza raggiunta, un concetto perfettamente riassunto nei versi del ritornello: «ma non mi fa più paura, non cerco più neanche la verità”.

WON’T HE DO IT?” – Voices of fire, Pharrell Williams feat. Teddy Swims

Questo è il mese d’uscita anche per l’album del celebre coro gospel fondato da Pharrell Williams insieme allo zio Ezekiel Williams in Virginia (la cui genesi è stata documentata tramite una serie Netflix). La traccia che più ci piace è quella che vede la collaborazione del fenomeno Teddy Swims: “WON’T HE DO IT?” crea un mix di modernità unendo sonorità ovviamente gospel e soul a un beat molto urban!

Cicatrici” – Bea 

Chiudiamo con il consiglio d’ascolto di un’artista emergente in tutto e per tutto: si tratta dell’esordio di Bea, proveniente dalla scuola neo-soul e R&B romana. Si affaccia al pubblico con questa ballad R&B molto intima, che, come citato da lei stessa in un post, rappresenta la «forza nel ricomporsi quando il passato continua a bussare alla porta».

 Melika Nemati e Mattia Gabriele Spilla

Top 10 di febbraio 2026

Ammettiamo senza giri di parole che gli inediti di questo febbraio non ci hanno propriamente dato l’imbarazzo della scelta. Abbiamo dovuto scavare a fondo tra le uscite del mese per individuare brani davvero interessanti. L’attenzione del pubblico nazionale è stata fin troppo catalizzata dall’amato/odiato Festival, e speriamo che la selezione possa dare rilievo alle novità rimaste in secondo piano. Buona lettura!

“ear to the cocoon” – WILLOW
Fraseggi lanciati qua e là circolano cadenzati come cicli di espirazioni e inspirazioni, e rimbalzano tra una moltitudine di armonie vocali spesso sospese. Una strumentale semplicissima, fatta di triadi al piano e una batteria scarna e leggera, diventa il luogo perfetto in cui WILLOW può lanciarsi a capofitto con complicazioni di forma e tecnica, che rendono il brano stranamente accattivante e facilmente ascoltabile in loop.

“Calma” – Arya
Il brano, estratto dell’album Pronto che narra del viaggio in ascensore tra i piani dell’emotività e delle esperienze dell’artista milanese, è musicalmente maturo, vivo e sincero. Estremamente in debito con il genere Neo Soul anni ‘90, si propone come un brano leggero e da ascoltare sfracellati sul letto con lo sguardo verso il soffitto, mentre le parole di Arya echeggiano in testa come un mantra pregno di richieste a sé stessi per riuscire a comprendersi e, in qualche modo, accettarsi.

“Al suo riposo” – Gaia Banfi
Appoggiata velatamente su una base elettronica minimale, condita da puntini e pennellate di sonorità non identificabili, la voce di Gaia Banfi si fa portatrice di emotività e delicatezza necessarie a elevare il brano, che trasporta il corpo verso il galleggiamento cosmico e verso lo stato alterato di coscienza. 

“She Knows Too Much” – Thundercat & Mac Miller
Quando uno dei migliori musicisti e artisti del contemporaneo incontra nuovamente e riporta in vita la figura di Mac Miller, ti sovviene un certo senso di nostalgia e di gratitudine. Su una fresca strumentale jazz capitanata dal basso di Thundercat, Mac incastra, con la solita e riconoscibile capacità melodica, barre in continuo gioco con controcanti che ampliano il panorama sonoro. Per concludere, il tutto viene condito con del sano e mai eccessivo free jazz.

“I’ll Change for You” – Mitski
Nel nuovo album dell’artista Mitski, Nothing’s About To Happen To Me, tra ballad folk, sonorità rockeggianti e orchestrazioni che arricchiscono la produzione, spicca per intimità “I’ll Change for You”.
Il pezzo vagamente in stile bossa nova, stilisticamente e vocalmente vicino al periodo più jazzistico di Joni Mitchell, esprime la promessa a cambiare per salvare un amore sul lastrico attraverso una naturalissima e delicatissima capacità di accogliere l’ascoltare nella propria vita privata.

“Nuova Luce” – Patrizia Laquidara
Brano dolce e suggestivo che chiude l’ultimo album della cantautrice catanese, intitolato Flòrula. La base minimale di tastiera, basso e violino accompagna l’ascoltatore in un viaggio introspettivo, in cui la tessitura si infittisce gradualmente, mentre il timbro cristallino di Patrizia Laquidara dipinge un quadro di leggerezza con le tinte di un estivo ricordo d’infanzia. Il testo semplice ma carico d’emozione invita a sciogliersi e abbandonarsi spontaneamente al flusso delle note e della vita che scorre.

“Glimmerine” – Apparat
Il brano appartiene all’album A Hum Of Maybe. 6 minuti che sembrano passare in un battito di ciglia. L’inizio è spoglio, la voce poco più che sussurrata distesa sulla tastiera e accompagnata dalle percussioni di fondo. Lentamente il canto si trasforma in un lamento intenso, fino a toccare l’apice, quando lascia che a esprimersi sia solo la strumentale elettronica, distorta e resa solenne dagli ottoni. Voce e suoni emergono per poi sfumare, tra ‘rumore’ e silenzio, fondendosi gli uni agli altri. Il finale dissolve gradualmente, mentre un mormorio ricorda il loop del dolore che permane.

“Il tempo è un bastardo” – Alberto Bianco 
Il produttore, autore e musicista Bianco pubblica l’album Camaleonte nelle vesti di cantautore. Il brano “Il tempo è un bastardo” si costruisce in modo semplice e lineare, su una base scarna di chitarra. Su essa si poggia il distintivo timbro di gola del cantautore che racconta, con nostalgia agrodolce, una delusione d’amore: un topos cantautoriale e indie che, per quanto trito e ritrito, non invecchia mai. 

“Aurora” – PUAH
Il brano è compreso nell’album Sabato, Domenica e una studentessa del musicista Alessandro Pagani. Formatosi nella scena underground fiorentina degli anni ‘80, dopo varie esperienze musicali approda al progetto solista PUAH (‘Piccola Unità Anti Hi-Fi’), firmando finora due album. “Aurora” non è ascrivibile a un genere unico: mentre nella prima metà rimanda allo stile ‘sveglia Samsung predefinita’, nella seconda parte esplode imprevedibilmente in una melodia elettronica incalzante e vagamente dissonante, ottimo accompagnamento per i trip mentali più assurdi.

“The Happy Dictator” – Gorillaz feat. Sparks
Dopo tre anni di attesa, i Gorillaz ritornano con l’album The Mountain, frutto di una parabola dai rimandi beatlesiani che ha condotto i membri storici della band, Damon Albarn e Jamie Hewitt, in India. Questa esperienza si rivela nell’uso di strumenti, sonorità, linguaggi e scale di tradizione indiana. Uno dei pezzi di maggior spicco è “The Happy Dictator”, che, mantenendo in vocalità e basi la cifra stilistica distintiva del gruppo, racconta la propaganda (sottolineata dal «what a happy land» ripetuto a oltranza) volutamente ambigua operata da un leader apparentemente etico ma che a un ascolto più attento si rivela autoritario, riportando la complessità del sentimento di malessere del popolo a una superficiale promessa di felicità. Molto attuale. 

Stella Platania e Marco Usmigli

Top 10 singoli di gennaio 2026

Gennaio 2026 porta nuova musica in ogni cuffia. È il primo mese dell’anno e, tra buoni propositi e ancora qualche sbadiglio post-feste, arrivano  brani che fanno ballare, sognare… e anche svegliare. Tra singoli appena usciti e assaggi d’album, c’è già abbastanza musica per riempire tutte le playlist e far partire l’anno con il ritmo giusto.

“Opening Night” – Arctic Monkeys 

Gli Arctic Monkeys fanno il loro ritorno con un singolo che anticipa HELP (2), album collaborativo registrato agli Abbey Road Studios per War Child Records e in uscita il 6 marzo. Il progetto riunisce alcuni grandi nomi della musica, ognuno con un proprio brano, per sostenere i programmi di War Child UK a supporto dei bambini in zone di guerra.
“Opening Night” è misurato e contenuto, le chitarre insistono su pattern ripetitivi senza grandi variazioni insieme a batteria e basso che restano discreti. La voce di Alex Turner guida in una dimensione cupa, malinconica, a tratti inquieta, proseguendo con coerenza il percorso tracciato nel 2022 da The Car e ribadendo una scrittura sempre più ponderata e atmosferica. Una grande band che non ha bisogno di virtuosismi.

“I Keep My Promises” – Labrinth 

Brano estratto dall’album COSMIC OPERA ACT I, “I Keep My Promises” si apre con un preludio orchestrale quasi cinematografico. Voce e chitarra si lamentano, fragili e intense, oscillando tra registro profondo e falsetto. L’elettronica cresce fino a prendere il sopravvento e  i lamenti esplodono in urla graffiate e disperazione. Il testo, crudo ed esplicito, affronta temi di controllo, possesso e ego, per chiudersi con un monito autocritico: «Such a horrible display of toxic masculinity». Il brano, così come l’intero album, conferma lo spessore artistico e la sorprendente versatilità di Labrinth.

“Traffic Lights” – Flea feat. Thom Yorke

Ad anticipare Honora c’è “Traffic Lights”, singolo che apre il nuovo progetto solista di Flea. Conosciuto soprattutto come bassista e cofondatore dei Red Hot Chili Peppers, qui Flea esplora il jazz e si esprime attraverso basso e tromba, creando con batteria, sax e piano Rhodes un groove scattante, quasi da jam session. Thom Yorke aggiunge la sua vocalità distintiva, oltre a piano e synth, donando profondità. Nasce un brano raffinato e vibrante riconferma, dopo l’esperienza negli Atoms for Peace, di un’intesa artistica solida, ricercata, curiosa, in continua evoluzione ed esplorazione.

“Infinito” – prima stanza a destra

“Infinito” incanta e fa sognare. La melodia ariosa e la voce in falsetto disegnano un’atmosfera onirica e ipnotica con pause e ripetizioni che fanno fluttuare il brano. Il testo supplica un amore assoluto e senza tempo.
prima stanza a destra è un progetto misterioso, l’identità è nascosta ma potente e questo singolo ne è la dimostrazione.

“Streets of Minneapolis” – Bruce Springsteen

Bruce Springsteen con un singolo folk, urgente, crudo e vero. Racconta gli USA di chi soffre, resiste e continua a farsi sentire. Il brano è stato scritto e registrato rapidamente dopo gli abusi e le violenze dell’ICE nelle operazioni di controllo migratorio sotto l’amministrazione Trump e nelle proteste di massa conseguenti. Il testo percorre le strade, racconta persone e luoghi di una città che non si arrende. Springsteen pronuncia nomi e cognomi delle due vittime perché «We will remember the names of those who died». La narrazione è al plurale e l’ultimo ritornello è accompagnato da un coro e dalle strade di Minneapolis al grido di «ICE OUT NOW!». Springsteen non è solo un cantante: è la voce di chi è stato messo a tacere e delle piazze che continuano a cantare. Il Boss makes America great.

“I Cannot Believe in Tomorrow” – Yellow Days

Presto in uscita Rock and a Hard Place, il nuovo album di Yellow Days, che possiamo assaggiare con l’ultimo singolo “I Cannot Believe in Tomorrow”. L’artista firma uno dei suoi ritratti emotivi più onesti e intimi. Il brano è malinconico ma coinvolgente, con radici soul e funk e quel gusto old school che fa sempre piacere. La voce, graffiante e fragile allo stesso tempo, racconta un presente sospeso più che un futuro negato. Nessuna catarsi, nessuna soluzione: solo la disillusione e l’impotenza che restano quando le domande superano le risposte. Una condivisione sincera che apre la strada a un album atteso con grande curiosità.

“I Just Might” – Bruno Mars

Primo singolo di Bruno Mars, per introdurre l’album The Romantic, che segna il suo ritorno da solista. Il brano è subito contagioso: groove scorrevole, melodie canticchiabili e la capacità di Bruno nel far ballare. Non sorprende, è abbastanza prevedibile e resta nella comfort-zone ma lo fa con eleganza e qualità.

“Numbers 31:17-18” – Sofia Isella

Sofia Isella prende uno dei passi più controversi dell’Antico Testamento e lo trasforma in un brano amaro. La voce, tra canto e parlato, è sottile ma anche abrasiva e accusatoria, incide le sofferenze di donne e bambini, vittime di violenza e di ingiustizie sistemiche, giustificate in nome di Dio. Il brano è claustrofobico, costringe a restare dentro la brutalità delle parole e nell’angoscia della musica. C’è coraggio, ma niente consolazione né filtri: crudeltà e violenza, insieme alla loro giustificazione e all’ipocrisia sociale e religiosa, vengono esposte senza vergogna. Ancora una volta Sofia Isella non chiede permesso, è disturbante ed è necessaria.

“Il Tempo in Me” – Subsonica

Nuova uscita dei Subsonica, “Tempo in Me” non è solo il tempo individuale, quello che ci attraversa e ci trasforma ma è anche il tempo della società e della natura, che porta cambiamenti, gioie e ferite. Un tempo che nella canzone diventa ritmo con un trama tipicamente elettronica e futuristica scandendo la velocità del mondo moderno, mentre le parole scorrono lente e precise, invitando a osservare ciò che muta e ciò che resta. Il brano fa percepire la nostra piccolezza di fronte al passare dei giorni, ma anche la partecipazione a un processo più grande e la sicurezza di qualcuno o qualcosa che rimane un porto sicuro.

“Pressha” – Jill Scott 

Teaser di To Whom This May Concern, “Pressha” si muove tra R&B e soul, con un sound caldo e avvolgente. La voce è protagonista: profonda, sensuale e sfumata. Jill Scott si apre e, pungente, racconta la pressione di conformarsi agli ideali estetici e alle aspettative altrui. Mescola autobiografia e osservazione sociale, mostrando quanto sia soffocante inseguire standard artificiali. Un brano di gran classe.

BONUS EMERGENTI: “Universi Paralleli” – Amarene

“Universi Paralleli” è il singolo d’esordio di Amarene e racconta la difficoltà di confrontarsi con i propri limiti, insieme al desiderio di accettare tutte le proprie sfaccettature. Tra indie-pop e cantautorato alternativo, il brano inaugura il percorso artistico dell’artista, presentando al pubblico il suo stile e la sua sensibilità musicale.

Linda Signoretto

Il 2025 secondo Musidams. La nostra top album


Il 2025 è ormai finito e si può dire sia stato un anno ricco di nuova musica e produzioni inaspettate. Ecco gli album che, secondo la nostra redazione, sono stati più rilevanti. Nel frattempo, vi auguriamo buone feste e un felice anno nuovo – sperando in un 2026 altrettanto vivo!

LIBERATO III LIBERATO 

Nell’anno delle scomparse di Roberto De Simone e di James Senese, la musica napoletana mantiene ancora la forza di fenomeno collettivo, orizzontale e cosmopolita. Il segreto di Liberato continua il percorso di evoluzione tra i generi e le generazioni in una contaminazione che trova nuova sintesi in questo terzo progetto: un concentrato di mezz’ora che unisce Teresa De Sio e Maria Nazionale, Eduardo De Filippo e Pino Daniele. 

Alessandro Camiolo

The Overview – Steven Wilson 

Quest’anno Steven Wilson torna alle origini dello space-rock e del prog con The Overview, attraverso due lunghe suites che mescolano atmosfere sognanti ed echi dei Pink Floyd. Quaranta minuti incentrati sulla piccolezza dell’uomo di fronte al cosmo: un viaggio sonoro affascinante che si distingue dalle opere precedenti pur rimanendo inconfondibilmente suo.

 Melika Nemati

Le sacre du soleil invaincu – Neptunian Maximalism

Il terzo album del gruppo drone metal belga porta avanti sapientemente l’ambizioso approccio musicale che sposa l’estetica dell’occulto a impressionanti rituali dal carattere mistico. Registrato nella chiesa londinese di Saint John’s On Bethnal Green tra settembre 2023 e febbraio 2024, l’epopea Le sacre du soleil invaincu si suddivide in tre facciate (“At Dusk”, “Arcana XX”, “At Dawn”) e nella sua durata totale di 100 minuti culla l’ascoltatore in trame ambientali, spiragli psichedelici, slegamenti post-rock e un’insaziabile ricerca spirituale che osserva da lontano l’avvento di un’imminente apocalisse.

Andrea Arcidiacono

Forse un giorno – Gioia Lucia

L’album d’esordio della cantautrice ci trascina in uno stile groovy e funky abbinato a testi semplici e diretti, che rimandano a una dimensione scintillante e frizzante propria della disco-music. Attraverso i suoi brani, Gioia Lucia sembra abbandonare una fragilità difficile da sopportare per abbracciare una maggiore sicurezza in sé stessa e nelle sue possibilità. Il disco, in cui si alternano intermezzi riflessivi e momenti spensierati di incontenibile movimento, è uscito nel maggio 2025 come a proclamare l’inizio della bella stagione e della carriera di una cantautrice brillante, versatile e coinvolgente.

Maria Scaletta

Addison – Addison Rae

Dopo una breve carriera da influencer, Addison Rae debutta con il suo primo album, Addison. Un disco che guarda agli anni 2000, tra synth-pop ed electro-pop, e che parla di fama, immagine e crescita personale il sound e l’estetica richiamano chiaramente l’universo di Britney Spears. Nonostante le evidenti influenze, l’album riesce a trovare una propria identità, rivelandosi un debutto sorprendentemente riuscito e convincente.

Silvia Appendino

A Dawning – Ólafur Arnalds, Talos 

La musica è un filo invisibile che lega le anime e resiste al silenzio della perdita. Nato da un incontro tra Ólafur Arnalds e Talos (Eoin French), e completato con devozione dopo la scomparsa dell’artista irlandese, l’album A Dawning respira come un unico, ininterrotto dialogo tra mondi. Pianoforte minimalista, elettronica ambient e orchestrazioni da camera disegnano paesaggi delicati e sospesi. Un viaggio emotivo nel cuore della fragilità: il dolore non viene negato ma attraversato; i sogni non svaniscono nell’assenza, vengono custoditi («What if the dreams were ours to keep?»). Un tributo contemplativo, poetico e senza tempo.

Ottavia Salvadori

Baby – Dijon 

Distorto e viscerale, “Baby” è puro impatto emotivo. Coinvolge l’anima e trascina l’ascoltatore nel mondo intimo di Dijon, tra la paternità e l’amore incondizionato per Joanie. L’album sfugge ai canoni di R&B, soul e pop, frammenta melodie e strutture ritmiche, e costruisce una poetica imperfetta che, come nella copertina in bianco e nero, si muove su un’ampia scala di grigi, trasmettendo la sincera urgenza di chi sente il bisogno di donare tutto sé stesso a chi ama. 

Marco Usmigli

SWAG II – Justin Bieber 

Con SWAG II, Justin Bieber chiude il doppio progetto partito a luglio e si libera finalmente dagli schemi del pop commerciale. È un disco dal mood estremamente rilassato, che punta su atmosfere spiritual e della black music. La traccia che apre è la trascinante “Speed Demon”. Justin gioca volutamente con la voce: in brani come “Bad Honey” usa vocalizzi e colori alla Michael Jackson. Da citare infine la collaborazione con Tems, un pezzo R&B dove le due voci si fondono alla perfezione.

Mattia Gabriele Spilla

PER SOLDI E PER AMORE – Ernia 

Dopo tre anni, Ernia torna a raccontarsi con un nuovo album. Fermandosi al titolo, PER SOLDI E PER AMORE sembra incarnare lo stereotipo del rapper per cui sono importanti solo soldi, belle macchine e un finto amore spesso fin troppo passionale. Ma già dal primo ascolto, si percepisce che l’artista si discosta da questo mondo: non gli appartiene («ho un bisogno più profondo, soltanto il soldo è un motivo debole»). Ernia in questo disco è maturato ed è consapevole di ciò che ha avuto, ha e avrà da sé stesso e da chi gli sta accanto, senza la pretesa di avere la verità sulla vita in tasca.

Roberta Durazzi

I’m Only F**king Myself – Lola Young 

Dopo circa un anno torna Lola Young, giovane voce londinese e penna introspettiva. Il successo di “Messy”, singolo del disco precedente capace di dare forma al rumore di una generazione, è stato la scintilla che ha acceso tutto, ma il nuovo lavoro sceglie di non restare imprigionato nella logica della hit. Nuove direzioni tra pop, rock e indie, con un sound tipicamente inglese, sostenuto dall’attitudine irriverente e senza filtri di Lola e dalla sua capacità di trattare le debolezze con sarcasmo. Un progetto vivo, che consolida un’identità già riconoscibile e amplia un percorso artistico sempre più promettente.

Linda Signoretto

Getting Killed – Geese

Dopo due anni dall’ottimo secondo lavoro in studio, i Geese tornano con quello che è a tutti gli effetti il loro album più potente e visionario. La scrittura intelligente e tagliente di Cameron Winter si intreccia perfettamente con la bravura tecnica della band e con la produzione innovativa di Kenny Beats, tra i produttori più rilevanti degli ultimi anni. Il risultato è un’esperienza d’ascolto magnetica e sorprendente, capace di imporsi come uno dei dischi rock più stimolanti dell’ultimo decennio.

Alessandro Ciffo

Amuri LuciCarmen Consoli 

Carmen Consoli ritorna sulle scene con il primo album della trilogia che, oltre all’amore, toccherà i temi di tragedia e metamorfosi. Porta l’ascoltatore in un viaggio attraverso i secoli della storia siciliana. Usa il canto “vanniato” e gli strumenti tipici della tradizione del meridione. Si fa “necrofila di lingue”, con testi in greco antico e latino, ma si muove anche attraverso lo stilnovismo federiciano e, ovviamente, il siciliano. Disseziona il suo sud in apici di lirismo e sentimentalismo, senza però tralasciarne i molteplici punti d’ombra. Riesuma storie antiche rendendole vettori per la contemporaneità politica e fa del suo canto un vero e proprio manifesto ideologico.

Stella Platania

Caramé – Angelina Mango 

Angelina Mango ritorna dopo periodo di meritato silenzio. Con Caramé si crea uno spazio tutto suo, ispirato, poetico e cantautorale. Fa il punto di quest’ultimo anno e, poi, trova la forza di raccontarcelo. Ci grida la sua rabbia e la sua frustrazione, ci sussurra la sua tristezza, si entusiasma con noi per la gioia di ripartire. Se ha capito qualcosa da questa lunga pausa è che «la vita va presa a morsi»: una scoperta e una consapevolezza che certo non può e non vuole tenersi per sé.

Michele Bisio

Le Città di Pianura (Original Soundtrack) – Krano

Krano, cantautore vicentino dalla voce ruvida e autentica, firma la colonna sonora del film Le città di pianura, uscito quest’anno nelle sale italiane. Con testi in dialetto veneto e l’accompagnamento essenziale della chitarra, l’artista riesce a evocare paesaggi sonori intensi e malinconici, capaci di restituire l’anima più intima della sua terra. Una colonna sonora che non si limita a fare da sfondo, ma diventa protagonista silenziosa del racconto: una piccola gemma che brilla per sincerità e radicamento.

Sofia De March

Menzione d’onore:
Una lunghissima ombra – Andrea Laszlo De Simone
Viaggio sonoro tra il cosmo e l’anima, in cui il cantautore torinese sviscera ogni meandro dell’essere umano e la sconfinata ombra che ognun* di noi si porta appresso. Diciassette brani che creano atmosfere sospese a mezz’aria, in bilico, né concrete né astratte, che si mantengono a debita distanza, come se Laszlo De Simone volesse comunicare con noi rispettando la nostra bolla di fragilità e insicurezze. Una vera e propria opera pop-rock, senza eguali per qualità musicali e di scrittura nell’intero panorama italiano. Se ve lo siete persi, fatevi un grande regalo: ascoltatelo.

Marco Usmigli

Top 10 singoli di dicembre 2025

Ormai siamo a dicembre inoltrato e l’anno sta finendo. L’iperproduttività che ha caratterizzato il 2025 fa sicuramente riflettere. Tra vette irraggiungibili, esercizi di stile, passi falsi e mediocrità, l’anno in corso ha comunque riservato sorprese allettanti.. Di seguito vi proponiamo le 10 uscite più interessanti di questo mese, augurandovi una buona lettura e un felice anno nuovo!

“Chiuvìti/Nun Chiuvìti” – Marco Castello

Volando verso la rivoluzione come una Quaglia Sovversiva. Il nuovo album di Marco Castello manda i fan in brodo di giuggiole dal primo all’ultimo brano. Tra le dieci tracce, caratterizzate da sonorità fresche e da qualche ripresa del repertorio precedente, spicca “Chiuvìti/Nun Chiuvìti”. Un ritmo coinvolgente, ravvivato dal groove del basso, su cui si innesta una linea melodica vocale fluida, capace di appoggiarsi morbidamente alla base. Il testo interamente in siciliano si muove tra volgarità e lirismo, cantando il cambiamento, l’amore e quello che probabilmente è il topos più ricorrente di Quaglia Sovversiva: l’odio per le guardie.

“Solo su una gamba” – Luca Carocci

Luca Carocci, produttore e polistrumentista, procede nella sua carriera da solista con Gesucristo forse è morto di freddo. “Solo su una gamba” è tra le tracce più tenere e delicate dell’album. Il brano è costruito su una base minimalista di chitarra, tastiera e percussioni, che si arricchisce appena nel bridge. Muovendosi su una linea melodica asciutta, il cantato di Carocci racconta con un testo semplice il senso di precarietà di ogni persona alla costante ricerca di un equilibrio emotivo, con un saliscendi che pare cullarci in un’amaca confortante, sospesa sul marasma degli ostacoli quotidiani.

“Daniel J” – Little Pieces of Marmelade

404DEI (Errore degli Dei) dei Little Pieces of Marmelade è in grado, nel pur variegato panorama musicale odierno, di dare vita a qualcosa di mai sentito prima. Il sound del duo marchigiano è frutto di influenze alternative rock, punk e lo-fi, con vocalità indie alternate allo scream su basi fortemente distorte. Il risultato è un progetto interamente in italiano, scelta che, a detta del duo, permette una messa a nudo totale delle tematiche affrontate. “Daniel J” è il perfetto connubio di tutte le caratteristiche descritte, e alterna strofe in falsetti volutamente sporchi su basi lo-fi a un ritornello aggressivo e ricco di distorsioni, con un bridge pienamente metal, in cui la rabbia del brano raggiunge il massimo dell’intensità. 

“L’Altro Mondo” – Gemitaiz

Gemitaiz torna sulle scene con la volontà di cambiare rotta rispetto alle tendenze commerciali del rap italiano contemporaneo. L’album è costruito su basi strumentali realizzate con l’aiuto di molti musicisti, che permettono al rapper di esprimere al meglio quell’altrove distante dalle logiche repressive delle major. “L’Altro Mondo” è il manifesto introduttivo a ELSEWHERE, che inizia l’ascoltatore delicatamente, su una base ridotta a un coro solenne rinforzato dagli archi. Gemitaiz lamenta il mondo degli schemi e della digitalizzazione, mentre l’attacco del beat carica il suo messaggio di rabbia. Sul finire del brano, in francese, il falsetto angelico di Mathilde Fernandez porta via l’ascoltatore da “L’Altro Mondo” per immergerlo morbidamente nell’elsewhere che dà il titolo all’album

“Let There Be Shred” – Megadeth 

“Let There Be Shred” è l’ultima delle tracce che hanno anticipato l’uscita dell’album Megadeth, prevista nel gennaio 2026. Il brano si fa manifesto del thrash metal, di cui i Megadeth sono stati tra i primi e maggiori esponenti. Si avverte un ritorno alle origini nei ritmi frenetici delle percussioni, da cui deriva, appunto, il termine thrash. Nonostante la mezza età sia superata da tempo, Dave Mustain sostiene ancora energicamente il ruolo di protagonista, con vocalità graffiante e shredding di chitarra “at the speed of light”. Teemu Mäntysaari alla ritmica sorregge abilmente il brano, nonostante il suo sodalizio con la band sia relativamente recente.

“Kether” – Zu

La carica snervante dei romani Zu viene riproposta attraverso un’originale rielaborazione del post-metal amalgamato da andamenti jazzati e trasognati. I sette minuti di “Kether” viaggiano su un tappeto volante fatto di dettagli impercettibili, eppure a loro modo riconducibili all’operato massimalista dello storico complesso noise rock protagonista – tra i tanti – di un ambizioso progetto in collaborazione con il gruppo neofolk londinese Current 93.

“When and Why” – Archy Marshall

Già in passato, il producer e rapper londinese Archy Marshall aveva più che palesato un avvicinamento a un hip hop astratto di matrice billywoodsiana ed early-sweatshirtiana. Con la nuova uscita “When and Why” emergono ulteriori influenze trip hop che arricchiscono, e non poco, l’attitudine lo-fi che il producer sta rincorrendo da inizio carriera a questa parte. L’attitudine strascicata e deprimente ci riporta vagamente alle atmosfere di I Don’t Like Shit, I Don’t Go Outside (USA, 2015).

“X LIGHT MATTER” – Mc Lan & Pink Siifu

L’intrigante collaborazione del brasiliano MC Lan ed il rapper statunitense Pink Siifu sfocia in un’accogliente sequela di divagazioni stilistiche. Con l’uscita di “X LIGHT MATTER” si passa da movimenti soffusi ad altri più cadenzati e a tratti soffocanti. Pink Siifu fa un ulteriore passo in avanti nell’esecuzione del rapping, sempre più inconscio ed embrionale, seppur ancora derivativo dall’ondata astratta degli ultimi anni.

“HOWWEFLOW” – GENA

GENA, progetto retrò del producer di Detroit Karriem Riggins e dell’artista texana Hailee Olivia Williams – in arte Liv.e – mette in campo una genuina combo di generi avvalorati dalla forza della produzione. Il nuovo singolo “HOWWEFLOW”, a metà tra il neo-soul psichedelico e l’R&B alternativo, si destreggia molto bene attraverso vocalizzi formidabili e un’ottima esecuzione della batteria di Riggins. Che sia l’anticipazione per un possibile debutto artistico?

“Steady Grace / Juro que vi túlipas” – Bruno Pernadas

Con il caldo e passionale Who Throw Objects at the Crocodiles will be Asked to Retrieve Them (Portogallo, 2016), il musicista portoghese Bruno Pernadas era riuscito ad avvolgermi con in una travolgente atmosfera jazz pop contornata da elementi lounge ed esotici. Il nuovo singolo “Steady Grace / Juro que vi túlipas” prosegue il discorso di quell’LP, puntando su un approccio formale e decisamente più commerciale.

Andrea Arcidiacono e Stella Platania

Musidams consiglia: le 10 migliori canzoni di novembre

Un altro mese è già passato e noi torniamo a stilare la consueta classifica delle migliori uscite italiane e internazionali. Con uno sforzo congiunto e uno scambio di opinioni da far invidia ai programmi di La7, siamo riusciti a estrarre tutto ciò che è risultato interessante dal panorama mainstream e, soprattutto, dal mondo sperimentale e underground. A voi i risultati di tale operazione.

“alto il mento” – Altea

Altea torna a pubblicare un singolo dopo diverse apparizioni in progetti esterni, tra i vari, nell’ultimo album di Venerus e con il suo collettivo Thru Collected. Il brano intreccia introspezione, incertezze, determinazione e autoconsapevolezza. Accordi in minore riecheggiano lentamente tra colpi ritmici ed elettronici secchi e decisi, e nel finale il tutto si arricchisce con un continuo movimento e interscambio tra voci e pulsazioni. Uno stile pop-elettronico che sarà protagonista dell’EP in uscita il 5 dicembre.

“chiagne” – juni

L’artista campana, prima cantante e leader del gruppo post-punk GOMMA, si reinventa, in uno stile elettronico nuovo e sperimentale, nato dalla necessità di esprimersi oltre i canoni, alla ricerca di uno sbocco sul mare dei propri pensieri. La melodia vocale evocativa e cullante della strofa viene spezzata da un ritornello più affine allo stile precedente dell’artista, in cui diventano centrali una ritmica incalzante e un cantato più diretto e meno sinuoso. Sarà possibile ascoltare dal vivo il suo primo album da solista nero, attimo, l’11 dicembre al Magazzino sul Po di Torino e noi aspetteremo quel giorno con trepidazione.

“Telephone Tango” – Francamente

Nel primo singolo per Carosello Records, Francamente presenta un un brano che assembla pop, dance ed elettronica: le sezioni restano leggermente separate e non pienamente amalgamate, ma il risultato funziona. Sottili dissonanze fra voce e base con forti riverberi che contribuiscono a creare un certo senso di instabilità e spaesamento. Queste sono sensazioni già presenti nel testo che ripercorre le esperienze e l’appartenenza all’ambiente urbano tra Milano e Berlino.

“LACRIME E SORRISI” – Noyz Narcos

Funny Games
è il titolo del settimo album pubblicato dall’ottavo re di Roma. Un’operazione che sembrerebbe quasi un ritorno agli esordi per via delle basi realizzate da Sinè, ma punta invece alla maturità più lucida e disillusa da parte del rapper. La scrittura di Noyz Narcos è infarcita di autocitazioni e nichilismo fatalista, che rendono questo brano il perfetto commiato di una carriera ormai sul viale del tramonto. Noyz Narcos, mai come prima d’ora, è consapevole del percorso svolto, pur sapendo che quel percorso è destinato a essere superato.

“Piazzale degli eroi” – TUTTI FENOMENI

Il cantante romano, concluso il lungo sodalizio con Niccolò Contessa, riaccende l’interesse con un singolo che anticipa l’uscita del terzo album, questa volta però realizzato insieme al cantautore Giorgio Poi. Il cambio di direzione è lampante: strumentazione ridotta a tastiere e batterie che definiscono melodia e ritmo precisi, sui quali il timbro di Tutti Fenomeni si inserisce con dolcezza e malinconia. I temi e la scrittura sono quelli di sempre: Roma, amore, calcio, declinati con accenti ironici e dissacranti che ne fanno emergere tutte le contraddizioni. 

“Tra le tue braccia” – Venerus feat. Cosmo

All’interno dell’album Speriamo, che fatica a reggere la completezza degli altri due progetti pubblicati da Venerus nel 2021 e nel 2023, spicca il brano in collaborazione con Cosmo. Una ballad intima e intimista, che tratta lo smarrimento e la necessità di ritrovare la propria stabilità emotiva e comunicativa attraverso il riavvicinamento alla persona con cui si è stati bene, ma con la quale esiste un sentito distacco. Il brano ti trascina con sé, ti cattura con cautela e arriva a stritolarti lo stomaco lasciandoti in bilico tra nostalgia e desiderio, vicinanza e perdita.

“Sushi” – FKA Twigs

L’artista inglese espande il suo immaginario con Eusexua: Afterglow, sequel dell’album pubblicato a inizio anno. Questo brano, il più esteso del progetto, scorre con un andamento camaleontico, attraversando vari generi (dance, house, techno), ma con una narrazione sempre continua. In un certo senso Twigs persegue il principio evolutivo della dance attraverso remix e riedizioni, ma in questo caso lavora con la sua stessa musica, rifiutando l’idea di versione pop definitiva. 

“Fear of Symmetry” – Oneohtrix Point Never

Daniel Lopatin torna a lavorare su samples d’archivio per il suo nuovo album Tranquillizer. In questo caso attinge da una collezione di CD degli anni ‘90 scomparsa da Internet Archive. La processualità dell’operazione è evidente all’ascolto, ma al tempo stesso scompare all’improvviso come tutto ciò che sta online. Nel brano scelto, il flusso lento dei suoni e il funk accostato alla simmetria dei synth rende l’ascolto contemplativo e intermittente. 

“Sometimes” – reggie

Il brano del cantante emergente di Houston si sviluppa su atmosfere strumentali semplici e ripetitive, ornate da multiple sovraincisioni vocali caratterizzate dal suo tipico falsetto ruvido e graffiato, che dona dinamica al contrasto con la base. Sonorità soul e R&B sul velluto, che anticipano l’uscita dell’annunciato album UNDRA, raccoglitore dei pezzi del suo repertorio pubblicati da indipendente prima della recente firma con RCA.

“Magnolias” – Rosalìa

L’artista catalana ha visto la luce, in tutti i sensi. Il suo quarto album, LUX, è un progetto personale e globale che esplora tradizioni, lingue e sonorità diverse. Gli arrangiamenti di Caroline Shaw, compositrice classica statunitense, sono fedeli nella forma ma sperimentali per il contenuto sonoro. Nell’ultimo brano, Rosalìa si congeda e ascende vocalmente al cielo (“Oggi divento polvere per ritornare lassù da loro”). Il ritornello, in cui ci invita a lanciarle fiori, cambia a ogni strofa. Nella prima è semplice, con un coro in sottofondo; a metà invece esplode, accompagnato da organo e timpani. Il finale è dolce e delicato, la chiusura perfetta di un album che amplia ancora una volta i suoi confini artistici. 

Marco Usmigli e Alessandro Camiolo

 Musidams consiglia: i 10 migliori singoli di ottobre

Ottobre sembra non voler finire, probabilmente in accordo con le case discografiche. Singoli promettenti e irresistibili, le nuove uscite sono state davvero tante. Scegliere la top 10 non è stato facile ma eccola qui, pronta a farvi scoprire i brani che hanno fatto vibrare il mese.

“Io sono il viaggio”- Caparezza

Non sentivamo parlare di Caparezza dal suo ultimo album Exuvia (2021). Ecco ora il grande ritorno del rapper di Molfetta: un singolo per annunciare il nuovo lavoro Orbit orbit, uscito il 31 ottobre. Si tratta di concept album sullo spazio che è anche un fumetto ed è presentato in questi giorni al Lucca Comics. Lo stesso Caparezza consiglia di alternare la lettura dei capitoli con l’ascolto delle tracce. “Io sono il viaggio” racchiude molto bene questo spirito eclettico e multidisciplinare: Capa è pronto a partire per un viaggio tra atmosfere elettroniche, citazioni fumettistiche e riferimenti a personaggi letterari. Non ci resta che partire con lui.

“Pixelated Kisses” – Joji

Dopo tre anni di silenzio, Joji torna con “Pixelated Kiss”, un brano di due minuti che segna una svolta radicale nella sua estetica. L’artista giapponese-australiano abbandona le tipiche atmosfere malinconiche e raffinate per abbracciare un suono ruvido e distorto in cui l’imperfezione diventa linguaggio.
Il pezzo racconta l’amore nell’era digitale, tra schermi, distanze e connessioni instabili, trasformando la disconnessione in poesia.
Autoprodotto e pubblicato sotto la nuova etichetta Palace Creek, il singolo rappresenta un atto di emancipazione creativa: Joji torna a controllare pienamente la propria musica segnando l’inizio di una nuova fase, più libera e sperimentale.

“Pelle d’oca”- Rossana De Pace

Cantautrice classe ‘96 originaria di Mottola (TA), Rossana De Pace ha una penna politicamente impegnata, e tratta spesso di tematiche civili e ambientali. Fa parte del collettivo transfemminista Cantafinoadieci (con Anna Castiglia, Francamente, Irene Buselli e Cheriach Re). Non è quindi un caso che abbia partecipato al concorso Music for Change indetto da Musica contro le Mafie e abbia vinto proprio con questo brano: una denuncia commovente esplicita e potente contro il genocidio del popolo palestinese e l’indifferenza del mondo che «ha la pelle d’oca alle ossa perché la pelle non sente più niente». Brividi dall’inizio alla fine.

“The Manifesto” – Gorillaz feat. Trueno and Proof

“The Manifesto”, ovvero sette minuti che richiedono qualche ascolto per essere metabolizzati. La produzione è arricchita da strumenti indiani (sarod, bansuri, ottoni e un coro montano tipico di alcune regioni dell’India). Il brano suona globale ma resta profondamente Gorillaz, riuscendo a combinare sperimentazione e identità. Le voce di Trueno e il campionamento vocale postumo di Proof creano momenti intensi, a tratti cupi. 

Dopo “The Happy Dictator”, questo singolo anticipa The Mountain in uscita il prossimo 26 marzo. L’album è stato registrato e prodotto in India, e quello che abbiamo potuto ascoltare per ora mostra la “band” di Damon Albarn massimo: collaborazioni brillanti, sperimentazione e identità chiara, in un viaggio musicale e geografico-culturale intenso.

“Io e io”- Angelina Mango feat. Madame

Un altro grande ritorno è quello di Angelina Mango con l’album Caramé, uscito il 16 ottobre.

Angelina porta in musica la sua quotidianità e descrive con energia e verità il periodo di vita passato lontano dai palchi e dagli schermi. Un album maturo e cangiante, capace di raccontare le tante sfaccettature e i cambiamenti dell’animo umano. “Io e io” è forse uno dei frammenti più luminosi di questo prisma, un dialogo con sé stessa, due metà, due mood musicali differenti: un inizio acustico stile ballad in cui i due inconfondibili timbri di Angelina e Madame si fondono, contrastano e si riappacificano. Pian piano il brano si gonfia, si alza il pathos, e l’atmosfera si fa più elettronica per esplodere e poi tornare ad una dimensione intima che chiude il cerchio.

“Oblivious” – Jake Bugg

Nuovo splendente singolo di Jake Bugg, che anticipa la versione deluxe del suo ultimo album, A Modern Day Distraction. Originario di Nottingham, cresciuto con in cuffia Oasis, Beatles e Bob Dylan reinterpreta con freschezza le sue radici brit pop, indie e folk.

Il brano è limpido e luminoso, in perfetto equilibrio con la sua energia cruda. Questo gioco di luce e ombra si riflette nel testo: nostalgia con uno slancio di vita nel presente e futuro. Il ritornello è accattivante e canticchiabile. Jake Bugg ci dimostra che le sonorità di ieri continuano a vivere e trasformarsi nelle nuove generazioni. 

“Guarda le luci”- Dutch Nazari

Altro singolo che anticipa un album: Guarda le luci amore mio, uscito il 3 ottobre. Dutch Nazari, baluardo dell’indie pop, qui conferma la grande capacità di descrivere il piccolo e il privato di ciascuno come specchio del mondo globale, frenetico e in guerra, in cui viviamo. I social, lo smog al semaforo rosso, le pubblicità. Tutto ciò accade mentre cadono bombe su Teheran. Al bar i discorsi si mischiano con l’attualità. Quel fischio, quel sibilo che precede la bomba noi abbiamo il privilegio di poterlo commentare, di poterci inorridire. «Guarda le luci amore mio» è la frase che racchiude al meglio questo contrasto: per noi sono le luci della città illuminata, per chi è sotto le bombe sono le luci dei missili e dei droni che quella città la distruggono. L’unica cosa in comune che si può fare, l’unico piano attuabile che ci unisce tutti e ci fa tornare umani «È stringerti e dirti che t’amo».

“Anna Karenina” – Cigarettes After Sex

Con “Anna Karenina”, i Cigarettes After Sex costruiscono un piccolo universo sonoro sospeso tra sogno e realtà. La chitarra riverberata si muove come un’eco lontana, mentre il basso caldo e la voce sussurrata guidano l’ascoltatore in un’atmosfera fragile e intima. Ogni nota sembra trattenere il respiro e le pause diventano parte del ritmo stesso, creando un senso di tensione quasi cinematografica. Il riferimento a Tolstoj non è narrativo, ma emotivo: il brano esplora il peso delle emozioni incontrollate e la sensazione di non avere via d’uscita, trattando  il sentimento di vulnerabilità. Con questo brano, la band conferma la capacità di mescolare minimalismo musicale e profondità emotiva, trasformando una canzone in un’esperienza sensoriale totale.

“Panda 2013”- Selton feat. Emma Nolde

Il gruppo italo-brasiliano con questo singolo ha annunciato il nuovo album Gringo vol. 2. Interessante la scelta di collaborare con Emma Nolde, cantautrice toscana classe 2000, che è sicuramente avvezza alla sperimentazione, ma alla bossa non era ancora approdata. Anche questo brano, come “Gasati un mondo”, è una critica ironica alla società. Qui però il tema è il conformismo, l’accontentarsi di una vita insoddisfacente. Ma allo stesso tempo il brano ci spinge a fare i conti con la disillusione, le aspettative troppo alte. Dobbiamo accontentarci o no della nostra Panda 2013? «C’è ancora tanto da fare ma la voglia non si fa più trovare» ci dice il cantante dei Selton. Alla fine in un modo come quello di oggi è davvero così illegittimo pensare che «Fuori c’è l’apocalisse, mi sento vivo, e finisce tutto qui»?

“Stay in Your Lane” – Courtney Barnett

Courtney Barnett ritorna con “Stay In Your Lane”: è un grido sincero e diretto, che riflette lo stress e la frustrazione di trattenere emozioni non espresse. Il ritornello, con la frase «This never would’ve happened if I stayed in my lane, stayed the same way», evidenzia come certe situazioni siano nate proprio dal superamento di limiti personali o convenzioni sociali. La canzone unisce tensione emotiva e schiettezza, restituendo l’intensità di un momento di auto‑riflessione senza filtri.
Il brano cattura fin dai primi secondi per la sua essenzialità: il riff di chitarra tagliente, immediatamente riconoscibile, si intreccia con basso e batteria che spingono il ritmo senza tregua. Si conferma il talento di Courtney Barnett nel creare musica autentica e viscerale.

Michele Bisio e Linda Signoretto

Musidams consiglia: i 10 migliori singoli di settembre

In questo settembre confuso e dal tempo ballerino proponiamo un mix che include: rifacimenti di antichi successi, nuove star emergenti e cantanti che non fanno altro che darci certezze inconfutabili. 

Buon ascolto! 

“La stagione della noia”- Absenthee

La band torinese, nata a inizio settembre 2023, esordisce con il suo primo ep Dove pensi di star andando? Il loro stile ibrida l’indie rock con influenze varie tra funky, progressive rock e jazz. “La stagione della noia”, su un ritmo di bossa nova, ci sussurra speranze e illusioni della giovinezza che sul finale vengono spezzate dall’idea di maturare al passaggio con l’età adulta. L’ultimo brano del disco esprime un sentimento che fa da ponte in tutte le canzoni dell’ep: l’inadeguatezza e l’alienazione mascherati da una finta spensieratezza. Ciò che attrae maggiormente degli Absenthee è la scrittura puntuale ed evocativa di sensazioni così vicine al vissuto giovanile, tra le quali gioca un ruolo chiave lo smarrimento.

Voto: 28/30

“Fosse Vero” – Avincola 

Simone Avincola, in arte Avincola, è un cantautore e polistrumentista romano. Con l’album Avincola Canta Carella ha attinto ai migliori brani di un grandissimo cantautore italiano, Enzo Carella. Al disco partecipano anche Anna Castiglia, Ciliari, Dente e MILLE. Tutto l’album ha un arrangiamento che modernizza lo stile di Carella, già all’avanguardia per i suoi tempi. “Fosse Vero” è il primissimo brano del cantautore, apparso prima come singolo nel 1976 e poi nell’album Vocazione nel 1977. Memorabile è la collaborazione con il paroliere Pasquale Panella, evidente nel suo stile surreale, evocativo e ricco di giochi di parole, doppi sensi e nonsense, qui e in tutti i successivi album. Il brano nello specifico è un’ottima occasione per rispolverare almeno un pezzo del primo album del cantautore, non presente sulle piattaforme di streaming musicale. 

Voto: 30/30

“Le temps de l’amour – Version alternative” Françoise Hardy 

Sempre in tema con i grandi cantanti del passato, su Spotify è uscita una raccolta di canzoni della celebre Françoise Hardy, cantautrice francese venuta a mancare lo scorso anno. L’album Le premier bonheur du jour (Legacy Edition) contiene grandi successi come l’omonima canzone , “L’amour d’un garçon” e “Comme tant d’autres”. “Le temps de l’amour – Version alternative” è leggermente diversa dall’arrangiamento storico del pezzo: ci trasporta indietro nel tempo in un what if alternativo, nel quale questa versione sarebbe potuta essere la canzone definitiva. L’influenza musicale della cantautrice vive ancora tra noi: citata e celebrata in tutto il mondo. 

Voto: 26/30

“Giornata perfetta” – Colombre e Maria Antonietta 

Giovanni Imparato e Letizia Cesarini, in arte Colombre e Maria Antonietta, sono due cantautori che nell’album Luna di miele si uniscono per creare una rilettura dell’amore quotidiano: definito dagli istanti luminosi ma non privi di zone d’ombra. La normalità guida i due a sperimentare sia le sensazioni positive che quelle negative con leggerezza e accettazione. Nel brano “Giornata perfetta” viene esaltata la gioia della dimensione presente senza pensare al futuro, ma semplicemente vivendo il momento. Il loro stile si ibrida tra il pop d’autore con accenni retrò, che evocano una sospensione del tempo in una tiepida sera d’estate. Colombre e Maria Antonietta, insieme anche nella vita reale, ci regalano una visione pura dell’amore che non si scalfisce con l’abitudine e non si usura con il passare del tempo, ma rimane visibilmente acceso.

Voto: 27/30

“Le tue mani, la tua moto” – Gioia Lucia

Gioia Vitale, in arte Gioia Lucia, è una cantautrice brillante che sa tenere il pubblico agganciato grazie alle sue melodie funky con testi freschi e mai noiosi.  “Le tue mani, la tua moto” si va ad aggiungere all’album Forse un giorno uscito nel maggio 2025, disco che unisce egregiamente momenti riflessivi, come la canzone “Parole Vuote”, a puri momenti di ballo con “Morta d’amore”, non a caso il brano più apprezzato dai fan. Il nuovo brano descrive in modo divertente e leggero la difficoltà di lasciar andare una persona, o meglio l’idea di questa persona, resa tridimensionale non dalla descrizione della sua personalità bensì da caratteristiche fisiche, come le mani, le spalle e poi ovviamente la sua moto. Con un ritmo avvolgente, la cantautrice ci porta nella sua uscita serale, in cui spavalda fronteggia il vero ‘lui’, finalmente cercando di superarne l’idea ormai tramontata.

Voto: 28/30

Maria Scaletta

“NIENTE DA DIRE” – Levante 

Nel video ufficiale, Levante danza sullo sfondo suggestivo dei Murazzi e del Po, immersa nella città che l’ha vista nascere e poi brillare: Torino. Per quanto il brano abbia un’impronta chiaramente commerciale, Levante dimostra ancora una volta di saper restare al passo con i tempi, senza perdere autenticità. Con la sua voce e il suo stile, riesce a parlare al cuore di chi la ascolta, intrecciando immagini semplici ma sempre orecchiabili, capaci di evocare emozioni sincere.

Voto: 27/30

“RITRATTI” – Mecna

Mecna è una certezza. Pur attraversando un’evoluzione sonora album dopo album, resta fedele a sé stesso: autentico, riconoscibile e profondamente coerente. È uno dei pochi artisti, forse l’unico, che non tradisce mai le aspettative del suo pubblico, offrendo sempre il meglio di sé, con una cura per i testi e le atmosfere. Il nuovo brano è un viaggio emotivo, ricco di richiami ai suoi progetti precedenti, come se volesse tessere un filo invisibile tra passato e presente. Oltre alla produzione di Fudasca, che si conferma tra i migliori nel panorama discografico italiano, il pezzo regala una vera chicca nell’outro: il campione di “Fantasmi pt.2” di Ghemon, mentore di Mecna e, insieme a lui, uno dei rapper più forti e raffinati della scena italiana. Con l’uscita del nuovo album, prevista per il 24 ottobre, si preannuncia un autunno carico di malinconia e lacrime amare per i fan più affezionati. Prepariamoci: Mecna è pronto a colpire ancora.

Voto: 29/30

“La Vida Serà” – José Ramón Caraballo Armas 

Durante la prima puntata della nuova stagione di Propaganda Live, il programma televisivo condotto da Diego Bianchi, la Propaganda Orchestra ha regalato al pubblico un momento di profonda intensità emotiva eseguendo un brano inedito dedicato alla memoria di due musicisti scomparsi durante l’estate: il trombettista Giovanni Di Cosimo e la violinista Valentina Del Re. Nel corso dell’esecuzione, il cantante José Ramón è stato sopraffatto dall’emozione: le lacrime lo hanno costretto a interrompere il canto, mentre sullo schermo scorrevano le immagini dei membri dell’orchestra, tutti visibilmente commossi. Un momento di televisione raro, autentico, in cui l’umanità ha preso il sopravvento sulla scaletta. La canzone, intensa e delicata, parla di vita, di amore, ma soprattutto di speranza. E se l’impatto emotivo della diretta è difficilmente replicabile nella versione streaming, vale comunque la pena ascoltarla: è un tributo sincero, che lascia il segno.

Voto: 30/30

“WHERE IS MY HUSBAND!” – Raye

La canzone, ormai diventata un vero e proprio tormentone sui social, ha fatto il suo debutto al Glastonbury Festival 2025, segnando un ulteriore traguardo nella brillante ascesa di Raye. Con la sua eleganza magnetica e un fascino che travalica generazioni riesce a catturare l’attenzione di ascoltatori di ogni età. Pur essendo orecchiabile, il brano incarna pienamente lo stile e la personalità dell’artista, che riesce a coniugare modernità sonora e una sensibilità artistica raffinata.

Voto: 28/30 

“So Easy (To Fall In Love)” – Olivia Dean 

Olivia Dean ha consolidato la sua presenza nel panorama musicale internazionale nell’ultimo anno, grazie a un uso strategico e autentico dei social media come vetrina espressiva. Questo mese ha pubblicato il suo secondo album, The Art of Loving, un progetto maturo e raffinato che esplora le sfumature dell’amore in tutte le sue forme. In particolare, il brano, grazie anche alla produzione, curata da Zach Nahome, intreccia sonorità neo soul, pop orchestrale, incarnando tutta la dolcezza e la grazia vocale di Olivia Dean che la rendono una delle voci più promettenti e sofisticate del nuovo soul britannico.

Voto: 26/30

Sofia De March

Musidams consiglia: i 10 migliori singoli di agosto

Dopo un mese di meritato relax tra spiagge assolate e sentieri di montagna, siamo tornati carichi per accompagnarvi in questo agosto ricco di novità. Ecco le ultime uscite che non potete perdervi prima di riprendere la routine universitaria!

“Giorno d’estate” – Scar

All’inizio di agosto, il cantautore pugliese Scar ci regala una perla indie che profuma di caldo, malinconia e rimpianto. È il racconto delicato di un amore ormai finito, ma che non si riesce ancora a lasciar andare. Il brano si muove su sonorità oniriche, sospese, con una voce fragile e sincera che sembra sussurrare il dolore di chi non ha ancora accettato la fine. 

È una canzone che non urla, ma che colpisce proprio per la sua dolcezza vulnerabile. Perfetta da ascoltare al tramonto, quando il cielo si tinge di arancio e i pensieri diventano più pesanti.

Voto: 27/30

“Misery” – Winter feat. Horse Jumper of Love

Ballata sospesa tra dream pop e malinconia acustica, “Misery” prende ispirazione dalla storia d’amore e dalla tragica scomparsa di Elliott Smith. È una canzone che racconta con intensità emotiva assenze, desideri e quei dolori sottili che accompagnano ogni cambiamento.

Un piccolo gioiello da ascoltare in silenzio, come si ascolta un segreto che non vuole essere svelato.

Voto: 27/30

“Dark aura” – Joey Bada$$ 

Apre Lonely At The Top con un impatto deciso: “Dark Aura” è puro Joey Bada$$, senza compromessi. Il flow è tagliente, il beat cupo e magnetico, e le barre sono intrise di consapevolezza e orgoglio. Con questa traccia, Joey ribadisce la sua posizione: il vero hip hop non è morto, è solo tornato a parlare chiaro. E lui, come sempre, non sbaglia un colpo.

Voto: 28/30

“Nice Shoes” – Steve Lacy

Dopo il successo virale del suo ultimo album, Gemini Rights, Steve Lacy torna con un brano che spiazza e incuriosisce. Abbandonando momentaneamente le sonorità soul e R&B che lo hanno reso celebre, l’artista sperimenta con un sound elettronico, più freddo e sintetico, ma non meno affascinante. È un cambio di rotta che dimostra la sua voglia di evolversi, di non restare intrappolato nelle aspettative del pubblico.

Il pezzo lascia aperta una domanda: questo è solo un assaggio o l’inizio di una nuova era musicale per Lacy? L’ipotesi di un album in arrivo è più che concreta, e non vediamo l’ora di scoprire se saprà confermarsi fedele a sé stesso.

Voto: 26/30

“Tuareg” – Laila Al Habash 

Prodotto da Niccolò Contessa, è un brano che conferma ancora una volta il talento cristallino di Laila Al Habash. Con la sua scrittura brillante e mai banale, la cantautrice italo-palestinese ci accompagna nel viaggio emotivo di ritorno da una storia d’amore estiva ormai conclusa. «Mi tratti male / te ne sei andato» canta con disarmante semplicità, eppure ogni parola arriva dritta al cuore. 

Laila riesce a trasformare il dolore in poesia, e lo fa con una grazia che ormai è il suo marchio di fabbrica.

Voto: 29/30

“9am” – Myd feat. Calcutta 

Nel suo nuovo album il producer francese Myd sorprende con un featuring inaspettato: Calcutta, che presta la sua sensibilità a una traccia che incanta per la sua semplicità disarmante. Il brano si muove su melodie morbide e avvolgenti, quasi fosse una ninnananna elettronica, con parole cantate a bassa voce che sembrano arrivare da un sogno appena svanito. 

Voto: 27/30

“Addio” – Neffa feat. Salmo

È finalmente arrivata la seconda parte del disco più atteso del rap italiano: Canerandagio. Neffa firma un ritorno potente e raffinato, confermandosi come uno dei pilastri indiscussi della scena. Il suo rap è maturo, incisivo e costruito con una cura che lo rende difficile da spodestare dal trono.

A chiudere l’album una traccia che vede il featuring di Salmo, tornato a rappare con grinta e autenticità dopo alcuni lavori meno convincenti. Il brano è una lettera postuma, un addio che sa di verità e di redenzione.

Voto: 28/30

“Echoes” – Sorry 

I Sorry tornano a esplorare i confini tra indie rock e post-punk, dando vita a un brano d’amore intenso e stratificato. Le atmosfere cupe e le melodie sospese accompagnano una riflessione sull’identità e la perdita, dove l’“eco” diventa quasi un terzo protagonista nella relazione.

Il brano anticipa COSPLAY, il nuovo album della band londinese in uscita il 7 novembre, e rappresenta una svolta matura e poetica nel loro percorso. Un assaggio potente di ciò che ci aspetta.

Voto: 29/30

“Just Two Girls” – Wolf Alice

Con questo brano i Wolf Alice celebrano la forza e la bellezza dell’amicizia femminile. Ellie Rowsell canta con dolcezza e ironia le conversazioni intime tra amiche, tra epifanie da bar e confessioni sussurrate. Il brano è una carezza pop-rock che trasforma i piccoli momenti quotidiani in poesia, con un sound anni 70 rivisitato in chiave moderna. Un inno delicato e potente alla complicità che salva.

Voto: 27/30

“Empty Words” – Radio Free Alice

I Radio Free Alice sono riusciti a trasformare una jam nata durante il loro tour in Inghilterra in un brano che parla a chiunque abbia mai sentito il peso del silenzio sociale, delle parole vuote che ci circondano.

La voce è nervosa, quasi stonata a tratti, ma è proprio lì che sta la forza, un po’ come nei pezzi più crudi dei The Fall o dei Protomartyr. 

Voto: 30/30

Traccia bonus: La mia stella aggressiva – irossa. 

Impossibile non menzionare la band torinese che questo mese ha pubblicato il suo secondo album, confermando una crescita artistica solida e personale. “La mia stella aggressiva” è il brano che meglio incarna l’essenza e l’evoluzione del gruppo: un mix di intensità emotiva e ricerca sonora, perfetta per chi ama la musica che non ha paura di esporsi.

Sofia De March