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MUSIDAMS CONSIGLIA: i 10 migliori singoli di settembre

Ecco la Top 10 del mese di settembre 2022 secondo MusiDams!

I nostri giorni – Andrea Laszlo De Simone 

Dopo la momentanea assenza dalla scena musicale dello scorso anno, Andrea Laszlo De Simone pubblica a sorpresa un lavoro inedito. “I nostri giorni” è un brano triste, a detta dell’autore, che rappresenta l’altra faccia della medaglia di “Vivo”, che al contrario celebrava con gioia la vita. Un brano dal sapore vintage e con un sound ricercato, che cela un testo che tocca tematiche sociali. Il videoclip (qui) esplicita le intenzioni di un artista a 360°, la cui musica va oltre il mainstream radiofonico. Da ascoltare in una giornata di malinconia o semplicemente per riflettere. 

Voto 30/30

Chaise Longue – Verdena 

Settembre di fuoco per i Verdena: dopo sette anni di pausa la band torna con il nuovo album Volevo Magia, anticipato dal singolo “Chaise Longue”. Una ballad acustica in vecchio stile, che ai fan di lunga data ricorda la delicatezza di brani come “Trovami Un Modo Semplice Per Uscirne” e “Angie”. L’anima rock della band si intravede, però, nel ritornello, dove c’è spazio per il suono distorto della chitarra elettrica. Bentornati. 

Voto 28/30

Eddie – Red Hot Chili Peppers

I Red Hot – dopo la pubblicazione di Unlimited Love ad aprile – non si fermano e pubblicano un nuovo singolo, che anticipa il secondo album del 2022 Return of The Dream Canteen (atteso il 14 ottobre). Le intenzioni sono chiare già dal titolo: omaggiare Eddie Van Halen, uno dei chitarristi di riferimento della band e della storia del rock. Anthony Kiedis racconta che una bassline proposta da Flea ha fatto nascere “Eddie” istintivamente e in pochi minuti. Frusciante non si risparmia negli assoli e la sua Stratocaster è la protagonista della gran parte del brano. Impossibile non amarla.

Voto 27/30

Storia di un bacio – Emma Nolde  

La giovane cantautrice toscana presenta il suo nuovo album Dormi, il cui singolo di punta è “Storia di un bacio”. La sua penna si dimostra credibile e convincente così come la decisione di sperimentare l’unione tra vena cantautorale e beat elettronici. Un grande sì. 

Voto 27/30 

Body Paint – Arctic Monkeys

Gli Arctic Monkeys presentano “Body Paint”, il nuovo singolo dopo l’uscita di “There’d Better Be A Mirrorball”. Chi si aspettava un ritorno nello stile dei primi album non è stato accontentato neppure in questo caso. Alex Turner & co sposano un sound delicato, lasciando intendere che la direzione del nuovo progetto continuerà sulla linea sonora di Tranquility Base Hotel & Casino (2018). “I Bet You Look Good On The Dancefloor” e “R U Mine?” appaiono ormai come un ricordo lontano. Prima di dare il giudizio definitivo bisogna attendere l’uscita di The Car del 21 ottobre, ma per il momento godiamoci le vibes ipnotiche di questo nuovo brano, in linea con la nostalgia dell’estate appena terminata. 

Voto 25/30

A cura di Martina Caratozzolo

Unholy – Sam Smith ft Kim Petras

Dopo la pubblicazione del ritornello su TikTok ad agosto e oltre un mese di attesa, Sam Smith e Kim Petras hanno finalmente deciso di rendere disponibile per intero uno dei migliori brani pop dell’ultimo periodo. Decisamente la collaborazione di cui non sapevamo di aver bisogno. Il video è un gioiellino.

Voto 29/30

Proiettili (Ti mangio il cuore) – Elodie, Joan Thiele

Elodie e Joan Thiele non sono alla loro prima collaborazione: si conoscevano già dai tempi di “Siamo le ragazze di Porta Venezia (The Manifesto)” di Myss Keta. “Proiettili” è un brano dai toni malinconici che parla di speranza – «Resterò vicina sempre più al mio sogno/Che la paura è un viaggio e forse ne ho bisogno/ Per essere pronta ad avere coraggio/Buttarmi dentro al fuoco senza avere caldo», –, mettendo nel frattempo in risalto i timbri e le doti vocali delle due cantanti. Il singolo fa parte della colonna sonora di Ti mangio il cuore, film di Pippo Mezzapesa presentato recentemente a Venezia 79 nonché debutto cinematografico della stessa Elodie, ed è stato scritto in collaborazione con Elisa ed Emanuele Triglia.

Voto 28/30

Ricordi – Pinguini Tattici Nucleari

Nonostante chi scrive non sia una grande fan dei Pinguini Tattici Nucleari, questa volta ha dovuto ricredersi. Il brano racconta di una coppia che sta attraversando un momento difficile a causa della malattia neurodegenerativa che affligge uno dei due. Forse un po’ troppo Nicholas Sparks, ma comunque d’effetto.

Voto 27/30

okk@pp@ – Tha Supreme

Tha Supreme è quell’artista da cui non sai mai cosa aspettarti, ma sei sicuro che a prescindere ti sorprenderà. Il singolo che anticipa c@ra++ere s?ec!@le è un brano di musica elettronica che incorpora elementi jazz. E funziona.

Voto 26/30

Stai bene su tutto – Luigi Strangis

Vincitore della categoria canto di Amici 21, Luigi Strangis non si allontana da quel rock uptempo che ha fatto diventare una sua caratteristica e propone un brano non particolarmente innovativo, ma comunque orecchiabile. Grande curiosità per il suo prossimo disco, Voglio la gonna, in uscita il 14 ottobre.

Voto 25/30

A cura di Ramona Bustiuc

Immagine in evidenza: screenshot dal video https://www.youtube.com/watch?v=Uq9gPaIzbe8

MUSIDAMS CONSIGLIA: I 10 MIGLIORI SINGOLI DI AGOSTO

L’autunno è ormai alle porte, così come la sessione, la pioggia e la nebbia fitta tipica della Pianura Padana. Fortunatamente la musica non ci abbandona mai, quindi anche questa volta è tempo di raccogliere le migliori proposte del mese.

Benzodiazepine e sad – Young Signorino

C’è un po’ di Young Signorino in questo Lil Peep. Arrangiamento minimo, quattro parole ripetute a mantra e un nuovo discutibile tatuaggio per far tremare i boomer: il figlio di Satana con le Nike Airmax è tornato. 

Voto 26/30

Landslide – Gus Dapperton

La cover di Dapperton non è male, ma che questa perla dei Fleetwood Mac avesse ancora qualcosa da dire, non c’erano dubbi. L’arrangiamento un po’ scialbo non si impegna abbastanza a renderla innocua e ad evitare che ti arrivi in faccia come un treno in corsa, tutte le volte. 

Voto 25/30

Less of a stranger – Julia Jacklin

Non che l’euforia dell’estate e delle vacanze ci avessero fatto dimenticare dell’orrendo rapporto che abbiamo con nostra madre, ma Julia Jacklin ci ha comunque tenuto a ribadirlo. Chitarrina acustica, voce pulita, quel giusto strascicare delle vocali che fa tanto indie. 

Voto 25/30

Bois Lie – Avril Lavigne e Machine Gun Kelly

Perché c’è uno strano piacere perverso nel vedere due ultratrentenni cantare di “lui ke nn mi ama +” e con una capovolta e un giro di Do, rendersi conto che dal 2007 sono passati quindici anni.

Voto Tvb/30

Sunset over the Empire – Arch Enemy

Il growl di Alissa White-Gluz è sempre un piacere per le orecchie. Un brano solido, che si prende i giusti spazi melodici, ben piazzato in un album che ha altrettante cose da dire. Tamarri come sempre.

Voto 28/30

A cura di Clarissa Missarelli

Hold me closer- Elton John, Britney Spears

“Hold me closer” rappresenta il grande ritorno di Britney Spears, che scende in campo con Elton John: trattasi di una rivisitazione che richiama il brano “Tiny Dancer”, arricchito con elementi disco e da cori con le voci degli stessi cantanti. Elton John, dopo le esperienze con Dua Lipa, Years & Years, Miley Cyrus e molti altri, continua una strada già tracciata di rivisitazioni di suoi brani storici e di altre leggende della musica. Le parole non sono molte, il concetto nevralgico è quello di tenersi più vicini, aspettando tempi migliori.

Voto 26/30

I can’t help it- JVKE

JVKE, un nome impronunciabile, è un tiktoker americano che avrebbe cominciato a suonare la chitarra a soli tre anni. Nell’intro di “I can’t help it” richiama il grande Elvis, riproponendo il ritornello di “Can’t Help Falling In Love”. Il brano si presenta in effetti come un insieme di generi che vanno – appunto – da Elvis alle melodie da ascoltare nei supermercati nel periodo natalizio, con le strofe di sola voce e chitarra che esplodono in musiche trionfanti richiamando alla mente un musical di Broadway.

Voto 30/30

Happier– Banners

Chiedersi incessantemente se la persona che si ha accanto non sarebbe più felice con qualcun altro, trascorrere i tempi bui senza chiudere gli occhi davanti alla tristezza della fine di un rapporto. Sono questi i temi della canzone “Happier, che si distingue con una musica incalzante rispetto al tema malinconico. La voce di Banners suona familiare:sono sue, infatti, molte delle colonne sonore che ci capita di ascoltare in film e serie TV americane. “Happier” è una di quelle canzoni che ti fanno riflettere, senza essere messe nella playlist “Momenti tristi”.

Voto 29/30

Colors of you– Nina Nesbitt

Una voce sussurrata, quella della cantante britannica Nina Nesbitt. In “Colors of you” si parla di inverno e di colori che diventano rappresentativi di una persona e della sua quotidianità, di quei colori di cui riusciamo persino ad innamorarci. Il brano è sostenuto dal pianoforte, gli accordi semplici accompagnano una voce leggera che non si sbilancia mai in eccessi o virtuosismi.

Voto 27/30

Dentista Croazia-Pinguini Tattici Nucleari

“Dentista Croazia” è l’ultimo singolo dei Pinguini Tattici Nucleari, un brano non lontano dal genere canonico della band, in grado di parlare al proprio pubblico e di innescare un processo empatico con tutta la Generazione Y. “Dentista Croazia” si potrebbe definire l’evoluzione di “Ringo Starr”, dove si diceva “Forse dovrei partire, andarmene via di qua”, che diventa ora “Strada fatta, sì, ma con l’autostop”.

Voto 26/30

                                                                                                   A cura di Milena Sanfilippo

FERRAGOSTO CON MUSIDAMS: LA NOSTRA TOP 20

Ferragosto è uno dei simboli nazionali più importanti, forse ancora più del Milite Ignoto o del Presidente della Repubblica. Eccoci qui quindi a rendergli onore con una playlist su misura per ogni cittadino che voglia festeggiare questo giorno con dignità e rispetto.

Big Energy (Remix) – Latto & Mariah Carey ft. DJ Khaled

Mariah arricchisce il brano della rapper statunitense con i suoi leggendari acuti ed aggiungendo un verso della sua “Fantasy”del 1995: un pezzo “energico” e fresco, perfetto per alleviare il caldo asfissiante e dare il via ai festeggiamenti di Ferragosto.

Skate – Bruno Mars, Anderson .Paak, Silk Sonic

Non puoi mai sbagliare con i Silk Sonic: il secondo singolo estratto dal loro primo album sembra arrivare direttamente dagli anni ‘70 ed è la colonna sonora migliore per gli addetti al barbecue e coloro che ci girano intorno furtivamente con la speranza di rubare qualche assaggio.

Rock The Boat – Aaliyah

Non c’è brano più adatto per accompagnare il tramontare del 15 di agosto, specialmente se si è deciso di trascorrerlo in riva al mare con la propria anima gemella: la voce suadente di Aaliyah e il ritmo etereo della canzone sono un connubio perfetto per dare vita ad un classico della stagione estiva.

How Do I Make You Love Me? – The Weeknd

Un ritmo talmente contagioso che vi farà scatenare anche dopo una grigliata monster consumata a 40 gradi all’ombra. Per i fanatici della dance e dell’EDM consigliamo l’esplosivo remix prodotto da Sebastian Ingrosso e Salvatore Ganacci.

Ocean Drive – Duke Dumont

L’atmosfera malinconica della hit del dj britannico viene mascherata da un sound martellante e ricco di influenze house: si rivela perciò la canzone perfetta per lasciarsi andare ad un momento di nostalgia post Ferragosto, ma anche un brano adeguato alla conclusione di una serata memorabile in compagnia dei propri amici.

A cura di Giulia Barge

Figli delle stelle – A. Sorrenti

Ferragosto porta alla mente il classico falò sulla spiaggia in compagnia di amici, una chitarra e uno sterminato quanto scintillante pubblico non pagante, le stelle. San Lorenzo è da poco passato, nel nostro concavo cielo sfavilla la nostalgia per un’estate che sta per salutarci. Godiamoci il momento con questo intramontabile successo tutto italiano!

Dancing in the moonlight – The King Harvest

Un invito alla gioia collettiva, pur con una vena malinconica che la rende così affascinante ed orecchiabile. Il sound frizzante anni ’70 è tutto ciò che serve per mantenersi briosi e spensierati. Balliamo tutti al chiaro di luna!

Tintarella di luna – Mina

Una dedica spassionata a sorella luna che, in una notte di mezza estate, ci sorveglia dall’alto, mentre noi, da quaggiù, viviamo le ultime gioie della stagione. Per gli ingordi di tintarella che non si accontentano delle insolazioni diurne, Mina offre un bis serale a suon di ritmo e rock ‘n roll. La sua voce fa il resto.

Moon river – H. Mancini

Con una chitarra in mano e lo sguardo ispirato rivolto verso la luna, ci sentiamo tutti come Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany. In mezzo a mangiate e bevute senza fine, anche un po’ di poesia trova sempre il suo spazio. Purché il bicchiere sia sempre pieno, sia ben chiaro.

Sonata n 14 “Al chiaro di luna – L. van Beethoven

Non sarà la canonica hit estiva che tutti streammiamo sotto l’ombrellone, ma se si parla di musica al chiarore lunare, non si può ignorare la celebre meraviglia beethoveniana per pianoforte. Chissà se il buon Ludwig van avrebbe mai immaginato di diventare una classic star per un titolo che nemmeno aveva scelto! Certo, difficilmente con Sonata per pianoforte n. 14 in Do diesis minore avremmo pensato a lui per la nostra playlist di Ferragosto… 

                                                                                                                      A cura di Ivan Galli

Che cos’è l’amore? – Ketama126, Franco Califano, Don Joe

Il sogno proibito dei pischelli trap boys romani: il fantasma del Califfo e Kety insieme in un pezzo che piace a zi’ Mario al Bar Sport, ma anche al ventenne con le Balenciaga. Questo Califano postumo che incontra la trap ci piace, nemmeno troppo inaspettatamente.

Red Right Hand – Nick Cave and The Bad Seeds

Oltre ad un sacco di mirabolanti parolacce in inglese e idee sul commercio di oppio di contrabbando, Peaky Blinders ci ha anche fatto riscoprire questo pezzo del buon Nick Cave. Il testo originale c’entra molto poco coi gangster e molto di più con la religione, ma la cultura pop non perdona e quel che è fatto, è fatto. Non è un brano abbastanza estivo? Quaranta gradi all’ombra sono noccioline quando sei un criminale gipsy di Small Heath con ben altro a cui pensare.

Una Miniera – New Trolls

Nel ricordo di Vittorio De Scalzi, quale occasione migliore di rispolverare un pezzaccio che passa sempre un po’ troppo in sordina. Al culmine di una lunghissima e italianissima tradizione di canzoni sulla gente che muore nelle miniere e altra gente che aspetta fuori dalle miniere, ma qui sono gli anni ‘70 e c’è il prog. Da cantare a pieni polmoni facendo a gara col vicino di ombrellone che ascolta “Shakerando”.

Reyn – Reyn Hartley

Passi l’aria da tamarro gym bro di Tinder, Reyn Hartley ha un qualcosa di raffinato e magnetico in mezzo all’808 e le catenazze. Il timbro caldo un po’ folk, la chitarra arpeggiata, il beat trap gangsta: questo pezzo è un sorprendente pout pourri molto riuscito. Un ferragosto nel bronx, ma a lume di candela.

Crush/Adderal – Sxrrxwland

Non è mai abbastanza estate per fuggire dalla depressione cosmica di ventenni in balia dei tempi che corrono. Un’altra passeggiata al Berghain firmata Sxrrxwland, tra il gusto un po’ nostalgico per le crush delle medie e una pastiglia senza prescrizione.

A cura di Clarissa Missarelli

Tramontana – Matteo Romano

Dopo l’esperienza di Sanremo Matteo Romano ci propone un brano tutto nuovo che sa d’estate. “Tramontana” è di certo da cantare a finestrini abbassati mentre si va verso una piacevole grigliata con gli amici. Un brano ritmato che non manca dei soliti giochi di voce del cantante, riuscendo a coinvolgere l’ascoltatore in una canzone che ha tutte le parole che ci vengono in mente pensando all’estate.

Barman – Soprano

I bar si riempiono nelle sere d’estate e ogni cliente ha una sua storia e lamentela da raccontare, tutte storie che il barista deve ascoltare spesso silenziosamente anche se di malavoglia. Un brano ritmato che sin dalle prime note ci spinge a schioccare le dita e a muoverci a tempo, sfogando le repressioni di un lungo inverno

Two Doors Doown – Positive Vibrations, Dolly Parton

Un brano del 1977 che riprende vita in una versione tutta nuova che con la sua musica richiama alla mente la spiaggia e la Giamaica. Dolly Parton, i cui ritornelli fanno parte della storia della musica country americana, si unisce alla musica reggae creando un brano perfetto per un ballo di gruppo dopo un buon pranzo.

Are you ready? – Maneskin

Si parte con un basso che ci fa intendere un ritmo che sarà deciso e trascinante, le parole non sono molte e spesso ripetitive, come una hit estiva. Un brano deciso tipico dello stile rock della band che con i suoi tempi ben scanditi ci dà una carica energetica travolgente.

La mia libertà – Leo Gassmann

Un brano fresco che richiama all’esigenza giovanile di essere liberi e di ricordare le sensazioni del passato nella speranza di un futuro migliore. “La mia libertà” parla in modo furtivo della ribellione verso una realtà politica e sociale che spesso non ci rende realmente liberi, donandoci solo una fittizia illusione. Leo Gassman, in una canzone che parla d’amore e società, ci ricorda che per quanto possa risultare difficile stare in un mondo che ci impone regole è pur sempre importante tenere in mano un aquilone.

A cura di Milena Sanfilippo

MUSIDAMS CONSIGLIA: I MIGLIORI 10 SINGOLI DI LUGLIO

Finalmente l’estate è iniziata anche per gli studenti universitari, quindi ecco la top 10 di luglio secondo MusiDams: 

Flying :)) – Tom Odell

Sicuramente non è la canzone più spensierata in circolazione, anzi. C’è qualcosa però che la rende particolare: una voce dolce e una melodia ribattuta al pianoforte sono gli ingredienti per un brano elegante, da ascoltare immersi in acqua, con gli occhi chiusi, quando bisogna ricongiungersi con sé stessi e non pensare ad altro. Tutto il resto non conta.

Voto: 26/30

I’m In  a-ha

A tratti un po’ fatato, a tratti un po’ nostalgico questo brano sembra suggerirci un mantra di vita: prendersi del tempo e respirare. Basta ascoltarlo qualche volta per farsi entrare la melodia entri in testa. “I’m In” parte da una calma contemplativa che, attraverso un crescendo generale, esplode per ricordarti che non bisogna mollare (nonostante il caldo torrido di questo luglio).

Voto: 29/30

Magari – Marco Castello ft Fulminacci

Un riff di chitarra orecchiabile, un ostinato ritmico di batteria e un ritornello potente potrebbero essere sinonimo di un tipico tormentone estivo. Eppure, questo brano è tutto tranne che scontato: un testo che, pur essendo di denuncia sociale, lascia molto spazio all’interpretazione personale. I due cantautori hanno fatto centro con un brano che si piazza come colonna sonora delle serate estive.

Voto: 28/30

Part of the band – The 1975

Questa, in modo ambivalente, potrebbe essere quella canzone che ascolti per sentirti felice e senza pensieri o quella da mettere in cuffia mentre sei un po’ triste e hai bisogno di piangere tutte le lacrime nel buio della tua cameretta. Il singolo di lancio dell’album Being Funny in a Foreign Language, che uscirà a ottobre, conduce attraverso atmosfere malinconiche in quello che per i fan della band sembra essere l’anello di congiunzione tra i Beatles e Bon Iver.

Voto: 30/30

Vertigini – Mazzariello

«Bisogna fare tante cose che non voglio fare, per sentirmi una persona un po’ più normale», come svegliarsi presto la mattina per essere più produttivi. Sembra una frase pronunciata da un mister x qualunque, invece sono i versi del brano di Mazzariello che ha deciso di mettere nero su bianco i pensieri che passano per la testa di ognuno di noi durante qualsiasi momento della giornata. Il tutto reso un po’ meno catastrofico dalla base da serata spensierata in discoteca. Mica male.

Voto 25/30

A cura di Alessia Sabetta

30th – Billie Eilish

Contenuto nell’EP Guitar Songs insieme a “TV”, il brano di Billie Eilish racconta di un brutto incidente automobilistico accaduto il 30 novembre a un suo amico: un brano straziante con un testo che fa venire la pelle d’oca, e che costringe ancora una volta a fermarsi e a riflettere. 

Voto: 28/30

Mon amour – Stromae & Camila Cabello

Frutto di una collaborazione decisamente inaspettata, “Mon Amour” è un brano leggero e divertente, nonché una parodia delle love story televisive, ipocrite e assurdamente finte: “Amore mio, sì, lo prometto/è stata davvero l’ultima volta/e prometto di averti detto tutto/non c’è più niente da scoprire. /Non troverai più ragazze fra le nostre lenzuola, /mi hanno messo nei guai. /Sì, certo, ho fatto la mia scelta/ma non ho scelto loro!”. Il video ricrea le dinamiche dei reality più trash à la Jersey Shore o Love Island, fra interviste, litigate e tradimenti.

Voto: 26/30

PAMPAMPAMPAMPAM – Irama

Ancora una volta Irama ci delizia con una tamarrata reggaeton perfetta per l’estate, che ovviamente viene passata in radio una volta sì e l’altra pure. Vorremmo però ricordare che c’è già Baby K designata a cantante stagionale, non sarebbe giusto rubarle il titolo.

Voto: pampampampampam/30

Sharks – Imagine Dragons 

Gli Imagine Dragons non ne sbagliano una da qualche anno a questa parte, regalandoci anche questa volta un pezzo orecchiabile e up-tempo finito dritto in vetta alle classifiche. Bravi, ma non escono mai dalla loro zona di comfort.

Voto: 27/30

Stay With Me – Calvin Harris, Justin Timberlake, Halsey & Pharrell Williams 

Terzo singolo che anticipa l’uscita Funk Wav Bounces Vol.II, prevista per agosto 2022, e che vede la collaborazione di artisti importanti su un brano disco e funk-pop. Peccato per Halsey, relegata a cantare un ritornello poco interessante.

Voto: 26/30

A cura di Ramona Bustiuc

MusiDams consiglia: i 10 migliori singoli di giugno

Fra un esame e l’altro, ecco la top 10 del mese di giugno secondo MusiDams:

We’ll Be Back – Megadeth

Il primo assaggio da prossimo album The Sick, The Dying… and the Dead! è una leccornia degna degli anni d’oro di Dave Mustaine e colleghi. Brano velocissimo e affilato, l’alternanza tra riff nevrotici e assoli a cascata ne fanno un potenziale nuovo classico della band.

Voto: 28/30

Power – Toxik

Ritorno in grande stile anche per questo gruppo di culto, autore tra gli anni ottanta e novanta di due perle del trash metal tecnico, World Circus e Think This. “Power” è un brano frenetico e intricato che sembra uscito direttamente da quei due lavori e in cui si sente la penna – mai troppo celebrata – di Josh Christian. Signori, avevate il mio interesse, ora avete la mia attenzione.

Voto: 28/30

In Extremis – Queensryche

Dopo l’arrivo di Todd LaTorre dietro al microfono, la band ha lentamente ma inesorabilmente risalito la china uscendo dalla brutta situazione in cui era sprofondata negli ultimi anni con Geoff Tate. Ah sì, il pezzo è molto carino e ha tutti i crismi del miglior US metal anni ‘80, incluso un buon refrain memorizzabile e cantabile sin dal primo ascolto. 

Voto: 25/30

Ov My Herculean Exile – Behemoth

Ogni volta che esce musica nuova della band di Nergal la comunità metal va in brodo di giuggiole. E io resto ad osservare come sia facile abbindolare le masse con un po’ di make-up, un’immagine curata e proclami altisonanti in nome di Satana pur facendo black metal di plastica. Bah!

Voto: Fate la differenziata, altrimenti Greta si arrabbia /30

Electrified Brain Municipal Waste

I trasher della Virginia fanno praticamente la stessa canzone sin dai tempi del debutto. Tuttavia, se vi piacciono i tupa-tupa a raffica e lo spirito goliardico di cui è intrisa la musica dei nostri, non potrete certo rimanere delusi.

Voto: 26/30

A cura di Stefano Paparesta

Anarchici – Ginevra

Non ne sbaglia una, Ginevra. Tra le artiste più sottovalutate del momento, confeziona un’altra piccola perla autoprodotta e scritta con intelligenza.  Reminder per la prossima estate: meno Sangiovanni, più Ginevra. 

Voto: 28/30

Dove vai? – Chiello

Questo Chiello paninaro anni ‘80 con i sassofoni e le chitarre alla Stray Kids sembra l’alter ego cattivo dell’ex membro di Fsk. Da fare i soldi per la droga per comprarsi una pistola a Riccione 1986 è un attimo. 

Voto: 27/30

Tutto Matto – Fuera

In pieno clima KappaFutur festival, un po’ di minimal non fa male. Ci pensano i Fuera con un ritorno in bellezza e un album ambient estivo, per non appendere del tutto le pastiglie al chiodo, ma cambiarne il dosaggio.

Voto: 28/30

Polka 3 – Rosa Chemical

Uscita il 2 giugno per festeggiare in bellezza lo spirito italico, la terza versione di Polka è una tamarrata in levare che manco i migliori matrimoni bulgari. Imprescindibile per le estati italiane nel profondo Sud.

Voto: 29/30

Gasolina – Anna

Anna ci insegna che i demoni del passato, prima o poi, ci raggiungono. Anche il Mondo di Patty, in versione twerk nel privé. Riuscite ad immaginare qualcosa di meglio?

Voto: 30 e lode

A cura di Clarissa Missarelli

Immagine in evidenza: screenshot da https://www.youtube.com/watch?v=vu8DDbY0jZA

MUSIDAMS CONSIGLIA: I 10 MIGLIORI SINGOLI DI MAGGIO

Dieci proposte di ascolto tra i migliori singoli usciti nel mese di maggio, secondo Musidams.

Hold My Hand – Lady Gaga

Lady Gaga aveva già dimostrato di saperci fare con le colonne sonore ai tempi di A Star Is Born e questo pezzo scritto per il film Top Gun: Maverick è un’ulteriore conferma del suo talento: “Hold my Hand” è un brano potente ed arricchito con un ritornello esplosivo, perfetto da cantare in macchina a squarciagola.
27/30

N95 – Kendrick Lamar

Dopo un’attesa che sembrava infinita è tornato sulla scena uno dei nomi più importanti del rap odierno: il primo singolo estratto da Mr. Morale and the Big Steppers è una critica feroce alla società di oggi, rivolta in particolare a coloro che possono godere del lusso sfrenato mentre il mondo intorno a loro cade a pezzi a causa della pandemia e delle ingiustizie sociali.
29/30

SUPERMODEL – Maneskin

A un anno dalla loro vittoria all’Eurovision, i Maneskin tornano con un pezzo pop realizzato con la collaborazione di uno dei più grandi hitmakers del millennio, lo svedese Max Martin. Un brano immediato e orecchiabile che racconta di un amore tossico e di una ragazza che vive la sua vita secondo l’intramontabile filosofia “sesso, droga e rock and roll”.
28/30

This Hell – Rina Sawayama

Una delle artiste più interessanti della nuova scena musicale britannica ci travolge con un singolo ricco di riferimenti alla cultura pop (si passa da Britney Spears a Il diavolo veste Prada) e che suona come un mash up di “Hot Stuff” di Donna Summer e “Beat It” di Michael Jackson. Un pezzo perfetto per le radio e che aumenta l’attesa e le aspettative per il nuovo album Hold the Girl, in uscita a settembre.
28/30

Late Night Talking – Harry Styles

Dopo il grande successo di “As It Was” Harry Styles si presta al bis con il secondo singolo estratto da Harry’s House: il brano ha un sound che sembra riportarci agli anni ’70 ed è un inno all’amore e ai suoi momenti più intimi, come le chiacchierate notturne del titolo. Pronto a conquistare le radio e a diventare uno dei tormentoni di questa estate.
27/30

A cura di Giulia Barge

Tempo– Matteo Bocelli

Chiama l’estate Matteo Bocelli con questo singolo. Si apre con una musica che avremmo potuto sentire in un saloon del far west, ma poi si mischia all’elettronica e a un testo semplice, un misto di inglese e italiano, spesso ripetitivo, ma molto orecchiabile. “Tempo è uno dei cinque singoli pubblicati sino ad ora, una scalata che porterà nel 2023 all’uscita del tanto atteso album.
Questa estate scuramente sentiremo canticchiare per le strade una frase semplice e orecchiabile, “Give me your tempo”.
28/30

Yo Yo – Mika

Su una musica disco, scivola un testo che parla d’amore. Il nuovo singolo di Mika si apre alla possibilità di accettare una situazione amorosa disastrosa con un “What will be, Will be”, non è di certo un richiamo alla compostezza del “Che sarà sarà” della romantica Doris Day, piuttosto la voglia di estraniarsi da una situazione per non pensare al dolore. Questo singolo, che Mika ha già cantato sul palco dell’Eurovision Song Contest, sarà sicuramente la punta di diamante nel prossimo tour.
29/30

You and I – SYML feat Charlotte Lawrence

Una ballad che esprime sentimenti semplici, parlando del coraggio di starsi accanto nonostante le avversità della vita quotidiana e della capacità di accettarsi per ciò che si è. SYML ( “semplice” in gallese) è il nome d’arte di Brian Fennel, che nelle sue canzoni parla di sentimenti forti, attingendo direttamente dalla sua vita personale. La voce leggera di Charlotte Lawrence completa il quadro e da un’idea di universalità al testo e che rende maggiormente piacevole l’ascolto.
29/30

No stress– Marco Mengoni

“Fai come se stanotte fosse l’ultima” è il consiglio che ci dà Marco Mengoni con il suo nuovo singolo. Un brano che invita l’ascoltatore a distaccarsi dalla frenesia quotidiana creandosi un proprio rituale per allontanarsi dallo stress.
Una musica di quelle che si ha voglia di sentire davanti al semaforo, di cui non ci si stanca e che si fa canticchiare con distrazione.
27/30

La recette– Slimane

A seguito del grande successo dell’ultimo album Versus in collaborazione con Vitaa, il cantante francese Slimane decide di cimentarsi in un nuovo singolo, un piccolo regalo prima dell’uscita del nuovo album prevista per il prossimo anno. Il testo riporta le parole di un amante che non riesce a rassegnarsi ad un amore giunto al termine. La musica risulta semplice e molto ripetitiva, ma funzionale nel sostenere la grande quantità di parole che essendo in francese godono già di una loro personale musicalità.
27/30

A cura di Milena Sanfilippo

Immagine in evidenza: https://www.instagram.com/maneskinofficial/

Musica e moda all’Eurovision: intervista a Eleonora Chiais

Evento inaugurale dell’Eurovision Song Contest, festa e passerella allo stesso tempo, il Turquoise Carpet – tenutosi l’8 maggio nella suggestiva cornice della Reggia di Venaria – ha visto sfilare i concorrenti provenienti dalle quaranta delegazioni dei Paesi partecipanti. Per guidarci alla scoperta degli aspetti salienti della manifestazione che ha dato ufficialmente avvio all’edizione 2022 della più importante kermesse canora a livello europeo, abbiamo intervistato Eleonora Chiais, docente di moda e costume all’Università di Torino.

– Quali sono stati, secondo lei, gli abiti più interessanti del carpet e perché?

Personalmente ho amato tantissimo l’abito di Chanel (rappresentante in gara della Spagna) perché l’ho trovato, oltre che estremamente scenografico, anche molto interessante in termini di riferimenti con la sua cultura nazionale. Un altro vestito che mi è piaciuto molto è stato quello dell’artista greca Amanda Georgiadis Tenfjord, capace di coniugare classico e contemporaneo.

Chanel (Spagna). Foto: Nderim Kaceli
Amanda Georgiani Tenfjord (Grecia). Foto: Nderim Kaceli


– Quale rapporto si instaura tra l’abito sartoriale di alta moda e l’artista?

L’abito sfoggiato sul red (o turquoise) carpet è sempre un abito di scena a tutti gli effetti. Il suo compito, quindi, è quello di comunicare “qualcosa” diventando co-protagonista nella performance di chi lo indossa per la sua capacità di creare (o, più spesso, contribuire a mantenere) il personaggio dell’artista. Pensiamo per esempio al total look Gucci sfoggiato da Achille Lauro.

Achille Lauro (San Marino). Foto: Alessandro Signorelli


– Qual è la relazione tra l’abito esibito e l’immagine che l’artista vuole mostrare di sé?

Come si diceva l’abito è quasi un alleato per ciascun artista perché svolge un ruolo decisamente funzionale, rendendo evidente la volontà comunicativa (e l’obiettivo narrativo) di chi lo indossa. Un esempio molto immediato, e del quale si è parlato molto proprio per la capacità di mettere in scena un messaggio chiaro, diretto e comprensibile a tutti è quello dell’abbigliamento spaziale di Sam Ryder – in gara con il brano “Space Man” – .

Sam Ryder (UK). Foto: Alessandro Signorelli


– Come e in che misura l’abito concorre a veicolare l’identità nazionale oltre che la personalità del singolo artista?

Sul Turquoise Carpet abbiamo visto, come sempre, la maggior parte degli artisti optare (aggiungo orgogliosamente) per creazioni firmate dagli stilisti del loro paese – una tra tutti S10, dei Paesi Bassi, con lo splendido abito rosa con fiori applicati di Victor&Rolf -. Quest’anno però ovviamente gli occhi di tutti erano puntati sull’Ucraina e la scelta di un total black decisamente luttuoso ha trasmesso un messaggio chiaro e inequivocabilmente identitario.

S10 (Paesi Bassi). Foto: Nderim Kaceli
Kalush Orchestra (Ucraina). Foto: Nderim Kaceli

– Secondo lei gli abiti del Turquoise Carpet sono in sintonia con la recente sensibilità per la fluidità di genere?

Al di là delle classiche e immancabili piume – inclusive per il rimando al celeberrimo outfit di Dana International nel 1998 – trovo molto interessante la giacca indossata “a nudo”. Oggi, infatti, guardiamo a Yves Saint Laurent con il suo smoking da donna (da indossare, come si sa, fin dal suo debutto direttamente a contatto con la pelle) come all’artefice di un fondamentale cambiamento di paradigma nella concezione del genere vestimentario. Il fatto di vedere sul Turquoise Carpet la stessa scelta stilistica declinata, questa volta, al maschile secondo me oltre che decisamente citazionista è molto emblematica per il discorso “modaiolo” della sensibilità verso la fluidità di genere.

Mahmood & Blanco (Italia). Foto: Nderim Kaceli

Immagine in evidenza: Nderim Kaceli

A cura di Valentina Velardi

ESC 2022 – Second semifinal: dagli spalti del Pala Alpitour

Si sono concluse le due semifinali dell’Eurovision Song Contest 2022 e Torino non è mai stata tanto europea come in questi giorni. Abbiamo assistito dal vivo alla seconda serata dal Pala Alpitour ed è stata un’esperienza più emozionante di quanto ci aspettassimo.

La prima impressione che ci ha accolti entrando è stata quella di far parte di un evento davvero immenso, molto più grande di noi, soprattutto grazie alle tantissime persone provenienti da ogni parte del mondo. Solo due anni fa sembrava incredibile che presto saremmo potuti tornare a riunirci tutti in un solo luogo!

Ciò che ha colpito dell’evento in sé è soprattutto l’intera macchina organizzativa che sorregge l’Eurovision Song Contest: benché le canzoni siano fondamentali e i conduttori, tutto sommato, siano più funzionali allo spettacolo televisivo che allo show del Pala Alpitour, quello che permette l’ottima riuscita di tutto risiede in un’organizzazione studiata al secondo, con il cronometro proiettato sul main stage per permettere agli assistenti di studio di rispettare la rigida tabella di marcia imposta dal format EBU.

Laura Pausini, Alessandro Cattelan e Mika hanno ricoperto il ruolo da padroni di casa in modo perfetto, seguendo un copione scritto parola per parola che scorreva accanto alle telecamere e segnalava perfino i silenzi. È stato bello vederli “uscire dal ruolo” ufficiale quando arrivava il momento delle esibizioni in gara e unirsi alla green room (quando non anche al pubblico delle prime gradinate) cantando e ballando con le delegazioni che assistevano alle performance. Momenti di distensione che hanno dimostrato come, nonostante l’impegno nel condurre, abbiano anche saputo sfruttare l’occasione per divertirsi.

Il clou della serata, però, sono state le canzoni in lotta per la qualifica in vista della finale di sabato 14 maggio. Uno dopo l’altro a ritmo serratissimo, i 18 brani sono stati eseguiti tra rapidissimi e variegati cambi di scenografia, fiamme e cascate d’acqua. L’entusiasmo del pubblico internazionale (e degli altri partecipanti, tutti nel giardino all’italiana della green room) è stato alle stelle per ogni esibizione, sia delle entry in gara sia degli ospiti. I ragazzi del Volo, eccezionalmente in due (Ignazio Boschetto e Piero Barone) sul palco e uno (Gianluca Ginoble) “a distanza” a causa della positività al Covid rivelata poche ore prima dell’inizio dello show, hanno intrattenuto il Pala Alpitour e gli spettatori a casa con una versione italo-inglese di “Grande amore”, canzone con cui sono arrivati sul terzo gradino del podio all’Eurovision Song Contest nel 2015.

Ora che la settimana più europea dell’anno ha superato la metà e si avvicina al grande finale, essere stati nel pubblico di una delle serate dal vivo – scoprendone i dietro le quinte e i segreti che non si possono vedere da casa – rende l’evento ancora più emozionante e fa sentire parte di qualcosa veramente grande di cui tutti sono allo stesso tempo protagonisti e spettatori, senza confini e senza limiti.

Immagine in evidenza: Nderim Kaceli

A cura di Selene Barbone

ELETTRONICA, BOSSANOVA E NUOVA CANZONE D’AUTORE SUL PALCO DELL’EUROVILLAGE

Il Media Centre di Palazzo Madama ha ospitato un insolito incontro di mondi musicali nel pomeriggio dell’11 maggio. Ginevra, Motel Connection, Johnson Righeira e i Paloma si sono uniti per confrontarsi sull’Eurovision Song Contest e su come la città di Torino stia vivendo questi giorni intensi.

I primi ad intervenire sono i Motel Connection, gruppo di musica elettronica e autori della colonna sonora del film Santa Maradona, di nuovo insieme, dopo una pausa di otto anni, sul palco dell’Eurovillage in compagnia della giovane cantautrice torinese Ginevra. Per Samuel (anche voce dei Subsonica), l’Eurovision Song Contest rappresenta un momento di svolta per la città per riprendere confidenza con i grandi eventi dal vivo e far riemergere la cultura underground per cui è conosciuta. Ginevra, inoltre, sottolinea come il richiamo di Torino sia sempre molto forte in lei, da anni a Milano per far crescere la propria musica.

Anche per i Paloma, nati “in via Rio De Janeiro” e debuttanti sul palco del Valentino, quella dell’Eurovillage è una realtà che permette di rendere viva la scena musicale della città e su cui sperano di poter contare per tanto tempo ancora. La loro produzione si ispira alle sonorità tropicali ed esotiche della musica brasiliana, prima su tutte la bossanova.

Lo stesso immaginario – unito a quello delle canzoni estive della sua infanzia – da cui ammette di aver attinto Johnson Righeira, “giovane della Barriera di Milano” che, con il duo Righeira, ha rivoluzionato la scena elettronica e mainstream negli anni ’80. Il cantante ritiene l’ESC un evento da non lasciarsi sfuggire per recuperare il valore della cultura e della musica live di Torino, nonché un grande momento di aggregazione. Pur non azzardando ipotesi sul possibile vincitore, confida di trovare una certa affinità con i Subwoolfer, il cui nome e la cui immagine pensa che siano geniali.

L’augurio, come affermano i musicisti che si esibiscono all’Eurovillage, è quello di riuscire a mantenere le stesse iniziative anche dopo il periodo dell’Eurovision Song Contest. Immergersi nell’atmosfera portata a Torino dalla manifestazione sembra essere tra gli aspetti preferiti tanto dal pubblico quanto dagli artisti, che sulla scena offerta dal parco del Valentino si incontrano per restituire al capoluogo piemontese, dopo una lunga pausa forzata, il senso di unione e vitalità che solo i grandi eventi sanno dare.

Immagine in evidenza: https://torino.repubblica.it/

A cura di Selene Barbone

“Una voce per San Marino”: San Marino all’Eurovision 2022

Nell’ambito di UniversoxEurovision [ne abbiamo parlato qui] sono state organizzate due iniziative per approfondire la questione della partecipazione di San Marino all’ESC. Martedì 10 maggio si è tenuta una conferenza che ha visto dialogare Alessandro Capicchioni (San Marino RTV, capodelegazione di San Marino a Eurovision) ed Emanuele Lombardini (giornalista).

L’intervento si è concentrato sul rapporto – a tratti controverso – tra il microstato, il contest e l’Italia stessa. San Marino infatti è una realtà particolare, dal momento che, pur avendo un’emittente associata al 50% con la Rai, partecipa al Contest per conto proprio. San Marino viene catapultato nel 2008 ad Eurovision, quando partecipa con “Complice” del gruppo Miodio, senza tuttavia riuscire a raggiungere la finale. Si ripresenta all’Eurovision due anni più tardi, dopo un’interruzione causata da difficoltà economiche. Il problema, spiega Capicchioni, è l’assenza di un’industria musicale strutturata, per cui la quantità dei costi necessari alla partecipazione è un ostacolo per i piccoli Paesi.

‘Una voce per San Marino’ è la nuova competizione canora varata per selezionare il rappresentante di San Marino da inviare a Eurovision; ha debuttato tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, e ha visto la vittoria di Achille Lauro. L’artista ha sicuramente dato notorietà al festival innescando − sempre secondo Capicchioni – quell’idea dettata dalle dinamiche televisive, secondo la quale, dato che l’artista è importante, allora la performance dovrà essere necessariamente all’altezza. Il capodelegazione spende delle parole molto positive per Lauro raccontando come l’artista, molto educato e intelligente, costruisca delle vere e proprie storie attorno alle sue canzoni; così è stato anche per “Stripper”, in gara quest’anno. I riflettori sono puntati su di lui, anche perché è un musicista esuberante e per la prima volta si trova a doversi interfacciare con un contesto molto più spumeggiante e vario rispetto a quello italiano a cui è abituato. Ha accettato questa sfida e tutti sono convinti che saprà stupire, come ha sempre fatto.

L’invito finale è quello di seguire Eurovision dai canali di San Marino, per avere uno sguardo del contest diverso e percepire la realtà di San Marino un po’ di più rispetto al solito.

A cura di Alessia Sabetta

Sempre in prospettiva della prima edizione di ‘Una voce per San Marino’ abbiamo intervistato Andrea Lattanzi, giornalista e inviato a Torino per Libertas.sm.

Lattanzi, che sarà a Torino per seguire dal vivo l’Eurovision Song Contest per Libertas.sm – sito web d’informazione di San Marino e della Romagna – ha trasmesso tutto il suo entusiasmo a proposito della manifestazione, insistendo su quanto essa sia fondamentale nell’«unire diversi Paesi e gli artisti che li rappresentano per alcune notti all’anno nel nome dell’amore e del rispetto per la musica, a prescindere dalla storia e dalla situazione politica. È qualcosa di veramente straordinario». 

Iniziamo con l’esperienza della prima edizione di “Una Voce per San Marino”, dicci un po’ com’è andata.

Penso che la prima edizione di ‘Una Voce per San Marino’ sia stata davvero sorprendente sia per me che per tutta la Repubblica di San Marino. È stato un grandissimo piacere e onore aver ricoperto l’incarico di presidente di una delle tre giurie votanti nella serata finale al Teatro Nuovo di Dogana. Io e gli altri componenti della giuria da me presieduta, ossia Gabriele Fazio (giornalista Agi), e Serena Sartini (giornalista Askanews), abbiamo voluto assegnare il Premio della Critica a Mariateresa Amato, in arte Mate, per la sua canzone “DNA – Donna Non Addomesticata” e il suo percorso come artista emergente dalle selezioni alla finale di ‘Una Voce per San Marino’. Con questo evento artistico, San Marino ha attirato su di sé l’attenzione e la curiosità dei media non solo italiani ma anche internazionali per diversi mesi: non è affatto una roba da poco. Inoltre, San Marino ha finalmente un suo Festival della musica, un po’ come l’Italia con Sanremo o la Svezia con il Melodifestivalen. Spero che possa avere vita lunga!

Cosa ne pensi della vittoria di Achille Lauro?

Vittoria meritatissima quella di Achille Lauro alla prima edizione del festival. Stiamo parlando di un vero e proprio performer a 360 gradi, capace di catalizzare la scena con i suoi brani, i suoi outfit e le sue esibizioni. Nel panorama musicale italiano attuale, Lauro è uno dei pochissimi artisti che sperimenta spaziando da un genere musicale all’altro, porta sul palco qualcosa di diverso e sa far parlare di sé in ogni momento. Sono convinto che Achille Lauro, con la sua partecipazione all’Eurovision Song Contest 2022 a Torino, riuscirà a consacrarsi a livello internazionale e, allo stesso tempo, ad aiutare la Repubblica di San Marino a conquistare per la quarta volta la qualificazione alla finale e, magari, a migliorare il 19° posto ottenuto da Serhat nel 2019.

Qual è la prima cosa che pensi se dico Eurovision 2022?

Quando penso all’Eurovision Song Contest 2022, mi viene subito da dire: ‘Finalmente è ritornato in Italia dopo svariati anni. Evviva!’. L’Eurovision Song Contest è una vetrina importantissima anche per la musica italiana e la sua diffusione in ogni parte del mondo; la Rai ha ben compreso questo concetto tant’è che, dal 2011 in poi, si fa rappresentare ogni anno all’ESC da artisti musicali dalle immense qualità: Raphael Gualazzi, Nina Zilli, Marco Mengoni, Il Volo, Francesco Gabbani, Mahmood, Maneskin, ecc. Anche San Marino Rtv lavora sodo ogni anno per far sì che venga rappresentata al meglio la Repubblica più antica del mondo nella manifestazione canora più seguita e apprezzata: le tre finali conquistate nel 2014, nel 2019 e nel 2021 sono un grandissimo risultato per San Marino, a cui auguro di continuare a raggiungere tanti altri traguardi all’ESC.

Come è percepito l’Eurovision dalla popolazione sammarinese?

I cittadini di San Marino di anno in anno sono sempre più appassionati dell’Eurovision Song Contest. Quest’anno, per esempio, in tantissimi hanno riservato ad Achille Lauro una grande accoglienza ogni volta che è salito sul Titano, perché sono ben consapevoli del fatto che, con lui, la Repubblica di San Marino possa ottenere grandi risultati all’Eurovision Song Contest 2022.

 Noti delle differenze rispetto agli altri anni?

Con il passare degli anni ho notato un miglioramento continuo a livello organizzativo e artistico dell’Eurovision Song Contest e lo apprezzo moltissimo! Tempo fa l’Eurovision veniva definito da molti spettatori e addetti ai lavori come una sorta di circo del trash o persino uno spreco di tempo, energie e soldi, ma fortunatamente da qualche anno non la pensano più così: hanno infatti ammesso che l’ESC è una kermesse canora di altissimo livello che ha saputo e sa tuttora limare i propri difetti, migliorarsi e stare al passo con i tempi. Io sono e sarò sempre un grande fan dell’Eurovision Song Contest e spero che, prima o poi, possa diventare un vero e proprio Worldvision Song Contest coinvolgendo i Paesi dell’Africa, dell’America e dell’Asia.

Quali sono le tue canzoni preferite in gara?

Se nelle scorse edizioni mi piacevano al massimo 5-6 canzoni, quest’anno me ne piacciono invece almeno una decina! Apprezzo molto quelle di Italia, San Marino, Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Finlandia, Norvegia, Polonia, Regno Unito, Serbia e Ucraina.

Chi vedi in finale? Facci un pronostico per il podio!

È veramente difficile ipotizzare il podio dell’Eurovision 2022: come dicevo prima, ci sono davvero tante belle canzoni quest’anno. Mi sento di dire, però, che vedo favorite per la vittoria finale a Torino l’Italia, il Regno Unito, la Svezia, la Norvegia e l’Ucraina.

Se dovesse vincere San Marino, sareste pronti? Sarebbe epocale!

In passato hanno vinto il Lussemburgo, il Principato di Monaco, l’Estonia e la Lettonia, anche San Marino potrebbe un giorno trionfare all’Eurovision. Nella vita niente è impossibile!

A cura di Susanna Terenzi

Achille Lauro si esibisce alla finale di “Una voce per San Marino”

Immagine in evidenza: https://www.sanmarinortv.sm/

A cura di Susanna Terenzi