Tutti gli articoli di Redazione Musidams

MUSIDAMS CONSIGLIA: I 10 MIGLIORI SINGOLI DI MAGGIO

Dieci proposte di ascolto tra i migliori singoli usciti nel mese di maggio, secondo Musidams.

Hold My Hand – Lady Gaga

Lady Gaga aveva già dimostrato di saperci fare con le colonne sonore ai tempi di A Star Is Born e questo pezzo scritto per il film Top Gun: Maverick è un’ulteriore conferma del suo talento: “Hold my Hand” è un brano potente ed arricchito con un ritornello esplosivo, perfetto da cantare in macchina a squarciagola.
27/30

N95 – Kendrick Lamar

Dopo un’attesa che sembrava infinita è tornato sulla scena uno dei nomi più importanti del rap odierno: il primo singolo estratto da Mr. Morale and the Big Steppers è una critica feroce alla società di oggi, rivolta in particolare a coloro che possono godere del lusso sfrenato mentre il mondo intorno a loro cade a pezzi a causa della pandemia e delle ingiustizie sociali.
29/30

SUPERMODEL – Maneskin

A un anno dalla loro vittoria all’Eurovision, i Maneskin tornano con un pezzo pop realizzato con la collaborazione di uno dei più grandi hitmakers del millennio, lo svedese Max Martin. Un brano immediato e orecchiabile che racconta di un amore tossico e di una ragazza che vive la sua vita secondo l’intramontabile filosofia “sesso, droga e rock and roll”.
28/30

This Hell – Rina Sawayama

Una delle artiste più interessanti della nuova scena musicale britannica ci travolge con un singolo ricco di riferimenti alla cultura pop (si passa da Britney Spears a Il diavolo veste Prada) e che suona come un mash up di “Hot Stuff” di Donna Summer e “Beat It” di Michael Jackson. Un pezzo perfetto per le radio e che aumenta l’attesa e le aspettative per il nuovo album Hold the Girl, in uscita a settembre.
28/30

Late Night Talking – Harry Styles

Dopo il grande successo di “As It Was” Harry Styles si presta al bis con il secondo singolo estratto da Harry’s House: il brano ha un sound che sembra riportarci agli anni ’70 ed è un inno all’amore e ai suoi momenti più intimi, come le chiacchierate notturne del titolo. Pronto a conquistare le radio e a diventare uno dei tormentoni di questa estate.
27/30

A cura di Giulia Barge

Tempo– Matteo Bocelli

Chiama l’estate Matteo Bocelli con questo singolo. Si apre con una musica che avremmo potuto sentire in un saloon del far west, ma poi si mischia all’elettronica e a un testo semplice, un misto di inglese e italiano, spesso ripetitivo, ma molto orecchiabile. “Tempo è uno dei cinque singoli pubblicati sino ad ora, una scalata che porterà nel 2023 all’uscita del tanto atteso album.
Questa estate scuramente sentiremo canticchiare per le strade una frase semplice e orecchiabile, “Give me your tempo”.
28/30

Yo Yo – Mika

Su una musica disco, scivola un testo che parla d’amore. Il nuovo singolo di Mika si apre alla possibilità di accettare una situazione amorosa disastrosa con un “What will be, Will be”, non è di certo un richiamo alla compostezza del “Che sarà sarà” della romantica Doris Day, piuttosto la voglia di estraniarsi da una situazione per non pensare al dolore. Questo singolo, che Mika ha già cantato sul palco dell’Eurovision Song Contest, sarà sicuramente la punta di diamante nel prossimo tour.
29/30

You and I – SYML feat Charlotte Lawrence

Una ballad che esprime sentimenti semplici, parlando del coraggio di starsi accanto nonostante le avversità della vita quotidiana e della capacità di accettarsi per ciò che si è. SYML ( “semplice” in gallese) è il nome d’arte di Brian Fennel, che nelle sue canzoni parla di sentimenti forti, attingendo direttamente dalla sua vita personale. La voce leggera di Charlotte Lawrence completa il quadro e da un’idea di universalità al testo e che rende maggiormente piacevole l’ascolto.
29/30

No stress– Marco Mengoni

“Fai come se stanotte fosse l’ultima” è il consiglio che ci dà Marco Mengoni con il suo nuovo singolo. Un brano che invita l’ascoltatore a distaccarsi dalla frenesia quotidiana creandosi un proprio rituale per allontanarsi dallo stress.
Una musica di quelle che si ha voglia di sentire davanti al semaforo, di cui non ci si stanca e che si fa canticchiare con distrazione.
27/30

La recette– Slimane

A seguito del grande successo dell’ultimo album Versus in collaborazione con Vitaa, il cantante francese Slimane decide di cimentarsi in un nuovo singolo, un piccolo regalo prima dell’uscita del nuovo album prevista per il prossimo anno. Il testo riporta le parole di un amante che non riesce a rassegnarsi ad un amore giunto al termine. La musica risulta semplice e molto ripetitiva, ma funzionale nel sostenere la grande quantità di parole che essendo in francese godono già di una loro personale musicalità.
27/30

A cura di Milena Sanfilippo

Immagine in evidenza: https://www.instagram.com/maneskinofficial/

Musica e moda all’Eurovision: intervista a Eleonora Chiais

Evento inaugurale dell’Eurovision Song Contest, festa e passerella allo stesso tempo, il Turquoise Carpet – tenutosi l’8 maggio nella suggestiva cornice della Reggia di Venaria – ha visto sfilare i concorrenti provenienti dalle quaranta delegazioni dei Paesi partecipanti. Per guidarci alla scoperta degli aspetti salienti della manifestazione che ha dato ufficialmente avvio all’edizione 2022 della più importante kermesse canora a livello europeo, abbiamo intervistato Eleonora Chiais, docente di moda e costume all’Università di Torino.

– Quali sono stati, secondo lei, gli abiti più interessanti del carpet e perché?

Personalmente ho amato tantissimo l’abito di Chanel (rappresentante in gara della Spagna) perché l’ho trovato, oltre che estremamente scenografico, anche molto interessante in termini di riferimenti con la sua cultura nazionale. Un altro vestito che mi è piaciuto molto è stato quello dell’artista greca Amanda Georgiadis Tenfjord, capace di coniugare classico e contemporaneo.

Chanel (Spagna). Foto: Nderim Kaceli
Amanda Georgiani Tenfjord (Grecia). Foto: Nderim Kaceli


– Quale rapporto si instaura tra l’abito sartoriale di alta moda e l’artista?

L’abito sfoggiato sul red (o turquoise) carpet è sempre un abito di scena a tutti gli effetti. Il suo compito, quindi, è quello di comunicare “qualcosa” diventando co-protagonista nella performance di chi lo indossa per la sua capacità di creare (o, più spesso, contribuire a mantenere) il personaggio dell’artista. Pensiamo per esempio al total look Gucci sfoggiato da Achille Lauro.

Achille Lauro (San Marino). Foto: Alessandro Signorelli


– Qual è la relazione tra l’abito esibito e l’immagine che l’artista vuole mostrare di sé?

Come si diceva l’abito è quasi un alleato per ciascun artista perché svolge un ruolo decisamente funzionale, rendendo evidente la volontà comunicativa (e l’obiettivo narrativo) di chi lo indossa. Un esempio molto immediato, e del quale si è parlato molto proprio per la capacità di mettere in scena un messaggio chiaro, diretto e comprensibile a tutti è quello dell’abbigliamento spaziale di Sam Ryder – in gara con il brano “Space Man” – .

Sam Ryder (UK). Foto: Alessandro Signorelli


– Come e in che misura l’abito concorre a veicolare l’identità nazionale oltre che la personalità del singolo artista?

Sul Turquoise Carpet abbiamo visto, come sempre, la maggior parte degli artisti optare (aggiungo orgogliosamente) per creazioni firmate dagli stilisti del loro paese – una tra tutti S10, dei Paesi Bassi, con lo splendido abito rosa con fiori applicati di Victor&Rolf -. Quest’anno però ovviamente gli occhi di tutti erano puntati sull’Ucraina e la scelta di un total black decisamente luttuoso ha trasmesso un messaggio chiaro e inequivocabilmente identitario.

S10 (Paesi Bassi). Foto: Nderim Kaceli
Kalush Orchestra (Ucraina). Foto: Nderim Kaceli

– Secondo lei gli abiti del Turquoise Carpet sono in sintonia con la recente sensibilità per la fluidità di genere?

Al di là delle classiche e immancabili piume – inclusive per il rimando al celeberrimo outfit di Dana International nel 1998 – trovo molto interessante la giacca indossata “a nudo”. Oggi, infatti, guardiamo a Yves Saint Laurent con il suo smoking da donna (da indossare, come si sa, fin dal suo debutto direttamente a contatto con la pelle) come all’artefice di un fondamentale cambiamento di paradigma nella concezione del genere vestimentario. Il fatto di vedere sul Turquoise Carpet la stessa scelta stilistica declinata, questa volta, al maschile secondo me oltre che decisamente citazionista è molto emblematica per il discorso “modaiolo” della sensibilità verso la fluidità di genere.

Mahmood & Blanco (Italia). Foto: Nderim Kaceli

Immagine in evidenza: Nderim Kaceli

A cura di Valentina Velardi

ESC 2022 – Second semifinal: dagli spalti del Pala Alpitour

Si sono concluse le due semifinali dell’Eurovision Song Contest 2022 e Torino non è mai stata tanto europea come in questi giorni. Abbiamo assistito dal vivo alla seconda serata dal Pala Alpitour ed è stata un’esperienza più emozionante di quanto ci aspettassimo.

La prima impressione che ci ha accolti entrando è stata quella di far parte di un evento davvero immenso, molto più grande di noi, soprattutto grazie alle tantissime persone provenienti da ogni parte del mondo. Solo due anni fa sembrava incredibile che presto saremmo potuti tornare a riunirci tutti in un solo luogo!

Ciò che ha colpito dell’evento in sé è soprattutto l’intera macchina organizzativa che sorregge l’Eurovision Song Contest: benché le canzoni siano fondamentali e i conduttori, tutto sommato, siano più funzionali allo spettacolo televisivo che allo show del Pala Alpitour, quello che permette l’ottima riuscita di tutto risiede in un’organizzazione studiata al secondo, con il cronometro proiettato sul main stage per permettere agli assistenti di studio di rispettare la rigida tabella di marcia imposta dal format EBU.

Laura Pausini, Alessandro Cattelan e Mika hanno ricoperto il ruolo da padroni di casa in modo perfetto, seguendo un copione scritto parola per parola che scorreva accanto alle telecamere e segnalava perfino i silenzi. È stato bello vederli “uscire dal ruolo” ufficiale quando arrivava il momento delle esibizioni in gara e unirsi alla green room (quando non anche al pubblico delle prime gradinate) cantando e ballando con le delegazioni che assistevano alle performance. Momenti di distensione che hanno dimostrato come, nonostante l’impegno nel condurre, abbiano anche saputo sfruttare l’occasione per divertirsi.

Il clou della serata, però, sono state le canzoni in lotta per la qualifica in vista della finale di sabato 14 maggio. Uno dopo l’altro a ritmo serratissimo, i 18 brani sono stati eseguiti tra rapidissimi e variegati cambi di scenografia, fiamme e cascate d’acqua. L’entusiasmo del pubblico internazionale (e degli altri partecipanti, tutti nel giardino all’italiana della green room) è stato alle stelle per ogni esibizione, sia delle entry in gara sia degli ospiti. I ragazzi del Volo, eccezionalmente in due (Ignazio Boschetto e Piero Barone) sul palco e uno (Gianluca Ginoble) “a distanza” a causa della positività al Covid rivelata poche ore prima dell’inizio dello show, hanno intrattenuto il Pala Alpitour e gli spettatori a casa con una versione italo-inglese di “Grande amore”, canzone con cui sono arrivati sul terzo gradino del podio all’Eurovision Song Contest nel 2015.

Ora che la settimana più europea dell’anno ha superato la metà e si avvicina al grande finale, essere stati nel pubblico di una delle serate dal vivo – scoprendone i dietro le quinte e i segreti che non si possono vedere da casa – rende l’evento ancora più emozionante e fa sentire parte di qualcosa veramente grande di cui tutti sono allo stesso tempo protagonisti e spettatori, senza confini e senza limiti.

Immagine in evidenza: Nderim Kaceli

A cura di Selene Barbone

ELETTRONICA, BOSSANOVA E NUOVA CANZONE D’AUTORE SUL PALCO DELL’EUROVILLAGE

Il Media Centre di Palazzo Madama ha ospitato un insolito incontro di mondi musicali nel pomeriggio dell’11 maggio. Ginevra, Motel Connection, Johnson Righeira e i Paloma si sono uniti per confrontarsi sull’Eurovision Song Contest e su come la città di Torino stia vivendo questi giorni intensi.

I primi ad intervenire sono i Motel Connection, gruppo di musica elettronica e autori della colonna sonora del film Santa Maradona, di nuovo insieme, dopo una pausa di otto anni, sul palco dell’Eurovillage in compagnia della giovane cantautrice torinese Ginevra. Per Samuel (anche voce dei Subsonica), l’Eurovision Song Contest rappresenta un momento di svolta per la città per riprendere confidenza con i grandi eventi dal vivo e far riemergere la cultura underground per cui è conosciuta. Ginevra, inoltre, sottolinea come il richiamo di Torino sia sempre molto forte in lei, da anni a Milano per far crescere la propria musica.

Anche per i Paloma, nati “in via Rio De Janeiro” e debuttanti sul palco del Valentino, quella dell’Eurovillage è una realtà che permette di rendere viva la scena musicale della città e su cui sperano di poter contare per tanto tempo ancora. La loro produzione si ispira alle sonorità tropicali ed esotiche della musica brasiliana, prima su tutte la bossanova.

Lo stesso immaginario – unito a quello delle canzoni estive della sua infanzia – da cui ammette di aver attinto Johnson Righeira, “giovane della Barriera di Milano” che, con il duo Righeira, ha rivoluzionato la scena elettronica e mainstream negli anni ’80. Il cantante ritiene l’ESC un evento da non lasciarsi sfuggire per recuperare il valore della cultura e della musica live di Torino, nonché un grande momento di aggregazione. Pur non azzardando ipotesi sul possibile vincitore, confida di trovare una certa affinità con i Subwoolfer, il cui nome e la cui immagine pensa che siano geniali.

L’augurio, come affermano i musicisti che si esibiscono all’Eurovillage, è quello di riuscire a mantenere le stesse iniziative anche dopo il periodo dell’Eurovision Song Contest. Immergersi nell’atmosfera portata a Torino dalla manifestazione sembra essere tra gli aspetti preferiti tanto dal pubblico quanto dagli artisti, che sulla scena offerta dal parco del Valentino si incontrano per restituire al capoluogo piemontese, dopo una lunga pausa forzata, il senso di unione e vitalità che solo i grandi eventi sanno dare.

Immagine in evidenza: https://torino.repubblica.it/

A cura di Selene Barbone

“Una voce per San Marino”: San Marino all’Eurovision 2022

Nell’ambito di UniversoxEurovision [ne abbiamo parlato qui] sono state organizzate due iniziative per approfondire la questione della partecipazione di San Marino all’ESC. Martedì 10 maggio si è tenuta una conferenza che ha visto dialogare Alessandro Capicchioni (San Marino RTV, capodelegazione di San Marino a Eurovision) ed Emanuele Lombardini (giornalista).

L’intervento si è concentrato sul rapporto – a tratti controverso – tra il microstato, il contest e l’Italia stessa. San Marino infatti è una realtà particolare, dal momento che, pur avendo un’emittente associata al 50% con la Rai, partecipa al Contest per conto proprio. San Marino viene catapultato nel 2008 ad Eurovision, quando partecipa con “Complice” del gruppo Miodio, senza tuttavia riuscire a raggiungere la finale. Si ripresenta all’Eurovision due anni più tardi, dopo un’interruzione causata da difficoltà economiche. Il problema, spiega Capicchioni, è l’assenza di un’industria musicale strutturata, per cui la quantità dei costi necessari alla partecipazione è un ostacolo per i piccoli Paesi.

‘Una voce per San Marino’ è la nuova competizione canora varata per selezionare il rappresentante di San Marino da inviare a Eurovision; ha debuttato tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, e ha visto la vittoria di Achille Lauro. L’artista ha sicuramente dato notorietà al festival innescando − sempre secondo Capicchioni – quell’idea dettata dalle dinamiche televisive, secondo la quale, dato che l’artista è importante, allora la performance dovrà essere necessariamente all’altezza. Il capodelegazione spende delle parole molto positive per Lauro raccontando come l’artista, molto educato e intelligente, costruisca delle vere e proprie storie attorno alle sue canzoni; così è stato anche per “Stripper”, in gara quest’anno. I riflettori sono puntati su di lui, anche perché è un musicista esuberante e per la prima volta si trova a doversi interfacciare con un contesto molto più spumeggiante e vario rispetto a quello italiano a cui è abituato. Ha accettato questa sfida e tutti sono convinti che saprà stupire, come ha sempre fatto.

L’invito finale è quello di seguire Eurovision dai canali di San Marino, per avere uno sguardo del contest diverso e percepire la realtà di San Marino un po’ di più rispetto al solito.

A cura di Alessia Sabetta

Sempre in prospettiva della prima edizione di ‘Una voce per San Marino’ abbiamo intervistato Andrea Lattanzi, giornalista e inviato a Torino per Libertas.sm.

Lattanzi, che sarà a Torino per seguire dal vivo l’Eurovision Song Contest per Libertas.sm – sito web d’informazione di San Marino e della Romagna – ha trasmesso tutto il suo entusiasmo a proposito della manifestazione, insistendo su quanto essa sia fondamentale nell’«unire diversi Paesi e gli artisti che li rappresentano per alcune notti all’anno nel nome dell’amore e del rispetto per la musica, a prescindere dalla storia e dalla situazione politica. È qualcosa di veramente straordinario». 

Iniziamo con l’esperienza della prima edizione di “Una Voce per San Marino”, dicci un po’ com’è andata.

Penso che la prima edizione di ‘Una Voce per San Marino’ sia stata davvero sorprendente sia per me che per tutta la Repubblica di San Marino. È stato un grandissimo piacere e onore aver ricoperto l’incarico di presidente di una delle tre giurie votanti nella serata finale al Teatro Nuovo di Dogana. Io e gli altri componenti della giuria da me presieduta, ossia Gabriele Fazio (giornalista Agi), e Serena Sartini (giornalista Askanews), abbiamo voluto assegnare il Premio della Critica a Mariateresa Amato, in arte Mate, per la sua canzone “DNA – Donna Non Addomesticata” e il suo percorso come artista emergente dalle selezioni alla finale di ‘Una Voce per San Marino’. Con questo evento artistico, San Marino ha attirato su di sé l’attenzione e la curiosità dei media non solo italiani ma anche internazionali per diversi mesi: non è affatto una roba da poco. Inoltre, San Marino ha finalmente un suo Festival della musica, un po’ come l’Italia con Sanremo o la Svezia con il Melodifestivalen. Spero che possa avere vita lunga!

Cosa ne pensi della vittoria di Achille Lauro?

Vittoria meritatissima quella di Achille Lauro alla prima edizione del festival. Stiamo parlando di un vero e proprio performer a 360 gradi, capace di catalizzare la scena con i suoi brani, i suoi outfit e le sue esibizioni. Nel panorama musicale italiano attuale, Lauro è uno dei pochissimi artisti che sperimenta spaziando da un genere musicale all’altro, porta sul palco qualcosa di diverso e sa far parlare di sé in ogni momento. Sono convinto che Achille Lauro, con la sua partecipazione all’Eurovision Song Contest 2022 a Torino, riuscirà a consacrarsi a livello internazionale e, allo stesso tempo, ad aiutare la Repubblica di San Marino a conquistare per la quarta volta la qualificazione alla finale e, magari, a migliorare il 19° posto ottenuto da Serhat nel 2019.

Qual è la prima cosa che pensi se dico Eurovision 2022?

Quando penso all’Eurovision Song Contest 2022, mi viene subito da dire: ‘Finalmente è ritornato in Italia dopo svariati anni. Evviva!’. L’Eurovision Song Contest è una vetrina importantissima anche per la musica italiana e la sua diffusione in ogni parte del mondo; la Rai ha ben compreso questo concetto tant’è che, dal 2011 in poi, si fa rappresentare ogni anno all’ESC da artisti musicali dalle immense qualità: Raphael Gualazzi, Nina Zilli, Marco Mengoni, Il Volo, Francesco Gabbani, Mahmood, Maneskin, ecc. Anche San Marino Rtv lavora sodo ogni anno per far sì che venga rappresentata al meglio la Repubblica più antica del mondo nella manifestazione canora più seguita e apprezzata: le tre finali conquistate nel 2014, nel 2019 e nel 2021 sono un grandissimo risultato per San Marino, a cui auguro di continuare a raggiungere tanti altri traguardi all’ESC.

Come è percepito l’Eurovision dalla popolazione sammarinese?

I cittadini di San Marino di anno in anno sono sempre più appassionati dell’Eurovision Song Contest. Quest’anno, per esempio, in tantissimi hanno riservato ad Achille Lauro una grande accoglienza ogni volta che è salito sul Titano, perché sono ben consapevoli del fatto che, con lui, la Repubblica di San Marino possa ottenere grandi risultati all’Eurovision Song Contest 2022.

 Noti delle differenze rispetto agli altri anni?

Con il passare degli anni ho notato un miglioramento continuo a livello organizzativo e artistico dell’Eurovision Song Contest e lo apprezzo moltissimo! Tempo fa l’Eurovision veniva definito da molti spettatori e addetti ai lavori come una sorta di circo del trash o persino uno spreco di tempo, energie e soldi, ma fortunatamente da qualche anno non la pensano più così: hanno infatti ammesso che l’ESC è una kermesse canora di altissimo livello che ha saputo e sa tuttora limare i propri difetti, migliorarsi e stare al passo con i tempi. Io sono e sarò sempre un grande fan dell’Eurovision Song Contest e spero che, prima o poi, possa diventare un vero e proprio Worldvision Song Contest coinvolgendo i Paesi dell’Africa, dell’America e dell’Asia.

Quali sono le tue canzoni preferite in gara?

Se nelle scorse edizioni mi piacevano al massimo 5-6 canzoni, quest’anno me ne piacciono invece almeno una decina! Apprezzo molto quelle di Italia, San Marino, Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Finlandia, Norvegia, Polonia, Regno Unito, Serbia e Ucraina.

Chi vedi in finale? Facci un pronostico per il podio!

È veramente difficile ipotizzare il podio dell’Eurovision 2022: come dicevo prima, ci sono davvero tante belle canzoni quest’anno. Mi sento di dire, però, che vedo favorite per la vittoria finale a Torino l’Italia, il Regno Unito, la Svezia, la Norvegia e l’Ucraina.

Se dovesse vincere San Marino, sareste pronti? Sarebbe epocale!

In passato hanno vinto il Lussemburgo, il Principato di Monaco, l’Estonia e la Lettonia, anche San Marino potrebbe un giorno trionfare all’Eurovision. Nella vita niente è impossibile!

A cura di Susanna Terenzi

Achille Lauro si esibisce alla finale di “Una voce per San Marino”

Immagine in evidenza: https://www.sanmarinortv.sm/

A cura di Susanna Terenzi

ESC 2022 – PAGELLE DELLA PRIMA SEMIFINALE

Tra fidanzati di Malgioglio, discutibili abiti fucsia (Laura licenzia il tuo stilista) e un sacco di musica nostalgica si è conclusa la prima semifinale dell’Eurovision. Come da regolamento, 10 nazioni sono passate al turno successivo mentre altre 7 sono tornate in albergo a fare le valigie. Ed eccoci qui per commentare con molto sarcasmo e poca serietà le prime 17 canzoni dell’“evento non sportivo più seguito al mondo”.

Sekret – Ronela Hajati

Il raggaeton è un genere discutibile. Ma il raggaeton albanese con tanto di aquile di sottofondo non è neanche discutibile: è meglio non parlarne proprio.

Voto: Nicki Minaj/30

Eat your salad – Citi Zēni

Mamme di tutto il mondo, parlare dei bambini che muoiono di fame in Africa non farà mangiare ai vostri figli l’insalata. Provate invece a vestirvi come uno dei Bee Gees e a cantare una canzone funk anni ’80 ma trash – magari i doppi sensi sulle salsicce li lasciamo nel copione di “Natale in Lettonia” però. Sorprendentemente essere virali su TikTok non basta e i Citi Zēni non passano alla finale.

Voto: 23/30

Sentimentai – Monika LIU

I sentimenti sono quelli che abbiamo provato nel sentire che[JT1]  la Lituania sarebbe andata in finale. E non erano sentimenti positivi. Vibes retrò parigine che potevano rimanere tranquillamente nella Parigi degli anni ’20.

Voto: 18/30

Boys do cry – Marius Bear

La versione tarocca di Tom Walker è svizzera e si chiama Marius Bear. Probabilmente avranno pensato: «L’anno scorso abbiamo portato una canzone noiosa. E abbiamo visto com’è andata…FACCIAMOLO ANCHE QUEST’ANNO!». Però in parte funziona perché si aggiudica un posto in finale.

Voto: 25/30

Disko – LPS

Ci si spezza il cuore nel vederli eliminati (e non solo perché chi scrive li aveva messi come capitani per il FantaEurovision). In ogni caso, va detto che il funk non ha proprio avuto successo quest’anno all’Eurovision. E se non sono passati i Citi Zēni che avevano sicuramente più grinta ed energia, gli sloveni LPS non avevano chance.

Voto: 20/30

Stefania – KALUSH

I favoriti di quest’anno, che infatti passano in finale senza problemi. Una canzone sicuramente particolare che mischia molti stili diversi – e per cui la carta empatia giocherà un ruolo fondamentale. Perché diciamocelo, “Troverò sempre la via verso casa anche se le strade sono distrutte” ha fatto scendere una lacrimuccia a tutti.

Voto: 28/30

Intention – Intelligent Music Project

Gli Europe scongelati e non consumati entro 24 ore. I Måneskin hanno dimostrato che si può vincere l’Eurovision con il rock però bisogna farlo bene… La Bulgaria viene rispedita a casa e anche nella sua epoca (gli anni ’80 presumo).

Voto: Permanente/30

De diepte – S10

Io gli “u-uuuh a-aaah” hanno fatto il loro tempo. Però, indubbiamente, se canti in olandese, qualcosa che possano cantare tutti ce lo dovrai pur mettere nella canzone. Tipico brano da sottofondo della scena di rottura in una rom-com, la scena che precede quella in cui lui corre in aeroporto per dichiararsi. Intanto i Paesi Bassi corrono in finale.

Voto: 22/30

Trenulețul – Zdob şi Zdub & Advahov Brothers

Tren de vie ma est-europeo e senza nazisti. Il folklore rock porta il treno moldavo fino in finale.

Voto: 20/30

Saudade, saudade – MARO

Il Portogallo si aggiudica la finale con la versione fado di “Too Good at Goodbyes”,messa in scena in un cerchio satanico di donne che battono le mani. Qualcuno ci spiega la coreografia?

Voto: 25/30

Guilty pleasure – Mia Dimšić

Il guilty pleasure è farsi piacere questa canzone. Non che sia brutta ma… Essere belli è un’altra cosa.

Voto: 22/30

The show – REDDI

Girl power. Le girls ci sono ma il power l’hanno lasciato in Danimarca. Canzone da titoli di coda di un teen drama anni ’90, e neanche uno bello.

Voto: 17/30

Halo – LUM!X feat Pia Maria

Non riusciamo a capire come l’Austria non sia arrivata in finale. Ennesima canzone dance leggermente insulsa, che però ha fatto ballare sicuramente di più dell’esibizione di Dardust – e che è comunque meno insulsa di alcuni brani che si sono invece qualificati -.

Voto: 24/30

Die together – Amanda Tenfjord

Nulla di rivoluzionario, ma comunque una canzone emozionante e ben eseguita. Invece che  passare a miglior vita – come suggerisce la canzone –, la Grecia passa in finale.

Voto: 27/30

Með Hækkandi Sól – Systur

Un po’ country, un po’ Simon & Garfunkel, il trio islandese porta una canzone armoniosa, delicata e dal tema attuale. Le tre sorelle scivolano elegantemente in finale.

Voto: 27/30

Give that wolf a banana – Subwoolfer

E dopo le banane in pigiama, i Daft Punk e i Muppets, ecco a voi i lupi alieni in completo. Con tanto di astronauta alla console. Jim e Keith portano dalla luna una canzone trash ma così trash che fa il giro e diventa geniale. Il balletto TikTok-abile e il testo semplice e ripetitivo li hanno resi gli idoli di tutti i bambini. E così i norvegesi sono volati fino in finale.

Voto: 26/30

Snap – Rosa Linn

Se la Svizzera ha prodotto il Tom Walker tarocco, l’Armenia ci ha regalato una sua personale versione di Taylor Swift. Rosa Linn, esattamente come Marius Bear, è brava ma non indimenticabile. Però si è guadagnata un posto in finale.

Voto: 26/30

Riassunto della prima semifinale dell’ESC 2022

A cura di Margherita Farina

Song Context – Transmedia perspectives on Eurovision: SECONDA PARTE

Continua il ciclo di incontri “Song Contest / Song Context Transmedia perspectives on Eurovision” del cartellone di UniversoxEurovision.

Continua la lettura di Song Context – Transmedia perspectives on Eurovision: SECONDA PARTE

Tutta l’arte peggiore è il risultato di buone intenzioni: il caso Hatari nel film A Song Called Hate

L’odio avrà la meglio, se non lottiamo per la pace. Anche di questo parla A Song Called Hate, documentario diretto da Anna Hildur Hildibrandsdóttir che racconta la discussa partecipazione della band islandese Hatari all’edizione 2019 di Eurovision in Israele. La proiezione al cinema Massimo nel ciclo UniVerso per Eurovision, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino, è stata un’occasione privilegiata per riflettere sul rapporto tra l’arte e la politica, nonché per consegnare nelle mani della regista islandese il premio per il miglior documentario della 7a edizione del festival Seeyousound – consegna posticipata a causa del covid –.

Continua la lettura di Tutta l’arte peggiore è il risultato di buone intenzioni: il caso Hatari nel film A Song Called Hate

Song Contest – Transmedia perspective on Eurovision

Dopo Aspettando Eurovision prosegue il ciclo di incontri del cartellone di UniversoxEurovision con il convegno “Song Contest / Song Context Transmedia perspectives on Eurovision“, concentrandosi in quest’occasione sugli aspetti della performance, dell’estetica e della ricezione della manifestazione con riferimento alla specificità del medium televisivo.

Foto: Clarissa Missarelli
Continua la lettura di Song Contest – Transmedia perspective on Eurovision

ASPETTANDO EUROVISION…. – RACCONTO DELLE CONFERENZE DELLA PRIMA GIORNATA

Lunedì 2 maggio 2022 si è tenuta “Aspettando Eurovision…” la prima giornata di incontri all’interno del cartellone di UniversoxEurovision che vede coinvolti professionisti e studiosi in attesa dell’Eurovision Song Contest 2022.

La diversità degli interventi ha permesso al pubblico di avere un panorama più ampio su un evento che vede una partecipazione e un’attenzione di livello mondiale, riuscendo a toccare aspetti più e meno pratici.

Continua la lettura di ASPETTANDO EUROVISION…. – RACCONTO DELLE CONFERENZE DELLA PRIMA GIORNATA