Il sipario è aperto. L’orchestra, diretta dal Donato Renzetti, intona la famosa ouverture dell’opera, e con lo sviluppo della melodia la scenografia prende forma: agli occhi degli spettatori avviene il graduale innalzamento dello specchio, elemento scenico chiave della messinscena firmata da Henning Brockhaus (regia e luci) e Josef Svoboda (scene). L’allestimento, Premio Abbiati 1993, è anche conosciuto propriamente come “La traviata degli specchi”.
Un elisir di spirito è quello offerto dal secondo appuntamento della stagione lirica al Teatro Regio di Torino. L’Elisir d’amore risale al 1832, anno in cui il genio donizettiano incontra la penna del librettista Felice Romani. Secondo la leggenda, furono sufficienti sole due settimane per la realizzazione di quest’opera comica. La vicenda è quella di Nemorino, ingenuo contadino che, innamorato della spietata fittaiuola Adina, si rivolge al sedicente dottor Dulcamara per acquistare un filtro d’amore. Continua la lettura di L’Elisir d’amore tra tradizione e musical→
Che per il pubblico italiano il nome di Giuseppe Verdi sia immediatamente riconosciuto come parte di un patrimonio condiviso di hit-parade mai tramontate, come le canzoni di Mina o Domenico Modugno, è qualcosa di talmente assimilato che spesso finiamo per dimenticarcene. Eppure, quante volte abbiamo sorpreso qualcuno (o ci siamo sorpresi) a canticchiare «La donna è mobile» o a fischiettare «Libiamo ne’ lieti calici»? Per non parlare delle pubblicità e delle parodie. Il fatto è che, se è vero che l’umanità intera piange ed ama con la voce di Verdi (come scrisse Gabriele D’Annunzio), noi italiani Verdi ce lo abbiamo nel sangue, che ci piaccia o no. Continua la lettura di Il trovatore al Teatro Regio di Torino→
Divulgare la
musica contemporanea a un pubblico sempre più numeroso senza rinunciare all’alto
profilo artistico dei musicisti coinvolti e delle musiche proposte non è un’utopia.
Questa è la convinzione che ha messo in moto “Le strade del Suono” a Genova,
uno dei pochissimi festival (se differenziato dalle varie stagioni
concertistiche) in tutta Italia che si occupa esclusivamente di musica
contemporanea. Dal 2012 quella che era una piccola realtà locale, ingranditasi
di stagione in stagione con un trend inversamente
proporzionale alla generosità con cui vengono stanziati fondi alla cultura,
offre l’occasione ogni anno di scoprire quanto questi arcipelaghi sonori così
distanti da ciò che si trova comunemente nel mainstream musicale siano un luogo bello (un’eu-topia) da
“abitare”.
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