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Musidams consiglia: le 10 migliori canzoni di novembre

Un altro mese è già passato e noi torniamo a stilare la consueta classifica delle migliori uscite italiane e internazionali. Con uno sforzo congiunto e uno scambio di opinioni da far invidia ai programmi di La7, siamo riusciti a estrarre tutto ciò che è risultato interessante dal panorama mainstream e, soprattutto, dal mondo sperimentale e underground. A voi i risultati di tale operazione.

“alto il mento” – Altea

Altea torna a pubblicare un singolo dopo diverse apparizioni in progetti esterni, tra i vari, nell’ultimo album di Venerus e con il suo collettivo Thru Collected. Il brano intreccia introspezione, incertezze, determinazione e autoconsapevolezza. Accordi in minore riecheggiano lentamente tra colpi ritmici ed elettronici secchi e decisi, e nel finale il tutto si arricchisce con un continuo movimento e interscambio tra voci e pulsazioni. Uno stile pop-elettronico che sarà protagonista dell’EP in uscita il 5 dicembre.

“chiagne” – juni

L’artista campana, prima cantante e leader del gruppo post-punk GOMMA, si reinventa, in uno stile elettronico nuovo e sperimentale, nato dalla necessità di esprimersi oltre i canoni, alla ricerca di uno sbocco sul mare dei propri pensieri. La melodia vocale evocativa e cullante della strofa viene spezzata da un ritornello più affine allo stile precedente dell’artista, in cui diventano centrali una ritmica incalzante e un cantato più diretto e meno sinuoso. Sarà possibile ascoltare dal vivo il suo primo album da solista nero, attimo, l’11 dicembre al Magazzino sul Po di Torino e noi aspetteremo quel giorno con trepidazione.

“Telephone Tango” – Francamente

Nel primo singolo per Carosello Records, Francamente presenta un un brano che assembla pop, dance ed elettronica: le sezioni restano leggermente separate e non pienamente amalgamate, ma il risultato funziona. Sottili dissonanze fra voce e base con forti riverberi che contribuiscono a creare un certo senso di instabilità e spaesamento. Queste sono sensazioni già presenti nel testo che ripercorre le esperienze e l’appartenenza all’ambiente urbano tra Milano e Berlino.

“LACRIME E SORRISI” – Noyz Narcos

Funny Games
è il titolo del settimo album pubblicato dall’ottavo re di Roma. Un’operazione che sembrerebbe quasi un ritorno agli esordi per via delle basi realizzate da Sinè, ma punta invece alla maturità più lucida e disillusa da parte del rapper. La scrittura di Noyz Narcos è infarcita di autocitazioni e nichilismo fatalista, che rendono questo brano il perfetto commiato di una carriera ormai sul viale del tramonto. Noyz Narcos, mai come prima d’ora, è consapevole del percorso svolto, pur sapendo che quel percorso è destinato a essere superato.

“Piazzale degli eroi” – TUTTI FENOMENI

Il cantante romano, concluso il lungo sodalizio con Niccolò Contessa, riaccende l’interesse con un singolo che anticipa l’uscita del terzo album, questa volta però realizzato insieme al cantautore Giorgio Poi. Il cambio di direzione è lampante: strumentazione ridotta a tastiere e batterie che definiscono melodia e ritmo precisi, sui quali il timbro di Tutti Fenomeni si inserisce con dolcezza e malinconia. I temi e la scrittura sono quelli di sempre: Roma, amore, calcio, declinati con accenti ironici e dissacranti che ne fanno emergere tutte le contraddizioni. 

“Tra le tue braccia” – Venerus feat. Cosmo

All’interno dell’album Speriamo, che fatica a reggere la completezza degli altri due progetti pubblicati da Venerus nel 2021 e nel 2023, spicca il brano in collaborazione con Cosmo. Una ballad intima e intimista, che tratta lo smarrimento e la necessità di ritrovare la propria stabilità emotiva e comunicativa attraverso il riavvicinamento alla persona con cui si è stati bene, ma con la quale esiste un sentito distacco. Il brano ti trascina con sé, ti cattura con cautela e arriva a stritolarti lo stomaco lasciandoti in bilico tra nostalgia e desiderio, vicinanza e perdita.

“Sushi” – FKA Twigs

L’artista inglese espande il suo immaginario con Eusexua: Afterglow, sequel dell’album pubblicato a inizio anno. Questo brano, il più esteso del progetto, scorre con un andamento camaleontico, attraversando vari generi (dance, house, techno), ma con una narrazione sempre continua. In un certo senso Twigs persegue il principio evolutivo della dance attraverso remix e riedizioni, ma in questo caso lavora con la sua stessa musica, rifiutando l’idea di versione pop definitiva. 

“Fear of Symmetry” – Oneohtrix Point Never

Daniel Lopatin torna a lavorare su samples d’archivio per il suo nuovo album Tranquillizer. In questo caso attinge da una collezione di CD degli anni ‘90 scomparsa da Internet Archive. La processualità dell’operazione è evidente all’ascolto, ma al tempo stesso scompare all’improvviso come tutto ciò che sta online. Nel brano scelto, il flusso lento dei suoni e il funk accostato alla simmetria dei synth rende l’ascolto contemplativo e intermittente. 

“Sometimes” – reggie

Il brano del cantante emergente di Houston si sviluppa su atmosfere strumentali semplici e ripetitive, ornate da multiple sovraincisioni vocali caratterizzate dal suo tipico falsetto ruvido e graffiato, che dona dinamica al contrasto con la base. Sonorità soul e R&B sul velluto, che anticipano l’uscita dell’annunciato album UNDRA, raccoglitore dei pezzi del suo repertorio pubblicati da indipendente prima della recente firma con RCA.

“Magnolias” – Rosalìa

L’artista catalana ha visto la luce, in tutti i sensi. Il suo quarto album, LUX, è un progetto personale e globale che esplora tradizioni, lingue e sonorità diverse. Gli arrangiamenti di Caroline Shaw, compositrice classica statunitense, sono fedeli nella forma ma sperimentali per il contenuto sonoro. Nell’ultimo brano, Rosalìa si congeda e ascende vocalmente al cielo (“Oggi divento polvere per ritornare lassù da loro”). Il ritornello, in cui ci invita a lanciarle fiori, cambia a ogni strofa. Nella prima è semplice, con un coro in sottofondo; a metà invece esplode, accompagnato da organo e timpani. Il finale è dolce e delicato, la chiusura perfetta di un album che amplia ancora una volta i suoi confini artistici. 

Marco Usmigli e Alessandro Camiolo