Con il settimo appuntamento de “Le domeniche dell’Auditorium”, domenica 17 maggio, l’Auditorium Rai «Arturo Toscanini» di Torino accoglie il concerto dell’Ensemble di corni dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai.
La formazione, composta da otto cornisti dell’orchestra, propone un programma di dieci brani capace di attraversare epoche e stili diversi, dal repertorio barocco fino alle celebri colonne sonore del cinema. Questa scelta rende il concerto particolarmente interessante: non è frequente assistere a un’esibizione affidata esclusivamente ai corni, strumenti che
nell’immaginario comune vengono associati soprattutto al ruolo orchestrale.
Fin dalle prime note è sorprendente constatare quanto il suono del corno possa essere potente e allo stesso tempo morbido e avvolgente. Senza alcun bisogno di amplificazione, gli otto strumenti riempiono l’intera sala con un timbro caldo e intenso, capace di alternare momenti solenni ad altri più delicati e lirici.
I musicisti aprono con l’Egmont di Beethoven, che introduce subito un’atmosfera intensa. In seguito, tra i primi brani, uno dei musicisti invita il pubblico a cogliere una melodia che richiama il suono dell’organo: un’immagine particolarmente efficace, che aiuta ad apprezzare ancora di più la versatilità del corno.

Con il procedere del programma, il repertorio si sposta verso sonorità più brillanti, come ne La danza di Rossini. Non si tratta di una scelta casuale: come spiegato durante il concerto, Rossini è stato uno dei compositori che ha saputo maggiormente valorizzare il corno all’interno dell’orchestra, sfruttandone le capacità espressive e il carattere solenne ma allo stesso tempo lirico.
La parte finale del concerto è dedicata alla musica per il cinema. Le note di Robin Hood: principe dei ladri di Kamen evocano atmosfere avventurose, mentre Nuovo Cinema Paradiso di Morricone regala uno dei momenti più emozionanti dell’esibizione. La melodia, resa ancora più intensa dal timbro caldo dei corni, suscita un senso di meraviglia, lasciando nel pubblico un’impressione profonda.
Un concerto originale e coinvolgente, capace di mostrare tutte le potenzialità espressive del corno e di accompagnare gli ascoltatori in un viaggio musicale che, dal Barocco al Cinema, unisce epoche lontane attraverso il linguaggio universale della musica.
Silvia Appendino