Archivi tag: diecianni

Rkomi, dieci anni dopo: “A Milano” riporta il Rap a Calvairate

Da palazzo a palazzo, da un genere ad un altro, questo è finalmente il ritorno di Rkomi e del suo 2016 in grande stile. A dieci anni dall’uscita del suo primo EP, l’artista celebra le radici hip hop della sua carriera con A Milano, pubblicato il 9 ottobre.

L’allontanamento di Rkomi dalla scena rap non è mai passato inosservato. Già a giugno, con un brano di otto minuti pubblicato sui social come tributo all’EP Dasein Sollen, Rkomi ne aveva approfondito le motivazioni dichiarando di essere rimasto intrappolato nei “sensi di colpa del sopravvissuto”, di quello che ora che ce l’ha fatta non può e non sa più cosa raccontare. Nel rap, i concetti di appartenenza e credibilità sono fondamentali e un rapper affermato che si sposta verso linee più melodiche, sperimentando con altri generi, sa già che potrebbe rischiare la sua credibilità. Rkomi, con coraggio, però racconta sé stesso senza nascondersi dietro un dito, sottolineando che la sua evoluzione non lo ha allontanato dalle proprie origini. 

Già dalle prime parole dell’EP, col brano “Sotterraneo”, Rkomi sottolinea infatti il dualismo del suo vissuto e della sua carriera:

«Sono stato per strada per metà della mia vita da quando avevo undici anni e mi sono detto così tante volte che ormai ero così lontano da quella vita che non sentivo più di avere il diritto di rappare al riguardo. Ma quanto sarà lontana la storia della tua vita? I sentimenti che ho avuto durante tutta quella parte sono segnati in me come un marchio. Era la vita in tempo di guerra.»

È attraverso le restanti sette tracce che però si riafferma il suo inconfondibile flow e la sua puntuale metrica, ricordando come in realtà non abbia mai smesso di saper rappare in modo unico e riconoscibilissimo. In “Ferita” possiamo ritrovare un Mirko più riflessivo, introspettivo e melodico, ma è attraverso brani come “Carica” e “Crazy Crazy” che si può riscoprire la fame dei vecchi tempi, l’autocelebrazione senza vergogna e l’immaginario di una strada che da sempre gli appartiene. 

Strada che fa da filo rosso in tutto l’album, specialmente nei featuring scelti con cura. Troviamo uno sguardo al presente con Promessa, in “Da palazzo a palazzo”, uno sguardo al futuro e un passaggio di testimone con Khodi, in “A mezz’ora da Milano”, e un ritorno al passato con Noyz Narcos, in “Hakeem”.

A chiudere l’EP è “Calvairate California”, un brano vagamente malinconico che conclude il progetto senza lasciare alcun amaro in bocca. 

Alla fine, ciò che poteva succedere non è, per fortuna e per bravura, successo. Il rischio di cadere in una nostalgia noiosa e in un anacronismo evidente era alto, è una cosa che di questi tempi succede spesso (vedi Zarathustra Style, joint album di Fabri Fibra e Neffa, casualmente uscito lo stesso giorno), eppure Rkomi ha evidentemente preso tutto con una leggerezza e una trasparenza tali da non tradire in primis sé stesso e solo poi il pubblico più attento al passato. Si è ritrovato e ci ha fatto ritrovare. 

Claudia Meli