Si è tenuta a Torino la sesta edizione del Metronimìe Festival, manifestazione interamente dedicata alla poesia e alla sperimentazione sonora. Anticipato da due anteprime tenutesi al Magazzino sul Po e al Imbarchino del Valentino, il festival ha confermato la vocazione degli artisti ospitati.
Il 13 giugno, in occasione della terza serata, si sono esibiti al Magazzino sul Po il duo fiorentino San Giorgio Cibernetico, formato dal performer Matteo Zoppi e dal musicista Michael Nannini, e lo storico progetto collettivo piemontese Uochi Toki, guidato dal rapper Napo e dal sampler e compositore Rico. Ultima ma non meno importante presenza è quella del batterista Giovanni Todisco, noto con lo pseudonimo Mortal Kimbo, interprete di un linguaggio intenso e rituale. Tra la teatralità catartica del primo e l’astrattezza spiazzante dei secondi, la serata ha raggiunto momenti di grande intensità, costruendo una poetica anomala e perturbante: un autentico schiaffo alla routine quotidiana.

Dando voce ad alcuni protagonisti della poesia di neoavanguardia italiana, tra cui Amelia Rosselli e Giorgio Celli, i San Giorgio Cibernetico intrecciano frammenti letterari e improvvisazione in un progressivo crescendo apocalittico. A metà tra spoken word, teatro performativo ed elettronica sperimentale, il duo costruisce trame sonore e dense, capaci di assorbire l’attenzione del pubblico e di trasformare il palco in uno spazio di sospensione espressiva.
Attivi sulla scena da oltre venticinque anni, se si considera il progetto antecedente Laze Biose, gli Uochi Toki hanno attraversato diverse stagioni dell’hip hop italiano: dallo schietto conscious hip hop di L’estetica all’uragano sonoro di Gettandomi in ambigue immedesimazioni non richieste ma richieste – debitore delle frammentazioni impattanti degli statunitensi Dälek – il gruppo non ha mai smesso di abbracciare nuovi confini musicali, arrivando a incorporare linguaggi estremi al pari del power noise. Uno dei loro ultimi lavori, “Le Metamorfosi” (2023), assume i contorni di un sarcastico bilancio esperienziale, un apparente testamento all’interno della loro prolifica carriera discografica.
Da circa due anni, il progetto si è ampliato, assumendo dal vivo la forma di una vera e propria comunità sotto il nome di Uochi Toki Collective. Durante la serata torinese sono saliti sul palco anche Mrs. Bhutan, figura avvolta nell’anonimato e caratterizzata da un immaginario visivo capace di suscitare straniamento, e il duo di hip hop underground Ciolle Pare: attraverso un articolato flusso di coscienza, le new entry del collettivo si muovono lungo traiettorie differenti rispetto alla produzione storica degli Uochi Toki, pur dimostrando una notevole capacità di integrarsi all’interno del loro universo sonoro.
In un panorama culturale sempre più orientato alla fruizione rapida e immediata, il Metronimìe Festival si propone di rappresentare uno spazio prezioso per l’ascolto attivo, in particolar modo per la ricerca sonora. Tra poesia performativa, sperimentazione elettronica e hip hop sperimentale, gli artisti coinvolti ricordano come l’arte possa ancora essere un territorio di scoperta, capace di interrogare, disorientare e aprire nuove possibilità di percezione del reale.
Andrea Arcidiacono