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ESC 2022: pagelle della seconda semifinale

Lungi dai tempi biblici di Sanremo, la seconda serata dell’Eurovision Song Contest 2022 scorre più o meno velocemente, tra commento fuori luogo di Malgioglio e l’altro. Senza ulteriori indugi, le pagelle delle esibizioni dell’ultima semifinale del contest:

Jezebel – The Rasmus (Finlandia)
La serata è appena iniziata e di colpo siamo nel diario di una emo quindicenne nel 2010. Solo per nostalgici incalliti e scene queens invecchiate.
Voto: Netlog/30

I.M. – Michael Ben David (Israele)
Dopo le chitarre distorte brutte e cattive, la tamarrata dance house, ci sta. Un po’ di voguing qua e là ed è subito Rupaul’s Drag Race. Sashay away.
Voto: 24 /30

In corpore sano – Konstrakta (Serbia)
Una performance ipnotizzante e quel fascino un po’ decadente est europeo. Complici scenografia e coreografia assolute protagoniste, Konstrakta porta a casa un’esibizione interessante.
Voto: 28/30

Fade to Black – Nadir Rustamli (Azerbaijan)
Vestito come una comparsa del Gladiatore, Nadir Rustamli piazza una performance vocale notevole, per un brano totalmente dimenticabile.
Voto: 25/30

Lock me in – Circus Mircus (Georgia)
Del resto, cosa c’è da fare in Georgia se non suonare una sorta di revival brit pop in improbabili outfit un po’ steampunk, un po’ Willy Wonka?
Voto: 27/30

I am what I am – Emma Muscat (Malta)
Quella canzone scartata dall’ultimo film di Disney Channel e ripescata in salsa pop. La quota “accettarsi per quel che si è”, ce la siamo portata a casa anche stasera.
Voto: Hannah Montana/30

Stripper – Achille Lauro (San Marino)
Un romano nato a Verona a cavallo di un toro texano – di nome Roberta – che gareggia per San Marino con una canzone che parla di uno spogliarellista e una cowboy. E Boss Doms.
Voto: old wild west/30 e premio “limone in prima serata”.

Achille Lauro in “Stripper” – Foto dal profilo Instagram di Raieurovision

Not the same – Sheldon Riley (Australia)
Una bella voce potente, melodica, super pop. Lo stile “American Idol” e il testo tanto intimo e personale quanto estremamente retorico lo rendono un valido candidato per scalare le classifiche. Forse l’outfit più bello della serata.
Voto: 26/30

Ela – Andromache (Cipro)
L’emozione può spezzare le gambe ad una performance eccellente. Andromache suona affaticata e non riesce del tutto a far funzionare il suo pezzo. Peccato.
Voto: 25/30

That’s rich – Brooke (Irlanda)
Un pezzo brutto.
Voto: brutto/30

Circles – Andrea (Macedonia del Nord)
Una bella vocalità potente per una performance che ha fatto tremare il Pala Olimpico. Andrea è incazzata nera e sfoga tutto in questa ballad veramente ben fatta.
Voto: 27/30

Hope – Stefan (Estonia)
Giacchetta di jeans con stivali un po’ cowboy, mascellone e sorriso da bravo ragazzo dall’aria rustica. Arriva sul palco ed è Johnny Cash della Lidl, poi inizia a cantare e comprare lo spirito di Aviici, pace all’anima sua.
Voto: 22/30

Sheldon Riley in “Not the same” / Foto dal profilo Instagram di Raieurovision

Llàmame – WRS (Romania)
Chi siamo? Da dove veniamo? Perché c’è un rumeno che canta un reggaeton spagnoleggiante con una cintura della WWI sul palco dell’Eurovision?
Voto: pem pem/30 e premio “appropriazione culturale”

River – Ochman (Polonia)

Nella fiera delle canzoni dimenticabili, Ochman è lo stand che vende sottobicchieri tristi, in fondo, verso l’uscita, quando hai già speso i tuoi soldi e vuoi solo andare a casa.
Voto: oblio/30

Breathe – Vladana (Montenegro)
Difficile non amare Vladana, anche se la sua performance ha dei difetti e il brano non è sicuramente tra i più originali o interessanti, ci ha messo proprio il cuore.
Voto: 25/30

Miss You – Jérémie Makiese (Belgio)
Da 007 a Justin Timberlake è un attimo e Jérémie, letteralmente, salta da un intro alla “Skyfall” ad una sorta di Backstreet Boys un po’ svecchiati, ma nemmeno tanto.
Voto: voglio tornare negli anni ‘90/30

Hold me closer – Cornelia Jakobs (Svezia)
Forse la performance canora più riuscita della serata. Il timbro graffiante di Cornelia, che canta scalza con un gusto un po’ fine anni ‘90, è perfetto per il suo brano. Il pubblico è d’accordo e la premia spedendola in finale.
Voto: 27/30

Lights off – We are domi (Repubblica Ceca)
La cantante, che poi è l’unica ceca del gruppo, in cosplay di Madame, alza il livello di un’esibizione che passa inosservata – come il brano, del resto.
Voto: 22/30

Immagine in evidenza: Nderim Kaceli

A cura di Clarissa Missarelli

ESC 2022 – PAGELLE DELLA PRIMA SEMIFINALE

Tra fidanzati di Malgioglio, discutibili abiti fucsia (Laura licenzia il tuo stilista) e un sacco di musica nostalgica si è conclusa la prima semifinale dell’Eurovision. Come da regolamento, 10 nazioni sono passate al turno successivo mentre altre 7 sono tornate in albergo a fare le valigie. Ed eccoci qui per commentare con molto sarcasmo e poca serietà le prime 17 canzoni dell’“evento non sportivo più seguito al mondo”.

Sekret – Ronela Hajati

Il raggaeton è un genere discutibile. Ma il raggaeton albanese con tanto di aquile di sottofondo non è neanche discutibile: è meglio non parlarne proprio.

Voto: Nicki Minaj/30

Eat your salad – Citi Zēni

Mamme di tutto il mondo, parlare dei bambini che muoiono di fame in Africa non farà mangiare ai vostri figli l’insalata. Provate invece a vestirvi come uno dei Bee Gees e a cantare una canzone funk anni ’80 ma trash – magari i doppi sensi sulle salsicce li lasciamo nel copione di “Natale in Lettonia” però. Sorprendentemente essere virali su TikTok non basta e i Citi Zēni non passano alla finale.

Voto: 23/30

Sentimentai – Monika LIU

I sentimenti sono quelli che abbiamo provato nel sentire che[JT1]  la Lituania sarebbe andata in finale. E non erano sentimenti positivi. Vibes retrò parigine che potevano rimanere tranquillamente nella Parigi degli anni ’20.

Voto: 18/30

Boys do cry – Marius Bear

La versione tarocca di Tom Walker è svizzera e si chiama Marius Bear. Probabilmente avranno pensato: «L’anno scorso abbiamo portato una canzone noiosa. E abbiamo visto com’è andata…FACCIAMOLO ANCHE QUEST’ANNO!». Però in parte funziona perché si aggiudica un posto in finale.

Voto: 25/30

Disko – LPS

Ci si spezza il cuore nel vederli eliminati (e non solo perché chi scrive li aveva messi come capitani per il FantaEurovision). In ogni caso, va detto che il funk non ha proprio avuto successo quest’anno all’Eurovision. E se non sono passati i Citi Zēni che avevano sicuramente più grinta ed energia, gli sloveni LPS non avevano chance.

Voto: 20/30

Stefania – KALUSH

I favoriti di quest’anno, che infatti passano in finale senza problemi. Una canzone sicuramente particolare che mischia molti stili diversi – e per cui la carta empatia giocherà un ruolo fondamentale. Perché diciamocelo, “Troverò sempre la via verso casa anche se le strade sono distrutte” ha fatto scendere una lacrimuccia a tutti.

Voto: 28/30

Intention – Intelligent Music Project

Gli Europe scongelati e non consumati entro 24 ore. I Måneskin hanno dimostrato che si può vincere l’Eurovision con il rock però bisogna farlo bene… La Bulgaria viene rispedita a casa e anche nella sua epoca (gli anni ’80 presumo).

Voto: Permanente/30

De diepte – S10

Io gli “u-uuuh a-aaah” hanno fatto il loro tempo. Però, indubbiamente, se canti in olandese, qualcosa che possano cantare tutti ce lo dovrai pur mettere nella canzone. Tipico brano da sottofondo della scena di rottura in una rom-com, la scena che precede quella in cui lui corre in aeroporto per dichiararsi. Intanto i Paesi Bassi corrono in finale.

Voto: 22/30

Trenulețul – Zdob şi Zdub & Advahov Brothers

Tren de vie ma est-europeo e senza nazisti. Il folklore rock porta il treno moldavo fino in finale.

Voto: 20/30

Saudade, saudade – MARO

Il Portogallo si aggiudica la finale con la versione fado di “Too Good at Goodbyes”,messa in scena in un cerchio satanico di donne che battono le mani. Qualcuno ci spiega la coreografia?

Voto: 25/30

Guilty pleasure – Mia Dimšić

Il guilty pleasure è farsi piacere questa canzone. Non che sia brutta ma… Essere belli è un’altra cosa.

Voto: 22/30

The show – REDDI

Girl power. Le girls ci sono ma il power l’hanno lasciato in Danimarca. Canzone da titoli di coda di un teen drama anni ’90, e neanche uno bello.

Voto: 17/30

Halo – LUM!X feat Pia Maria

Non riusciamo a capire come l’Austria non sia arrivata in finale. Ennesima canzone dance leggermente insulsa, che però ha fatto ballare sicuramente di più dell’esibizione di Dardust – e che è comunque meno insulsa di alcuni brani che si sono invece qualificati -.

Voto: 24/30

Die together – Amanda Tenfjord

Nulla di rivoluzionario, ma comunque una canzone emozionante e ben eseguita. Invece che  passare a miglior vita – come suggerisce la canzone –, la Grecia passa in finale.

Voto: 27/30

Með Hækkandi Sól – Systur

Un po’ country, un po’ Simon & Garfunkel, il trio islandese porta una canzone armoniosa, delicata e dal tema attuale. Le tre sorelle scivolano elegantemente in finale.

Voto: 27/30

Give that wolf a banana – Subwoolfer

E dopo le banane in pigiama, i Daft Punk e i Muppets, ecco a voi i lupi alieni in completo. Con tanto di astronauta alla console. Jim e Keith portano dalla luna una canzone trash ma così trash che fa il giro e diventa geniale. Il balletto TikTok-abile e il testo semplice e ripetitivo li hanno resi gli idoli di tutti i bambini. E così i norvegesi sono volati fino in finale.

Voto: 26/30

Snap – Rosa Linn

Se la Svizzera ha prodotto il Tom Walker tarocco, l’Armenia ci ha regalato una sua personale versione di Taylor Swift. Rosa Linn, esattamente come Marius Bear, è brava ma non indimenticabile. Però si è guadagnata un posto in finale.

Voto: 26/30

Riassunto della prima semifinale dell’ESC 2022

A cura di Margherita Farina

Sanremo 2022 – Le pagelle della seconda serata

Fra sketch comici che non fanno ridere, monologhi infiniti, ritardi e cambiamenti in scaletta, anche la seconda serata di questo Sanremo 2022 è andata – per fortuna, aggiungerei -.

Sangiovanni – “Farfalle”
Sangiovanni, ovvero un confetto rosa che spunta direttamente dall’era house degli anni ‘80 per aggiungere un po’ di auto tune a questo festival – giusto perché non bastava -. Se “Malibu” non vi è bastata, preparatevi a sentirlo in radio anche quest’estate.
Voto: 24/30

Giovanni Truppi – “Tuo padre, mia madre, Lucia”
Giovanni Truppi si presenta con un look degno delle migliori spiagge di Sanremo e canta anche come se fosse ad uno dei migliori falò delle spiagge di Sanremo. Testo bellissimo, performance dimenticabile.
Voto: Camp Rock/30

Le vibrazioni – “Tantissimo”
Caro Sarcina, è proprio vero, fa male tantissimo questa canzone, perchè non c’è proprio verso che azzecchi una nota. Forse è tempo di prendere in considerazione la pensione e di lasciare il palco a chi stona un po’ meno.
Voto: anche basta/30

Emma – “Ogni volta è così”
Un ritorno sul palco dell’Ariston un po’ sottotono per Emma: è ormai chiaro che questo Sanremo se lo stiano contendendo Dardust e Mahmood, dato il loro coinvolgimento in quasi tutti i brani in gara. E si vede.
Voto: 23/30

Matteo Romano – “Virale”
Un Matteo Romano emozionantissimo alla sua prima apparizione davvero importante, che sorprende piacevolmente. C’è un buon margine di miglioramento.
Voto: 23/30

Iva Zanicchi – “Voglio Amarti”
Iva Zanicchi torna a Sanremo cercando di rimpiazzare la sensuale performance di Orietta Berti dello scorso anno, ma con scarsi risultati. +1 CFU per l’esibizione senza autotune.
Voto: 20/30

Ditonellapiaga e Rettore – “Chimica”
Un’accoppiata interessante su un pezzo ancora più interessante, che fa ballare dall’inizio alla fine, con un ritornello che sembra non uscirti più dalla testa. Divertente e leggero.
Voto: 27/30

Elisa – “O forse sei tu”
Elisa ritorna a Sanremo dopo 21 anni e lo fa col botto, garantendosi il podio di questa edizione grazie a una canzone lieve, sublime, perfettamente in linea con lo stile del Festival. Approvatissima.
Voto: 28/30

Fabrizio Moro – “Sei tu”
Sì, sei tu, proprio tu, Fabrizio Moro, che hai deciso di plagiare “Che sia benedetta” di Fiorella Mannoia. E non posso perdonartelo.
Voto: premio originalità/30

Tananai – “Sesso occasionale”
Tananai decide di debuttare sul palco di Sanremo con un tributo alle sigle dei cartoni animati di Cristina d’Avena, ma meno intonato. Il “Sesso e ibuprofene” urlato di Aiello di Sanremo 71 però non si batte.
Voto: premio nostalgia/30

Irama – “Ovunque sarai”
Irama decide di omaggiare tutti i nonni d’Italia indossando un centrino, poi cerca di vincere facile con una canzone in perfetto stile Disney. Ottime doti vocali sprecate su un brano mediocre.
Voto: 22/30

Aka7even – “Perfetta così”
Aka7even tira fuori il completo più anonimo dal suo armadio per regalarci una hit estiva da boyband del 2010 – chi vuole intendere intenda -. Carina, ma dimenticabile.
Voto: 22/30

Highsnob e Hu – “Abbi cura di te”
I Coma Cose incontrano Brunori Sas per tirare fuori qualcosa di interessante verso il finire della serata. Bonus per Hu che reclama i fiori anche per il suo collega.
Voto: 25/30

A cura di Ramona Bustiuc

LE PAGELLE DI X FACTOR 2020

Si è tenuta giovedì 29 ottobre la prima puntata dei live di X Factor, che è giunto alla sua 14esima edizione. Dopo un confronto con produttori e autori d’eccezione, i 12 concorrenti hanno presentato in prima serata i loro inediti, già disponibili su tutte le piattaforme streaming.
E con loro, ecco anche i nostri giudizi.

Melancholia – ”Leon”
Sono considerati i favoriti di quest’edizione, e forse non hanno tutti i torti. La voce della cantante è estremamente graffiante – sicuramente rimane impressa nella memoria di chi la ascolta – e la presenza scenica di cui è dotata la band sembra che riesca a trasportarla anche in studio. Il testo del brano è ispirato all’omonimo film di Luc Besson.
27/30

Cuore Nero – “Blind”
Con Frenetik&Orang3 a produrre il brano, è davvero difficile sbagliarsi: la base è un campionamento di “Ashes” di Stellar, artista che sta spopolando già da mesi sul noto social TikTok. Il pezzo è ritmato e divertente, il ritornello è molto catchy, ma sicuramente niente di originale.
24/30

Casadilego – “Vittoria”
Davvero difficile sbagliarsi con la penna di Mara Sattei e la produzione di Slait e Strage. La vocalità dolce e delicata della giovanissima cantante, accompagnata per lo più da un pianoforte, contrasta con il testo di un brano che racconta di rabbia e frustrazione. Bello, ma non esplode.
26/30

MYDRAMA – ”Cornici Bianche”
Anche questo brano vede la collaborazione di Mara Sattei per il testo e Young Miles per la produzione. L’inedito, particolarmente ritmato e ricco di contaminazioni, racconta di una dipendenza affettiva del passato della cantante. Interessante ed efficace la scelta di utilizzare una sezione d’archi per il bridge.
25/30

Vergo – ”Bomba”
Il reggaeton è arrivato ad X Factor, ma non al suo meglio. Eccessivo l’uso dell’auto tune. L’unica nota a suo favore, è che se fosse uscito in estate sarebbe alla vetta di tutte le classifiche.
18/30

Little Pieces of Marmelade – ”One Cup of Happiness” 
Un duo rock che fa per un’intera band, la “grande scommessa” del giudice Manuel Agnelli. Il loro è un brano esplosivo, che strizza l’occhio al garage rock di una volta, con qualche sfumatura punk e pop che compare nel ritornello. Sicuramente è strano vedere un inedito simile ad un talent come X Factor, che normalmente predilige generi più vicini al gusto del pubblico giovane.
25/30

Blue Phelix – “South Dakota”
Se questo brano fosse uscito negli USA, probabilmente sarebbe già diventato una hit: testo semplice ma importante, sonorità che ricordano quelle di cantanti già affermati come Troye Sivan e Labrinth. Ahimè in Italia avrà vita breve.
26/30

Manitoba – ”La domenica”
Molti considerano l’indie italiano un insieme di canzoni tutte uguali, e quando si ascolta un brano simile, viene un po’ da dare loro ragione. Questo in particolare, rappresenta il ritorno dei The Giornalisti con qualche nota anni ’80, e stufa già dopo la prima strofa. Non possono ovviamente mancare i riferimenti a Maradona.
22/30

NAIP – ”Attenti al loop”
Dopo averla ascoltata due volte, stiamo ancora cercando di metabolizzare. Quello che possiamo dire, è che probabilmente un featuring fra Elio e Le Storie Tese e Skrillex suonerebbe così: strano, sconnesso, apparentemente privo di senso e con un sound elettronico. Sembra assurdo, ma funziona.
24/30

cmqmartina – ”Serpente”
Pezzo estremamente radiofonico, decisamente pop. Una virata strana – ma nemmeno troppo – per una cantante che si è sempre mostrata affine alla musica elettronica. Anche qui la produzione è firmata da Strage, mentre il testo è di cmqmartina.
23/30

Eda Marì – “Male”
L’inedito nasce da un quesito: “Fanno più male le cose o le persone?”, e racconta della violenza che spesso e volentieri colpisce le relazioni. Il brano, che si avvicina al mondo dell’urban e dell’hip hop, sembra avere buone potenzialità, ma non spicca.
23/30

Santi – ”Bonsai”
Chissà se riceverà un’accusa per plagio da mezza scena It pop. Noi diciamo di sì.
21/30