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Il 2025 secondo Musidams. La nostra top album


Il 2025 è ormai finito e si può dire sia stato un anno ricco di nuova musica e produzioni inaspettate. Ecco gli album che, secondo la nostra redazione, sono stati più rilevanti. Nel frattempo, vi auguriamo buone feste e un felice anno nuovo – sperando in un 2026 altrettanto vivo!

LIBERATO III LIBERATO 

Nell’anno delle scomparse di Roberto De Simone e di James Senese, la musica napoletana mantiene ancora la forza di fenomeno collettivo, orizzontale e cosmopolita. Il segreto di Liberato continua il percorso di evoluzione tra i generi e le generazioni in una contaminazione che trova nuova sintesi in questo terzo progetto: un concentrato di mezz’ora che unisce Teresa De Sio e Maria Nazionale, Eduardo De Filippo e Pino Daniele. 

Alessandro Camiolo

The Overview – Steven Wilson 

Quest’anno Steven Wilson torna alle origini dello space-rock e del prog con The Overview, attraverso due lunghe suites che mescolano atmosfere sognanti ed echi dei Pink Floyd. Quaranta minuti incentrati sulla piccolezza dell’uomo di fronte al cosmo: un viaggio sonoro affascinante che si distingue dalle opere precedenti pur rimanendo inconfondibilmente suo.

 Melika Nemati

Le sacre du soleil invaincu – Neptunian Maximalism

Il terzo album del gruppo drone metal belga porta avanti sapientemente l’ambizioso approccio musicale che sposa l’estetica dell’occulto a impressionanti rituali dal carattere mistico. Registrato nella chiesa londinese di Saint John’s On Bethnal Green tra settembre 2023 e febbraio 2024, l’epopea Le sacre du soleil invaincu si suddivide in tre facciate (“At Dusk”, “Arcana XX”, “At Dawn”) e nella sua durata totale di 100 minuti culla l’ascoltatore in trame ambientali, spiragli psichedelici, slegamenti post-rock e un’insaziabile ricerca spirituale che osserva da lontano l’avvento di un’imminente apocalisse.

Andrea Arcidiacono

Forse un giorno – Gioia Lucia

L’album d’esordio della cantautrice ci trascina in uno stile groovy e funky abbinato a testi semplici e diretti, che rimandano a una dimensione scintillante e frizzante propria della disco-music. Attraverso i suoi brani, Gioia Lucia sembra abbandonare una fragilità difficile da sopportare per abbracciare una maggiore sicurezza in sé stessa e nelle sue possibilità. Il disco, in cui si alternano intermezzi riflessivi e momenti spensierati di incontenibile movimento, è uscito nel maggio 2025 come a proclamare l’inizio della bella stagione e della carriera di una cantautrice brillante, versatile e coinvolgente.

Maria Scaletta

Addison – Addison Rae

Dopo una breve carriera da influencer, Addison Rae debutta con il suo primo album, Addison. Un disco che guarda agli anni 2000, tra synth-pop ed electro-pop, e che parla di fama, immagine e crescita personale il sound e l’estetica richiamano chiaramente l’universo di Britney Spears. Nonostante le evidenti influenze, l’album riesce a trovare una propria identità, rivelandosi un debutto sorprendentemente riuscito e convincente.

Silvia Appendino

A Dawning – Ólafur Arnalds, Talos 

La musica è un filo invisibile che lega le anime e resiste al silenzio della perdita. Nato da un incontro tra Ólafur Arnalds e Talos (Eoin French), e completato con devozione dopo la scomparsa dell’artista irlandese, l’album A Dawning respira come un unico, ininterrotto dialogo tra mondi. Pianoforte minimalista, elettronica ambient e orchestrazioni da camera disegnano paesaggi delicati e sospesi. Un viaggio emotivo nel cuore della fragilità: il dolore non viene negato ma attraversato; i sogni non svaniscono nell’assenza, vengono custoditi («What if the dreams were ours to keep?»). Un tributo contemplativo, poetico e senza tempo.

Ottavia Salvadori

Baby – Dijon 

Distorto e viscerale, “Baby” è puro impatto emotivo. Coinvolge l’anima e trascina l’ascoltatore nel mondo intimo di Dijon, tra la paternità e l’amore incondizionato per Joanie. L’album sfugge ai canoni di R&B, soul e pop, frammenta melodie e strutture ritmiche, e costruisce una poetica imperfetta che, come nella copertina in bianco e nero, si muove su un’ampia scala di grigi, trasmettendo la sincera urgenza di chi sente il bisogno di donare tutto sé stesso a chi ama. 

Marco Usmigli

SWAG II – Justin Bieber 

Con SWAG II, Justin Bieber chiude il doppio progetto partito a luglio e si libera finalmente dagli schemi del pop commerciale. È un disco dal mood estremamente rilassato, che punta su atmosfere spiritual e della black music. La traccia che apre è la trascinante “Speed Demon”. Justin gioca volutamente con la voce: in brani come “Bad Honey” usa vocalizzi e colori alla Michael Jackson. Da citare infine la collaborazione con Tems, un pezzo R&B dove le due voci si fondono alla perfezione.

Mattia Gabriele Spilla

PER SOLDI E PER AMORE – Ernia 

Dopo tre anni, Ernia torna a raccontarsi con un nuovo album. Fermandosi al titolo, PER SOLDI E PER AMORE sembra incarnare lo stereotipo del rapper per cui sono importanti solo soldi, belle macchine e un finto amore spesso fin troppo passionale. Ma già dal primo ascolto, si percepisce che l’artista si discosta da questo mondo: non gli appartiene («ho un bisogno più profondo, soltanto il soldo è un motivo debole»). Ernia in questo disco è maturato ed è consapevole di ciò che ha avuto, ha e avrà da sé stesso e da chi gli sta accanto, senza la pretesa di avere la verità sulla vita in tasca.

Roberta Durazzi

I’m Only F**king Myself – Lola Young 

Dopo circa un anno torna Lola Young, giovane voce londinese e penna introspettiva. Il successo di “Messy”, singolo del disco precedente capace di dare forma al rumore di una generazione, è stato la scintilla che ha acceso tutto, ma il nuovo lavoro sceglie di non restare imprigionato nella logica della hit. Nuove direzioni tra pop, rock e indie, con un sound tipicamente inglese, sostenuto dall’attitudine irriverente e senza filtri di Lola e dalla sua capacità di trattare le debolezze con sarcasmo. Un progetto vivo, che consolida un’identità già riconoscibile e amplia un percorso artistico sempre più promettente.

Linda Signoretto

Getting Killed – Geese

Dopo due anni dall’ottimo secondo lavoro in studio, i Geese tornano con quello che è a tutti gli effetti il loro album più potente e visionario. La scrittura intelligente e tagliente di Cameron Winter si intreccia perfettamente con la bravura tecnica della band e con la produzione innovativa di Kenny Beats, tra i produttori più rilevanti degli ultimi anni. Il risultato è un’esperienza d’ascolto magnetica e sorprendente, capace di imporsi come uno dei dischi rock più stimolanti dell’ultimo decennio.

Alessandro Ciffo

Amuri LuciCarmen Consoli 

Carmen Consoli ritorna sulle scene con il primo album della trilogia che, oltre all’amore, toccherà i temi di tragedia e metamorfosi. Porta l’ascoltatore in un viaggio attraverso i secoli della storia siciliana. Usa il canto “vanniato” e gli strumenti tipici della tradizione del meridione. Si fa “necrofila di lingue”, con testi in greco antico e latino, ma si muove anche attraverso lo stilnovismo federiciano e, ovviamente, il siciliano. Disseziona il suo sud in apici di lirismo e sentimentalismo, senza però tralasciarne i molteplici punti d’ombra. Riesuma storie antiche rendendole vettori per la contemporaneità politica e fa del suo canto un vero e proprio manifesto ideologico.

Stella Platania

Caramé – Angelina Mango 

Angelina Mango ritorna dopo periodo di meritato silenzio. Con Caramé si crea uno spazio tutto suo, ispirato, poetico e cantautorale. Fa il punto di quest’ultimo anno e, poi, trova la forza di raccontarcelo. Ci grida la sua rabbia e la sua frustrazione, ci sussurra la sua tristezza, si entusiasma con noi per la gioia di ripartire. Se ha capito qualcosa da questa lunga pausa è che «la vita va presa a morsi»: una scoperta e una consapevolezza che certo non può e non vuole tenersi per sé.

Michele Bisio

Le Città di Pianura (Original Soundtrack) – Krano

Krano, cantautore vicentino dalla voce ruvida e autentica, firma la colonna sonora del film Le città di pianura, uscito quest’anno nelle sale italiane. Con testi in dialetto veneto e l’accompagnamento essenziale della chitarra, l’artista riesce a evocare paesaggi sonori intensi e malinconici, capaci di restituire l’anima più intima della sua terra. Una colonna sonora che non si limita a fare da sfondo, ma diventa protagonista silenziosa del racconto: una piccola gemma che brilla per sincerità e radicamento.

Sofia De March

Menzione d’onore:
Una lunghissima ombra – Andrea Laszlo De Simone
Viaggio sonoro tra il cosmo e l’anima, in cui il cantautore torinese sviscera ogni meandro dell’essere umano e la sconfinata ombra che ognun* di noi si porta appresso. Diciassette brani che creano atmosfere sospese a mezz’aria, in bilico, né concrete né astratte, che si mantengono a debita distanza, come se Laszlo De Simone volesse comunicare con noi rispettando la nostra bolla di fragilità e insicurezze. Una vera e propria opera pop-rock, senza eguali per qualità musicali e di scrittura nell’intero panorama italiano. Se ve lo siete persi, fatevi un grande regalo: ascoltatelo.

Marco Usmigli