Dall’etereo fauno di Debussy alla maestria strumentale neoclassica

È ancora viva la musica classica? La risposta arriva forte e chiara il 15 novembre al Teatro Vittoria con Alberto Navarra e Leonardo Pierdomenico.

Il primo, flautista piemontese insignito del titolo di «Alumno más sobresaliente» dalla Regina di Spagna nel 2019 e vincitore nel 2022 del primo premio alla Carl Nielsen International Flute Competition è dal 2025, flauto solista della Philharmonie Luxembourg. Il pianista Leonardo Pierdomenico, a diciotto anni ha vinto il Premio Venezia e ha ottenuto un riconoscimento al Concorso Van Cliburn. Ha debuttato nella stagione cameristica 2022-2023 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma e nella stagione di balletto 2023-2024 del Teatro alla Scala di Milano.

foto di Peter Adamik da cartella stampa

Il duo è ospite del secondo appuntamento di Note Tra Noi: rassegna dell’Unione Musicale che non offre solo un concerto, ma un’esperienza sensoriale che abbatte la quarta parete invitando il pubblico a sedersi sul palcoscenico, accanto ai musicisti. Non si tratta solo di ascoltare, ma di percepire ogni dettaglio dell’esecuzione: dall’intensità di ogni respiro e sguardo, fino alle vibrazioni emesse dagli strumenti.

Il concerto si apre con un arrangiamento per flauto e pianoforte del Prélude à l’après-midi d’un faune di Debussy, simbolo dell’impressionismo musicale ispirato al poema di Stéphane Mallarmé. Il suono del flauto mantiene una qualità eterea e delicata, rendendo l’idea del sogno e della sensualità leggera del fauno: un monologo interiore di una creatura mitologica metà uomo e metà capro. Navarra riesce a trasmetterne la profondità emotiva variando il timbro attraverso dinamiche di grande espressività. Le frasi oscillano, pur mantenendo un’estrema precisione del dettaglio. L’accompagnamento pianistico traduce con sensibilità e vivacità ogni sfumatura di colore.

Il concerto prosegue come un viaggio che parte dal romanticismo tormentato di Schumann, con i Fantasiestücke op.73, e arriva alla modernità neoclassica di Poulenc con la Sonata per flauto e pianoforte in tre movimenti. In Schumann, Navarra dimostra come il flauto sia uno strumento capace di rivelare una bellezza sonora inedita. In Poulenc, ogni tocco sulla tastiera e ogni singola nota del flauto diventano dettagli essenziali e sfumature di grande impatto emotivo. Navarra e Pierdomenico usano il suono non per raccontare una storia reale, ma per disegnare trame sonore sognanti. L’idea tematica principale del primo movimento, dal carattere pensoso e a volte interlocutorio, è contrastata dalla dolcezza del secondo movimento e dallo spirito giocoso del terzo.

foto di Peter Adamik da cartella stampa

Il brano conclusivo è del compositore russo Prokof’ev: la Sonata op. 94, caratterizzata da un gioco di sonorità leggere e trasparenti di evidente ascendenza classica. Un punto di riferimento essenziale nella letteratura per flauto non solo per la sua lunghezza e complessità tecnica, ma perché offre a entrambi gli esecutori l’opportunità di mettere in piena luce sia la propria maestria strumentale sia la propria profondità interpretativa.

Il suono riesce ad abbracciare la platea con calore, portando con sé lo spettatore in un’altra epoca.

Il successo del concerto emerge dalle movenze spontanee di un bambino che, seduto sulle sedie disposte sul palco e rapito dalle luci, si lascia completamente trasportare dalla musica.

Melika Nemati

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