La coppia che non ti aspetti fa saltare anche i ventagli.
Anche quest’anno il Flowers Festival, sotto direzione artistica di Hiroshima Mon Amour, ci delizia con accostamenti di artisti sulla carta differenti ma nella pratica molto simili. Nonostante l’assenza di concerti internazionali, il programma unisce con raffinatezza artisti italiani di ogni genere e per ogni generazione.
Tra le prime serate quella del 26 giugno, con La Niña e okgiorgio, già da tempo segnata sui nostri calendari. I due artisti hanno avuto il loro exploit lo scorso anno rigenerando con approcci molto personali nel primo caso la canzone napoletana, nel secondo l’elettronica da club.

Prima a esibirsi, La Niña ci ha immerso nella sua Furèsta: dimensione in cui la tradizione napoletana si ibrida con suoni barocchi ed elettronici per dare vita a una re-invenzione libera da qualsiasi vincolo. Canzone dopo canzone attraversiamo generi, ritmi e tempi diversi con alcuni momenti di spicco: la tammurriata e la pustiggiata, nel primo caso una versione semplice e incisiva da far tremare tutti quanti, nel secondo una versione quasi tragica di “Maruzzella” con autotune e synth distorti.
Nella seconda parte, il producer e dj bergamasco okgiorgio ha coinvolto il pubblico più resistente al caldo in un mix di suoni elettronici e acustici (batterie, chitarre e ukulele).
Il suo set scorre e pian piano aumentano sempre di più i bpm alternando parti totalmente sintetiche ad altre in cui le melodie acustiche si uniscono a loop vocali stranianti.
Tutti aspettavano il dream moment: Giorgio che campiona in tempo reale un sogno di una persona del pubblico e costruisce un brano, invece a sorpresa sostituito da un duetto con La Niña che canta un estratto della fiaba Sole, Lune e Talia di Giambattista Basile.

L’esibizione dal vivo di okgiorgio unisce stili differenti: un incrocio fecondo tra Soulwax (batterie), Jamie XX (samples vocali) e Caribou (melodie acustiche), mescolati per far ballare sì, ma sempre responsabilmente, come tiene a precisare.
Ben venga allora la contaminazione, lo scontro tra generi e prospettive anche lontane che da sempre sono motore di cambiamento e innovazione musicale. Si può ballare sia al ritmo ossessivo dei tamburi a cornice che dei kick drums in un paio d’ore senza pensare siano cose diverse ma trovando connessioni inaspettate.
Questa serata ci ha dimostrato che tutto questo è possibile e auspicabile da parte di un pubblico trasversale che ricerca momenti simili per abbattere sempre di più etichette e confini tra mondi musicali differenti.
Alessandro Camiolo




