Archivi tag: Musica da camera

Il Trio Hèrmes e il nodo irrisolto delle compositrici 

Tre giovani musiciste, un repertorio che sfida i pregiudizi e la parola “meritocrazia” usata come passepartout. Il Trio Hèrmes tenta di portare la parità in scena, ma il rischio è quello di restare ospiti d’onore in un salotto che appartiene ancora ai soliti noti.

Nell’appuntamento pomeridiano al Teatro Vittoria, all’interno della rassegna Didomenica curata dall’Unione Musicale, ritorna il Trio Hèrmes, già ospite nel 2022. Da qualche anno a questa parte, l’ensemble porta repertori cameristici e proposte contemporanee in giro per il mondo: attraverso vari stati europei e, prossimamente, in Cina e Stati Uniti, Ginevra Bassetti (violino), Francesca Giglio (violoncello) e Greta Maria Lobefaro (pianoforte) stanno compiendo un percorso di costante maturazione. Formatesi al Conservatorio di Parma, hanno collezionato premi e riconoscimenti – tra cui spicca l’Ensemble of the Year 2023 assegnato da Le Dimore del Quartetto – fino all’opportunità di partecipare al progetto “Giovani Talenti Musicali Italiani nel Mondo”.

Nelle scelte del programma, oltre a optare sulla “sicurezza” (mai scontata dal punto di vista esecutivo) del Notturno di Franz Schubert, l’ensemble ha portato sul palco un’idea presentata chiaramente nel programma di sala e durante la presentazione della violinista: l’esigenza di riportare sotto i riflettori le opere di compositrici rimaste all’ombra dei colleghi uomini o a lungo inedite. Cuore del concerto il confronto tra il Trio in do minore op. 66 di Felix Mendelssohn e il Trio in re minore op. 11 di Fanny Mendelssohn Hensel. Quest’ultima, rimasta ai margini del mercato musicale per i pregiudizi socio-culturali e l’ottusaggine paterna, studiò con i migliori maestri di Amburgo seguendo i passi del fratello, e portò avanti un’attività compositiva in gran parte mai pubblicata. 

Le riconosciute capacità pianistiche dell’autrice e la centralità dello strumento risultano palpabili nell’esecuzione del Trio Hèrmes. Tuttavia, Fanny, tra due giganti che brillano per organicità e coesione, fatica a mantenere alta la soglia d’attenzione, se non per alcuni momenti di brillantezza tematica e sprazzi di eclettismo del pianoforte.

Se l’intento delle esecutrici di ridare vita a queste voci (confermato dal bis di un estratto della compositrice afro-americana Florence Price) è da premiare, la cornice sociologica può lasciar incerti. L’insistenza sul concetto di meritocrazia – ribadito anche nell’intervista di Liana Püschel per l’Unione Musicale – appare problematica: «[…] in quanto ensemble al femminile cerchiamo […] di continuare un percorso di parità, dove al primo posto c’è il merito, e non deve importare se al maschile o al femminile». Questa narrazione, che ignora le questioni al centro delle rivendicazioni femministe dagli anni ’70 a oggi, rischia di apparire ingenua. Pretendere che la questione sia solo meritocratica significa non riconoscere la necessità di ribaltare una struttura fallocentrica che si trascina fino al presente, finendo per promuovere una visione superficiale e deformata.

Il talento in erba del Trio Hermes è fuori discussione, così come l’importanza di riportare in sala pagine come quelle di Fanny Mendelssohn. Resta però il dubbio che, finché gli obiettivi saranno meritocrazia e parità, e non autonomia e autocoscienza, queste compositrici continueranno a essere ospiti d’onore in una casa di cui non possiedono ancora le chiavi. La musica è un ottimo punto di partenza, la riflessione culturale dovrebbe essere un mezzo necessario per valorizzarla.

Marco Usmigli

Dillon e Torquati: un duo pieno di energia alla ricerca di melodie dimenticate

Passione ed espressività sono le due parole con le quali si può descrivere l’interpretazione del Duo Dillon-Torquati.
Con un programma originale che vuole far riscoprire brani dimenticati il Duo, invitato dall’Unione Musicale, ottiene un grande successo al teatro Vittoria il 19 febbraio 2023.

I due musicisti, insieme dal 2007, girano il mondo portando in scena non solo i grandi lavori cameristici ma anche brani poco celebrati. A teatro accanto ad ensemble prestigiose e sulle frequenze radiofoniche, incantano ormai da più di quindici anni il pubblico internazionale.

Con questo spettacolo il Duo ci ha dimostrato come sia possibile accostare brani di repertorio a brani di raro ascolto. Brasile, Francia, Repubblica Ceca e Russia si uniscono in un concerto che ipnotizza gli ascoltatori.
Pensando a questi quattro paesi ci si aspetterebbe repertori molto differenti tra loro, eppure il programma ha dato prova di come procedimenti compositivi che sembrano distanti tra loro, risultino in realtà molto simili.
I quattro compositori ci rivelano come sia possibile unire elementi giocosi e popolari ad elementi più classici, inquieti e rigidi. Esempio lampante Pohádka di Janáček e la Sonata di Prokof’ev: il primo presenta una dimensione fiabesca e una ritmica pungente, il secondo melodie infantili e un tema marziale. A ben guardare, dunque, entrambi i compositori seppur appartenenti a canoni differenti, condividono temi analoghi.

Come richiesto dalle partiture, Dillon è riuscito con grande abilità a sfruttare a pieno le capacità sonore del violoncello utilizzandolo ora come chitarra, ora come strumento percussivo.
La sua energia si è abbattuta sull’archetto che durante l’esibizione ha visto rompersi molti crini, ma questo non lo ha fermato anzi, gli ha dato ancora più energia per continuare a suonare con espressività.

La musica è diventata per il Duo fonte di energia e di divertimento. Nonostante il grande impegno e capacità tecnica richiesta dai brani in programma, i due musicisti hanno trovato il modo di farli propri al punto di riuscire a giocare e a divertirsi su e con essi. Il concerto è
risultato essere un continuo dialogo tra Dillon, Torquati e i loro strumenti, che attraverso gesti e sguardi sono riusciti a comunicare tra loro in maniera affascinante.

I due musicisti con la loro simpatia e gesti teatrali hanno incantato gli spettatori che a gran voce hanno richiesto un bis. Il Duo ha quindi deciso di esibirsi con la Romanza di Skrjabin, donando così al concerto un tocco di lirismo.

A cura di Ottavia Salvadori e Roberta Durazzi

Perché dovreste scoprire Contrametric Ensemble

Che cos’è Contrametric Ensemble? Ma è semplice: è la neonata associazione musicale torinese composta da giovani artisti freschi di Conservatorio. Figlia di Alberto Brunero, presidente dell’associazione nonché musicofilo instancabile che, tra il pianoforte e gli studi in Storia, gestisce una popolare pagina su vari social, e di Farhad Mahani, direttore artistico nonché talento promettente della direzione d’orchestra, Contrametric Ensemble è nata ufficialmente il 14 marzo 2021, a seguito di un parto travagliato dalle mille complicanze della pandemia, debuttando con la versione cameristica della Quarta sinfonia di Mahler, trasmessa online perché allora il Piemonte era in zona arancione.

Continua la lettura di Perché dovreste scoprire Contrametric Ensemble

VIDEOINTERVISTA: Laura Capretti

Abbiamo chiesto al mezzosoprano Laura Capretti di raccontarci qualcosa della sua vita da cantante, della musica da camera e di che cosa comporti per un’ artista lavorare con le tecnologie del futuro. Nell’attesa della riapertura delle sale da concerto, scopriamo i “dietro le quinte” del lavoro artistico.

Continua la lettura di VIDEOINTERVISTA: Laura Capretti

Schubertiade al maschile per l’Unione Musicale

Continua la lunga traversata intrapresa dall’Unione Musicale nell’esecuzione integrale dei Lieder Schubertiani. Sabato 8 febbraio al teatro Vittoria di Torino il secondo appuntamento dell’anno: protagonista l’animo maschile, speculare al primo concerto tutto al femminile.

Continua la lettura di Schubertiade al maschile per l’Unione Musicale

Ingresso nella Camera delle Meraviglie

«Abbiamo un desiderio: condividere con il maggior numero possibile di persone la bellezza della musica classica. Per farlo, la cosa migliore è ascoltarla dal vivo (in esecuzioni di qualità, ovviamente!) e poterne parlare a tu per tu con i musicisti, che la conoscono e la amano. Se siete curiosi di “capirci di più” o vi avvicinate, anche per la prima volta, alla classica… questo progetto fa per voi! Insieme entreremo nel laboratorio dei grandi compositori per ascoltare i loro capolavori (uno per serata) e scoprirne insieme i segreti. Lasciatevi sorprendere!»

Continua la lettura di Ingresso nella Camera delle Meraviglie

Gli Odhecaton al Teatro Vittoria per l’Unione Musicale

La musica vocale da camera occupa da sempre un posto d’onore nelle stagioni dell’Unione Musicale; per questo ciclo, lo scorso 18 novembre si sono esibiti al Teatro Vittoria i componenti dell’Odhecaton, ensemble specializzato in musica rinascimentale e preclassica, diretti da Paolo Da Col. Il coro, formato da sole voci maschili, ha dedicato la serata alle composizioni del madrigalista fiammingo Orlando Di Lasso, la cui variegatissima produzione è stata indagata nelle tre parti del concerto, ognuna incentrata su un tema diverso: la melanconia, lo “humor sanguigno” e la lode divina.

Continua la lettura di Gli Odhecaton al Teatro Vittoria per l’Unione Musicale

“Schubertiade” al Teatro Vittoria di Torino

Da quasi dieci anni, tra i concerti organizzati dall’Unione Musicale di Torino, un appuntamento fisso è quello che il Teatro Vittoria ha con i Lieder di Franz Schubert, che dalla stagione 2011-12 è conosciuto come “Schubertiade”. Questo nome è molto più antico di quanto sembra: risale infatti al 1821, anno in cui il compositore cominciò ad organizzare un ciclo di incontri in cui la musica e la poesia erano le protagoniste indiscusse. Il pubblico cui erano rivolte era piuttosto ristretto e selezionato: musicisti, letterati, artisti e melomani che si riunivano a Vienna per passeggiare tra i boschi e leggere assieme passi dei più noti scrittori e poeti del primo Ottocento, ma soprattutto per conoscere e ascoltare le nuove pagine vocali del loro amico Schubert e di altri importanti compositori del tempo.

Continua la lettura di “Schubertiade” al Teatro Vittoria di Torino