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Sanremo 2026: le pagelle della finale

Finalmente è arrivata l’ultima serata del Festival, e il livello generale di quest’anno è stato davvero basso. Ci chiediamo come sia possibile che Carlo Conti abbia ascoltato centinaia di canzoni per poi selezionare queste 30… e chissà cosa ci siamo persi tra le altre scartate. Il calo di share era quasi inevitabile, con una conduzione così austera e rigidamente impostata. 

Per l’estrema lentezza della serata abbiamo deciso di dividerla in 3 blocchi, anche per privilegiare opinioni differenti.

Ma su una cosa siamo tutte e tutti d’accordo: Sal Da Vinci vincitore è una scelta discutibile, quasi inspiegabile, e la sua partecipazione all’Eurovision rischia di diventare imbarazzante.
Il Festival di Sanremo resta il luogo dove anche la mediocrità può ottenere standing ovation. Si chiude con sconcerto la 76ª edizione, non resta che domandarsi come sarà l’anno prossimo anno con la new entry Stefano De Martino. Avremmo voluto finalmente una donna al timone, ma speriamo comunque in qualche svolta positiva.

Francesco Renga – “Il meglio di me”
Seriamente, siamo preoccupati. Dov’è Nek?

VOTO: per citare Renga seieiei

Chiello – “Ti penso sempre” 
Con molti rimandi al suo primo album, la canzone, in apparenza semplice e monotona, cela un ritmo che pian piano avvolge con tenerezza l’ascoltatore. 

VOTO: 23

Raf – “Ora e per sempre”
Presentato da Nino Frassica, Raf ha cantato con grande emozione il brano.  Ammettiamo, siamo gelosi di lui, ma non tanto per la sua carriera musicale ma per come porta bene gli anni. Per il resto la canzone ne ricalca altre cento, non riuscendo ahimè a diventare memorabile. Per citare Raf stesso: (In)evitabile follia. 

VOTO: 16 e “si vede che non ha frequentato le lezioni”

Bambole di Pezza – “Resta con me”
Il ritornello di certo entra in testa. Pur sentendo ripuliture qua e là rispetto al loro vero stile non possiamo negare la loro bravura. 

VOTO: 22

Leo Gassman – “NATURALE”
Grande potenziale rimasto potenziale.

VOTO: 6 politico e “suo figlio è intelligente ma non si applica”

Malika Ayane – “animali notturni”
La cantante trasforma il palco in una discoteca funk anni ottanta facendo danzare il pubblico. Ottima giocata.

VOTO: 26

Tommaso Paradiso – “I romantici” 
Anche dopo qualche ascolto la canzone non restituisce nulla di interessante. Un vero peccato.

VOTO: bocciato

J-Ax – “Italian starter pack”
«Where did you come from, where did you go? Where did you come from Cotton Eye Joe?»

VOTO: Targa Destino Manifesto 

LDA e  Aka7even – “Poesia clandestine”
FORZA NAPOLI

VOTO: brat 

Serena Brancale – “Qui con me”
Cambio drastico rispetto all’anno scorso ma in senso positivo. La tecnica vocale resta eccellente, la Brancale infatti è tra le più competenti tra tutti i partecipanti in gara. Riguardo alla canzone, ricorda un tipico brano dei film Disney, quando a metà film il protagonista affronta i suoi fantasmi del passato. Da Disney kids quali siamo, apprezziamo.

VOTO: Premio “Test: che principessa Disney sei?”

Maria Scaletta

Patty Pravo – “Opera”
Quando si scruta anche solo per sbaglio la figura di Patty Pravo, risulta difficile non pensare a colei che girava “come fosse una bambola”. Eppure il tramonto di un’epoca è tristemente delineato attraverso un brano stanco e affaticato.

VOTO: 16

Sal Da Vinci – “Per sempre sì”
Poteva essere un semplice brano disco, già vecchio nel periodo di esplosione del genere musicale. Eppure “Pessempressì” è qualcos’altro, qualcosa di indefinibile per la sua tamarraggine. D’altronde, non si può fare altro che biasimare un tipo come Sal Da Vinci, che ha avuto la fortuna di sbancare con uno dei brani più indecenti degli ultimi anni, “Rossetto e caffè”. Inutile dirlo, ma è abbastanza certo che il brano sarà il tipico successo dell’estate. E c’è solo da preoccuparsi…

VOTO: 12

Entrata scenica dell’ospite Andrea Bocelli a cavallo. 
Esecuzione dei brani “Il mare calmo della sera” e “Con te partirò”. 
Assegnazione del premio “Città di Sanremo” per aver portato la canzone italiana nel mondo.

Elettra Lamborghini – “Voilà”
“Voilà” lo esclama l’ascoltatore alla fine di questo brano funkettino al di sotto della mediocrità.

VOTO: 14

Attenzione: riesumazione delle salme!
I Pooh suonano il brano che vinse il Sanremo 1990, “Uomini Soli”. 
Paolo Bitta approva (Dio delle cittààààà). 
Ancora una volta – come di consueto – non abbassano la tonalità del brano e Roby Facchinetti si sforza terribilmente durante il ritornello. Successivamente ritirano il “Premio alla Carriera”.

Ermal Meta – “Stella Stellina”
«La musica balcanica ci ha rotto i coglioni / È bella e tutto quanto, ma alla lunga rompe i coglioni / Certo ne avrei senz’altro tutta un’altra opinione / Se fossi un balcanico, se fossi un balcone» – Elio & Le Storie Tese, “Complesso del Primo Maggio” (2013)

VOTO: 17

Ditonellapiaga – “Che fastidio!”
Un mix dell’estetica di Madonna, la performance di Lady Gaga, la scrittura de La Rappresentante di Lista e il cantato ASMR alla Myss Keta: quasi decente la coreografia e a dir poco fulminante l’acuto in pre-finale, tra i pochi momenti relativamente interessanti; il resto è un elettro-dance pop dimenticabile. Ci si stupisce di poco oramai.

VOTO: 19

Nayt – “Prima che”
Boh? Questo pop rap tutto fumo e niente arrosto andava di moda quindici anni fa. La confusione è in agguato.

VOTO: non classificabile

Arisa – “Magica Favola”
Questo brano mi ricorda tanto la lettera che Chiara Ferragni scrisse a sé stessa qualche Sanremo fa. Un elogio al passato, all’infanzia e la sua innocenza. Sì, percepiamo il messaggio ma:
– il refrain disneyano annoia
– quegli archi pure
– la baroccaggine della composizione non aiuta per nulla durante l’ascolto
– il testo, per quanto spensierato, risulta di una banalità sconcertante

VOTO: 17

Ospite Max Pezzali.
Esecuzione dei brani “Come mai” e “Nessun rimpianto” in versione orchestrale / pseudo-rockeggiante.

Sayf – “Tu mi piaci tanto”
«E come ha detto l’imprenditore / l’Italia è il paese che amo». Penso non ci sia bisogno di aggiungere altro.

VOTO: non classificabile

Levante – “Sei tu”
Ballad di passaggio senza arte né parte.

VOTO: 18

Fedez e Masini – “MALE NECESSARIO”
Letteralmente un incubo lovecraftiano.

VOTO: 10

Andrea Arcidiacono 

Samurai Jay – “OSSESSIONE”
La scorsa volta sul palco c’era Belen Rodriguez, per la finale c’è la mamma: evidente upgrade, e anche un momento di sincera emozione. All’inizio sembra poter funzionare, è una delle poche canzoni movimentate in mezzo al grande mare delle “ballate esistenziali”. Poi arriva il terzo ascolto e ha già stufato. Ho la sensazione che non ce ne libereremo almeno fino al prossimo inverno, come una pubblicità su YouTube che non puoi “skippare”. Non è una profezia, è una minaccia. Ma potrebbe andare peggio.

VOTO: 18

Michele Bravi – “Prima o poi”
Un po’ Gabbani, un po’ Noemi: un mashup che nessuno aveva ordinato, ma che è arrivato comunque al tavolo. Il problema non è l’ispirazione, è che sembra un collage. Difficile emozionarsi, facile dimenticare, e menomale. 

VOTO: 13

Fulminacci – “Stupida sfortuna”
Sempre bello vedere Golden Years a dirigere l’orchestra. Fulminacci stavolta appare un po’ meno impostato e più spontaneo. Il ritornello è irresistibile e canticchiabile: «stupida stupida stupida sfortuna, gelida gelida gelida pauraaa». Piacevole ma non straordinario.

VOTO: 20

Luchè – “Labirinto”
Sale sul palco il fratm e forse stavolta (per fortuna) hanno messo più autotune. La canzone, nel complesso, risulta noiosa, con il ritornello «non ti scordare di me, di noi» impossibile da scordare: l’ha ripetuto all’infinito. L’unica nota che davvero funziona è il rap ma non basta a salvare l’intero brano.

VOTO: 17

Tredici Pietro – “uomo che cade”
Tredici Pietro conquista subito con flow, voce graffiata, swag e presenza scenica. Catchy e senza fronzoli, il brano funziona, tranne il bridge, l’unico momento in cui si perde un po’. Immediatezza radiofonica e personalità, una canzone che funziona tanto dal vivo quanto in streaming.

VOTO: 22

Mara Sattei – “Le cose che non sai di me”
Lagna sanremese con la classica coreografia delle braccia… zero emozione, giusto un po’ di scena. La canzone parte bassa e sale per ostentare estensione vocale (e nasale)… Banale, noioso, già dimenticato e forse mai ricordato, e l’autore è Thasup?! Davvero?!

VOTO: 12

Dargen D’Amico – “AI AI”
Dargen scalzo sul palco dell’Ariston, sempre irriverente e con quella punta di punk attitude che apprezzo. Il brano è orecchiabile, con un testo profondo che non si prende troppo sul serio. L’arrangiamento disco/funky funziona anche se non porta nulla di veramente nuovo. Nel complesso, ascoltabile e divertente, ma non lascia alcun segno indelebile.

VOTO: 18

Enrico Nigiotti – “Ogni volta che non so volare”
Anche lui sfoggia quel mood Disney, in questo caso Peter Pan 2.0. Senza un vero ritornello, la canzone scivola via, e il testo, pur pieno di immagini evocative, non lascia traccia. Ascoltabile sì, memorabile no.

VOTO: 16

Maria Antonietta e Colombre – “La felicità e basta”
Difficile non confrontare il brano in gara con le loro discografie individuali e con l’ultimo album condiviso. Sbagliato, invece, tentare paragoni con altri duo: Maria Antonietta e Colombre non sono artisti da “profilo di coppia”, ma due identità in dialogo. Pur convincendo meno, “La felicità e basta” mantiene la loro firma: autentica e ricca di rimandi al passato, come un filo che collega e attraversa tutta la loro musica. Sanremo è stata più una vetrina che una gara e i loro album da solisti restano l’unica chiave per conoscerli e capirli davvero. Sul palco, l’intesa funziona, mettono di buon umore e sono magnetici.

VOTO: 23

Eddie Brock – “Avvoltoi”
Sempre emo, sempre cringe e sempre stonato. A fondo classifica, ma non è Vasco con “Vita Spericolata”. TikTok lo aspetta già a braccia aperte, pronto a trasformare ogni stonatura in trend.

VOTO: RINUNCIA AGLI STUDI!

Linda Signoretto

Sanremo 2026: le pagelle della terza serata

La stanchezza inizia già a farsi sentire, e durante questa terza serata del Festival in forma dimezzata (e per fortuna), ci è parso utile dividerci in tre blocchi per non arrivare a sabato sull’orlo di una crisi di nervi e per valorizzare gusti e opinioni differenti. Il bello del Festival è anche questo! Ecco a voi cosa abbiamo pensato delle esibizioni di ieri sera.

VINCITORE SANREMO GIOVANI

Nicolò Filippucci – “Laguna”
Ha portato sul palco una canzone di quelle che ti ascolti la prima settimana e poi rischia di scivolare via, orecchiabile ma non da vittoria. Gli si augura un futuro di crescita artistica, capace di sorprenderci con brani più incisivi. Bravo Nicolò!

BIG

Maria Antonietta & Colombre – “La felicità e basta”
I nuovi sostituti dei Coma_Cose all’apparenza, ma usciti meglio e con meno “cuoricini” nell’aria. Il palco lo sanno gestire molto bene con sorrisi raggianti in volto. Un duo che funziona perfettamente, interpretando una canzone dalle note dolci.

VOTO: 27

Leo Gassmann – “Naturale”
Si conferma nuovamente un artista talentuoso, ma altrettanto sottovalutato. Questo brano sarà in grado di ribaltare la situazione una volta per tutte?

VOTO: 23

Malika Ayane – “Animali notturni”
Voce inconfondibile di un’artista con la A maiuscola, anche su un brano che non valorizza pienamente le sue grandi capacità. Insomma, poteva fare di meglio.

VOTO: 21

Sal Da Vinci – “Per sempre sì”
Appare a tutti gli effetti una canzone cantata quando si è un po’ su di giri al karaoke con gli amici, in un venerdì sera qualunque.

VOTO: S.V.

Tredici Pietro – “Uomo che cade”
Una voce “aggressiva” su base pacata, sul ritornello inizi a sentirti un po’ male. Pietro sarà un Morandi, ma non era obbligatorio seguire le passioni del padre.

VOTO: S.V.

Silvia Appendino

Raf – “Ora e per sempre”
Esibizione leggermente migliore della precedente. “Ora e per sempre” resta comunque una prova di resistenza: possiamo accettarla ora, ma ascoltarla per sempre sarebbe davvero una tortura.

VOTO: 12

Francesco Renga – “Il meglio di me”
Virtuosismi, acuti orbitanti e pathos esagerato. È talmente “alla Renga” che sembra nato da un prompt: «Hey Chat, scrivi una canzone alla Francesco Renga». Più estenuante che emozionante. A questo appello, bocciato.

VOTO: 16

Eddie Brock – “Avvoltoi”
No, non sono problemi tecnici, è proprio stonato. Ballata da amico fedele che asciuga il mascara mentre lei cade tra gli “avvoltoi”. Emo al massimo, cringe anche di più.

VOTO: sollecitiamo la rinuncia agli studi

Serena Brancale – “QUI CON ME”
Voce impeccabile, però il brano non le calza: troppo musical, troppo “Sanremo”, troppo costruito. Bravissima, ma a disagio. Un voto in più per testo ed emozione.

VOTO: 21

Samurai Jay – “OSSESSIONE”
Il palco dell’Ariston oscilla tra stabilimento balneare e giostre di paese. Passi di danza, acrobazie e… APPARIZIONE DI BELEN RODRIGUEZ. Inaspettato e un po’ trash, forse la prima esibizione era meglio. Tre voti in meno.

VOTO: 20

Linda Signoretto

Arisa – “Magica favola”
Principessa Arisa sale sul piedistallo e osserva dall’alto il suo regno di ghiaccio e benevolenza, ergendosi stilisticamente e tecnicamente. Performance impeccabile ma il brano con ritornellone aperto Disney un po’ stanca e il testo fin troppo leggero non dà una mano.

VOTO: 20

Michele Bravi – “Prima o poi”
La raucedine incrina il già particolare timbro di Bravi che non aiuta la resa del live e lo porta vicino all’asfissia, distruggendo l’atmosfera già anonima e pesantella del testo.
Michele Bravi viene sotto casa tua, che fai?

VOTO: 16

Luchè – “Labirinto”
Si scioglie un pochetto e canta meglio della prima serata, il ritornello inizia a entrare in testa ma viene ripetuto talmente tante volte che gli ultimi trenta secondi ho messo il muto.

VOTO: 19

Mara Sattei – “Le cose che non sai di me”
Non saprei proprio da dove cominciare, o dove finire. L’unico particolare che si inizia a cogliere dopo qualche ascolto dei brani è il testo, che in questo caso cade in un palese e avvilente egoriferimento. Le cose che non so di te sono più che abbastanza.

VOTO: 15

Sayf – “Tu mi piaci tanto”
Il testo semplice ma diretto e socialmente interessato (dire impegnato pare troppo) alza il livello molto basso dell’edizione. Se inoltre aggiungiamo un hook simpatico, orecchiabile e da scossarella di spalle, il risultato finale è più che buono e, anche se non entrerà in Top 5, rimane personalmente il vincitore morale.

VOTO: 24

Marco Usmigli

Sanremo 2026: le pagelle della prima serata

Prima sera. Prime sentenze. Nessuna pietà. 

Ci sarebbero tante cose da dire, forse troppe. Abbiamo cercato di condensare il tutto in poche righe consapevoli che nei prossimi giorni, non si sa bene per quale allucinazione collettiva, inizieremo a cantarle.

Ditonellapiaga – “Che fastidio”
Ditonellapiaga accende la cassa e riesce a trasformare l’Ariston in un club con le poltrone numerate. Beat elettronico super catchy, magnetismo e ironia. Funziona senza bisogno di piagnistei.

VOTO: 23

Michele Bravi – “Prima o poi”
Il frullato delle banalità. Un mix di rimandi a ballad classicone dagli anni Sessanta fino a toccare Tiziano Ferro nazionale e l’ultimo Gabbani, senza troppa originalità e alquanto dimenticabile.

VOTO: 15

Sayf – “Tu mi piaci tanto”
Il ragazzo è bravo ma non si applica. Le strofe, in teoria critiche e incisive, arrivano poco nella performance. Il ritornello è volutamente la sagra delle banalità. Dove hai lasciato gli assoli di tromba del tuo ultimo tour?

VOTO: 20

Mara Sattei – “Le cose che non sai di me”
Tipica cantilena sanremese: tutto ordinato, banale e prevedibile. Ricorda Rose Villain, ma senza quel ritornello che fa esplodere (in tutti i sensi) le orecchie. Niente click, niente boom, solo meh.

VOTO: 14

Dargen D’Amico – “AI AI”
La solita sanremata di Dargen, stavolta senza cassa dritta. Risulta debole e non crediamo riuscirà a ripetere i risultati delle precedenti edizioni, fa un po’ il compitino e pare gli basti.

VOTO: 18 (ai, ai)

Arisa – “Magica favola”
Voce da usignolo e Sincerità (purtroppo non quella di qualche anno fa) ma il testo pare scritto durante la ricreazione. “Sole, cuore, amore” e un voto che parla da solo. La favola? Probabilmente la bella addormentata nel bosco. Soporifero.

VOTO: 18

Luché – “Labirinto”
Il Power Ranger non ha assunto un vocal coach. 

VOTO: 18

Tommaso Paradiso – “I romantici”
Paradiso ha scambiato l’Ariston per il karaoke di quartiere. Non emoziona e non sorprende ma lo sentiremo ovunque senza alcuna ragione, solo l’abitudine. Canzone tutto fuorché originale, uscita da un archivio di hit già ascoltate. Ctrl+C – Ctrl+V ed è subito radio.

VOTO: 12

Elettra Lamborghini – “Voilà”
Cambio di registro per Elettra Lamborghini che prende appunti da Rosa Chemical e cita Raffaella Carrà.  Forse era meglio il reggaeton.

VOTO: 15

Patty Pravo – “Opera”
Testo che vuole essere una raccolta di sagge massime, un po’ alla Battiato, scritte ad hoc per lei ma poco incisive e coese. C’è di positivo che Patty Pravo, nonostante tutto, porta a casa la performance: sa tenere il palco con semplici gesti che danno enfasi. Statuaria, solenne è sempre lì, e ci tiene compagnia. Terrà botta?

VOTO: ∞

Samurai Jay – “Ossessione”
Si torna subito sul divano dei nonni nel 2005, tra un succhino alla pera e Paso Adelante alla tv. L’unico brano veramente estivo dell’edizione è già pronto a catturarci nella prossima stagione calda, tra un caipirinha e un passo di samba (e per fortuna non reggaeton).
Tutto sommato non è poi tutto sbagliato.

VOTO: 23

RAF – “Ora e per sempre”
“Ragazzi ci manca un trentesimo concorrente, avete idee?” Ah sì certo, RAF. 

VOTO: ???

J-Ax – “ITALIA STARTER PACK”
Un mix tra la versione italiana di “Cotton eye Joe” dei Rednex e l’ultimo album di Beyoncé. J-Ax è un po’ confuso per questo Sanremo e tra banjo e cheerleaders ha deciso di buttarla in caciara, che va sempre bene. No comment perché se comment brutto comment.

VOTO: tu vuò fà l’americano (bocciato)

Fulminacci – “Stupida sfortuna”
Un Fulminacci in salsa rosa, lindo e pinto pronto ad accaparrarsi i voti del grande pubblico. Una ballad molto da lui, ma senza quell’elemento che ti fa dire «Oh interessante», cosa che invece, evidentemente, è stata pensata dalla sala stampa.

VOTO: 20

Levante – “SEI TU”
Unico azzardo tra tutti i brani lenti e banali di questo Festival. Il ritornello ti spiazza e funziona, entra in testa e speriamo ci rimanga. EBBRAVA LEVANTE 

VOTO: 25

Fedez e Masini – “MALE NECESSARIO”
Il solito Fedez che fa la vittima in Eurovisione cercando di (?) cantare (?) – si impegna anche aiutandosi con i gesti. 
Il solito Masini che urla cercando di (?) cantare (?) – lui si impegna solo a non farsi scoppiare la giugulare. 
Un momento di quiete per le nostre orecchie: l’autotune sulle urla di Masini. 
Un male assolutamente non necessario.

VOTO: Auto2ne

Ermal meta – “Stella stellina”
Smarmella frasi retoriche, talmente tanto retoriche che è difficile comprendere effettivamente dove voglia parare. Unica salvezza il ricamo “Amal” sulla giacca, e forse a sto punto faceva prima ad andare alla Fashion Week milanese. Tentativo di ghalizzazione ma non raggiunge la “meta”.

VOTO: 14 (non arriva alla Meta)

Serena Brancale – “QUI CON ME”
Partenza buona, sembra tornare la Brancale di “Galleggiare” (Sanremo 2015). Poi qualcosa va storto. Sarà la vicinanza di Arisa che contagia con i virtuosismi alla Disney, ma c’è troppo pop e musical in quel finale “con meeeeee”.

VOTO: 20

Nayt – “Prima che”
Ha fatto il Nayt. Strofe con bel flow che però non cambia mai e alla fine stanca, e un ritornello carino ma non così catchy, alla fine l’esibizione è minimale e funziona. Coerente.

VOTO: 18

Malika Ayane – “animali notturni”
Il brano strumentalmente più interessante, colori mediterranei funky e un po’ di groove, che si perde purtroppo un pochino nell’arrangiamento orchestrale scarno, ma per noi pezzo da testa della classifica.

VOTO: 25

Eddie Brock – “Avvoltoi”
Il nostro consiglio è di tornare su TikTok e rimanere lì.

VOTO: rinuncia agli studi

Sal Da Vinci – “Per sempre sì”
Ed è subito neomelodico. La sagra delle banalità sentimentali: anelli al dito e balli di gruppo pacchiani. Ed ecco infatti che sul finale arrivano balletto con il pubblico e fede nuziale.

VOTO: 80100 (NA)

Enrico Nigiotti – “Ogni volta che non so volare”
Il testo è bello, la melodia piacevole e va riconosciuto il coraggio di strutturare il brano senza un vero e proprio ritornello. Nigiotti ci prova, non è un disastro ma, tra zero memorabilità e qualche cliché, non ci riesce.

VOTO: 16

Tredici Pietro – “uomo che cade”
È toccato a lui il classico microfono non funzionante. Alla seconda prova era talmente spaventato che ha iniziato l’esibizione emettendo versi a caso per assicurarsi che non ci fossero problemi tecnici – o forse era parte del testo? 
Il classico rapper a Sanremo, però almeno lui sa cantare, dai.

VOTO: 13+10

Chiello – “Ti penso sempre”
Arrangiamento orecchiabile alla The Strokes, vocalmente debole ma con un’identità forte. Chiello non si piega alla kermesse o al pubblico “incravattato” e resta fedele a sé stesso.
Fresco ma forse un po’ piatto.

VOTO: 18

Bambole di Pezza – “Resta con me”
Purtroppo anche loro non sono riuscite a scampare all’effetto Ariston. Si sono presentate come rockettare sovversive, ma sul palco si sono forse dimenticate di esserlo. Per fortuna Laura Pausini alla consegna dei fiori gliel’ha ricordato. Ci si aspettava sicuramente di meglio.

VOTO: ci vediamo al prossimo appello

Maria Antonietta e Colombre – “La felicità e basta”
Leggeri, fin troppo. Ci aspettavamo di più, Welcome back Ricchi e Poveri!

VOTO: 20

Leo Gassman – “NATURALE”
Peccato perché ha un bel timbro, presenza attoriale innata, ma al «La felpa con il nero dell’eyeliner» ogni autore di testi ha necessitato di una rianimazione cardiopolmonare. NATURALE che poi ti troverai a fondo classifica.

VOTO: 10

Francesco Renga – “Il meglio di me”
Il solito Renga, dov’è Nek?

VOTO: 18

LDA e Aka7even – “Poesie Clandestine”
Canticchiabile e catchy. Hit estiva pronta all’uso ma non è un complimento. Grande sorpresa: Aka7even sa cantare. 

VOTO: 22

La redazione

Il nuovo singolo di La Posa Bulb: “Fine del mondo”

La Posa Bulb, band emergente di Civitavecchia, debutta sulla scena musicale italiana il 21 marzo 2025 con il singolo “Fine del mondo” che anticipa l’uscita del loro primo album. Il nome della band richiama una tecnica fotografica che cattura il soggetto in movimento mantenendo lo sfondo fisso, un concetto che si riflette perfettamente nella loro musica.

Il gruppo è composto da Lorenzo Ceccarelli, Diego Tranquilli e Fabrizio Campogiani: personalità differenti che arricchiscono il progetto con influenze che spaziano dal rock all’indie, riuscendo a creare un sound originale.

Il singolo non racconta di una fine catastrofica, ma propone una riflessione sulla consapevolezza della realtà. Sebbene il titolo evochi l’idea di un epilogo, in realtà è una «presa di coscienza» di fronte ad un presente incerto, come la definiscono gli stessi membri della band. 

Nel verso «E anche se domani tutto finirà, no non sarà per colpa tua» emerge il tema della disillusione e dello smarrimento vissuto da molti giovani. La struttura musicale caratterizzata da un inizio delicato che sfocia in un crescendo, rappresenta un viaggio nell’emotività umana, simboleggiando il confronto con la realtà.

“Fine del mondo” è solo un assaggio del loro primo album, ma già mette in luce una band capace di esplorare temi profondi. Chi si avvicina a loro troverà una voce distintiva nella scena musicale italiana.

Benedetta Vergnano

SEEYOUSOUND: International Music Film Festival 2025

SEEYOUSOUND: un viaggio tra cinema e musica.

Dal 21 al 28 febbraio 2025 Torino diventerà ricca di appuntamenti con l’undicesima edizione del SEEYOUSOUND International Music Film Festival. Questo evento è un’occasione perfetta per tutti coloro che amano la musica e il cinema. Otto giorni di proiezioni, live performance e incontri con ospiti internazionali per celebrare la musica in tutte le sue forme.

foto di Joy Santandrea

In Programma

Con un totale di 65 titoli tra lungometraggi, documentari, cortometraggi e videoclip, il festival si distingue per la varietà delle proposte. Tra questi, 1 anteprima assoluta, 1 internazionale, 1 europea e 19 italiane, competeranno nella propria categoria: Long Play Feature (film di finzione), Long Play Doc (documentari), 7Inch (cortometraggi), Soundies (videoclip) e Frequencies (sonorizzazioni).

La serata inaugurale, il 21 febbraio, vedrà protagonista il documentario Blur: To the End, che celebra la storica band britpop e il loro ultimo album, seguito da un live esclusivo di Asia Martina Morabito con il suo progetto SLEAP-E.

Tra gli appuntamenti imperdibili, troviamo l’anteprima italiana di My Way, un documentario che ripercorre la genesi e l’evoluzione di uno dei brani più iconici di tutti i tempi. Diretto da Thierry Teston, il film esplora le radici francesi della canzone, la sua consacrazione internazionale grazie a Frank Sinatra e le reinterpretazioni di artisti come Sid Vicious e Nina Simone. La proiezione sarà accompagnata da un live tributo dei Bluebeaters. Spicca anche Soundtrack to a Coup d’État di Johan Grimonprez, documentario candidato agli Oscar che esplora il legame tra jazz, colonialismo e spionaggio. Per gli amanti del rock, «Born To Be Wild: The Story Of Steppenwolf» offrirà un viaggio nella leggenda del rock psichedelico.

foto di Joy Santandrea

Ospiti Internazionali e Live Performance

Il festival accoglierà oltre 40 ospiti italiani e internazionali, tra cui Georges Gachot, regista di Misty – The Erroll Garner Story, e Olga Chajdas, autrice di Imago. Tra i momenti musicali più attesi, le esibizioni live di artisti del calibro di Tormento (ex Sottotono), Kode9, Noémi Büchi e DJ Mastafive.

Le serate si animeranno con gli after-screening e dj set speciali, tra cui il celebre François Kevorkian, pioniere della house music, che sarà protagonista della festa di chiusura al locale Off Topic. Non mancheranno ulteriori sorprese come l’installazione sonora Tomorrow Will Be Louder dell’artista Louis Braddock Clarke e il live immersivo di Noémi Büchi.

foto dalla cartella stampa di SEEYOUSOUND festival

Esperienze da non perdere

7Inch presenterà 12 cortometraggi sperimentali, mentre Frequencies vedrà musicisti e sound designer reinterpretare cortometraggi storici con sonorizzazioni dal vivo. La sezione Into the Groove, invece, incarnerà lo spirito del festival, combinando cinema mainstream e nuove tendenze musicali. Qui verrà presentato anche EBM: Electronic Body Movie, dedicato all’Electronic Body Music, genere che ha segnato la storia della musica elettronica.

In parallelo, la rassegna Rising Sound esplorerà il potere della musica come strumento di cambiamento sociale, con documentari che raccontano figure iconiche come Sister Nancy e Jackie Shane.

Perché andare?

Più di un semplice festival, SEEYOUSOUND è un viaggio che celebra la musica e le immagini nel raccontare. Un evento che invita il pubblico a immergersi in un’atmosfera unica fatta di scoperta. Che siate appassionati di musica, cinema o entrambi, questo festival è un appuntamento da segnare in agenda.

MUSIDAMS CONSIGLIA: I 10 MIGLIORI SINGOLI DI LUGLIO

Le vacanze sono ormai iniziate da un po’ e noi, con un po’ di ritardo, vi consigliamo i 10 brani più interessanti di questo luglio appena passato.

Vivido il tramonto – Raphael Gualazzi

Il cantautorato italiano non potrebbe essere più estivo di così: Gualazzi ce lo dimostra con le pennellate jazz e le tonalità cangianti del suo brano, pieno di immagini poetiche.

Voto: 29/30

Barbaric – Blur

I Blur tornano con un pezzo dalle melodie orecchiabili, colonna sonora di una relazione senza più certezze. Il contrasto tra testo e musica suona quasi ironico.

Voto: 28/30

Blue – Bloc Party

La dolcezza in musica, con i muri di suono – meglio, di chitarra – tipici della band londinese a suggellare un brano d’amore. Il testo è solo per i più romantici.

Voto: 28/30

Novacandy – Post Malone

Atmosfere avvolgenti ed echi lisergici, il pop di Post Malone fa pendant con le tinte del sole che cala sulla spiaggia: chill pieno. Si torna sempre dove si è stati bene.

Voto: 27/30

Doubt – Slow Pulp

Se vi piace quel dream pop un po’ nostalgico, che strizza l’occhio all’elettronica e si insinua facilmente in testa, siete nel posto giusto. Provare per credere: vi ritroverete a fischiettarla.

Voto: 27/30

A cura di Carlo Cerrato

What Was I Made For? – Billie Eilish

Il nuovo singolo di Billie Eilish è stato appositamente composto per il film Barbie di Greta Gerwig, insieme al fratello Finneas. Il brano intimista e delicato racconta il viaggio spirituale di Barbie alla scoperta di se stessa nel mondo reale, ma anche le lotte personali della cantante. Viene cantato il senso di estraniamento e la conseguente voglia di uscire da un mondo fatto di sole apparenze.

Voto: 29/30

Guapanese – Mick Jenkins

Il brano è il nuovo estratto dell’album The Patience, in uscita il 18 agosto. Con una strumentale basata sul pianoforte, Jenkins esplora il tema del materialismo e dell’ossessione per il denaro nella società contemporanea. Il testo suggerisce che molte persone danno priorità al denaro, concentrandosi esclusivamente sul successo finanziario. Tutto questo, secondo Mick Jenkins, porterebbe a un’esistenza superficiale, lontana dalla genuinità e dall’autenticità.

Voto: 29/30

TELEKINESIS – Travis Scott feat. Future & SZA

Dopo 5 anni, il re della trap ritorna con un nuovo album Utopia con una lunga tracklist carica di featuring particolarmente interessanti. Tra questi, “TELEKINESIS” che vede la collaborazione di Future e SZA. Il singolo trattata temi come la crescita personale, la fiducia in sé stessi e la capacità di superare gli ostacoli, toccando le esperienze personali dei tre artisti. La canzone incoraggia gli ascoltatori a rimanere fedeli a se stessi, a fidarsi dei propri istinti e a cogliere tutte le possibilità che potrebbero presentarsi.

Voto: 28/30

Cheat – Mahalia feat. JoJo

Ve la ricordate JoJo e la sua “Leave (Get Out)”? La cantante statunitense è stata scelta da Mahalia per il suo nuovo singolo che anticipa l’uscita del suo nuovo album. Il brano, influenzato dall’R&B britannico, parla di dare una seconda possibilità ad un partner che ha tradito e che continuerà a farlo. Nel video musicale, Mahalia e JoJo scoprono di frequentare entrambe lo stesso ragazzo, ma invece di litigare tra loro, si uniscono per affrontarlo.

Voto: 26/30

The Weekend – Stormzy, RAYE

Seconda collaborazione per i due artisti londinesi. “The Weekend” è un brano R&B/rap che richiama lo stile dei primi anni 2000. Stormzy e Raye hanno un simpatico botta e risposta, in un testo ironico che racconta l’interessamento verso una nuova cotta. La cantante, con la sua voce jazz, rende il singolo particolarmente dolce, mentre il rapper dona un tocco di “spavalderia” con le sue rime.

Voto: 26/30

A cura di Erika Musarò

MUSIDAMS CONSIGLIA: I 10 MIGLIORI SINGOLI DI GIUGNO

Con giugno arrivano i brani che ci accompagneranno per tutta l’estate. Ecco la top 10 dei migliori singoli di giugno 2023 secondo MusiDams!

Home To Another One – Madison Beer

Sonorità alla “Video Games” di Lana del Rey e video musicale tra il rétro e il futurismo: “Home To Another One” è l’ultimo di una lunga serie di singoli pubblicati da Madison Beer in attesa del suo secondo album, Silence Between Songs, in uscita a settembre.

Voto: 26/30

Don’t Say Love – Leigh-Anne

Dopo più di un anno dall’inizio della pausa indefinita delle Little MixLeigh-Anne presenta al pubblico quello che è a tutti gli effetti il primo singolo da solista di uno dei membri in carica della girl band inglese: brano dance pop e influenze garage, con la giusta promozione potrebbe fare faville nelle radio europee.

Voto: 27/30

Attention – Doja Cat

Doja Cat abbandona il pop e i colori accesi per atmosfere decisamente più dark e crude: singolo all’insegna del rap, l’artista si prende quattro minuti (durata più unica che rara nell’era streaming) per rispondere per le rime a chi critica il suo aspetto fisico e a quei gruppi di fans che si ostinano a creare zizzania nel mondo del rap femminile. Un ritorno in grande stile per la rapper statunitense, che nonostante il drastico cambiamento non rinuncia ad uno dei suoi classici ritornelli orecchiabili.

Voto: 28/30

Barbie World – Nicki Minaj & Ice Spice (with Aqua)

La mania dei campionamenti è ormai fuori controllo, ma ci aspettavamo tutti che nella colonna sonora del film Barbie la storica “Barbie Girl” si sarebbe manifestata in un modo o in un altro: la hit eurodance viene trasformata in un brano hip hop da Nicki Minaj e Ice Spice, che avevano recentemente unito le forze per il remix di “Princess Diana”, ma il risultato non convince a pieno.

Voto: 23/30

Un Altro Mondo – Merk & Kremont, Tananai, Marracash

La corsa al tormentone estivo è ufficialmente una gara all’ultima collaborazione: Merk & Kremont si buttano in pista con il loro primo singolo in lingua italiana, e per l’occasione reclutano Tananai e Marracash, reduci dai grandi successi di “Tango” e “Importante”.

Voto: 24/30

A cura di Giulia Barge

SUMMERSAD 4 – La Sad feat. Naska

La summer è sempre sad per i bambini del 2000 cresciuti a plum cake e pop punk in maggiore.

Voto: 27/30

Diluvio a luglio – Tedua feat. Marracash

Il figlio della giungla di Cogoleto è tornato con un album puntellato di pezza, come questo.

Voto: 28/30

Sai che c’è? – Venerus

Antiestivo, vacanziero, notturno, caciarone: Venerus, questa estate, la prende così.

Voto: 26/30

One like you – LP

Un brano incredibilmente anacronistico, eppure funziona. Sarà il karisma di LP, a cui tutto sommato si crede sempre.

Voto: 25/30

Poveri mai – Il Pagante

Sarebbe un’estate italiana senza la fotografia vanziniana e pozzettiana delle vacanze sull’Adriatico?

Voto: 24/30

A cura di Clarissa Missarelli

immagine in evidenza dal videoclip di Doja Cat https://www.youtube.com/watch?v=agXQQDasq0U

COLLISIONI – presentata la quindicesima edizione del festival agrirock

Un festival per i giovani: Geolier, Lazza e Sfera Ebbasta sono le punte di diamante di un evento musicale che, con oltre 40.000 spettatori nelle scorse edizioni, unisce cultura e intrattenimento con un approccio moderno e glocal.

Martedì 20 giugno si è tenuta la conferenza stampa della prossima edizione di Collisioni Festival nella Sala Trasparenza del Grattacielo della Regione. A tenere le fila della discussione è stato il direttore artistico Filippo Taricco che, da subito, ha sottolineato la volontà di dedicare ai più giovani l’intero evento. La demografica dei presenti in sala tuttavia non era dello stesso parere, vista l’assoluta assenza di under 30; ed è stato lo stesso Taricco, scegliendo di omettere del tutto la presentazione del cast, a ironizzare: «Tanto in questa sala siete tutti vecchi, non conoscete nessuno di questi nomi e pensate solo al buffet». Per fortuna, però, la programmazione delle serate mantiene la promessa.

In piazza Medford il 7, l’8 e il 9 luglio la città di Alba ospiterà alcuni tra gli artisti più apprezzati della scena musicale italiana attuale. Dall’attesissimo Lazza a Sethu, il festival conferma nuovamente una line up contemporanea che negli ultimi anni lo ha contraddistinto e ringiovanito.

Un pensiero anche per i più nostalgici e per la vecchia generazione per i quali Collisioni ha previsto l’unica data piemontese degli Articolo 31, domenica 9 luglio e l’esibizione di Checco Zalone, domenica 16 luglio. Da quest’anno, grazie ai fondi della compagnia SanPaolo, il festival espande il suo intervento con la riqualificazione della zona del Parco Tanaro e la creazione di un palco permanente da lasciare in eredità: «Perché i giovani di oggi non siano costretti a sopportare la fatica e le tribolazioni che abbiamo subito quando abbiamo creato Collisioni» commenta Taricco. Un regalo ai posteri, ma soprattutto alle nuove leve.

Il nuovo spazio pronto all’uso, sarà a disposizione di chiunque voglia creare un evento. Verrà inaugurato il 20 luglio con il concerto di Mr. Rain e utilizzato nuovamente in conclusione del festival, con Diodato il 30 luglio.

COLLISIONI FESTIVAL – PIAZZA MEDFORD

VENERDÌ 7 LUGLIO
Ernia + Geolier
LAZZA

SABATO 8 LUGLIO
Giuse The Lizia + Sethu + Tony Boy
Shiva
SFERA EBBASTA

DOMENICA 9 LUGLIO
FESTA ANNI 90 con ARTICOLO 31 + DeejayTime

DOMENICA 16 LUGLIO
CHECCO ZALONE – Amore + Iva

COLLISIONI FESTIVAL – ARENA PARCO TANARO

Giovedì 20 LUGLIO
MR RAIN

Domenica 30 LUGLIO
DIODATO

Maggiori informazioni al link: https://www.collisioni.it/

A cura di Aurora Colla

Amour Toujours: presentata la stagione 2024 del Teatro Regio

La nuova Stagione del Teatro Regio ha compiuto il passo prefissato nella precedente: “Amour Toujours” è il titolo della produzione 2023/2024, dedicata in particolar modo a Giacomo Puccini, per festeggiarne il centenario. A spiegare il perché di questa scelta e a presentare le quattordici opere della Stagione, ci hanno pensato nella mattinata del 7 giugno il sindaco Stefano Lo Russo, il sovrintendente Mathieu Jouvin e il nuovo direttore artistico Cristiano Sandri, protagonisti della conferenza tenutasi nel Foyer del Toro. 

Dal 21 settembre 2023 al 4 luglio 2024 il Teatro Regio ospiterà allestimenti importanti – otto sono i nuovi – ma vedrà anche il ritorno di interpreti che abbiamo già conosciuto durante la Stagione 2022/2023, (come Mariangela Sicilia, Donna Elvira e Riccardo Zanellato, Il Commendatore, dal Don Giovanni). Altro grande ritorno sul palcoscenico del Regio, questa volta con Un ballo in maschera, sarà anche quello del direttore Riccardo Muti. A fianco di titoli già conosciuti, come La bohème (con il contributo di Reale Mutua), ci saranno quelli più ‘di nicchia’, come La rondine (con il sostegno di Italgas; direttore d’orchestra Francesco Lanzillotta, già presente alla Norma nella scorsa stagione), e persino prime esecuzioni a Torino – con Un mari à la porte, di  Jacques Offenbach (operetta in un atto) – e in Italia – con The tender Land, di Aaron Copland (opera in tre atti). Entrambi gli allestimenti saranno presentati in lingua originale, così come lo sarà anche Der fliegende Holländer (L’Olandese volante), di Richard Wagner

dalla Cartella Stampa del Teatro Regio, il nuovo logo

Il Regio non perde occasione di mantenere gli impegni presi nell’anno di piena pandemia da Covid-19, tanto che Mathieu Jouvin precisa che nella nuova Stagione sarà presente anche un titolo che doveva essere allestito in precedenza: Don Pasquale, di Gaetano Donizetti. Non manca lo sguardo rivolto al balletto: tra le produzioni anche La bella addormentata, di Marcia Haydeé – balletto in tre atti basato sulla fiaba di Perrault, con musica di Čajkovskij – che vedrà sul palco solisti e corpo di ballo del Balletto Nazionale di Praga; Don Chisciotte, su libretto di Marius Petipa – balletto in tre atti, tratto dall’omonimo libro di Cervantes –, con il corpo di ballo del Balletto dell’Opera di Kiev; e Le villi, su libretto di Ferdinando Fontana, a richiamare un’altra opera, Giselle. Ad aprire la stagione del balletto nel nuovo anno, però, sarà Roberto Bolle and Friends, a gennaio 2024. 

La prima e l’ultima produzione sono, tuttavia, le più particolari: ad aprire la Stagione 2024 sarà La Juive (l’ebrea), di Halévy Scribe, con regia di Stefano Poda, già scritturato per Turandot nell’allestimento 2021/2022 – partner di quest’anno sarà Intesa San Paolo –, mentre a chiuderla sarà il trittico Il tabarro, Suor Angelica e Gianni Schicchi di Giacomo Puccini, a suggellare questo cartellone all’insegna dell’amore. Stagione che, come detto poc’anzi, si aprirà con un’opera francese, così come lo è il titolo della stessa: “Amour Toujours”, a riprendere – parole di Jouvin – la canzone di Gigi d’Agostino, il dj torinese che (paradossalmente) ha dato l’idea di un’unione tra due paesi, l’Italia e la Francia.

Il nuovo inizio del Teatro Regio è dimostrato anche dal logo che, in occasione del cinquantenario, coglie lo spunto per rinnovarsi. Infatti, il toro – che la faceva da padrone – ora condivide il posto con una musa, che a sua volta tiene una lira tra le mani come simbolo del legame tra la città di Torino e la musica. I tre elementi sembrano protrarsi in avanti, in una corsa verso il futuro, che richiama sempre e comunque al passato: il disegno è stato realizzato da Undesign Agency a partire da un bozzetto originale e inedito di Carlo Mollino, originariamente pensato per il pavimento del Teatro. 

A completare la Stagione i concerti 2023/2024: dodici appuntamenti, otto con l’Orchestra, il Coro e il Coro di voci bianche del Teatro Regio e quattro con la Filarmonica TRT, che nel 2024 compirà vent’anni. Ad aprire la Stagione sarà il direttore russo Timur Zangiev; a seguire, salirà sul podio dell’orchestra Nathalie Stutzmann, per il concerto del 25 novembre. Il periodo pasquale vedrà protagonisti il Salve Regina e lo Stabat Mater, diretti da Claudio Fenoglio, e Vetrate di chiesa e Requiem (di Cherubini), diretti da Diego Ceretta. Agli appuntamenti con la Filarmonica TRT saranno presenti il direttore Felix Mildenberg, con la Sinfonia n. 4 di Gustav Mahler, Yutaka Sado, a dirigere la Sinfonia n. 4 di Anton Bruckner e la direttrice sudcoreana Kim Eun-sun, che si cimenterà con Johannes Brahms. Non mancherà nemmeno il consueto appuntamento con il cinema e le colonne sonore, affidate a Timothy Brock: in programma la proiezione con colonna sonora eseguita dal vivo di The Great Dictator, con regia di Charlie Chaplin

A cura di Chiara Vecchiato

TOdays: presentata la nuova edizione del festival

121 artisti nazionali e internazionali, 12 band da 29 diversi paesi nel mondo, delle quali 8 in esclusiva nazionale e 9 per la prima volta a Torino. Sono queste le premesse della nona edizione del TOdays, il festival torinese in programma dal 25 al 27 agosto a sPAZIO211 e in hub culturali sparsi per la città, come il Mercato Centrale di Porta Palazzo e Cascina Marchesa.

Martedì 6 giugno proprio a Cascina Marchesa si è tenuta la conferenza stampa per presentare la nuova edizione del festival. A presentare gli artisti che saliranno sul palco ci hanno pensato Alessandro Isaia, Segretario Generale di Fondazione per la Cultura Torino, Rosanna Purchia, Assessora alla Cultura di Torino e Gianluca Gozzi, direttore artistico del festival.

Alessandro Isaia, Rosanna Purchia e Gianluca Gozzi (credits: Martina Caratozzolo)

Lo scopo è quello di promuovere tre giorni di musica al di fuori dall’ordinario, proponendo al pubblico artisti non-mainstream e accrescere la città con una proposta culturale inclusiva e sostenibile. Il direttore artistico Gozzi promette un’edizione per un pubblico transgenerazionale, con la volontà di abbattere ogni genere musicale e sessuale, in quanto vi sarà una rappresentazione femminile altrettanto ricca quanto quella maschile.

I colori scelti per il logo di quest’anno non sono casuali, ma rappresentano i valori che il festival incarna: il rosso, che richiama le emozioni e la passione in continuo divenire e l’argento a cui si associano l’avanguardia, l’innovazione e la modernità.

Il main stage del festival sarà l’open space di sPAZIO211, dove si alterneranno i concerti tra le ore 18.00 e le 24.00 per tutte le tre giornate. Wilco, Verdena e Christine and the Queens sono gli headliner di ciascuna serata, ma la line up è variegata e accontenta ogni gusto.

Il programma e la timetable del festival:

  • Venerdì 25 agosto

18.30 – King Hannah

19.45 – Les Savy Fav

21.05 – Warhaus

22.30 – Wilco

  • Sabato 26 agosto

18.30 – Gilla Band

19.45 – Anna Calvi

21.05 – Sleaford Mods

22.30 – Verdena

  • Domenica 27 agosto

16.00 Enrico Gabrielli in «Le canzonine» con ospiti (all’Auditorium Cecchi Point)

18.30 – Porridge Radio

19.45 – Ibibio Sound Machine

21.05 – L’impératrice

22.30 – Christine And The Queens

Per saperne di più e acquistare i biglietti è possibile consultare il sito ufficiale: http://www.todaysfestival.com/.

A cura di Martina Caratozzolo