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Sanremo 2026: le pagelle della serata cover

La serata cover si conferma ogni anno uno dei momenti più attesi del Festival: un’occasione in cui i brani del passato tornano a vivere attraverso nuove sensibilità artistiche e riletture personali. È il palco in cui tradizione e contemporaneità si intrecciano, dando spazio alla libera creatività e interpretazione agli artisti. 

A conquistare la vittoria sono stati Ditonellapiaga con TonyPitony portando il brano “The Lady is a Tramp” di Frank Sinatra, riuscendo a distinguersi perfettamente per presenza scenica e capacità di reinterpretazione, convincendo un target di pubblico sorprendentemente ampio con una performance solida e davvero coinvolgente.

Elettra Lamborghini con Las Ketchup – “Aserejé”
L’apertura nostalgica colpisce, ma nell’interpretazione di Elettra non emerge una vera cura esecutiva, perde il ritmo. I momenti in cui potrebbe mettere in mostra le capacità della sua voce? Assenti.

VOTO: 18 

Eddie Brock con Fabrizio Moro – “Portami via”
Un duetto privo di reale slancio, un urlo abrasivo. I due non si completano, anzi, la distanza emerge maggiormente nei momenti condivisi.

VOTO: 20

Mara Sattei con Mecna – “L’ultimo bacio”
Un’esecuzione ordinaria con qualche modifica poco riuscita.

VOTO: 22

Patty Pravo con Timofej Andrijashenko – “Ti lascio una canzone”
Parte con qualche incertezza ed esitazione, ma performa con solennità e teatralità accanto a Timofej. Non convince.

VOTO: 23

Levante con Gaia – “I maschi”
Ottima la scelta del pezzo e della partner. Ci regala un’esecuzione energica e convincente.

VOTO: 25

Malika Ayane con Claudio Santamaria – “Mi sei scoppiato dentro il cuore”
L’esibizione del duo soddisfa semplicemente le aspettative del pubblico.

VOTO: 23

Bambole di Pezza con Cristina D’Avena – “Occhi di gatto”
L’idea di trasformare la musica di Cristina D’Avena in rock è interessante e divertente, ma il finale che riprende i Led Zeppelin… un’esagerazione.

VOTO: 25

Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso – “Su di noi”
Dargen sorprende: mescola ironia, citazioni. Imprevedibile e riuscito. Un manifesto pacifista.

VOTO: 27

Tommaso Paradiso con Stadio – “L’ultima luna”
“L’ultima Luna”: una poesia autonoma trasformata in una performance divertente con scat singing.

VOTO: 22

Michele Bravi con Fiorella Mannoia – “Domani è un altro giorno”
Esecuzione mediocre, ma comunque gradevole: sincero omaggio a Ornella Vanoni.

VOTO: 21

Melika Nemati

Tredici Pietro con Galeffi e Fudasca (e Gianni Morandi) – “Vita”
Esibizione discreta. Straziante Pietro che zompettando per il palco schiva tutte le ricerche di contatto delle grandi mani di suo padre. Incredibile energia di Gianni, soprattutto nell’ultimo albaneggiante acuto.

VOTO: 23

Maria Antonietta e Colombre con Brunori Sas – “Il Mondo”
Un golden trio talentuoso, tenero e delicato. Brunori Sas accompagna Maria Antonietta dal giorno uno fino al palco dell’Ariston.

VOTO: 27

Fulminacci e la Fagnani – “Parole”
Contro ogni previsione, duo ben assortito. Ribaltano un pezzone della queen in chiave ironica, con leggerezza e affiatamento. Più divertente di qualsiasi gag di Laura Pausini.

VOTO: 27

LDA e Aka7even con Tullio De Piscopo – “Andamento Lento”
L’energia della performance rade al suolo tutte le case di riposo d’Italia.

VOTO: 17

Raf con i the Kolors – “The Riddle”
Accoppiata armoniosa, ma esibizione confusionaria soprattutto per il palco inondato da ballerini.

VOTO: 24

J-Ax con Ligera County Fam – “E la vita, la vita”
Caciaroni e scombinati, così come deve essere eseguito questo brano. Nota infelice: la fase country di J-Ax non si ferma davanti a niente.

VOTO: 21

Ditonellapiaga con TonyPitony – “The Lady is a Tramp”
Trasformano l’Ariston nel set di un movimentato musical swing. Performance vocale impeccabile e accoppiata frizzantissima. 

VOTO: 30 (bonus kaki)

Enrico Nigiotti con Alfa – “En e Xanax”
Buona interpretazione, ma senza nessun tocco personale o particolare al brano originale, se non con il banalizzante rap di Alfa.

VOTO: 18

Serena Brancale con Gregory Porter e Delia – “Besame Mucho”
Un brano potente e delicato eseguito da vocalità abilissime ma contenute… tutte tranne la Brancale, che nella sua ‘febbre dello sviso’ banalizza l’esecuzione. 

VOTO: 25

Sayf con Alex Britti e Mario Biondi – “Hit the Road Jack”
Sayf dà al brano un’interpretazione fresca ed energica, intaccata dalle stecche della sua tromba e dall’infelice rapporto tra Britti e la lingua inglese. Ma i numerosi elementi, tra luci, coriste e strumenti, generano 3 minuti di confusione dilagante.

VOTO: 21

Stella Platania

Francesco Renga con Giusy Ferreri – “Ragazzo solo, ragazza sola”
Due artisti che di voce (quella bella) ne hanno da tirar fuori. Il palco lo gestiscono molto bene, ottima interpretazione del brano. Bowie sarebbe contento.

VOTO: 23

Arisa con Coro del Teatro Regio di Parma – “Quello che le donne non dicono”
Performance straordinaria, detto con “sincerità”. La scelta del coro si differenzia, positivamente, dagli altri artisti, dando un tocco magico ad una canzone bella già di partenza.

VOTO: 25

Samurai Jay con Belen Rodriguez e Roy Paci – “Baila Morena”
Scelta vocale non proprio azzeccata quella di Belen Rodriguez, ma rende il tutto più simpatico.

VOTO: 19

Sal Da Vinci con Michele Zarrillo – “Cinque giorni”
Ci sono voluti meno di cinque secondi per far diventare questo brano quasi inascoltabile, forse per adattare lo stile di Sal Da Vinci? Comunque sia, un dispiacere per questo capolavoro. 

VOTO: 12

Fedez & Marco Masini con Stjepan Hauser – “Meravigliosa creatura”
Esecuzione nettamente migliore del brano portato in gara. Non spicca nulla di davvero emozionante. Ci sarebbe da fare solo un apprezzamento ad Hauser.

VOTO: 15

Ermal Meta con Dardust – “Golden Hour”
Ermal ha una voce talmente pulita che se facesse una lezione cantata di storia dell’età antica, lo ascolteresti per tutto il giorno, ma questo brano non è proprio adatto a lui.

VOTO: 20

Nayt con Joan Thiele – “La canzone dell’amore perduto”
La dolce voce di Joan unita a quella di Nayt si fonde perfettamente creando un’ottima complicità tra i due e un’esibizione fatta per bene.

VOTO: 23

Luchè con Gianluca Grignani – “Falco a metà”
Luchè assieme ad un artista come Grignani non si può proprio sentire. Inspo regalo per Natale: un corso di canto.

VOTO: 10

Chiello con Saverio Cigarini – “Mi sono innamorato di te”
Molto nel suo stile e cantata benissimo. Esibizione semplice e nulla di stravagante, a volte sono proprio quelle più convincenti e belle da sentire.

VOTO: 24

Leo Gassmann con Aiello – “Era già tutto previsto”
La canzone giusta per chiudere questa serata cover, sia per bravura che per scelta del brano. Hanno formato un ottimo duo.

VOTO: 22

Silvia Appendino

Sanremo 2026: le pagelle della terza serata

La stanchezza inizia già a farsi sentire, e durante questa terza serata del Festival in forma dimezzata (e per fortuna), ci è parso utile dividerci in tre blocchi per non arrivare a sabato sull’orlo di una crisi di nervi e per valorizzare gusti e opinioni differenti. Il bello del Festival è anche questo! Ecco a voi cosa abbiamo pensato delle esibizioni di ieri sera.

VINCITORE SANREMO GIOVANI

Nicolò Filippucci – “Laguna”
Ha portato sul palco una canzone di quelle che ti ascolti la prima settimana e poi rischia di scivolare via, orecchiabile ma non da vittoria. Gli si augura un futuro di crescita artistica, capace di sorprenderci con brani più incisivi. Bravo Nicolò!

BIG

Maria Antonietta & Colombre – “La felicità e basta”
I nuovi sostituti dei Coma_Cose all’apparenza, ma usciti meglio e con meno “cuoricini” nell’aria. Il palco lo sanno gestire molto bene con sorrisi raggianti in volto. Un duo che funziona perfettamente, interpretando una canzone dalle note dolci.

VOTO: 27

Leo Gassmann – “Naturale”
Si conferma nuovamente un artista talentuoso, ma altrettanto sottovalutato. Questo brano sarà in grado di ribaltare la situazione una volta per tutte?

VOTO: 23

Malika Ayane – “Animali notturni”
Voce inconfondibile di un’artista con la A maiuscola, anche su un brano che non valorizza pienamente le sue grandi capacità. Insomma, poteva fare di meglio.

VOTO: 21

Sal Da Vinci – “Per sempre sì”
Appare a tutti gli effetti una canzone cantata quando si è un po’ su di giri al karaoke con gli amici, in un venerdì sera qualunque.

VOTO: S.V.

Tredici Pietro – “Uomo che cade”
Una voce “aggressiva” su base pacata, sul ritornello inizi a sentirti un po’ male. Pietro sarà un Morandi, ma non era obbligatorio seguire le passioni del padre.

VOTO: S.V.

Silvia Appendino

Raf – “Ora e per sempre”
Esibizione leggermente migliore della precedente. “Ora e per sempre” resta comunque una prova di resistenza: possiamo accettarla ora, ma ascoltarla per sempre sarebbe davvero una tortura.

VOTO: 12

Francesco Renga – “Il meglio di me”
Virtuosismi, acuti orbitanti e pathos esagerato. È talmente “alla Renga” che sembra nato da un prompt: «Hey Chat, scrivi una canzone alla Francesco Renga». Più estenuante che emozionante. A questo appello, bocciato.

VOTO: 16

Eddie Brock – “Avvoltoi”
No, non sono problemi tecnici, è proprio stonato. Ballata da amico fedele che asciuga il mascara mentre lei cade tra gli “avvoltoi”. Emo al massimo, cringe anche di più.

VOTO: sollecitiamo la rinuncia agli studi

Serena Brancale – “QUI CON ME”
Voce impeccabile, però il brano non le calza: troppo musical, troppo “Sanremo”, troppo costruito. Bravissima, ma a disagio. Un voto in più per testo ed emozione.

VOTO: 21

Samurai Jay – “OSSESSIONE”
Il palco dell’Ariston oscilla tra stabilimento balneare e giostre di paese. Passi di danza, acrobazie e… APPARIZIONE DI BELEN RODRIGUEZ. Inaspettato e un po’ trash, forse la prima esibizione era meglio. Tre voti in meno.

VOTO: 20

Linda Signoretto

Arisa – “Magica favola”
Principessa Arisa sale sul piedistallo e osserva dall’alto il suo regno di ghiaccio e benevolenza, ergendosi stilisticamente e tecnicamente. Performance impeccabile ma il brano con ritornellone aperto Disney un po’ stanca e il testo fin troppo leggero non dà una mano.

VOTO: 20

Michele Bravi – “Prima o poi”
La raucedine incrina il già particolare timbro di Bravi che non aiuta la resa del live e lo porta vicino all’asfissia, distruggendo l’atmosfera già anonima e pesantella del testo.
Michele Bravi viene sotto casa tua, che fai?

VOTO: 16

Luchè – “Labirinto”
Si scioglie un pochetto e canta meglio della prima serata, il ritornello inizia a entrare in testa ma viene ripetuto talmente tante volte che gli ultimi trenta secondi ho messo il muto.

VOTO: 19

Mara Sattei – “Le cose che non sai di me”
Non saprei proprio da dove cominciare, o dove finire. L’unico particolare che si inizia a cogliere dopo qualche ascolto dei brani è il testo, che in questo caso cade in un palese e avvilente egoriferimento. Le cose che non so di te sono più che abbastanza.

VOTO: 15

Sayf – “Tu mi piaci tanto”
Il testo semplice ma diretto e socialmente interessato (dire impegnato pare troppo) alza il livello molto basso dell’edizione. Se inoltre aggiungiamo un hook simpatico, orecchiabile e da scossarella di spalle, il risultato finale è più che buono e, anche se non entrerà in Top 5, rimane personalmente il vincitore morale.

VOTO: 24

Marco Usmigli

Sanremo 2026: le pagelle della seconda serata

Siamo arrivati alla seconda serata del Festival. Tra nuove proposte e big, il piattume resta più o meno lo stesso: tra chi è più sicuro di sé, chi inciampa e chi ce la fa.

SANREMO GIOVANI 

Nicolò Filippucci“Laguna”
Molto mediocre, né bene né male in nulla. Fa il suo, che è anche un po’ quello di molti.

VOTO: 16

Blind, El Ma & Soniko“Nei miei DM”
È un estratto di un futuro secondo musical di Mare fuori? 

VOTO: Nun te preoccupa uagliò

Mazzariello – “Manifestazione d’amore
Indie-pop con un ritmo coinvolgente. Abbastanza statico lui sul palco con la sua chitarra a forma di cuore. 

VOTO: 21

Angelica Bove – “Mattone”
Quasi perfetta, la sua voce esplode nel bridge, l’orchestra la sostiene alla grande! Attenzione alla possibile vincitrice.

VOTO: 25

BIG 

Patty Pravo – “Opera
Stranamente per gli standard di Sanremo, solo un autore per questo pezzo, che le cuce un abito su misura, domina il palco da vera diva. 

VOTO: 27

LDA & Aka7even – “Poesie clandestine” 
Reggaeton napoletano divertente e da ballare; buona tenuta dell’intonazione (specie Aka7even sulle note alte). 

VOTO: 22

Enrico Nigiotti – “Ogni volta che non so volare
Grande interpretazione da veterano, ma il ritornello pecca di riconoscibilità… 

VOTO: 24

Tommaso Paradiso – “I romantici
Non al top questa sera Tommi, che con questa ballad indie-pop fa il suo esordio all’Ariston, un po’ anonima ma regge la scena. 

VOTO: 21

Elettra Lamborghini – “Voilà
Vocalmente migliorata rispetto all’ultima apparizione sanremese, la canzone è banale ma prova a trascinare, peccato che lei sembra piantata a terra. 

VOTO: 20

Ermal meta – “Stella stellina”
Outfit alla Sirius Black.
Ci crede un po’ di più sull’interpretazione rispetto a ieri sera, quindi il messaggio, seppur edulcoratissimo, arriva un po’ di più.

VOTO: 18

Levante – “SEI TU”
A suo agio, presente. Rischia e non sbaglia neanche stasera: emoziona e si emoziona.
MENOMALE CHE CI SEI TU LEVANTE!

VOTO: 30

Bambole di Pezza – “Resta con me”
Anche stasera la cazzimma la lasciano a casa. Il pezzo funziona ma si abbina poco alla loro immagine di rock band.

VOTO: 19

Chiello – “Ti penso sempre”
Musicalmente è fresco, c’è qualcosa di diverso in quell’intro di chitarra elettrica. Il ritornello si smorza un po’ ma resta comunque fedele all’insieme.

VOTO: 20

J-Ax – “ITALIA STARTER PACK”
Ha lo stesso stilista di Max Pezzali. La canzone è un accrocchio di roba che purtroppo funziona e funzionerà. 

VOTO: 18

Nayt – “Prima che”
Roboticamente più sciolto di ieri, ma sempre il solito Nayt. Nulla di negativo, rimane coerente e credibile.

VOTO: 20

Fulminacci – “Stupida sfortuna”
Fulminacci ha probabilmente lasciato la sua verve live nell’ultimo palazzetto in cui ha cantato. Ottima mossa quella di presentarsi come il tipico figlio di papà per prendere più voti, un pò meno quella di scegliere uno stylist daltonico.

VOTO: 18

Fedez e Masini – “MALE NECESSARIO”
Figli della stessa rabbia e dello stesso vittimismo. Un piagnisteo inutile che speriamo non faccia breccia nei cuori di chi vota. 

VOTO: ci vediamo al prossimo appello

Dargen D’Amico – “AI AI”
Dargen arriva direttamente dalla sua pennica, dimenticandosi di lasciare la coperta sul divano.
Quest’anno vuole forse rifarsi a Diego Abatantuono? Eccezionale veramente.

VOTO: 17

Ditonellapiaga – “Che fastidio”
In mezzo tra Lana del Rey e Myss keta troviamo Ditonellapiaga.
Giustissima sia per i/le bambini/e che per i millenials di Porta Venezia al sabato sera.

VOTO: 25

Michele Bisio, Mattia Spilla e Claudia Meli

Sanremo 2026: le pagelle della prima serata

Prima sera. Prime sentenze. Nessuna pietà. 

Ci sarebbero tante cose da dire, forse troppe. Abbiamo cercato di condensare il tutto in poche righe consapevoli che nei prossimi giorni, non si sa bene per quale allucinazione collettiva, inizieremo a cantarle.

Ditonellapiaga – “Che fastidio”
Ditonellapiaga accende la cassa e riesce a trasformare l’Ariston in un club con le poltrone numerate. Beat elettronico super catchy, magnetismo e ironia. Funziona senza bisogno di piagnistei.

VOTO: 23

Michele Bravi – “Prima o poi”
Il frullato delle banalità. Un mix di rimandi a ballad classicone dagli anni Sessanta fino a toccare Tiziano Ferro nazionale e l’ultimo Gabbani, senza troppa originalità e alquanto dimenticabile.

VOTO: 15

Sayf – “Tu mi piaci tanto”
Il ragazzo è bravo ma non si applica. Le strofe, in teoria critiche e incisive, arrivano poco nella performance. Il ritornello è volutamente la sagra delle banalità. Dove hai lasciato gli assoli di tromba del tuo ultimo tour?

VOTO: 20

Mara Sattei – “Le cose che non sai di me”
Tipica cantilena sanremese: tutto ordinato, banale e prevedibile. Ricorda Rose Villain, ma senza quel ritornello che fa esplodere (in tutti i sensi) le orecchie. Niente click, niente boom, solo meh.

VOTO: 14

Dargen D’Amico – “AI AI”
La solita sanremata di Dargen, stavolta senza cassa dritta. Risulta debole e non crediamo riuscirà a ripetere i risultati delle precedenti edizioni, fa un po’ il compitino e pare gli basti.

VOTO: 18 (ai, ai)

Arisa – “Magica favola”
Voce da usignolo e Sincerità (purtroppo non quella di qualche anno fa) ma il testo pare scritto durante la ricreazione. “Sole, cuore, amore” e un voto che parla da solo. La favola? Probabilmente la bella addormentata nel bosco. Soporifero.

VOTO: 18

Luché – “Labirinto”
Il Power Ranger non ha assunto un vocal coach. 

VOTO: 18

Tommaso Paradiso – “I romantici”
Paradiso ha scambiato l’Ariston per il karaoke di quartiere. Non emoziona e non sorprende ma lo sentiremo ovunque senza alcuna ragione, solo l’abitudine. Canzone tutto fuorché originale, uscita da un archivio di hit già ascoltate. Ctrl+C – Ctrl+V ed è subito radio.

VOTO: 12

Elettra Lamborghini – “Voilà”
Cambio di registro per Elettra Lamborghini che prende appunti da Rosa Chemical e cita Raffaella Carrà.  Forse era meglio il reggaeton.

VOTO: 15

Patty Pravo – “Opera”
Testo che vuole essere una raccolta di sagge massime, un po’ alla Battiato, scritte ad hoc per lei ma poco incisive e coese. C’è di positivo che Patty Pravo, nonostante tutto, porta a casa la performance: sa tenere il palco con semplici gesti che danno enfasi. Statuaria, solenne è sempre lì, e ci tiene compagnia. Terrà botta?

VOTO: ∞

Samurai Jay – “Ossessione”
Si torna subito sul divano dei nonni nel 2005, tra un succhino alla pera e Paso Adelante alla tv. L’unico brano veramente estivo dell’edizione è già pronto a catturarci nella prossima stagione calda, tra un caipirinha e un passo di samba (e per fortuna non reggaeton).
Tutto sommato non è poi tutto sbagliato.

VOTO: 23

RAF – “Ora e per sempre”
“Ragazzi ci manca un trentesimo concorrente, avete idee?” Ah sì certo, RAF. 

VOTO: ???

J-Ax – “ITALIA STARTER PACK”
Un mix tra la versione italiana di “Cotton eye Joe” dei Rednex e l’ultimo album di Beyoncé. J-Ax è un po’ confuso per questo Sanremo e tra banjo e cheerleaders ha deciso di buttarla in caciara, che va sempre bene. No comment perché se comment brutto comment.

VOTO: tu vuò fà l’americano (bocciato)

Fulminacci – “Stupida sfortuna”
Un Fulminacci in salsa rosa, lindo e pinto pronto ad accaparrarsi i voti del grande pubblico. Una ballad molto da lui, ma senza quell’elemento che ti fa dire «Oh interessante», cosa che invece, evidentemente, è stata pensata dalla sala stampa.

VOTO: 20

Levante – “SEI TU”
Unico azzardo tra tutti i brani lenti e banali di questo Festival. Il ritornello ti spiazza e funziona, entra in testa e speriamo ci rimanga. EBBRAVA LEVANTE 

VOTO: 25

Fedez e Masini – “MALE NECESSARIO”
Il solito Fedez che fa la vittima in Eurovisione cercando di (?) cantare (?) – si impegna anche aiutandosi con i gesti. 
Il solito Masini che urla cercando di (?) cantare (?) – lui si impegna solo a non farsi scoppiare la giugulare. 
Un momento di quiete per le nostre orecchie: l’autotune sulle urla di Masini. 
Un male assolutamente non necessario.

VOTO: Auto2ne

Ermal meta – “Stella stellina”
Smarmella frasi retoriche, talmente tanto retoriche che è difficile comprendere effettivamente dove voglia parare. Unica salvezza il ricamo “Amal” sulla giacca, e forse a sto punto faceva prima ad andare alla Fashion Week milanese. Tentativo di ghalizzazione ma non raggiunge la “meta”.

VOTO: 14 (non arriva alla Meta)

Serena Brancale – “QUI CON ME”
Partenza buona, sembra tornare la Brancale di “Galleggiare” (Sanremo 2015). Poi qualcosa va storto. Sarà la vicinanza di Arisa che contagia con i virtuosismi alla Disney, ma c’è troppo pop e musical in quel finale “con meeeeee”.

VOTO: 20

Nayt – “Prima che”
Ha fatto il Nayt. Strofe con bel flow che però non cambia mai e alla fine stanca, e un ritornello carino ma non così catchy, alla fine l’esibizione è minimale e funziona. Coerente.

VOTO: 18

Malika Ayane – “animali notturni”
Il brano strumentalmente più interessante, colori mediterranei funky e un po’ di groove, che si perde purtroppo un pochino nell’arrangiamento orchestrale scarno, ma per noi pezzo da testa della classifica.

VOTO: 25

Eddie Brock – “Avvoltoi”
Il nostro consiglio è di tornare su TikTok e rimanere lì.

VOTO: rinuncia agli studi

Sal Da Vinci – “Per sempre sì”
Ed è subito neomelodico. La sagra delle banalità sentimentali: anelli al dito e balli di gruppo pacchiani. Ed ecco infatti che sul finale arrivano balletto con il pubblico e fede nuziale.

VOTO: 80100 (NA)

Enrico Nigiotti – “Ogni volta che non so volare”
Il testo è bello, la melodia piacevole e va riconosciuto il coraggio di strutturare il brano senza un vero e proprio ritornello. Nigiotti ci prova, non è un disastro ma, tra zero memorabilità e qualche cliché, non ci riesce.

VOTO: 16

Tredici Pietro – “uomo che cade”
È toccato a lui il classico microfono non funzionante. Alla seconda prova era talmente spaventato che ha iniziato l’esibizione emettendo versi a caso per assicurarsi che non ci fossero problemi tecnici – o forse era parte del testo? 
Il classico rapper a Sanremo, però almeno lui sa cantare, dai.

VOTO: 13+10

Chiello – “Ti penso sempre”
Arrangiamento orecchiabile alla The Strokes, vocalmente debole ma con un’identità forte. Chiello non si piega alla kermesse o al pubblico “incravattato” e resta fedele a sé stesso.
Fresco ma forse un po’ piatto.

VOTO: 18

Bambole di Pezza – “Resta con me”
Purtroppo anche loro non sono riuscite a scampare all’effetto Ariston. Si sono presentate come rockettare sovversive, ma sul palco si sono forse dimenticate di esserlo. Per fortuna Laura Pausini alla consegna dei fiori gliel’ha ricordato. Ci si aspettava sicuramente di meglio.

VOTO: ci vediamo al prossimo appello

Maria Antonietta e Colombre – “La felicità e basta”
Leggeri, fin troppo. Ci aspettavamo di più, Welcome back Ricchi e Poveri!

VOTO: 20

Leo Gassman – “NATURALE”
Peccato perché ha un bel timbro, presenza attoriale innata, ma al «La felpa con il nero dell’eyeliner» ogni autore di testi ha necessitato di una rianimazione cardiopolmonare. NATURALE che poi ti troverai a fondo classifica.

VOTO: 10

Francesco Renga – “Il meglio di me”
Il solito Renga, dov’è Nek?

VOTO: 18

LDA e Aka7even – “Poesie Clandestine”
Canticchiabile e catchy. Hit estiva pronta all’uso ma non è un complimento. Grande sorpresa: Aka7even sa cantare. 

VOTO: 22

La redazione