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Sanremo 2026: le pagelle della serata cover

La serata cover si conferma ogni anno uno dei momenti più attesi del Festival: un’occasione in cui i brani del passato tornano a vivere attraverso nuove sensibilità artistiche e riletture personali. È il palco in cui tradizione e contemporaneità si intrecciano, dando spazio alla libera creatività e interpretazione agli artisti. 

A conquistare la vittoria sono stati Ditonellapiaga con TonyPitony portando il brano “The Lady is a Tramp” di Frank Sinatra, riuscendo a distinguersi perfettamente per presenza scenica e capacità di reinterpretazione, convincendo un target di pubblico sorprendentemente ampio con una performance solida e davvero coinvolgente.

Elettra Lamborghini con Las Ketchup – “Aserejé”
L’apertura nostalgica colpisce, ma nell’interpretazione di Elettra non emerge una vera cura esecutiva, perde il ritmo. I momenti in cui potrebbe mettere in mostra le capacità della sua voce? Assenti.

VOTO: 18 

Eddie Brock con Fabrizio Moro – “Portami via”
Un duetto privo di reale slancio, un urlo abrasivo. I due non si completano, anzi, la distanza emerge maggiormente nei momenti condivisi.

VOTO: 20

Mara Sattei con Mecna – “L’ultimo bacio”
Un’esecuzione ordinaria con qualche modifica poco riuscita.

VOTO: 22

Patty Pravo con Timofej Andrijashenko – “Ti lascio una canzone”
Parte con qualche incertezza ed esitazione, ma performa con solennità e teatralità accanto a Timofej. Non convince.

VOTO: 23

Levante con Gaia – “I maschi”
Ottima la scelta del pezzo e della partner. Ci regala un’esecuzione energica e convincente.

VOTO: 25

Malika Ayane con Claudio Santamaria – “Mi sei scoppiato dentro il cuore”
L’esibizione del duo soddisfa semplicemente le aspettative del pubblico.

VOTO: 23

Bambole di Pezza con Cristina D’Avena – “Occhi di gatto”
L’idea di trasformare la musica di Cristina D’Avena in rock è interessante e divertente, ma il finale che riprende i Led Zeppelin… un’esagerazione.

VOTO: 25

Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso – “Su di noi”
Dargen sorprende: mescola ironia, citazioni. Imprevedibile e riuscito. Un manifesto pacifista.

VOTO: 27

Tommaso Paradiso con Stadio – “L’ultima luna”
“L’ultima Luna”: una poesia autonoma trasformata in una performance divertente con scat singing.

VOTO: 22

Michele Bravi con Fiorella Mannoia – “Domani è un altro giorno”
Esecuzione mediocre, ma comunque gradevole: sincero omaggio a Ornella Vanoni.

VOTO: 21

Melika Nemati

Tredici Pietro con Galeffi e Fudasca (e Gianni Morandi) – “Vita”
Esibizione discreta. Straziante Pietro che zompettando per il palco schiva tutte le ricerche di contatto delle grandi mani di suo padre. Incredibile energia di Gianni, soprattutto nell’ultimo albaneggiante acuto.

VOTO: 23

Maria Antonietta e Colombre con Brunori Sas – “Il Mondo”
Un golden trio talentuoso, tenero e delicato. Brunori Sas accompagna Maria Antonietta dal giorno uno fino al palco dell’Ariston.

VOTO: 27

Fulminacci e la Fagnani – “Parole”
Contro ogni previsione, duo ben assortito. Ribaltano un pezzone della queen in chiave ironica, con leggerezza e affiatamento. Più divertente di qualsiasi gag di Laura Pausini.

VOTO: 27

LDA e Aka7even con Tullio De Piscopo – “Andamento Lento”
L’energia della performance rade al suolo tutte le case di riposo d’Italia.

VOTO: 17

Raf con i the Kolors – “The Riddle”
Accoppiata armoniosa, ma esibizione confusionaria soprattutto per il palco inondato da ballerini.

VOTO: 24

J-Ax con Ligera County Fam – “E la vita, la vita”
Caciaroni e scombinati, così come deve essere eseguito questo brano. Nota infelice: la fase country di J-Ax non si ferma davanti a niente.

VOTO: 21

Ditonellapiaga con TonyPitony – “The Lady is a Tramp”
Trasformano l’Ariston nel set di un movimentato musical swing. Performance vocale impeccabile e accoppiata frizzantissima. 

VOTO: 30 (bonus kaki)

Enrico Nigiotti con Alfa – “En e Xanax”
Buona interpretazione, ma senza nessun tocco personale o particolare al brano originale, se non con il banalizzante rap di Alfa.

VOTO: 18

Serena Brancale con Gregory Porter e Delia – “Besame Mucho”
Un brano potente e delicato eseguito da vocalità abilissime ma contenute… tutte tranne la Brancale, che nella sua ‘febbre dello sviso’ banalizza l’esecuzione. 

VOTO: 25

Sayf con Alex Britti e Mario Biondi – “Hit the Road Jack”
Sayf dà al brano un’interpretazione fresca ed energica, intaccata dalle stecche della sua tromba e dall’infelice rapporto tra Britti e la lingua inglese. Ma i numerosi elementi, tra luci, coriste e strumenti, generano 3 minuti di confusione dilagante.

VOTO: 21

Stella Platania

Francesco Renga con Giusy Ferreri – “Ragazzo solo, ragazza sola”
Due artisti che di voce (quella bella) ne hanno da tirar fuori. Il palco lo gestiscono molto bene, ottima interpretazione del brano. Bowie sarebbe contento.

VOTO: 23

Arisa con Coro del Teatro Regio di Parma – “Quello che le donne non dicono”
Performance straordinaria, detto con “sincerità”. La scelta del coro si differenzia, positivamente, dagli altri artisti, dando un tocco magico ad una canzone bella già di partenza.

VOTO: 25

Samurai Jay con Belen Rodriguez e Roy Paci – “Baila Morena”
Scelta vocale non proprio azzeccata quella di Belen Rodriguez, ma rende il tutto più simpatico.

VOTO: 19

Sal Da Vinci con Michele Zarrillo – “Cinque giorni”
Ci sono voluti meno di cinque secondi per far diventare questo brano quasi inascoltabile, forse per adattare lo stile di Sal Da Vinci? Comunque sia, un dispiacere per questo capolavoro. 

VOTO: 12

Fedez & Marco Masini con Stjepan Hauser – “Meravigliosa creatura”
Esecuzione nettamente migliore del brano portato in gara. Non spicca nulla di davvero emozionante. Ci sarebbe da fare solo un apprezzamento ad Hauser.

VOTO: 15

Ermal Meta con Dardust – “Golden Hour”
Ermal ha una voce talmente pulita che se facesse una lezione cantata di storia dell’età antica, lo ascolteresti per tutto il giorno, ma questo brano non è proprio adatto a lui.

VOTO: 20

Nayt con Joan Thiele – “La canzone dell’amore perduto”
La dolce voce di Joan unita a quella di Nayt si fonde perfettamente creando un’ottima complicità tra i due e un’esibizione fatta per bene.

VOTO: 23

Luchè con Gianluca Grignani – “Falco a metà”
Luchè assieme ad un artista come Grignani non si può proprio sentire. Inspo regalo per Natale: un corso di canto.

VOTO: 10

Chiello con Saverio Cigarini – “Mi sono innamorato di te”
Molto nel suo stile e cantata benissimo. Esibizione semplice e nulla di stravagante, a volte sono proprio quelle più convincenti e belle da sentire.

VOTO: 24

Leo Gassmann con Aiello – “Era già tutto previsto”
La canzone giusta per chiudere questa serata cover, sia per bravura che per scelta del brano. Hanno formato un ottimo duo.

VOTO: 22

Silvia Appendino

Sanremo 2026: le pagelle della terza serata

La stanchezza inizia già a farsi sentire, e durante questa terza serata del Festival in forma dimezzata (e per fortuna), ci è parso utile dividerci in tre blocchi per non arrivare a sabato sull’orlo di una crisi di nervi e per valorizzare gusti e opinioni differenti. Il bello del Festival è anche questo! Ecco a voi cosa abbiamo pensato delle esibizioni di ieri sera.

VINCITORE SANREMO GIOVANI

Nicolò Filippucci – “Laguna”
Ha portato sul palco una canzone di quelle che ti ascolti la prima settimana e poi rischia di scivolare via, orecchiabile ma non da vittoria. Gli si augura un futuro di crescita artistica, capace di sorprenderci con brani più incisivi. Bravo Nicolò!

BIG

Maria Antonietta & Colombre – “La felicità e basta”
I nuovi sostituti dei Coma_Cose all’apparenza, ma usciti meglio e con meno “cuoricini” nell’aria. Il palco lo sanno gestire molto bene con sorrisi raggianti in volto. Un duo che funziona perfettamente, interpretando una canzone dalle note dolci.

VOTO: 27

Leo Gassmann – “Naturale”
Si conferma nuovamente un artista talentuoso, ma altrettanto sottovalutato. Questo brano sarà in grado di ribaltare la situazione una volta per tutte?

VOTO: 23

Malika Ayane – “Animali notturni”
Voce inconfondibile di un’artista con la A maiuscola, anche su un brano che non valorizza pienamente le sue grandi capacità. Insomma, poteva fare di meglio.

VOTO: 21

Sal Da Vinci – “Per sempre sì”
Appare a tutti gli effetti una canzone cantata quando si è un po’ su di giri al karaoke con gli amici, in un venerdì sera qualunque.

VOTO: S.V.

Tredici Pietro – “Uomo che cade”
Una voce “aggressiva” su base pacata, sul ritornello inizi a sentirti un po’ male. Pietro sarà un Morandi, ma non era obbligatorio seguire le passioni del padre.

VOTO: S.V.

Silvia Appendino

Raf – “Ora e per sempre”
Esibizione leggermente migliore della precedente. “Ora e per sempre” resta comunque una prova di resistenza: possiamo accettarla ora, ma ascoltarla per sempre sarebbe davvero una tortura.

VOTO: 12

Francesco Renga – “Il meglio di me”
Virtuosismi, acuti orbitanti e pathos esagerato. È talmente “alla Renga” che sembra nato da un prompt: «Hey Chat, scrivi una canzone alla Francesco Renga». Più estenuante che emozionante. A questo appello, bocciato.

VOTO: 16

Eddie Brock – “Avvoltoi”
No, non sono problemi tecnici, è proprio stonato. Ballata da amico fedele che asciuga il mascara mentre lei cade tra gli “avvoltoi”. Emo al massimo, cringe anche di più.

VOTO: sollecitiamo la rinuncia agli studi

Serena Brancale – “QUI CON ME”
Voce impeccabile, però il brano non le calza: troppo musical, troppo “Sanremo”, troppo costruito. Bravissima, ma a disagio. Un voto in più per testo ed emozione.

VOTO: 21

Samurai Jay – “OSSESSIONE”
Il palco dell’Ariston oscilla tra stabilimento balneare e giostre di paese. Passi di danza, acrobazie e… APPARIZIONE DI BELEN RODRIGUEZ. Inaspettato e un po’ trash, forse la prima esibizione era meglio. Tre voti in meno.

VOTO: 20

Linda Signoretto

Arisa – “Magica favola”
Principessa Arisa sale sul piedistallo e osserva dall’alto il suo regno di ghiaccio e benevolenza, ergendosi stilisticamente e tecnicamente. Performance impeccabile ma il brano con ritornellone aperto Disney un po’ stanca e il testo fin troppo leggero non dà una mano.

VOTO: 20

Michele Bravi – “Prima o poi”
La raucedine incrina il già particolare timbro di Bravi che non aiuta la resa del live e lo porta vicino all’asfissia, distruggendo l’atmosfera già anonima e pesantella del testo.
Michele Bravi viene sotto casa tua, che fai?

VOTO: 16

Luchè – “Labirinto”
Si scioglie un pochetto e canta meglio della prima serata, il ritornello inizia a entrare in testa ma viene ripetuto talmente tante volte che gli ultimi trenta secondi ho messo il muto.

VOTO: 19

Mara Sattei – “Le cose che non sai di me”
Non saprei proprio da dove cominciare, o dove finire. L’unico particolare che si inizia a cogliere dopo qualche ascolto dei brani è il testo, che in questo caso cade in un palese e avvilente egoriferimento. Le cose che non so di te sono più che abbastanza.

VOTO: 15

Sayf – “Tu mi piaci tanto”
Il testo semplice ma diretto e socialmente interessato (dire impegnato pare troppo) alza il livello molto basso dell’edizione. Se inoltre aggiungiamo un hook simpatico, orecchiabile e da scossarella di spalle, il risultato finale è più che buono e, anche se non entrerà in Top 5, rimane personalmente il vincitore morale.

VOTO: 24

Marco Usmigli

Sanremo 2026: le pagelle della seconda serata

Siamo arrivati alla seconda serata del Festival. Tra nuove proposte e big, il piattume resta più o meno lo stesso: tra chi è più sicuro di sé, chi inciampa e chi ce la fa.

SANREMO GIOVANI 

Nicolò Filippucci“Laguna”
Molto mediocre, né bene né male in nulla. Fa il suo, che è anche un po’ quello di molti.

VOTO: 16

Blind, El Ma & Soniko“Nei miei DM”
È un estratto di un futuro secondo musical di Mare fuori? 

VOTO: Nun te preoccupa uagliò

Mazzariello – “Manifestazione d’amore
Indie-pop con un ritmo coinvolgente. Abbastanza statico lui sul palco con la sua chitarra a forma di cuore. 

VOTO: 21

Angelica Bove – “Mattone”
Quasi perfetta, la sua voce esplode nel bridge, l’orchestra la sostiene alla grande! Attenzione alla possibile vincitrice.

VOTO: 25

BIG 

Patty Pravo – “Opera
Stranamente per gli standard di Sanremo, solo un autore per questo pezzo, che le cuce un abito su misura, domina il palco da vera diva. 

VOTO: 27

LDA & Aka7even – “Poesie clandestine” 
Reggaeton napoletano divertente e da ballare; buona tenuta dell’intonazione (specie Aka7even sulle note alte). 

VOTO: 22

Enrico Nigiotti – “Ogni volta che non so volare
Grande interpretazione da veterano, ma il ritornello pecca di riconoscibilità… 

VOTO: 24

Tommaso Paradiso – “I romantici
Non al top questa sera Tommi, che con questa ballad indie-pop fa il suo esordio all’Ariston, un po’ anonima ma regge la scena. 

VOTO: 21

Elettra Lamborghini – “Voilà
Vocalmente migliorata rispetto all’ultima apparizione sanremese, la canzone è banale ma prova a trascinare, peccato che lei sembra piantata a terra. 

VOTO: 20

Ermal meta – “Stella stellina”
Outfit alla Sirius Black.
Ci crede un po’ di più sull’interpretazione rispetto a ieri sera, quindi il messaggio, seppur edulcoratissimo, arriva un po’ di più.

VOTO: 18

Levante – “SEI TU”
A suo agio, presente. Rischia e non sbaglia neanche stasera: emoziona e si emoziona.
MENOMALE CHE CI SEI TU LEVANTE!

VOTO: 30

Bambole di Pezza – “Resta con me”
Anche stasera la cazzimma la lasciano a casa. Il pezzo funziona ma si abbina poco alla loro immagine di rock band.

VOTO: 19

Chiello – “Ti penso sempre”
Musicalmente è fresco, c’è qualcosa di diverso in quell’intro di chitarra elettrica. Il ritornello si smorza un po’ ma resta comunque fedele all’insieme.

VOTO: 20

J-Ax – “ITALIA STARTER PACK”
Ha lo stesso stilista di Max Pezzali. La canzone è un accrocchio di roba che purtroppo funziona e funzionerà. 

VOTO: 18

Nayt – “Prima che”
Roboticamente più sciolto di ieri, ma sempre il solito Nayt. Nulla di negativo, rimane coerente e credibile.

VOTO: 20

Fulminacci – “Stupida sfortuna”
Fulminacci ha probabilmente lasciato la sua verve live nell’ultimo palazzetto in cui ha cantato. Ottima mossa quella di presentarsi come il tipico figlio di papà per prendere più voti, un pò meno quella di scegliere uno stylist daltonico.

VOTO: 18

Fedez e Masini – “MALE NECESSARIO”
Figli della stessa rabbia e dello stesso vittimismo. Un piagnisteo inutile che speriamo non faccia breccia nei cuori di chi vota. 

VOTO: ci vediamo al prossimo appello

Dargen D’Amico – “AI AI”
Dargen arriva direttamente dalla sua pennica, dimenticandosi di lasciare la coperta sul divano.
Quest’anno vuole forse rifarsi a Diego Abatantuono? Eccezionale veramente.

VOTO: 17

Ditonellapiaga – “Che fastidio”
In mezzo tra Lana del Rey e Myss keta troviamo Ditonellapiaga.
Giustissima sia per i/le bambini/e che per i millenials di Porta Venezia al sabato sera.

VOTO: 25

Michele Bisio, Mattia Spilla e Claudia Meli

Sanremo 2025: la tanto attesa serata delle cover

La conferenza stampa tenutasi questa mattina inizia con le parole del direttore artistico, nonché conduttore, Carlo Conti, il quale annuncia che stasera al suo fianco, per l’apertura, ci sarà Roberto Benigni.

Dopo questa notizia Marcello Ciannamea, il Direttore Intrattenimento Prime Time Rai, condivide gli ottimi risultati della sera precedente con 10,7 Mln di ascolti medi e il 59,8% di share, un successo visto l’incremento di 1 Mln di ascoltatori rispetto lo scorso anno.

Successivamente, il sindaco Alessandro Mager ringrazia le forze dell’ordine per il lavoro che stanno svolgendo per permettere la totale sicurezza dei cittadini e, Marco Bocci, Presidente della Regione, conferma la sua presenza sul palco dell’Ariston per la consegna del Premio Liguria per la migliore cover. 

Claudio Fasulo, responsabile Rai, espone il programma della serata, il quale prevede la presenza di ben 144 artisti sul palco, tra cui la performance di Paolo Kessisoglu con la figlia e l’esibizione di Benji e Fede sul palco Suzuki: insomma, si prospetta un grande spettacolo. 

È presente anche Settembre, il vincitore di Sanremo Giovani, a cui viene consegnato il Premio alla Critica e il Premio Critica Sala Stampa Lucio Dalla. Il cantante coglie l’occasione per ribadire la forte stima che nutre per Alex Wyse, finalista con lui, ed esprime una forte gratitudine per la vittoria conseguita.

Viene poi lasciata la parola alla coppia dei due co-conduttori Geppi Cucciari e Mahmood accomunati non solo dalla provenienza geografica ma anche dalle affinità elettive. Entrambi si augurano il meglio per questa serata: Geppi lo fa con il suo solito sarcasmo mentre Mahmood con il suo ottimismo.

Tra le domande viene chiesta una delucidazione riguardo al perchè la collana sia stata negata a Tony Effe: i responsabili precisano che è stato necessario non far salire sul palco il cantante con il gioiello, in quanto una norma contenuta nel regolamento del festival prevede il totale divieto da parte degli artisti di esibire dei marchi.

Risoltasi tale questione, le domande successive ruotano tutte attorno al ruolo che Geppi Cucciari ha intenzione di ricoprire sul palco dell’Ariston, dove la tv viene intesa come spazio di evasione dalla realtà.
L’attrice risponde sempre con la massima eleganza affermando che «ogni giorno ci sono piccole/grandi battaglie da combattere » ma ci tiene ad evidenziare che mostrerà rispetto nei confronti delle decisioni prese dal direttore artistico.

Una cosa è certa: sono state create alte aspettative per questa serata e noi ci auguriamo che non vengano deluse.

A cura di Sofia De March

Sanremo 2025 – Le pagelle della terza serata

La terza serata del 75° festival di Sanremo inizia con un’emozionante esibizione di Edoardo Bennato con “Sono Solo Canzonette”. Dopodiché Carlo Conti accoglie le presentatrici per la sera: Miriam Leone, Katia Follesa e Elettra Lamborghini, per poi presentare gli artisti in gara.

Clara – “Furore”
Un po’ anonima nel timbro, Clara ha comunque un grande controllo della propria voce. L’abito contribuisce certamente al suo anonimato. 

Voto: 22

Brunori Sas – “L’Albero delle Noci”
Come nelle scorse serate, risalta all’orecchio una qualche  somiglianza con “Rimmel” di De Gregori. l testo toccante affronta dolcemente il tema della paternità. Apprezzabile la scelta di portare la chitarra sul palco.

Voto: 25

Sarah Toscano – “Amarcord”
Degna di nota è la differenza d’età rispetto agli altri concorrenti: Sarah è infatti classe 2006. Purtroppo la performance non è esente da stonature, ma ci piace il modo in cui dice “un po’ mi avevi illusa”. Per il resto il brano è piacevole.  

Voto: 23

Massimo Ranieri – “Tra le mani un cuore”
Base inusuale e lontana dal solito stile vecchia scuola di Ranieri, che tenta un avvicinamento al sound contemporaneo.

Voto: 22

Joan Thiele – “Eco”
Joan Thiele conferma una ragazza forte, il cui  timbro vocale personalissimo  le permette di distinguersi dagli altri artisti. Il suo outfit Gucci dà un tocco chic, efficace nella contrapposizione con il sound Seventies del brano. 

Voto: 28 

Shablo feat Gue, Joshua, Tormento – “La mia parola”
Una bella boccata di aria hip hop italiana, adattato in perfetta chiave sanremese. Restiamo in attesa del duetto con Neffa.

Voto: 27

Noemi – “Se t’innamori muori”
Un bellissimo vestito funzionale alla teatralità dell’esibizione. Purtroppo, Noemi si è lasciata trasportare dal suo tratto vocale distintivo, offrendo una performance troppo graffiata.

Voto: 22

Olly – “Balorda Nostalgia”
Qualche stonatura e un’interpretazione troppo sdolcinata.

Voto: 19

Coma_Cose – “Cuoricini”
“Cuoricini” è la classica canzone indie-pop godibile, di quelle che si canticchiano tutto il giorno. Gli outfit della coppia sono audaci, e soddisfano le aspettative Gen-Z. Una buona esibizione, con ottima performance vocale, e dunque un buon voto.

Voto: 26

Modà – “Non ti dimentico”
Il ritorno dei Modà sul palco rende felici tanti italiani, e dal cantante, Checco, arriva un emozionante messaggio di forza e speranza per chi, come lui, combatte con la propria salute mentale.

Voto: 24

Tony Effe – “Damme ‘Na Mano”
Illudendoci, forse, ci aspettavamo il solito Tony, genuino come nei suoi brani abituali, al di fuori di Sanremo. Ti vogliamo più spavaldo! Torna al prossimo appello.

Voto: 17

Irama – “Lentamente”
L’autotune non rende giustizia al vero timbro vocale di Irama. Il testo, pur essendo più in vibe Blanco, ha però un che di romantico che, abbinato con il fascino di Irama, riesce ad arrivare al pubblico. 

Voto: 21 

Francesco Gabbani – “Viva la vita”
Un testo che inneggia a un migliore atteggiamento verso la vita. L’arrangiamento, però, è un po’ troppo rigido e impostato.

Voto: 24

Gaia – “Chiamo io Chiami tu”
Gaia si conferma cantante affascinante e talentuosa, e la presenza dei ballerini arricchisce la performance.

Voto: 26

Bonus!Duran Duran con Vic de Angelis: La performance della band ha emozionato grandi e piccini, anche grazie alla presenza young dell’ex bassista dei Måneskin.

voto: 110 e lode con bacio accademico (tra Katia Follesa e Simon LeBon)

A cura di Benedetta e Martina Vergnano

Sanremo 2025 – Le pagelle della seconda serata 

La seconda serata della 75ª edizione del Festival di Sanremo si apre con le semifinali delle Nuove Proposte, che lasciano poi spazio al primo dei due lotti di Big suddivisi tra le giornate di mercoledì e giovedì.

Tra la stucchevole formalità di Carlo Conti, discutibili commenti verso Malgioglio, e la gioia di Bianca Balti, ci districhiamo attraverso le canzoni protagoniste della serata così come ha tentato di fare Damiano David tra le ingombranti composizioni floreali (fallendo). 

Nuove Proposte 

Alex Wyse – “Rockstar” 
Piccola raucedine a parte, la canzone funziona talmente bene che avrebbe potuto giocarsi il podio tra i big.

Vale Lp e Lil Jolie – “Dimmi tu quando sei pronto per fare l’amore” 
Il duo propone una canzone contemporanea dalla struttura interessante, con parti originali e altre già sentite e risentite. 

Maria Tomba – “Goodbye (voglio good vibes)” 
L’energia della performance viaggia su un binario parallelo al viaggio che percorre il brano, che parte malino ma presenta un hook non da buttare, che affianca però sezioni confusionarie. 

Settembre – “Vertebre” 
Funzionale, radiofonica, ma che non presenta tratti distintivi. 

I Big 

Rocco Hunt – “Mille vote ancora”   
Si conferma a suo agio sul palco del festival, peccato per la scelta di rimanere nella zona di comfort, con la solita minestra riscaldata del tema della rivalsa del ragazzino di strada in stile Rocco Hunt, che propone però ancora una volta un ritornello che entra in testa. 

VOTO: 22 

Elodie – “Dimenticarsi alle 7“ 
Si riprende dalla prova leggermente sottotono di ieri e promuove la sua sempre più salda aura da diva del pop italiano, ed è credibile. Oltre a ciò, il brano è radiofonico ma facilmente dimenticabile. 

VOTO: 24 

Lucio Corsi – “Volevo essere un duro”  
Sorpresa, non per i più attenti, dell’edizione, e ripete l’ottima prestazione della serata inaugurale. Il brano, nel frattempo, inizia a rendersi riconoscibile, con un testo semplice ma non scontato. Ha tutte le carte in regola per scalare la classifica.  

VOTO: 28 

The Kolors – “Tu con chi fai l’amore” 
Pronti a sentirli per tutta estate? Io non tanto, anche se bisogna dire che dal vivo il pezzo suona meglio della versione registrata. Si spera che Stash & Co decidano di portare al Festival del futuro qualcosa che valga la loro qualità come band.   

VOTO: 22 

Serena Brancale – “Anema e core”  
Ritmi afro e tentativo di hit estiva inserendo sfaccettature jazz. La strofa risulta anche riuscita e interessante, il resto però si perde nell’oblio. Quasi salva.  

VOTO: 17 

Fedez – “Battito”  
Superato il grande nervosismo della serata d’apertura punta tutto sull’interpretazione, ed è possibile udire come il brano funzioni dall’inizio alla fine, meritando la Top Five di serata. Possibile banger.  

VOTO: 26 

Francesca Michielin – “Fango in paradiso” 
Linee melodiche deboli, testo senza grandi pretese, si salva solo la performance, in cui mette decisione e voglia di far bene, scaricando l’adrenalina con un bel pianto finale e una corsetta sulla caviglia infortunata. Terminator pucciosa.  

VOTO: 20 

Simone Cristicchi – “Quando sarai piccola”  
Sonorità che ricalcano i classiconi di Ultimo su parole strappalacrime: nulla di nuovo. Ma l’origine testuale personale, l’interpretazione e la performance vocale che supera la debacle del primo live gli permettono di inserirsi, con merito, tra i migliori di serata. 

VOTO: 26 

Marcella Bella – “Pelle diamante”  
La quota over femminile della 75ª edizione spicca per energia sul palcoscenico; il brano possiede un hook catchy ma con testo leggermente kitsch. Promossa abbondantemente per il coraggio e la voglia di non farsi mettere i piedi in testa dai giovani nipotini con cui condivide l’Ariston. 

VOTO: 23 

Bresh – “La tana del granchio” 
Purtroppo non riesce a spiccare nella sua Liguria, proponendo una canzone che al secondo ascolto si conferma spenta e senza alcuna sezione troppo interessante. Il testo originale è l’unica nota positiva. Rimandato a una prossima edizione.  

VOTO: 17 

Achille Lauro – “Incoscienti giovani”  
Incoscientemente ha optato per il classico sanremese, e purtroppo per noi la canta anche bene, l’avesse cantata da ubriaco sarebbe sicuramente uscita una canzone con qualche tratto innovativo, una papabile scelta che da Lauro ci saremmo tutti aspettati.  

VOTO: 18 (politico) 

Giorgia – “La cura per me”  
Il compito è fatto, i melismi pure, ora si può andare a nanna. Non sbaglia mai, è un magnifico tappetto di velluto che non viene lavato da almeno un paio di decenni. Impossibile bocciarla, ma se partiva come favorita dai bookmaker, giorno dopo giorno il brano potrebbe perdersi vista la mancanza di un ritornello potente. 

VOTO: 25 

Rkomi – “Il ritmo delle cose”  
Dire che Rkomi è di Milano è come dire che il cavallo bianco di Napoleone è bianco: porta all’estremo il suo tratto distintivo che, soprattutto nell’intro, risulta indigesto. Special carino che risolleva la canzone che viene accompagnata da una danza libera alle sue spalle eseguita da, pare, una coppia qualunque. Una mossa in grado di addolcire pure il torbido Lex Luthor. 

VOTO: 20 

Rose Villain – “Fuorilegge”  
Il palco lo sa tenere, anche senza performer attorno a lei. Il brano di quest’anno ricalca la struttura della sua “Click Boom!” con lo stacco tra strofa e ritornello praticamente fatto con lo stampino ma, al contrario della precedente, “Fuorilegge” non riesce a raggiunge lo status di Hit. 

VOTO: 20  

Willie Peyote – “Grazie ma no grazie”  
Il groove eleva la canzone, le coriste pure, e Willie fa il suo. La versione live al secondo ascolto si intrufola ancor più nelle orecchie degli italiani, la cui maggioranza probabilmente non capirà che nel testo si parla di loro.  Promozione senza alcun dubbio, ma voto macchiato solo per non aver osato maggiormente con le parole. 

VOTO: 26 

A cura di Marco Usmigli

Sanremo 2025 – Le pagelle della prima serata

Inizia la settimana Sanremese: alla 75° edizione del Festival di Sanremo torna Carlo Conti, dopo ben 10 anni dalla sua prima conduzione al Festival (l’ultima volta fu direttore artistico nel 2017). 

Un bellissimo messaggio di pace da parte delle cantanti Noa e Mira Awad che hanno cantato insieme “Imagine” di John Lennon. Sale sul palco anche Jovanotti che porta la sua felicità cantando un medley delle sue canzoni. Una prima serata, l’11 febbraio, molto scorrevole e ci ha permesso di non fare troppo tardi pur mostrandoci una panoramica su tutti i 29 cantanti in gara.

GAIA – “Chiamo io chiami tu” 
Sembra che all’inizio non sentisse in cuffia ma inizia lo stesso con sicurezza, viene accompagnata dai ballerini che esaltano ancora di più la sua presenza scenica. Una voce pulita, una “dea saffica” che domina il palco con stile. 

VOTO: 27

FRANCESCO GABBANI – “Viva la vita” 
Gabbani porta sul palco un brano solare, un inno alla vita che ci invita a guardare il mondo senza malizia e a vivere senza riserve. Magari fosse così…

VOTO: 20

RKOMI – “Il ritmo delle cose” 
Mirko era molto sicuro sul palco, probabilmente avrà preso freddo non portando la maglia della salute. Un ritmo ansiogeno dato dalla nota ribattuta del pianoforte, violento decrescendo troppo ripetitivo. Un brano che punta ad un’intensità emotiva che però non arriva. 

VOTO: 23

NOEMI – “Se t’innamori muori” 
Scende le scale accompagnata da Carlo Conti, evitando altre cadute. 
La sua interpretazione carica di emozione viene sostenuta dalla sua vocalità impeccabile, riesce a dare più valore al testo della canzone portata in gara.

VOTO: 26

IRAMA – “Lentamente”
La sua voce se pur intensa, fatica a trovare sfumature che rendano il pezzo davvero coinvolgente. 
Sembra che qualcosa cambi nel momento in cui si toglie quel cappotto… si sarà tolto un peso, il finale è più sentito in questa prima performance. 

VOTO: 22

COMA COSE – “Cuoricini” 
Volevano fare un omaggio ai Ricchi e Poveri? Rimangono sempre iconici ma questa ripetitività stanca. Ci si aspettava “Fulmini e tempesta” invece solo cuoricini stucchevoli. 

VOTO: 21 

SIMONE CRISTICCHI – “Quando sarai piccola”
Una dedica intensa e toccante, parole cariche di significato come solo lui sa fare. La sua emozione è stata palpabile, la forza del testo sovrasta la vocalità in questo caso. Ha portato ad una standing ovation con lacrime agli occhi. 

VOTO: 29

MARCELLA BELLA – “Pelle diamante” 
Sale sul palco molto coraggiosa, porta una canzone che celebra l’indipendenza della donna e si accompagna anche con qualche movimento coreografico che enfatizza alcune parole. 

VOTO: 25

ACHILLE LAURO – “Incoscienti giovani” 
Prova a conquistare con il suo carisma ma questa volta senza un colpo di scena incisivo. Un brano molto vecchio stile, un “amore disperato”, accompagnato da un morbido assolo del sassofono.  

VOTO: 26 

GIORGIA – “La cura per me”
Ci regala una performance straordinaria, un talento vocale capace di emozionare e incantare. Riuscirebbe a rendere intensa anche la lista della spesa, l’orchestra insieme al pubblico si alza in piedi per acclamarla. 

VOTO: 29 

WILLIE PEYOTE – “Grazie ma no grazie” 
Ottima introduzione data dal jingle della chitarra, un brano molto ironico che molto probabilmente diventerà meme. 

VOTO: 25

ROSE VILLAIN – “Fuorilegge” 
Una vera “fuorilegge” che si muove in una piccola coreo con un tocco alla Lady Gaga, molto intensa e sicura riesce a catturare l’attenzione. 

VOTO: 26

OLLY – “Balorda nostalgia” 
Molto convinto e senza paura, si sentiva a suo agio sul palco. Intonato e profondo ma manca qualcosa. 

VOTO: 23 

ELODIE – “Dimenticarsi alle 7” 
Magnetica, non ha bisogno di troppi artifici, basta la sua presenza e il suo modo di interpretare per catturare l’attenzione. Diversa dalle volte precedenti ma sempre sul pezzo. 

VOTO: 27

SHABLO FEAT GUÈ, JOSHUA, TORMENTO – “La mia parola” 
Accompagnati dal coro Gospel risultano comodi sul palco, una street song super orecchiabile. 

VOTO: 27 

MASSIMO RANIERI – “Tra le mani un cuore”
Ci riprova anche quest’anno, porta un brano con un’impronta riconoscibile restando nella sua comfort zone. Un volto conosciuto che fa piacere rivedere al festival. 

VOTO: 25

TONY EFFE – “Damme ‘na mano” 
Un Tony Effe che sembra voler interpretare un’altra persona… se voleva essere più serio non ci è riuscito, da apprezzare però il coraggio. 

VOTO: 18…

SERENA BRANCALE – “Anema e core”
È riuscita a portare un po’ di movimento in tutta la serata con suoni del sud. Sta bene sul palco, super credibile. 

VOTO: 26

BRUNORI SAS – “L’albero delle noci” 
Un brano sulla figlia e gli affetti familiari, uno dei favoriti dalla critica. Molto sicuro nella performance, buona la prima. 

VOTO: 27

MODÀ – “Non ti dimentico” 
Tornano dopo anni sul palco del Festival, ma questa performance è stata deludente… un lamento fastidioso. 

VOTO: 19 

CLARA – “Febbre”
Rispetto all’anno scorso sembra più impavida e consapevole, sa stare sul palco ma non convince ancora. Probabilmente ci sentiremo quest’estate. 

VOTO: 23 

LUCIO CORSI – “Volevo essere un duro” 
Molto sincero, arriva senza fare troppi giri senza essere troppo pesante. Super coerente nella performance. 

VOTO: 26

FEDEZ – “Battito”
Si può dire tanto in questi giorni su di lui, ma sa scrivere. Percepibile un po’ di ansia nell’aria, ma alla fine è riuscito a concludere bene la performance, una vera mina.  

VOTO: 24 

BRESH – “La tana del granchio” 
Un brano piacevole che suona bene, un po’ sottotono e senza una grande energia. Il pubblico sembra apprezzare molto il suo debutto. 

VOTO: 25

SARAH TOSCANO – “Amarcord” 
Fresca dal talent di Amici risulta sul palco molto abile, una voce che potrebbe con il tempo diventare più forte. 

VOTO: 21 di incoraggiamento 

JOAN THIELE – “Eco” 
Una sorpresa, un brano con ritmo molto coinvolgente e una bella voce. Ha convinto. 

VOTO: 27

ROCCO HUNT – “Mille vote ancora” 
Una bella performance, padroneggia la scena senza paura coinvolgendo. Per Rocco Hunt è “nu vot buon”.

VOTO: 26

FRANCESCA MICHIELIN – “Fango in paradiso” 
Questa volta scandisce le parole, la rottura con il “tipo” le ha dato forza per questa esibizione sentita. 

VOTO: 24

THE KOLORS – “Tu con chi fai l’amore” 
Prima di esibirsi hanno fatto regali fuori dall’Ariston, molto ironici. Hanno concluso bene questa prima serata con un ritmo incalzante e frizzante. Ci hanno conquistati? 

VOTO: 26

A cura di Francesca Modoni

Sanremo 2024 − Le pagelle della serata cover

Tra problemi tecnici, borsettine scippate e pubblico in rivolta dopo i primi cinque posti si è conclusa la penultima serata sanremese. 

Sangiovanni e Aitana – Medley “Farfalle” e “Mariposas”

Aitana (molto brava) e l’arrangiamento orchestrale sono un tentativo di innalzare una canzone poco interessante. Ma non aiutano.

Voto: premio autostima 

Annalisa, La Rappresentante di Lista, Coro Artemia – “Sweet Dreams”

Bello l’incastro tra le diverse voci: la Rappresentante e le sue note acute, Annalisa con il tono graffiante, il coro che si dimostra una presenza piacevole e non eccessiva. Tutto si incastra bene, in una performance bella, potente e con una spinta fortissima. Annalisa risponde a chi continua a dire che è brava solo a fare brani per i lidi.

Voto: 27

Rose Villain e Gianna Nannini – Medley Gianna Nannini

Rose non inizia al meglio, si riprende, e le due insieme tentano un’armonizzazione che di armonico ha poco, per poi contagiare anche Gianna Nannini che dimostra difficoltà di intonazione. Il tutto termina con un “sei nell’animaaaaaaa” fin troppo urlato. Il pubblico nonostante ciò sembra apprezzare.

Voto: 18, ma con qualche lezione di canto in più

Gazzelle e Fulminacci – “Notte prima degli esami”

A parte un po’ di incertezza iniziale regalano un momento mistico − complici alcune armonizzazioni inaspettatamente ben riuscite − con l’Ariston illuminato dalle torce dei cellulari come se fossero davvero tutti riuniti fuori dai cancelli della scuola la notte prima degli esami. I due sono stati bravi in fin dei conti.

Voto: 23

Thr Kolors e Umberto Tozzi – Medley Umberto Tozzi

Umberto Tozzi intermezzato da Italodisco perché la persecuzione fino al mese scorso non ci bastava.

Voto: 22

Alfa e Roberto Vecchioni – “Sogna ragazzo sogna”

Sembra strano sentire Alfa cantare qualcosa che non sia una canzonetta per TikTok e infatti, dopo un iniziale annebbiamento accanto a Vecchioni, si riprende la scena con la strofa inedita dimostrando di potersi dedicare a qualcosa di più interessante di una canzone che inizia con “Yoo-hoo”.

Voto: 23

Bnkr44 e Pino D’angiò – “Ma quale idea”

Iniziano col botto intonatissimi con l’accompagnamento al pianoforte: basterebbe già così. Non fosse che regalano una performance leggera e divertente senza prendersi veramente sul serio (marchio di fabbrica del collettivo). La base musicale originale, con innesti testuali inediti che non sembrano fuori posto, aggiungono il tocco in più. E quindi se la sono giocata benissimo, bravi! 

Voto: 28

Irama e Riccardo Cocciante – “Quando finisce un amore”

Irama è una comparsa rispetto a Cocciante, che lo annichilisce del tutto. La canzone è tra i pilastri della musica italiana, ma l’esibizione ha il sapore di un compitino in cui Irama non eccelle

Voto: 18

Fiorella Mannoia e Francesco Gabbani – Medley “Che sia benedetta” e “Occidentali’s karma”

Almeno si sono divertiti, contenti loro.

Voto: 19

Santi Francesi e Skin – “Hallelujah”

Hallelujah rischia di risultare banale, vista la ridondanza con cui viene proposta. Ma Skin è bravissima e anche Alessandro De Santis sfoggia tutte le sue doti canore. Partono con una bella spinta e crescono d’intensità, fino a un momento di stacco che all’inizio ha un impatto un po’ strano. Ma tutto sommato sono potenti.

Voto: 26

Ricchi e Poveri e Paola & Chiara – Medley “Sarà perché ti amo” e “Mamma Maria”

Che succede se le regine del trash di Sanremo 2023 incontrano i reali del trash Sanremo 2024? Qualcosa di talmente tanto caotico che Grignani e Arisa, l’anno scorso, in confronto sono stati dei pivelli. 

Voto: Angela rivelaci la ricetta dell’allegria

Ghali e Ratchopper – Medley dal titolo “Italiano Vero”

Il tentativo di provocazione è evidente, però sembra manchi qualcosa e infatti è un po’ sottotono. Tuttavia, Ghali sta sfruttando il palco del Festivàl per fare politica con la sua arte e bisogna dargliene atto.

Voto: 24

Clara, Ivana Spagna, Coro Voci Bianche – “Il cerchio della vita”

Togliere la parte in lingua zulu dal cerchio della vita è come togliere il soffritto dal ragù.  Un po’ insipida.

Voto: 20

Bertè e Venerus – “Ragazzo mio”

Venerus è tra le figure più interessanti del panorama indie/alternative: lo dimostrano gli esperimenti con le cover di Battisti che ha proposto nel corso dell’ultimo tour e la produzione inedita. Piazzarlo sul palco solo per fare l’accompagnamento chitarristico è un grandissimo spreco. Peccato per l’occasione ghiottissima di cui siamo stati privati.

Voto: le aspettative erano troppo alte

Geolier, Guè, Gigi D’Alessio, Luchè – Medley dal titolo “Strade”

Un mix di strade un po’ sgarrupate in un’esibizione studiata per rimanere sobria. Ma piazzare Gigi D’Alessio non è propriamente la scelta più sobria.

Voto: 18 per la simpatia

Angelina Mango e Quartetto d’archi dell’orchestra di Roma – “La rondine”

Angelina Mango decide di dare il tutto per tutto e fa versare le lacrime ai presenti e non solo. Si preannunciava una performance commovente, ma nessuno se l’aspettava così tanto da lasciare attoniti.

Voto: cosa le si può dire?

Alessandra Amoroso e Boomdabash – Medley 

Alessandrina cara hai aperto con un frammento soul e con la voce graffiante con cui potresti fare faville, ma poi hai deciso di trasformare l’Ariston in un lido di Gallipoli a metà agosto per un momento di celebrazione salentina. Tutto condito con il pathos di un arrangiamento degno del premio oscar per la miglior colonna sonora. 

Voto: premio Salentu intra lu core 

Dargen D’Amico e Belnova Orchestra – Omaggio a Ennio Morricone

Nonostante le dissonanze del pianoforte e dei violini, l’attenzione si focalizza sulle parole del testo e neanche Dargen perde l’occasione di farsi portavoce di messaggi sociali.

Voto: 23

Mahmood e Tenores de Bitti – “Come è profondo il mare”

Mahmood sa di essere bravo e non perde occasione per dimostrarlo. Alla fine però, passa in sordina.

Voto: sei il primo della classe e lo sai

Mr.Rain e Gemelli diversi – “Mary”

Stava andando tutto bene finchè Mr. Rain non ha iniziato a cantare “Supereroi”.

Voto: 18 politico

Negramaro e Malika Ayane – “La canzone del sole”

Sangiorgi e Malika inscenano la storia di due ragazzini alla prima cotta, che si sfiorano e si scambiano sguardi con gli occhi a cuoricino mentre lui le dedica “le bionde trecce” che quando hai 13 anni fa sempre figo.

Voto: premio saggio dell’oratorio

Emma Marrone e Bresh – Medley Tiziano Ferro

Se c’è Tiziano Ferro il momento karaoke parte spontaneamente, quindi sarebbe stato difficile fare male. In più Emma funziona bene con i trapperini. Comunque l’esibizione passa un po’ inosservata.

Voto: 19

Il Volo e Steff Burns – “Who wants to live forever”

Solo a Il Volo poteva venire in mente di interpretare i Queen in chiave lirico-pop. Il motivo rimarrà per sempre sconosciuto.

Voto: tutto bene da lassù, Freddie?

Diodato e Jack Savoretti – “Amore che vieni, amore che vai”

De Andrè è sempre molto rischioso, ma i due si destreggiano bene in una cover che non è niente male.

Voto: 23

La Sad e Donatella Rettore – “Lamette”

Loro hanno detto «non deve avere senso, deve solo sembrare un casino», anche se Donatella Rettore a stento si regge in piedi e continua a urlare nelle sue interazioni con Amadeus.

Voto: 20

Il Tre e Fabrizio Moro – Medley Fabrizio Moro

C’è davvero bisogno di dire qualcosa sull’ennesima esibizione di Fabrizio Moro che canta Fabrizio Moro?

Voto: ci vediamo la prossima edizione

Big Mama, Gaia, Sissi, La Niña – “Lady Marmelade”

Il quartetto femminile da uno scossone da torpore portando sul palco tutto il girl power, slay, sorellanza di cui c’è bisogno. Per fortuna, anche.

Voto: 25

Maninni ed Ermal Meta – “Non mi avete fatto niente”

Vedi Fabrizio Moro, con una piccola variazione: se i bidoni fossero stati microfonati avrebbero fatto la differenza.

Voto: ci vediamo la prossima edizione

Fred De Palma ed Eiffel 65 – Medley Eiffel 65

Arrangiamento orchestrale, dance pop, freestyle e autotune creano un marmellone di cose che sembra addirittura piacevole alla quarta serata in cui ci costringiamo a questo supplizio (un po’ masochista, ma Sanremo è Sanremo). In condizioni normali non reggeremmo neanche dopo le prime quattro battute. In più loro si improvvisano animatori della casa di riposo cercando di dare una svegliata al pubblico.

Voto: ma che bravi questi animatori!

Renga e Nek – Medley di Renga e Nek

Questa notte è stato definito l’ottavo peccato capitale: Renga e Nek che si autocelebrano cantando i loro successi. Come se non bastasse, alla fine dell’esibizione mettono su un teatrino che dovrebbe far ridere. E invece fa solo sperare che tutto finisca in fretta.

Voto: premio egoriferiti

a cura di Alessia Sabetta

SANREMO 2023 – Le pagelle della quarta serata

Arrivati alla quarta puntata la stanchezza inizia a farsi sentire: le puntate iniziano sempre alla stessa ora, ma non sai mai quando finiscono. Ad un passo dalla finale, la serata dedicata alle cover e ai duetti sicuramente aiutano a riaccendere gli animi.

La puntata inizia con la mancanza di Gianni Morandi sul palco, che raggiunge poi Amadeus in tenuta da corsa per affrontare la lunga maratona musicale che sarebbe durata ben 4 ore, con oltre 56 artisti sul palco. Noi li abbiamo visti tutti, quindi ecco le nostre pagelle.

Ariete & Sangiovanni – Centro di gravità permanente di Franco Battiato             

Le premesse erano buone: due giovani promesse della musica italiana e uno dei brani più amati di Battiato. Doveva essere un omaggio, ma si è rivelato un fiasco totale. La scarsa presenza scenica e la pessima intonazione di entrambi gli artisti ha portato ad un risultato estremamente deludente e a tratti imbarazzante. Forse la prossima volta sarebbe meglio scegliere qualcosa di più adatto alle proprie capacità.

Voto: 10/30

Will & Michele Zarrillo – Cinque giorni di Michele Zarrillo                

Premetto di essere cresciuta con le canzoni di Zarrillo e risentire “Cinque giorni” a distanza di anni (tanti) è stato un bel salto nel passato. Will riesce ad essere convincente, ma appena Zarrillo sale sul palco la scena è tutta sua. Esibizione carina, senza infamia né lode.

Voto: 23/30

Elodie & Big Mama – American Woman di Lenny Kravitz                

Wow e dico wow, sicuramente tra le esibizioni migliori di questa quarta serata. Una scelta musicale potente a cui Elodie riesce a tener testa con disinvoltura. Un’esibizione sexy e rock, arricchita dalle barre in italiano di Big Mama. Un duetto più che azzeccato! Menzione d’onore per lo scippo della borsetta: Piero Pelù è fiero di Elodie e +20 punti al FantaSanremo.

Voto: 30/30

Olly & Lorella Cuccarini – La notte vola di Lorella Cuccarini             

L’utilizzo sfrenato dell’auto-tune mi ha disturbato e non poco: forse avrei preferito una versione più “pulita”. Olly bravo, ma non meritevole di chissà quale encomio. Sicuramente il brano e la presenza della Cuccarini (con tanto di balletto) ha aiutato a evitare che quest’esibizione cadesse nel dimenticatoio.

Voto: 20/30

Ultimo & Eros Ramazzotti – Medley di Eros Ramazzotti                 

Ultimo sceglie Eros Ramazzotti per proporre un medley con i maggiori successi di quest’ultimo: ma chi era davvero l’ospite? Ultimo pervenuto solo quando Ramazzotti ha ammesso di non ricordare le parole. Era tutto vero o solo un modo per far finalmente esibire il vero artista in gara? Che dire Eros, sei riuscito a far cantare tutti, Ultimo compreso.

Voto: 21/30

Lazza con Emma & Laura Marzadori – La fine di Nesli              

Il rapper dei record (il suo Sirio è l’album rap più apprezzato del 2022) incontra Emma Marrone e il primo violino della Scala di Milano per proporre una versione alternativa di “La Fine” (brano di Nesli, diventato famoso grazie a Tiziano Ferro). Un’esibizione semplice ma anche emozionante, che ha convinto molti, me compresa. Lazza è sicuramente la rivelazione di questa 73° edizione del Festival.

Voto: 27/30

Tananai con Don Joe & Biagio Antonacci – Vorrei cantare come Biagio Antonacci di Simone Cristicchi             

Abbiamo capito che la brutta esperienza dell’anno scorso ha fatto solo del bene a Tananai e questa serata duetti ne è la prova. La comparsa a sorpresa di Biagio ha regalato un’esibizione decisamente interessante: le due vocalità si mescolavano molto bene – non mi dispiacerebbe una loro futura collaborazione –. Le donne di tutte le età ringraziano.

Voto: 28/30

Shari & Salmo – Diavolo in me, medley di Zucchero          

È un dato di fatto che Salmo sia un artista talentuoso: la sua versione dei brani di Zucchero ne è la prova. Shari invece aveva dimenticato di fare i gargarismi prima di salire sul palco e ha scelto di recuperare proprio in quel momento. Con o senza di lei, l’esibizione sarebbe stata la stessa.

Voto: 18/30

Gianluca Grignani & Arisa – Destinazione Paradiso di Gianluca Grignani           

Premio sobrietà non pervenuto. Un’esibizione da panico, nel vero senso della parola, che a un certo punto ha fatto sentire ubriaca anche me. Meno male per Arisa che è riuscita a portare avanti la canzone e che ci ha regalato uno dei meme migliori di questo Sanremo. Gianluca ti vogliamo bene, ma no.

Voto: Meno male per Arisa/30

Leo Gassmann con Edoardo Bennato & Quartetto Flegreo – Medley di Edoardo Bennato        

Non c’è molto da dire, sicuramente una bella esibizione. Leo Gassman è riuscito a non sparire dietro l’immensità di Bennato e questo è un bene. Bellissima la scelta di portare sul palco il Quartetto Flegreo, che da circa dieci anni collabora con il cantautore.

Voto: 27/30

Articolo 31 & Fedez – Medley degli Articolo 31           

Forse sarebbero bastati solo J-Ax e Dj Jad, la presenza di Fedez è apparsa un po’ inutile. Gli Articolo 31 cantano gli Articolo 31, quindi il successo è assicurato: tutti siamo cresciuti con le loro canzoni e tutti abbiamo cantato durante la loro performance. Menzione d’onore per Dj Jad che prova a fare la break.

Voto: 25/30

Giorgia & Elisa – Luce (tramonti a Nord Est) di Elisa e Di sole e d’azzurro di Giorgia            

Sicuramente il duetto più atteso della serata: d’altronde, quanto è bello veder cantare insieme due delle voci più belle del panorama musicale italiano? Le aspettative sono state tutte confermate regalandoci un’esibizione da sogno. Standing ovation.

Voto: 30/30

Colapesce Dimartino & Carla Bruni – Azzurro di Paolo Conte     

Premetto di aver dato questo voto solo per lei, anche perché Carla non si vedeva da un po’, soprattutto in veste di cantante; eppure è stata l’unica a star dietro la canzone, mentre Colapesce e Dimartino hanno faticato parecchio. Veramente un peccato, mi aspettavo molto di più.

Voto: 20/30

I Cugini di Campagna & Paolo Vallesi – La forza della vita di Paolo Vallesi e Anima mia dei Cugini di Campagna             

Ammetto di non conoscere Paolo Vallesi, quindi ero un po’ impreparata a questo duetto. È stata una bella esibizione – anche perché portando dei loro brani non sarebbe potuta andare diversamente –, e “Anima mia” è sicuramente stata la canzone più coinvolgente.

Voto: 23/30

Marco Mengoni & Kingdom Choir – Let It Be dei Beatles                 

Ok, forse i cori gospel hanno stancato un po’ tutti, ma non me. Che Mengoni si sia ispirato ad Achille Lauro dopo che l’anno scorso si era fatto accompagnare dall’Harlem Gospel Choir? “Let It Be” dei Beatles trova una nuova versione “colorata” dalla bellissima voce di Marco. Tra le esibizioni migliori della puntata, senza ombra di dubbio.

Voto: 30/30

gIANMARIA & Manuel Agnelli – Quello che non c’è degli Afterhours                 

Bravo Manuel, hai fatto un’esibizione meravigliosa! Ah, mi state dicendo che non era solo? Beh, allora gIANMARIA è passato completamente inosservato. Mi dispiace, ma il frontman degli Afterhours ha catalizzato tutta l’attenzione (giustamente).

Voto: 18/30

Mr. Rain & Fasma – Qualcosa di grande di Cesare Cremonini                            

Ma l’auto-tune è ormai diventato indispensabile? Ma poi, perché deve essere utilizzato in maniera così prepotente? Ecco come rovinare una canzone in poche semplici mosse. Senza parole.

Voto: No comment/30

Madame & Izi – Via del Campo di Fabrizio De André                  

Portare un brano di De André al Festival della Canzone Italiana è un po’ come avvicinarsi alla gabbia dei leoni indossando il celebre meat dress di Lady Gaga. La cover non è stata così terribile – anche se Izi si sentiva veramente poco –, ma di nuovo è stato fatto un utilizzo spropositato dell’auto-tune. Posso accettarlo con un brano della Cuccarini, ma non in uno di Faber.

Voto: 23/30

Coma_Cose con Baustelle – Sarà perché ti amo de I Ricchi e Poveri               

Modalità: uscita di coppia che va in un bar karaoke. L’esibizione non è stata brutta, ma piuttosto monotona e scialba. Con una scelta come questa mi aspettavo qualcosa di più allegro, magari anche un po’ trash. Forse l’avrei vista perfetta per Rosa Chemical che le avrebbe sicuramente dato più carattere.

Voto: 23/30

Rosa Chemical & Rose Villain – America di Gianna Nannini              

Scelta del brano molto azzeccata, soprattutto considerando il personaggio di Rosa Chemical. Duetto ben scelto, Rose Villain è stata impeccabile, forse anche più di lui: da tenere sott’occhio assolutamente. Esibizione piena di eccessi in tutti i sensi, vedi la leccata allo stivale e la presenza di un plug anale sul palco. Sinceramente non mi aspettavo nulla di diverso.

Voto: 25/30

Modà & Le Vibrazioni – Vieni da me de Le Vibrazioni              

La cover non era male, ma non era davvero una cover. Perché parliamoci chiaro, Le Vibrazioni hanno cantato loro stessi accompagnati da altri (in questo caso i Modà). È ovvio che quello che ne viene fuori sia fatto bene e funzioni.

Voto: 19/30

Levante & Renzo Rubino – Vivere di Vasco Rossi               

Levante sembra un po’ sottotono in questo Festival e anche con la cover non è riuscita a risollevare la situazione. Il brano di Vasco poteva essere una buona occasione per riscattarsi dagli scarsi risultati delle sere precedenti, ma niente. Presenza di spessore quella di Renzo Rubino, inquadrato una sola volta durante l’esibizione.

Voto: 24/30

Anna Oxa & Iljard Shaba – Un’emozione da poco di Anna Oxa       

Con l’ennesimo look discutibile, la vera regina di questo festival ha voluto giocare facile: cosa c’è di più semplice di portare un proprio pezzo, in cui canti completamente da sola? Brava, per carità, ma forse le urla sono state un po’ too much. Shaba ha fatto la sua comparsa solo alla fine del pezzo per far roteare il violoncello, molto scenografico. Naturalmente scherzo.

Voto: 24/30

Sethu & bnkr44 – Charlie fa surf dei Baustelle                          

Carina, divertente e giovanile. Hanno cercato di rendere proprio un brano lontano anni luce dal loro stile, e tutto sommato non gli è andata male. Ma nulla di più, sicuramente un’esibizione che cadrà nel dimenticatoio. I bnkr44 meglio di Sethu.

Voto: 20/30

LDA con Alex Britti – Oggi sono io di Alex Britti 

Come per Will e gIANMARIA, l’artista in gara risulta completamente surclassato dalla presenza dell’ospite, in questo caso Alex Britti. LDA lo noti solo perché si muove come se stesse trattenendo la pipì. Forse avrei preferito un duetto padre e figlio.

Voto: 23/30

Mara Sattei & Noemi – L’amour toujours di Gigi D’Agostino

Finalmente Mara si è svegliata, o meglio, finalmente si è fatta notare. Nelle altre serate è passata completamente in sordina, complice un brano poco interessante. Eppure Sattei ha tanto da dare e con questo omaggio a Gigi D’Agostino ne abbiamo avuto la prova. Peccato per la scelta sbagliata del duetto: Noemi poco adatta a questo genere di brani.

Voto: 26/30

Paola e Chiara con Merk&Kremont – Medley di Paola&Chiara

Altro momento epico che aspettavamo da tutta la serata. L’attesa è stata però ripagata con un medley/mashup in degno stile anni 2000: le canzoni di Paola e Chiara incontrano altri brani simbolo come “Hung Up” di Madonna, “Can’t Get You Out of My Head” di Kylie Minogue. Il risultato? Tutti a cantare e a ballare sulle sedie nostalgici dei tempi ormai passati.

Voto: 29/30

Colla Zio con Ditonellapiaga – Salirò di Daniele Silvestri          

Peccato che la loro esibizione sia arrivata a fine serata e dopo l’hype generato dalle sorelle Iezzi. Performance molto carina e fresca, con Ditonellapiaga che si conferma una delle novità musicali più interessanti degli ultimi anni. Anche i Colla Zio non sono da meno, sicuramente meglio di tutte le altre giovani promesse in gara.

Voto: 27/30

A cura di Erika Musarò

SANREMO 2023 – Le pagelle della terza serata

Fra cantanti dispersi, bambini rapiti da Amadeus perché tifosi del Milan e Gianni Morandi che sale su un piedistallo per provare l’ebbrezza di essere alti come Paola Egonu, anche la terza serata del Festival di Sanremo 2023 è volta al termine. È stata dura tirare avanti fino alle 2, ma eccoci qua puntuali con le nostre pagelle.

Paola & Chiara – Furore

La due sorelle si presentano con un abito di pizzo total black e puntano tutto sulla colata di brillantini in faccia per aprire il varco di luce che ci teletrasporterà ai primi anni 2000; la musica dance e il corpo di ballo arricchiscono la produzione degna di Eurovision. Potrebbe essere difficile raggiungere il Contest, ma per ora sembra essere un’ottima coreografia per TikTok.

Voto: 21/30

Mara Sattei – Duemila Minuti

È chiara l’impronta di thasup e Damiano David, tra gli autori del brano. Ci si aspettava forse  qualcosa di più fresco – tenendo sempre in considerazione la presenza del fratello −, ma rimane una canzone con una sua dignità. Performance sottotono con una Sattei un po’ rauca che non ha dato il meglio di sé (come invece aveva fatto la prima serata).

Voto: 24/30

Rosa Chemical – Made in Italy

Rosa Chemical vuole essere iconico e gli basta poco per riuscirci. Un electro-swing perfetto per un giro sul tagadà e ci siamo guadagnati la dose di trash di cui c’è sempre bisogno.

Voto: 100/30

Gianluca Grignani – Quando ti manca il fiato

Sono solo le 21:08 e Grignani ci regala il 70% dei meme della sera. Ci sono problemi tecnici, lui alza la mano e arrivano i primi flashback di guerra, ma per fortuna non ci sono rose sul palco. Lui si scusa, spiega che non si sente in cuffia e chiede di ricominciare. Questo comporta la perdita di 50 punti al FantaSanremo (e forse anche delle nostre orecchie). Poi una scena surreale al termine del brano: dopo essersi tolto la giacca per mostrare la scritta “NO WAR” sbrilluccicosa sulla camicia (+10 e +5), scappa via lasciando Amadeus con il mazzo di fiori in mano e la stessa espressione del Bugo gate.

Voto: 18/30 (x2)

Levante – Vivo

Continuiamo tutti a chiederci perché Levante abbia deciso di decolorare sia i suoi capelli e che la sua produzione musicale. Rimane il messaggio profondo che sottende al brano e una Levante che ci lascia le sue spiegazioni tramite twitter. Niente da aggiungere.

Voto: 23/30

Tananai – Tango

Tananai è il riscatto di tutti coloro che “è intelligente, ma non si applica”. Per questa sua seconda partecipazione sveste i panni del bad boy e indossa quelli del secchione seduto in prima fila con gli occhiali e la camicia. Ha riversato tutto il dolore della relazione andata male nello studio del canto: infatti è intonatissimo. Ed è impeccabile anche nei look da bravo ragazzo. Sarebbe tutto perfetto se non stessimo parlando di Tananai, lo stesso che lo scorso anno brindava per l’ultimo posto in classifica. Quindi bella la consapevolezza, bello il fatto che si stia riprendendo la sua rivincita ma Tananai, per favore, ritorna in te.

Voto: 24/30

Lazza – Cenere

C’erano delle aspettative, poche, ma nessuno avrebbe mai scommesso su questo brano. Invece la combo produzione di Dardust (che funziona sempre) e la scrittura di Lazza porta i suoi frutti. Il brano rimane in testa dopo il primo ascolto e sembra essere destinato a piacere sempre di più. Quello che non funziona è il completo di velluto rosso zebrato, ma lui è pur sempre un maranzino.

Voto: 27/30

LDA – Se poi domani

Direttamente dalla cerchia dei nipotini di Maria ed erede di Gigi D’Alessio nazionale avrebbe potuto regalarci grandissime soddisfazioni. Eppure, la sua è una canzone destinata a cadere nell’oblio. LDA però sta giocando benissimo la sua partita al FantaSanremo, per questo lo perdoniamo e gli diamo dei punti in più.

Voto: 18/30 politico

Madame – Il bene nel male

Anche in questo caso la produzione di Dardust è dirompente. Il testo in pieno stile Madame, in alcuni punti sembra un disco rotto. Tutto sommato è una canzone che fa ballare e si rivela abbastanza piacevole.

Voto: 23/30

Ultimo – Alba

L’unica alba che aspettiamo è quella del giorno in cui Ultimo avrà la sua svolta Tananai (quello vecchio però). Ultimo propone una canzone da Ultimo: inspiegabilmente si guadagna il secondo posto nella classifica generale. Per il secondo posto di Fedez erano stati accusati i followers della Ferragni. E tu, Ultimo, ci sveli il tuo segreto?

Voto: rimandato al prossimo appello/30

Elodie – Due

Questo brano sembra un po’ sbiadito. È una hit estiva, ma con gli angoli smussati. Però funziona bene, a differenza dell’olio cosparso sul corpo di Elodie. Menzione speciale per Carolina Bubbico che oltre a dirigere l’orchestra, intona i cori di accompagnamento.

Voto: 25/30

Mr. Rain – Supereroi

Classica ballad sanremese. Tutto già visto e sentito, tranne Amadeus che a fine esibizione si carica in spalla uno dei bambini del coro come fosse un sacco di patate. Canzone né troppo interessante, né troppo poco, si riesce a cantare già dopo il secondo ascolto. In gara tra quelle che passeranno di più in radio.

Voto: 23/30

Giorgia – Parole dette male

Questo è un brano che va ascoltato e riascoltato per potersi convincere che, tutto sommato, la strizzata d’occhio alle vibes anni ’90 funziona. Ovviamente meglio concentrarsi sulla versione in studio, perché due volte su due Giorgia sembra avere qualche problemino esecutivo. La seconda volta meglio della prima, ma siamo ancora lontani da un’esecuzione degna della suddetta. Vuoi vedere che Tananai a questo giro supera anche la prima della classe?

Voto: 23/30

Colla zio – Non mi va

Sul fatto che si tratti della quota caciarona dell’edizione non ci sono dubbi. Simil Lo Sato Sociale anni ’90, pur essendo milanesi (quasi non si direbbe) non cantano in corsivo. Tra i più interessanti delle nuove proposte, sono da tenere d’occhio.

Voto: 23/30

A cura di Alessia Sabetta

Marco Mengoni – Due Vite

Marco Mengoni porta un brano costruito a tavolino per mettere in risalto le sue doti vocali senza tuttavia riuscirci al 100%: fa fatica e si vede, ma al pubblico sembra non interessare e lo premia con una standing ovation – la prima del Festival – e con il primo posto nella classifica generale. Bonus per l’outfit nostalgico dei Village People.

Voto: 23/30

Colapesce e Dimartino – Splash

Sono poche le garanzie al Festival, e una di queste è sicuramente il duo Colapesce Dimartino. Un inizio che sembra ricordare un brano di Carmen Consoli per poi sfociare in un sound nostalgico dalle vibes anni ’80. Non diventerà virale come “Musica Leggerissima” ma va bene così, ci piace lo stesso.

Voto: 26/30

Coma_Cose – L’addio

I Coma_Cose puntano sulla loro complicità e sull’interpretazione per cercare di farci dimenticare la loro mediocre performance canora. Molto carini, ma la canzone non convince.

Voto: 22/30

Leo Gasmann – Terzo Cuore

Leo Gasmann che plagia i Pinguini Tattici Nucleari con l’aiuto di Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari. Il risultato non è entusiasmante.
P.S. La canotta della salute non andava di moda l’anno scorso?

Voto: 20/30

Cugini di Campagna – Lettera 22

I Cugini di Campagna sembrano brillare più del nostro futuro con questo brano scritto da La Rappresentante di Lista. Non solo convincono, ma si impegnano anche a fare punti al FantaSanremo.

Voto: 23/30

Olly – Polvere

Sono le 00:40 quando Amadeus decide di graziarci con un brano un pochino più ritmato e allegro, facendoci riprendere dall’abbiocco potente. Inedito senza troppe pretese ma con un ritornello che si fa ricordare. Tutto sommato un buon debutto per Olly.

Voto: 21/30

Anna Oxa – Sali (Canto dell’anima)

Anna, chi ti ha fatto male? Diccelo, ti prego.

Voto: Premio Aiello/30

Articolo 31 – Un bel viaggio

Gli Articolo 31 decidono di tornare alla ribalta con un polpettone nostalgico degli anni ’90. Forse avrebbero potuto essere nostalgici per conto loro, senza partecipare a Sanremo.

Voto: 20/30

Ariete – Mare di guai

Ariete riprende ad indossare il suo classico berretto e con esso sembra recuperare anche l’intonazione. Stavolta il fattore Dardust non riesce a fare la differenza e il brano passa in sordina per la critica, ma viene comunque premiato al televoto.

Voto: 21/30

Sethu – Cause perse

Ogni volta che cerco di ricordarmi questo brano puntualmente non ci riesco. Però Sethu sembra avere potenziale, quindi gli diamo la sufficienza.

Voto: 18 politico/30

Shari – Egoista

Una bella voce sprecata su un brano dimenticabile: strano visto che la produzione porta la firma di Salmo – oltre a quelle di Riccardo Puddu e Luciano Fenudi –. Speriamo di sentirla presto in qualcosa di più interessante.

Voto: 19/30

gIANMARIA – Mostro

gIANMARIA canta e ci crede davvero. Quasi quasi ci crediamo anche noi.

Voto: 21/30

Modà – Lasciami

I Modà hanno un pregio: quello di essere riconoscibili. Talmente riconoscibili che se cambi una canzone con un’altra non si nota assolutamente la differenza. D’altronde è lo stesso per Kekko Silvestre, che da 20 anni è sempre uguale. Ma come si fa?  

Voto: 22/30

Will – Stupido

Will sa che non vincerà Sanremo ma lotta con tutte le sue forze per portarsi a casa almeno il premio del FantaSanremo. Anche per lui un brano che passa piuttosto inosservato.

Voto: 22/30

A cura di Ramona Bustiuc