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Il caldissimo esordio del Flowers Festival 2026

Il 25 giugno 2026, durante una qualsiasi serata rovente di inizio estate, il Flowers Festival 2026 è stato inaugurato da SCAR, Labadessa e Fulminacci

Verso le 20.30 SCAR apre il concerto. Il cantante ha uno stile che spazia tra sperimentazioni pop e cantautorato moderno. Esordisce con alcuni brani dal suo repertorio come “Tutto ciò che odio” e “Giorno d’estate” durante il quale scende tra il pubblico e canta camminando tra gli spettatori. Il suo intervento è breve ma accolto calorosamente.

Di Elisa Giuliani

Alle 21 è il momento de Labadessa, che sconvolge tutti con il suo bizzarro umorismo ammaliando anche chi non lo conosceva. Noto fumettista napoletano, Labadessa si “diletta” nel canto dal 2019: sullo schermo dietro il palco viene proiettato il protagonista dei suoi fumetti, ovvero un uomo con la testa da uccello coricato tra le nuvole.

Di Elisa Giuliani

Labadessa ripercorre tutta la sua discografia tra ironia e puro trauma dumping: innumerevoli canzoni ci racconta essere state scritte per la sua ex, come “Le foche”, “Colline di Jeans”, “Tappeti del bagno”, mentre alcune per amori totalmente immaginati, come spiega nel brano “Cappuccini”. Ma quelle più gradite dal pubblico, forse perché poco prevedibili, sono state il mashup fra “Tra le giostre” e “Non me lo so spiegare” di Tiziano Ferro e “Dragon Ball Giuro Ti” cover di “Dragon Ball GT” di Giorgio Vanni. Dopo vari ringraziamenti e lunghi applausi da parte del pubblico, Labadessa e il complesso che lo accompagna lasciano spazio all’headliner della serata.

Alle 22.40 dopo una lunga pausa e un cambio look al palco entra in scena la band di Fulminacci, che intona le note iniziali di “Forte la banda”, per lanciare l’arrivo super acclamato del cantante. La lunghissima scaletta, già brevettata per il tour Palazzacci, riesce ad accontentare tutti, dai fan più recenti a chi lo segue ormai da anni. 

Per chi lo ha scoperto da poco, il cantante non manca di portare i brani dell’ultimo album Calcinacci, uscito a marzo di quest’anno dopo la partecipazione a Sanremo con “Stupida sfortuna”. Per chi è un veterano invece, Fulminacci pesca dagli scorsi album: “Forte la banda”, che dalla sua uscita (se non per il tour di Infinito +1) ha sempre tassativamente aperto  il concerto, “Tommaso”, “Borghese in borghese” e “Una sera” tratti dal suo album d’esordio La vita veramente, e qualche singolo come “Tutto inutile”, “Chitarra blu” e “Brutte compagnie”; e ancora grandi successi come “San giovanni” “Tattica”, “Aglio e olio” e chi più ne ha più ne metta.

Di Elisa Giuliani

Verso la fine il cantante legge i ringraziamenti che personalizza per ogni tappa del tour: ringrazia Fred Buscaglione, lo smemorato di Collegno, elementi salienti di Torino come i gianduiotti, i murazzi e il bicerin, e infine omaggia i piemontesi che con lui sono sempre stati veri e cortesi. 

Il caldo si fa brezza tiepida e passata la mezzanotte il concerto termina. Le 6 mila persone radunate, stremate dal caldo e dai balli scatenati, si dileguano, e termina così la prima data del Flowers di quest’anno. 

Maria Scaletta

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“Giorno d’estate” – Scar

All’inizio di agosto, il cantautore pugliese Scar ci regala una perla indie che profuma di caldo, malinconia e rimpianto. È il racconto delicato di un amore ormai finito, ma che non si riesce ancora a lasciar andare. Il brano si muove su sonorità oniriche, sospese, con una voce fragile e sincera che sembra sussurrare il dolore di chi non ha ancora accettato la fine. 

È una canzone che non urla, ma che colpisce proprio per la sua dolcezza vulnerabile. Perfetta da ascoltare al tramonto, quando il cielo si tinge di arancio e i pensieri diventano più pesanti.

Voto: 27/30

“Misery” – Winter feat. Horse Jumper of Love

Ballata sospesa tra dream pop e malinconia acustica, “Misery” prende ispirazione dalla storia d’amore e dalla tragica scomparsa di Elliott Smith. È una canzone che racconta con intensità emotiva assenze, desideri e quei dolori sottili che accompagnano ogni cambiamento.

Un piccolo gioiello da ascoltare in silenzio, come si ascolta un segreto che non vuole essere svelato.

Voto: 27/30

“Dark aura” – Joey Bada$$ 

Apre Lonely At The Top con un impatto deciso: “Dark Aura” è puro Joey Bada$$, senza compromessi. Il flow è tagliente, il beat cupo e magnetico, e le barre sono intrise di consapevolezza e orgoglio. Con questa traccia, Joey ribadisce la sua posizione: il vero hip hop non è morto, è solo tornato a parlare chiaro. E lui, come sempre, non sbaglia un colpo.

Voto: 28/30

“Nice Shoes” – Steve Lacy

Dopo il successo virale del suo ultimo album, Gemini Rights, Steve Lacy torna con un brano che spiazza e incuriosisce. Abbandonando momentaneamente le sonorità soul e R&B che lo hanno reso celebre, l’artista sperimenta con un sound elettronico, più freddo e sintetico, ma non meno affascinante. È un cambio di rotta che dimostra la sua voglia di evolversi, di non restare intrappolato nelle aspettative del pubblico.

Il pezzo lascia aperta una domanda: questo è solo un assaggio o l’inizio di una nuova era musicale per Lacy? L’ipotesi di un album in arrivo è più che concreta, e non vediamo l’ora di scoprire se saprà confermarsi fedele a sé stesso.

Voto: 26/30

“Tuareg” – Laila Al Habash 

Prodotto da Niccolò Contessa, è un brano che conferma ancora una volta il talento cristallino di Laila Al Habash. Con la sua scrittura brillante e mai banale, la cantautrice italo-palestinese ci accompagna nel viaggio emotivo di ritorno da una storia d’amore estiva ormai conclusa. «Mi tratti male / te ne sei andato» canta con disarmante semplicità, eppure ogni parola arriva dritta al cuore. 

Laila riesce a trasformare il dolore in poesia, e lo fa con una grazia che ormai è il suo marchio di fabbrica.

Voto: 29/30

“9am” – Myd feat. Calcutta 

Nel suo nuovo album il producer francese Myd sorprende con un featuring inaspettato: Calcutta, che presta la sua sensibilità a una traccia che incanta per la sua semplicità disarmante. Il brano si muove su melodie morbide e avvolgenti, quasi fosse una ninnananna elettronica, con parole cantate a bassa voce che sembrano arrivare da un sogno appena svanito. 

Voto: 27/30

“Addio” – Neffa feat. Salmo

È finalmente arrivata la seconda parte del disco più atteso del rap italiano: Canerandagio. Neffa firma un ritorno potente e raffinato, confermandosi come uno dei pilastri indiscussi della scena. Il suo rap è maturo, incisivo e costruito con una cura che lo rende difficile da spodestare dal trono.

A chiudere l’album una traccia che vede il featuring di Salmo, tornato a rappare con grinta e autenticità dopo alcuni lavori meno convincenti. Il brano è una lettera postuma, un addio che sa di verità e di redenzione.

Voto: 28/30

“Echoes” – Sorry 

I Sorry tornano a esplorare i confini tra indie rock e post-punk, dando vita a un brano d’amore intenso e stratificato. Le atmosfere cupe e le melodie sospese accompagnano una riflessione sull’identità e la perdita, dove l’“eco” diventa quasi un terzo protagonista nella relazione.

Il brano anticipa COSPLAY, il nuovo album della band londinese in uscita il 7 novembre, e rappresenta una svolta matura e poetica nel loro percorso. Un assaggio potente di ciò che ci aspetta.

Voto: 29/30

“Just Two Girls” – Wolf Alice

Con questo brano i Wolf Alice celebrano la forza e la bellezza dell’amicizia femminile. Ellie Rowsell canta con dolcezza e ironia le conversazioni intime tra amiche, tra epifanie da bar e confessioni sussurrate. Il brano è una carezza pop-rock che trasforma i piccoli momenti quotidiani in poesia, con un sound anni 70 rivisitato in chiave moderna. Un inno delicato e potente alla complicità che salva.

Voto: 27/30

“Empty Words” – Radio Free Alice

I Radio Free Alice sono riusciti a trasformare una jam nata durante il loro tour in Inghilterra in un brano che parla a chiunque abbia mai sentito il peso del silenzio sociale, delle parole vuote che ci circondano.

La voce è nervosa, quasi stonata a tratti, ma è proprio lì che sta la forza, un po’ come nei pezzi più crudi dei The Fall o dei Protomartyr. 

Voto: 30/30

Traccia bonus: La mia stella aggressiva – irossa. 

Impossibile non menzionare la band torinese che questo mese ha pubblicato il suo secondo album, confermando una crescita artistica solida e personale. “La mia stella aggressiva” è il brano che meglio incarna l’essenza e l’evoluzione del gruppo: un mix di intensità emotiva e ricerca sonora, perfetta per chi ama la musica che non ha paura di esporsi.

Sofia De March