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Musidams consiglia: i 10 migliori singoli di aprile

Aprile è stato un mese ricco di grandi ritorni e nuove uscite. Ecco a voi uno scorcio dall’Italia e non solo. 

HYPE (nuoveindagini)” – Neffa feat Fabri Fibra e M¥SS KETA

È il ritorno del guaglione sulla traccia, finalmente.

Insieme a Fabri Fibra e M¥SS KETA, Neffa riarrangia una base prodotta e consegnata allo stesso Fibra nel 2002 per “Scattano le indagini”, brano di apertura in Turbe Giovanili. Lo stesso Neffa definisce il brano: “Un pezzo sulla superficialità dell’apparenza che oggi è diventata la nuova essenza”, per questo non poteva che condividere il brano anche con M¥SS KETA che, tramite il suo progetto, incarna perfettamente questa descrizione.

In generale, quest’ultimo album di Neffa, Canerandagio – Parte 1, ci ricorda quanto il rap, se fatto bene, possa essere veicolo di messaggi che vanno oltre l’hip hop. 

Voto: 30/30

buco nero” – I Cani

Altro ritorno attesissimo è quello di Niccolò Contessa che a distanza di quasi dieci anni ci regala post mortem. Album carico di quotidianità e riflessioni più o meno esistenziali, esempio è il brano sopracitato, accompagnato da suoni abbastanza variegati che spaziano tra i generi (sempre rimanendo nei limiti dell’indie alternativo, no worries). 

Voto: 28/30

Something Beautiful” – Miley Cyrus

Brano estratto dall’omonimo album in uscita il 30 maggio e che racchiude la natura e la ricerca estetica che Miley Cyrus intende far trasparire dal progetto. Oltre alle canzoni già uscite è interessante vedere anche il lavoro complessivo di pubblicità e di rappresentazione che si sta seguendo. La ricerca della bellezza traspare anche dallo studio degli outfit e dalle atmosfere riprodotte dalle fotografie e dai visual che sono usciti fino ad ora. Nel complesso è un progetto che sembra andare oltre la musica, senza dimenticarsi però di sperimentare anche con diversi sound. 

Voto: 28/30

Underworld” – Alice Phoebe Lou

Brano che insieme ad altre tre canzoni compone una piccola raccolta autoprodotta dalla cantante sudafricana. Tramite questo progetto, Alice Phoebe Lou riflette sulla comunicazione e sul rapporto con gli altri e con sé stessi. 

Prendetevi 10 minuti di chill

Voto: 27/30

LikethisLikethat” – Tredici Pietro

Personalmente, da vittima di TikTok, devo ammettere che questo è un brano molto catchy

Uno dei pochi brani “leggeri” dell’ultimo album di Tredici Pietro che si riscopre in una chiave più introspettiva del solito. Non guardare giù è infatti un album, rispetto a quello precedente, più maturo sia dal punto di vista musicale che della scrittura. 

Voto: 26/30 

Here we go (uh oh)” – Coco Jones

Nuova anima R&B, seconda ex attrice Disney di questa lista, Coco Jones debutta con l’album Why not more? all’interno del quale troviamo questo brano. La cantante racconta il caos emotivo provocato dall’amore, presentando tutti i volti che questo sentimento può avere, dal più tossico al più passionale. 

 Voto: 25/30

KITSCH” – Dante e Cripo 

Dante è un ottimo esempio di come l’hiphop italiano potrebbe evolversi. Questo brano nello specifico è un po’ “un’ignorantata”, ma rappresenta appieno l’arroganza con la quale bisogna approcciarsi a questo mondo. Nel suo ultimo album CIRCO GRAN SIBERIA, uscito qualche mese fa e la cui produzione è stata affidata a Cripo, si riescono ad apprezzare sicuramente le diverse sfaccettatura e la sua capacità di scrittura.

Voto: 27/30

Scintille” – Chiello

Chiello stupisce tutti con un brano movimentato che si distingue dagli altri urlati e disperati ai quali siamo tutti abituati e che compongono l’ultimo album Scarabocchi. Diciamo che non è sicuramente il brano che ci si aspetterebbe da ascoltare in un disco che si apre  urlando «Uno di questi giorni mi ammazzerò».

Attraverso il racconto e le sonorità del brano che ci portano in un’atmosfera da club un pò anni ‘30, Chiello riesce a renderci spettatori dell’incontro più o meno romantico di cui canta. 

Voto: 26/30 

Back to me” – The Marìas

Questo brano ha la stessa vibe della performance in cui Kanye West chiede a Kim di tornare da lui. Se vi siete lasciati, mi spiace per voi, ma potete comunque disperarvi insieme ai The Marìas e ai loro classici suoni malinconici. 

Voto: 26/30

SESSONLINE” – TonyPitony

Vagamente scurrile, politicamente scorretto, razzista, omotransfobico, blasfemo, fa riferimenti al feticismo per i piedi e ai tossichelli. Non sto descrivendo l’italiano medio ma l’ultimo album di TonyPitony. Sulla stessa onda di Checco Zalone o Pippo Sowlo (che fine ha fatto?), ma con maggiore attenzione alla produzione e all’esecuzione, i suoi brani sono satirici, sarcastici e divisivi. Può piacere o meno, sicuramente fa riflettere. 

Voto: 28/30

Claudia Meli

Bloody Vinyl 3: chi ha paura della machete?

La Machete e lo scettro della scena italiana

Come la Trinità, i Moschettieri e le Grazie anche la Machete sa che tre è il numero perfetto, e all’alba dello scorso 2 ottobre, è arrivato il terzo episodio della saga Bloody Vinyl Mixtape: dal fantasma della dubstep e lo scratching old school che aleggiavano nel primo capitolo nel 2012, ai primi accenni di 808 nel BV2, tre anni dopo, anche quest’anno, Salmo si riconferma tra i più intelligenti imprenditori musicali del momento.
Astri nascenti, meteore, padri e padrini della scena t(rap) sui beat dei producer di punta dell’anno: questo è Bloody Vinyl 3.
Bastano i nomi: Slait, Tha Supreme, Low Kidd, Young Miles (e una capatina di Greg Willen).

Salmo, copyright ColdMasterKilla / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)

Già con il discusso, amato e odiato Machete Mixtape 4, da cui Salmo è uscito ora come il Cristo Redentore della scena italiana, ora come un pagliaccio venduto, la Machete si era dimostrata quantomeno in grado di intercettare i sound e i nomi del momento, tra cui appunto quello di Davide Mattei aka Tha Supreme, anticipandone l’esplosivo successo che lo avrebbe investito di lì a poco con il primo album targato Epic Records,
sottoetichetta della Sony , 236451.
Bloody Vinyl 3, che sembra aver calmato le acque e momentaneamente anestetizzato le polemiche contro Salmo e l’eterna querelle con Luchè, ha tutte le carte in regola per essere una delle più interessanti uscite dell’anno e stabilire chi è fuori e chi è dentro al gioco.

Mossa azzeccata aprire con i bassi distorti di “Machete Satellite”, in cui, nell’improbabile ma riuscita collaborazione con Taxi B, Salmo rievoca il suo passato metal e hardcore con uno screamo perfetto che sorprende i fan nuovi e accontenta i vecchi, e che suona un po’ come un voler dimostrare la tecnica che vince sugli urli scoordinati di Taxi, e che in fondo ’sti giovani trapper di oggi non si sono inventati niente.
Le sonorità esplosive e il flow destrutturato che segue l’andamento del beat, firme d’autore di Tha Supreme, fanno scintille con i suoni ricercati e tendenti all’elettronica di Young Miles, in due dei brani più riusciti del mixtape: “X 1 MEX” con un beat che guarda alla dance anni ‘90 e con il feat. di Dani Faiv e il suo flow fluido e scorrevole che si incastra con le sillabe sincopate di Tha Supreme e “Baby” feat. Rosa Chemical, che quando si parla di “tre bitch sul dick come Paul”, è sempre in prima fila.
Il sound più dark di Low Kidd viene fuori nei momenti meno d’impatto della tracklist, ma altrettanto riusciti come “Telephone” (feat. Capo Plaza e Sick Luke) e “5G” in collaborazione con Nitro, Fabri Fibra e Jake La Furia.

Che la si veda come una mera strategia di marketing o meno, è innegabile l’intelligenza della mossa, più che riuscita e decisamente di qualità.
A dimostrazione non solo che Salmo, e la Machete con lui, è stato capace di collaborare con i nomi giusti e nel modo giusto, ma anche che è ormai chiaro chi, per un motivo o per l’altro, è fuori dal gioco.